Arezzo, sequestrato allevamento ‘lager di animali’, una denuncia

Arezzo, sequestrato allevamento ‘lager di animali’, una denuncia

Sequestrato un allevamento ‘lager’ di animali a Civitella in Valdichiana (Arezzo) dove i carabinieri del Nas di Firenze, con i colleghi del gruppo ambiente della sezione di pg della procura di Arezzo e al dipartimento Arpat, hanno trovato anche un gattino agonizzante, poi soppresso dai veterinari.

L’ispezione è stata eseguita dopo un decreto di ispezione disposto dal pm Laura Taddei. Sul posto i militari hanno trovato 60 ovicaprini all’interno di una superficie quasi completamente invasa da eternit sbriciolato e da altri rifiuti principalmente costituiti da rottami ferrosi taglienti, scarti delle lavorazioni edili, materiali isolanti, imballaggi, residui di legno ed altri rifiuti speciali di varia natura e provenienza. Parte di questi animali erano zoppi. Il tutto insieme a ricoveri maleodoranti invasi da sporcizia e effluenti zootecnici direttamente a contatto con il bestiame.

Non c’erano nè una letamaia nè un luogo dove stoccare lecitamente lo stallatico. Immediata la richiesta di intervento del personale veterinario della Asl di Arezzo che ha confermato la presenza di gravissime carenze igienico sanitarie, uno stato di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze e dei ricoveri del tutto inadeguati. In passato, nella stessa area era stata accertata la presenza di una macellazione clandestina di animali. Il quadro emerso ha indotto i Nas e i Carabinieri Forestali a porre sotto sequestro la zona per dare avvio al più presto alle necessarie cure agli animali, al ripristino dello stato dei luoghi e alla bonifica del sito. Il proprietario, un italiano, è stato denunciato per numerosi reati.

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Livorno, no balneazione nei pressi porticciolo

Livorno, no balneazione nei pressi porticciolo

Arpat ha fornito analisi acque, tracce di inquinamento.

Divieto temporaneo di balneazione nei due specchi d’acqua ‘Bellana’ e ‘Nettuno’ vicino al porticciolo Nazario Sauro di Livorno. Lo stabilisce un’ordinanza comunale emanata su segnalazione dell’Arpat, dopo l’esito sfavorevole delle analisi sui campioni d’acqua prelevati il 15 aprile.

Il settore ambiente del Comune ha disposto quindi il divieto temporaneo di balneazione in via precauzionale, in considerazione del fatto che anche al di fuori del periodo compreso nella stagione balneare (che va dal primo maggio al 30 settembre) possono svolgersi attività dalle quali potrebbe derivare un pregiudizio per la salute pubblica. L’ordinanza rimarrà in vigore fino a quando le nuove analisi non daranno esito favorevole alla balneazione.

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Livorno, semirimorchio in fiamme, Arpat: ‘finestre chiuse’

Livorno, semirimorchio in fiamme, Arpat: ‘finestre chiuse’

Il rogo ha interessato delle buste di cloro per piscina. Non ci dovrebbero essere pericoli per la salute, ma è comunque consigliato chiudere le finestre nelle zone limitrofe a via delle Cateratte.

Un incendio sviluppatosi nella tarda mattinata di oggi ha distrutto un semirimorchio posteggiato nel piazzale di un capannone in via delle Cateratte, nella zona portuale di Livorno. Non ci sono stati nè feriti né intossicati ma l’Arpat, come riferito dal Comune in una nota, in via precauzionale e specificando che non ci sono pericoli per la salute, consiglia agli abitanti della zona vicina all’incendio di tenere chiuse le finestre. Il motivo è legato al fatto che il rogo ha interessato alcuni sacchi di cloro da piscina conservati all’interno del mezzo, materiale che col calore si è sciolto riversandosi sul piazzale. L’immediato intervento dei vigili del fuoco con gli idranti ha bagnato la sostanza permettendo di diluirla e ridurne così la tossicità.

“Arpat – spiegano dal Comune – è intervenuta sul posto e ha rilevato che non ci sono pericoli per la salute degli abitanti né dei passanti, in via precauzionale consiglia a chi abita o lavora nei palazzi circostanti di tenere le finestre chiuse e, in ogni caso, di evitare di passare da quella zona. In ogni caso il vento soffia verso ovest, spingendo i fumi in direzione del mare”. Le squadre dei vigili del fuoco, si spiega, sono subito intervenute riuscendo a spegnere le fiamme che avevano aggredito del materiale alla rinfusa contenuto su un semirimorchio e alcune bobine di cellulosa di altri container vicini che sono state interessate dal calore radiante sviluppato dal focolaio principale.

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Toscana, pdl in commissione, ‘Nuova spinta a Arpat’

Toscana, pdl in commissione, ‘Nuova spinta a Arpat’

Dare una “nuova spinta” all’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat), dotarla di una “uniformità organizzativa su tutto il territorio anche rispetto alla sua natura di supporto tecnico”, coniugando al contempo la necessità di “velocità di intervento e di azione”.

Questi, riferisce una nota, sono gli obiettivi della proposta di legge di iniziativa della giunta illustrata alla commissione Ambiente del Consiglio regionale della Toscana. Commissione guidata da Stefano Baccelli (Pd). La commissione, riferisce la nota, ha esaminato parallelamente anche il testo proposto dal gruppo Sì-Toscana a sinistra che intende “ridefinire le norme generali su natura giuridica, finalità e funzioni di Arpat”, oltre che stimolare un “adeguamento generale della disciplina”.

Il disegno di legge dell’esecutivo a guida Enrico Rossi, parte dalla necessità di adeguare quanto contenuto nella legge regionale 30/2009 alle nuove disposizioni normative sul sistema nazionale di rete per la protezione dell’ambiente (legge 132/2016). Il nuovo assetto delle competenze derivato dal decreto Del Rio, che ha portato ad un accentramento dell’intera materia ambientale in capo alla Regione, impone una “revisione dell’attuale modello organizzativo dell’Agenzia toscana”, anche per “renderlo coerente” con l’articolazione organizzativa delle diverse strutture regionali competenti”.

L’adeguamento normativo diventa funzionale, è stato spiegato nel corso della seduta di commissione, anche per dare “uniformità di comportamento su tutto il territorio regionale”. Inoltre, è previsto anche un intervento sulla capacità lavorativa dell’agenzia tramite assunzione di personale. La proposta interviene infatti sulle funzioni del direttore generale di Arpat, e quindi sulle proposte di dotazione organica, “stabilendo una nuova prerogativa” (articolo 23 del disegno di legge che modifica l’articolo 25 della 30).

Il testo presentato da Sì-Toscana a sinistra, illustrato dal presidente Tommaso Fattori, parte dal nuovo assetto di sistema nazionale definito dalla legge 132, che si pone come obiettivo quello di “assicurare una omogeneità, con riguardo alle azioni conoscitive e di controllo pubblico della qualità dell’ambiente, a supporto delle politiche di sostenibilità ambientale e di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica”. Per garantire la “massima indipendenza e terzietà” di Arpat, Sì-Toscana propone, con il disegno di legge, di eliminare l’articolo 50 dello Statuto della Toscana, che presuppone la delega di funzioni “ormai direttamente attribuite all’Agenzia dalla norma nazionale”, ma anche la nomina del direttore generale attraverso il Consiglio regionale, su proposta della Giunta.

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Arezzo: fiamme in ditta smaltimento rifiuti tecnologici

Arezzo: fiamme in ditta smaltimento rifiuti tecnologici

Notte di paura per un incendio che ha gravemente danneggiato l’azienda Raetech, specializzata nello smaltimento di rifiuti tecnologici, nella zona industriale tra Cesa e Foiano della Chiana (Arezzo). Non sono segnalati feriti e nessun intossicato tra quanti abitano nelle case vicine.

A scopo precauzionale il sindaco di Foiano Francesco Sonnati, che ha seguito sul posto le operazioni di spegnimento da parte dei vigili del fuoco, ha comunque invitato, entro un raggio di un chilometro dall’azienda, a limitare la permanenza all’aperto allo stretto necessario e di tenere le finestre delle abitazioni e degli ambienti di lavoro chiuse per l’intera giornata.
Per domare le fiamme i vigili del fuoco sono intervenuti in forze, con sei mezzi. Sul posto anche i sanitari del 118, i carabinieri e Arpat.
Da chiarire le cause del rogo. La stessa azienda aveva subito un altro grave incendio nel luglio 2016.

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