Aeroporto Firenze: troppo rumore a Quaracchi, scatta multa Arpat

Aeroporto Firenze: troppo rumore a Quaracchi, scatta multa Arpat

Due condomini lamentano troppo rumore dai voli dell’aeroporto di Firenze e l’Arpat (l’agenzia regionale per la protezione ambientale) infligge all’ente che controlla lo scalo, Toscana Aeroporti, una sanzione amministrativa.

A darne notizia è la stessa Arpat: a seguito dei controlli effettuati dall’agenzia, è risultato infatti che per due complessi residenziali, situati nell’abitato di Quaracchi (nel comune di Firenze, tra via Madonna del Terrazzo 7 e via Bruno Buozzi 6), situati lungo la direttrice di volo degli aerei, come avviene da alcuni anni, continua ad essere superato il limite del rumore previsto dalla legge e dalla classificazione acustica dell’area intorno allo scalo.

Arpat ha dunque chiesto di integrare il Piano di contenimento ed abbattimento del rumore, approvato nel 2008, in modo che fossero adottate misure di risanamento acustico anche per i due condomini dove viene sforato il limite per il rumore. Ma poiché Toscana Aeroporti non ha provveduto in tal senso, l’Agenzia ha elevato una sanzione amministrativa: in base ad una norma alla legge quadro sull’inquinamento acustico (art. 10 comma 3, l. 447/1995), si tratta di una multa il cui ammontare può arrivare a svariate migliaia di euro.

Sulla vicenda intervengono anche i Comitati della Piana contrari all’ampliamento dell’aeroporto: “come indica chiaramente la stessa Arpat – dicono – per lo scalo esistono delle prescrizioni valide, e queste prescrizioni devono essere rispettate”.

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Terme Petriolo, Arpat esclude presenza idrocarburi

Terme Petriolo, Arpat esclude presenza idrocarburi

In data 8 marzo 2018 operatori del dipartimento ARPAT di Siena, a seguito della segnalazione della presenza anomala di acque scure provenienti dalle Terme di Petriolo che si immettevano nel torrente Farma, hanno effettuato un sopralluogo e proceduto al prelievo di un campione delle acque provenienti dall’esubero della sorgente termale che alimenta i due stabilimenti presenti nel sito.

Le analisi svolte dal laboratorio ARPAT, a seguito di due distinti prelievi presso la sorgente termale del Petriolo che si immettevano nel torrente Farma hanno escluso completamente la presenza di idrocarburi.

Risultava invece molto elevato il contenuto di ferro, nel campione prelevato l’8 marzo,con una concentrazione intorno ai 2000 µg/L, rispetto a quella normale, tendenzialmente inferiore ai 50µg/L.

La massiccia presenza di ferro in acque molto solfuree, come sono normalmente quelle in oggetto, confermato anche dalle analisi di ARPAT, ha dato luogo con ogni probabilità,alla formazione di solfuro di ferro in quantità tale da spostare l’equilibrio di solubilità verso la precipitazione del composto anche per l’abbassamento della temperatura, dando luogo al fenomeno osservato, di annerimento dell’acqua.

Le analisi del campione prelevato in data 13 marzo, hanno rilevato una concentrazione di ferro di 370 µg/L,notevolmente inferiore a quella rilevata in presenza del fenomeno di annerimento.

E’ possibile che tali fenomeni possano essere provocati da condizione meteo particolari legate a consistenti precipitazioni che comportano comunque un dilavamento di ferro dai manufatti metallici e del deposito di pompaggio.

Al fine di evitare, comunque, il più possibile il ripetersi del fenomeno osservato, si ritiene opportuno che i gestori della sorgente termale, provvedano ad una migliore manutenzione dei manufatti presenti per il rilancio delle acque termali verso gli stabilimenti, soprattutto in seguito ad eventi meteorologici che comportano elevate precipitazioni.

Una ulteriore azione di miglioramento può essere costituita dalla sostituzione, ove possibile, di tutte le componenti impiantistiche con componenti di acciaio inox.

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Camaiore (Lucca), Arpat: “Valori elevatissimi di Escherichia coli” in acque depuratore

Camaiore (Lucca), Arpat: “Valori elevatissimi di Escherichia coli” in acque depuratore

A causa delle abbondanti piogge i fanghi di depurazione hanno contaminato le acque potabili. Gaia, gestore dell’impanto: “in futuro, con stessi disagi, non saremo in grado di controllare il fenomeno”.

“Valori elevatissimi di Escherichia coli” nel Fosso dell’Abate e in mare causati da liquami non depurati che sono finiti in acqua per problemi al depuratore di Camaiore (Lucca) dovuti alle abbondanti e prolungate piogge. E’ quanto rilevato da Arpat, il 27 marzo, su segnalazione della polizia municipale e di un consigliere comunale.

Ne dà notizia, in una nota, la stessa agenzia per l’ambiente spiegando di aver svolto un sopralluogo al depuratore e che “la società che gestisce l’impianto, Gaia spa, ha comunicato che sta incontrando, da tempo, difficoltà ad allontanare i fanghi di depurazione”. In particolare “in quella giornata, per evitare un pesante trascinamento di fanghi in uscita, è stato attivato il by-pass”, con il conseguente scarico di liquame non depurato in acqua.

A seguito di tali accertamenti Arpat sta assumendo i provvedimenti previsti dalla normativa nei confronti del gestore. Inoltre, si legge ancora, “Gaia afferma che, per il perdurare delle difficoltà menzionate, che stanno interessando anche altri impianti di depurazione, anche nel prossimo futuro la prestazione del depuratore ‘potrebbe risultare carente, almeno sporadicamente, e soprattutto in occasione di massicce portate in arrivo dovute a fasi di pioggia prolungate. Ciò potrebbe determinare saltuari superamenti dei parametri tabellari allo scarico, che non saremmo peraltro in grado di controllare'”. Arpat vigilerà affinché il gestore metta in atto tutte le misure possibili per far fronte alle problematiche, anche in vista della prossima stagione balneare.

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Arpat, no emissioni significative da inceneritore

Arpat, no emissioni significative da inceneritore

Montale, in provincia di Pistoia, secondo l’Arpat, lo spegnimento improvviso dell’inceneritore, sembrerebbe essere stato causato da un distacco della media tensione nella linea di Enel, ed il suo successivo, ma anomalo riavvio, non dovrebbe aver dato luogo “ad emissioni significative” poiché “l’arresto dei ventilatori riduce quasi a zero la portata dei fumi”.

Questo è quanto si legge in una nota rilasciata dall’Arpat dopo il sopralluogo dei tecnici.

Sono comunque “state richieste le registrazioni dei dati di impianto e prelevati dei campioni di ceneri dai filtri del camino per ulteriori valutazioni che saranno fatte nei prossimi giorni”, continua la nota nella quale si spiega inoltre che le “normali procedure” prevedono che i forni siano svuotati e venga eseguita “una pulizia straordinaria delle linee fumi prima del riavvio dell’impianto”.

A proposito delle cause che hanno portato al blocco dell’inceneritore di Montale, E-Distribuzione, la società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di media e bassa tensione, in una nota “precisa di non aver avuto alcun distacco della linea di media tensione a Montale, ma solo un abbassamento di tensione di pochi secondi senza alcuna interruzione di energia elettrica”.

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Equo compenso: la regione detta le regole per i professionisti

Equo compenso: la regione detta le regole per i professionisti

Sono state definite le regole necessarie a garantire un equo compenso per i professionisti incaricati della progettazione di opere pubbliche e per altre figure professionali alle quali vengano richieste prestazioni aggiuntive rispetto a quelle previste dal mansionario o di effettuare servizi esterni. Questi, d’ora in avanti, non potranno più essere corrisposte a titolo gratuito, come spesso è avvenuto fino ad oggi.

E’ questo il senso della delibera approvata nella sua ultima seduta dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla formazione e al lavoro, Cristina Grieco.

“Lo abbiamo fatto – spiega il presidente della Regione, Enrico Rossi – nell’intento di dare applicazione al principio dell’equo compenso, definendo regole certe, uniformi e valide per numerose categorie di lavoratori. A queste regole si atterrà per prima la Regione Toscana, ma sono tenuti ad applicarle anche tutti gli enti dipendenti dalla Regione stessa, come quelli del sistema sanitario regionale, l’Arpat, Toscana promozione, Artea, Toscana sviluppo, l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario, l’Autorità portuale regionale e i parchi regionali. Il lavoro va adeguatamente retribuito e le amministrazioni pubbliche non devono più corrispondere compensi non correttamente parametrati o, a maggior ragione, pretendere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito”.

Le linee guida approvate dalla Regione saranno valide anche per altre categorie professionali come gli avvocati, i commercialisti, i notai, gli assistenti sociali, i consulenti del lavoro. Si applicheranno anche alla professioni sanitarie come medici veterinari, farmacisti, psicologi, infermieri, ostetriche e tecnici sanitari di radiologia medica. Ne sono coinvolte anche le professioni tecniche come agrotecnico, architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore, biologo, chimico, dottore agronomo e dottore forestale, geometra e geometra laureato, geologo, ingegnere, perito agrario, perito industriale, tecnologo alimentare.

Sono alcuni decreti ministeriali a fissare i parametri da utilizzare nella liquidazione delle spettanze ai professionisti interessati, ed in particolare le tabelle contenute nel Decreto del Ministero della giustizia del 17 giugno 2016.

Vi si legge che un professionista incaricato deve essere retribuito con un compenso che varia dai 50 ai 75 euro l’ora, un aiuto dai 35 ai 50 euro e un aiuto di concetto dai 30 ai 37 euro. Ma si tratta di cifre indicative in quanto la determinazione del compenso, ad esempio per le opere pubbliche, deve tenere conto del costo delle singole categorie che compongono l’opera, della complessità della prestazione fornita dal professionista e della specificità della sua prestazione.

Ciò vale per le opere edili, per le strutture, gli impianti, le infrastrutture per la mobilità, le opere idrauliche, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, il paesaggio, l’ambiente, la naturalizzazione, l’agroalimentare, la zootecnica, la ruralità, le foreste, oltre alle opere legate al territorio e all’urbanistica.

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