Livorno: porti, siglato accordo per la sicurezza

Livorno: porti, siglato accordo per la sicurezza

Firmato oggi a Livorno nella sede dell’Autorità di sistema l’accordo per la sicurezza del lavoro nel porto e nelle industrie dell’area portuale

E’ stato firmato oggi a Livorno il ‘Protocollo per la promozione della sicurezza del lavoro nel porto di Livorno e negli stabilimenti industriali dell’area portuale’. L’accordo prevede una cabina di regia e un nucleo operativo tra le istituzioni per la periodica stesura e attuazione di un ‘Piano di attività’ per la sicurezza sul lavoro in ambito portuale.

Il protocollo è stato sottoscritto dal sindaco Filippo Nogarin insieme a Enrico Rossi governatore della Toscana, e i rappresentanti di Direzione marittima di Livorno, Autorità di sistema, Ispettorato del lavoro, Inail Toscana, vigili del fuoco, Comune di Collesalvetti, Arpat e Asl Toscana Nord Ovest.

“Il 28 marzo scorso – ha commentato Nogarin – Livorno ha pianto la morte di due operai della Labromare. Avevo detto allora che ai lavoratori che operano in ambiente portuale la politica doveva risposte coraggiose in materia di sicurezza e la firma di questo protocollo è un primo passo importante”.

“Con questo atto – ha aggiunto il sindaco – mettiamo insieme tutti gli attori che partecipano all’attività di prevenzione e controllo in materia di sicurezza sul lavoro, promuovendo il coordinamento delle attività e anche la formazione congiunta.Alzeremo così l’asticella di quantità e qualità della sicurezza nel porto e negli stabilimenti industriali che operano all’interno dell’area portuale, con un monitoraggio semestrale dei progressi ottenuti”.

“Tra le particolarità di questo atto voglio sottolinearne una – ha concluso Nogarin – l’organo di coordinamento dei soggetti sottoscrittori, la cabina di regia, potrà essere convocato anche su iniziativa delle associazioni di categoria, inclusi sindacati confederali e sindacati autonomi. Un aspetto sul quale la nostra amministrazione ha voluto puntare”.

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Produzione rifiuti urbani nelle province Firenze, Prato e Pistoia

Produzione rifiuti urbani nelle province Firenze, Prato e Pistoia

Secondo i dati ARPAT sull’anno 2016, Abetone è il comune che ha prodotto la quantità maggiore di rifiuti urbani (sia differenziati che non), mentre Serravalle Pistoiese si attesta come comune con la produzione più bassa. Per quanto riguarda la raccolta differenziata Calenzano e Marliana sono i due comuni con rispettivamente il quantitativo maggiore e minore.

I dati ARPAT sulla produzione dei rifiuti urbani dei 71 comuni delle province di Firenze, Prato e Pistoia nell’anno 2016, mostrano che il comune che ha prodotto la quantità maggiore di rifiuti urbani (sia differenziati che non), risulta essere Abetone: 629 abitanti ed un procapite pari a 1143 kg anno di cui più di 900 costituiti da rifiuti indifferenziati. Quello, invece, con la produzione più bassa, anch’esso nel territorio pistoiese, è Serravalle Pistoiese: poco più di 11000 abitanti ed una produzione di rifiuti urbani(differenziati ed indifferenziati) pari a 361 kg per abitante, di cui solo 45 kg costituiti da rifiuti indifferenziati.

Per quanto riguarda, invece, la raccolta differenziata, in quest’area geografica il comune con il quantitativo maggiore di raccolta differenziata risulta essere Calenzano (17.703 abitanti) con 663 kg abitante anno, al contrario, quello con il quantitativo minore risulta Marliana (3 215 abitanti), con 111 kg per abitante l’anno.

ARPAT ha suddiviso i comuni per numero di abitanti. Nei 15 piccoli comuni con meno di 15.000 abitanti la produzione media di rifiuti urbani totali (indifferenziati e differenziati) si aggira su 618 kg abitante/anno di cui differenziati, in media, circa 252 kg per abitante. Solo tre comuni su quindici raggiungono e superano l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata, si tratta di Cantagallo (74% circa), Montaione (85% circa) e Gambassi Terme (86% circa). Londa, con una raccolta differenziata al 62% circa, è quello che più si avvicina all’obiettivo 65%.

Comuni con numero di abitanti da 15.000 a 29.999: la produzione media di rifiuti urbani totali, in questi comuni, si aggira sui 592 kg abitante. In media la quantità di rifiuti differenziati risulta di 355 kg per abitante. In questa fascia troviamo 18 comuni, quello con il quantitativo pro capite più basso di rifiuti urbani totali è Monsummano Terme, 370 kg abitante/anno, di cui solo 51 costituiti da rifiuti indifferenziati. Al contrario, Calenzano fa registrare la produzione più alta, 1091 kg per abitante di cui più di 600 costituiti da rifiuti raccolti in modo differenziato.

Per quanto riguarda la raccolta differenziata, 6 comuni raggiungono e superano l’obiettivo del 65%, si tratta di Certaldo (85% circa), San Casciano Val di Pesa (76% ), Castelfiorentino (quasi 80%), Pontassieve (68%), Monsummano Terme (86%), Fucecchio (85%)

Comuni con numero di abitanti dai 30.000 ai 49.999: in questo gruppo troviamo 3 soli comuni: Campi Bisenzio, Empoli e Sesto Fiorentino; quello con la produzione più alta di rifiuti urbani totali è Sesto Fiorentino (49.060 abitanti), 873 kg abitante con la raccolta differenziata che si attesa a 60%. Empoli (48.442 abitanti) ha un procapite di 491 kg per abitante e raggiunge l’83 % di raccolta differenziata, unico comune in questo gruppo a raggiungere e superare il 65% di raccolta differenziata.

Comuni da 50.000 a 149.999 abitanti: in questo raggruppamento, troviamo due comuni dell’area centro: Scandicci e Pistoia, il primo ha una produzione totale di rifiuti pari a 575 kg per abitante mentre il secondo pari a 648 kg per abitante. La raccolta differenziata a Scandicci si avvicina al 50% mentre a Pistoia si ferma al 38% circa.

Comuni con numero di abitante uguale o superiore a 150.000: solo due comuni, nel territorio tra Firenze-Prato-Pistoia, raggiungono e superano i 150.000 abitanti: Firenze e Prato. A Prato la produzione pro capite di rifiuti urbani (differenziati e non) è di 704 kg  mentre a Firenze risulta pari a 629 kg. La raccolta differenziata a Prato raggiunge il 54% mentre a Firenze si attesta al 50%.

 

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A fuoco deposito rifiuti speciali nel Pisano. Verifiche di Arpat e Asl

A fuoco deposito rifiuti speciali nel Pisano. Verifiche di Arpat e Asl

Un deposito di rifiuti speciali di un azienda di Santa Croce sull’Arno (Pisa) è andato a fuoco la scorsa notte ma l’intervento dei vigili del fuoco ha permesso di domare in fretta l’incendio impedendo che le fiamme si propagassero al resto dello stabilimento.

L’allarme è scattato intorno alle 23.30 e alle due i pompieri avevano completamente estinto il rogo. Sul posto sono intervenuti anche i tecnici di Arpat e Asl per valutare eventuali conseguenze ambientali e per la salute dovute all’incendio.

L’incendio nel deposito di rifiuti speciali è avvenuto in un capannone dell’azienda Waste Recycling e ha provocato danni contenuti all”immobile: le pareti sono state annerite dal fumo e il calore ha provocato lo scoppio delle finestre ma le strutture portanti sono rimaste intatte. Lo ha reso noto l’azienda precisando che “il rogo non ha prodotto fumi o esalazioni pericolose per la salute pubblica”. “Le fiamme – aggiunge la Waste – sono state innescate da una scintilla incandescente dopo i lavori di triturazione dei rifiuti stoccati nel deposito, ovvero materie plastiche e imballaggi. L’incendio è stato spento rapidamente e l”azienda ha ripreso regolarmente la sua attività”.

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Arpat: l’ambiente in Toscana nel 2017

Arpat: l’ambiente in Toscana nel 2017

Presentato oggi il nuovo annuario dei dati ambientali 2017 della Toscana con la presenza dell’Assessore all’Ambiente, Federica Fratoni.

Strutturato in sei capitoli tematici (aria, acqua, mare, suolo, agenti fisici e sistemi produttivi), l’Annuario Arpat è una raccolta di oltre 50 indicatori attraverso cui vengono approfonditi i temi ambientali ed analizzato lo stato ambientale a livello regionale.

Per ciascuno degli indicatori i dati – riferiti al 2017 – sono presentati attraverso grafici, taballe ed infografiche. Questa edizione introduce anche commenti, che spiegano la situazione ambinetale che emerge dalla lettura degli indicatori e l’attività svolta da Arpat in merito.

Novità importante di questo Annuario è la classificazione degli indicatori secondo gli elementi del modello DPSIR (Determinanti, Pressioni, Stato, Impatti e Risposte) che rappresenta, in modo semplificato, le relazioni di causa-effetto tra uomo ed ambiente.

Per rendere più agevole la consultazione della pubblicazione, Arpat ha inoltre realizzato dei fascicoli provinciali che forniscono informazioni relative ai singoli territori, messe a confronto con quelle complessive della Toscana. I fasciscoli sono disponibili sul sito Web di Arpat.

La situazione dell’aria sul territorio regionale appare complessivamente positiva, anche se permangono alcuni problemi per tre inquinanti: PM10, ossidi di azoto e ozono.

Relativamente ai fiumi ed al loro stato ecologico, il 67% di quelli monitorati nel 2017 è lontano dall’obiettivo di qualità della normativa europea. Quanto allo stato chimico, il 61% dei fiumi è in stato buono, mentre il 37% è in stato non buono, soprattutto perché sono state rivelate sostanze pericolose in concentrazione media annua superiore allo standard di qualità ambientale (SQA).

Nel 2017 è iniziato, a livello sperimentale, il campionamento e la determinazione di sostanze pericolose nel biota, ovvero specie tipiche di pesci in fiumi e acque di transizione.

Nel 2017 quasi il 93% dei corpi idrici superficiali selezionati e monitorati per i fitofarmaci hanno registrato la presenza di fitofarmaci in concentrazione misurabile.

La qualità della balneazione nel 2017 si è mantenuta ad un livello eccellente facendo registrare anche un live miglioramento rispetto al 2016. Il 93% dei km di costa controllati si collocano in questa classe di eccellenza.

Non buono lo stato chimico delle acque marino costiere (basato sui dati di acqua e biota). Nella matrice acqua il basso livello di qualità ambientale è legato alle alte concentrazioni di Tributilstagno e in alcuni casi di mercurio. Migliore la situazione per lo Stato ecologico, per cui tutti i copri idrici hanno raggiunto lo stato elevato o buono, a eccezione di Costa Albegna.

Nel 2017 si sono registrati 48 spiaggiamenti di cetacei lungo le coste toscane, più del dobbio rispetto al 2016.

Passando al suolo e agli indicatori di bonifica, a fronte di 193 nuovi procedimenti attivati, aumentano sia la densità dei siti sia la percentuale di superficie interessata da bonifiche.

Novità dell’edizione 2018 dell’Annuario è l’introduzione di 3 indicatori relativi a  rifiuti e consumo di suolo. I dati di rifiuti urbani, riferiti al 2016, evidenziano una produzione di rifiuti pari a 617 kg per abitante in Toscana, mentre la percentuale di raccolta differenziata si attesta al 51%.

 

Per maggiori info: http://www.arpat.toscana.it/annuario

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Firenze, nasce tavolo sicurezza siti rifiuti

Firenze, nasce tavolo sicurezza siti rifiuti

Nasce in prefettura un tavolo sicurezza dei siti di deposito rifiuti. Al via misure prevenzione e monitoraggio e task-force di intervento.

Maggior vigilanza sui siti di stoccaggio dei rifiuti, adozione da parte dei gestori di misure di protezione e di videosorveglianza e la creazione di un tavolo di lavoro permanente per la definizione delle misure di prevenzione e monitoraggio, nell’ambito del quale confluiranno e si incroceranno i dati di tutti gli enti coinvolti, in modo da creare un archivio di informazioni con l’obiettivo di indirizzare ancora meglio l’azione complessiva.

E’ quanto emerso, e riportato in una nota, dall’incontro che il prefetto di Firenze Laura Lega ha avuto a Palazzo Medici Riccardi, ieri sera, con Regione Toscana, Città Metropolitana, Arpat, Ispettorato territoriale del lavoro e il Dipartimento di prevenzione della Asl Centro Toscana.

Presenti anche le forze di polizia e i vigili del fuoco. Si è posta infatti, anche alla luce di una recente direttiva del ministro dell’Interno, la necessità di inserire nei piani di controllo coordinato del territorio anche le aree di deposito dei rifiuti, considerato che dietro il loro stoccaggio possono celarsi attività illecite.

“Intendo alzare l’asticella dei controlli che già vengono effettuati con molta attenzione”, ha detto il prefetto ricordando che la ricognizione in corso dell’Arma dei carabinieri ha permesso finora di censire in provincia 3158 siti di stoccaggio, spesso temporanei, alcuni molto piccoli, che costituiscono un universo composito con profili di rischio anche per la salute pubblica.

Dal monitoraggio, che proseguirà, scaturisce “l’esigenza di individuare un pool che si muova in maniera coerente e coordinata per andare ad effettuare verifiche sempre più puntuali”, ha spiegato Lega. “Si tratta di una task-force in grado di svolgere attività ispettive a 360 gradi, che si muoverà in maniera congiunta e ragionata – ha precisato -, pianificando gli interventi, secondo una serie di priorità, prime fra tutte la tipologia e pericolosità dei rifiuti stoccati e la vicinanza dei depositi a centri abitati e impianti industriali”.

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