Incendio in ditta che tratta oli in Valdelsa

Incendio in ditta che tratta oli in Valdelsa

Castelfiorentino, in provincia di Firenze, un incendio di grandi dimensioni si è sviluppato, alle porte della città, dalle prime ore di stamani, in una ditta che tratta oli grezzi e farine da frutti vegetali a Pesciola.

Le fiamme si sarebbero sprigionate all’interno dello stabilimento della ditta. Sul posto sono intervenute 3 squadre dei vigili del fuoco con 2 autobotti e un’autoscala.

L’incendio ha interessato l’azienda Italcol, il rogo che si è sviluppato intorno alle 4 del mattino, è stato posto sotto controllo intorno alle 10 dai vigili del fuoco.

Le fiamme hanno interessato un capannone destinato a stoccaggio per i semi di uva. Nessuna persona è rimasta coinvolta. L’Arpat ha inviato dei propri tecnici per le valutazioni del caso inerenti l’impatto ambientale. Le cause sono in corso di accertamento ma al momento l’ipotesi del dolo viene scartata.

Nel novembre 2016 la stessa azienda era stata interessata da un altro rogo, con un silos di olio andato distrutto.

L'articolo Incendio in ditta che tratta oli in Valdelsa proviene da www.controradio.it.

Schiuma da tensioattivi in fosso, perdita da fabbrica Sesto F.no

Schiuma da tensioattivi in fosso, perdita da fabbrica Sesto F.no

La presenza abbondante di schiuma in un fosso a Sesto Fiorentino (Firenze) ha fatto scattare, ieri mattina, i controlli dell’Arpat su richiesta della protezione civile a Sesto Fiorentino, zona Polo Scientifico.

Risultato, i tecnici dell’agenzia insieme alla polizia municipale hanno risalito il corso d’acqua fino al canale di cinta occidentale che costeggia lo stabilimento Manetti & Roberts, accertando che la fuoriuscita della sostanza schiumogena proveniva dall’interno.

Sono stati quindi avvisati i responsabili dello stabilimento, riferisce l’Arpat, così è stato possibile entrare al suo interno ed accertare che la fuoriuscita proveniva da un silos contenente materia prima (tensioattivi concentrati) utilizzati per la produzione di detergenti. E’ stata quindi bloccata la fuoriuscita.

Arpat ha quindi chiesto l’intervento del Consorzio di Bonifica dell’Area Fiorentina per valutare se la sostanza schiumogena, attraverso altri fossi, potesse raggiungere il fiume Bisenzio. La stessa azienda, a sua volta, ha fatto intervenire una ditta specializzata per aspirare la sostanza riversata nei fossi. L’intervento dell’Arpat si è concluso in tarda serata.

“In attesa dell’esito delle analisi, si fa comunque presente – si legge in una nota diffusa dal Comune – che le acque interessate non sono utilizzate per l’irrigazione delle aree agricole né confluiscono nel sistema delle acque potabili”.

L'articolo Schiuma da tensioattivi in fosso, perdita da fabbrica Sesto F.no proviene da www.controradio.it.

ARPAT, possibile ricaduta fumi causa incendio Porcari

ARPAT, possibile ricaduta fumi causa incendio Porcari

Lucca, l’incendio presso il calzaturificio Rox nel comune di Porcari, si è prolungato tutta la notte di giovedì 28 e anche nella giornata venerdì 29, nonostante che i Vigili del fuoco siano intervenuti in forze, e nella tarda serata di giovedì 28 dicembre la centrale operativa della Protezione civile ha allertato il personale reperibile di ARPAT.

RoxIl rapporto di ARPAT sulle conseguenze dell’incendio.

Il denso fumo ha interessato anche il territorio dei limitrofi comuni di Altopascio e Capannori, ed i sindaci dei tre comuni, in contatto con ARPAT e ASL, hanno emesso analoghe ordinanze, a titolo precauzionale, per invitare la popolazione che abita le zone raggiunte dai fumi dell’incendio a:
•non consumare i prodotti dell’orto se non abbondantemente lavati
•tenere porte e finestre ben chiuse
•non stendere biancheria all’esterno
•persistere il meno possibile all’esterno evitando attività ricreative
•nel caso di ricaduta di ceneri lavare con acqua corrente terrazzi, davanzali eccetera.

L’incendio in particolare ha interessato il magazzino nel quale sono stoccate le calzature commercializzate dall’azienda, mentre non sembra – al momento – che siano stati interessati altri locali dello stabilimento.

Non è stato possibile accertare l’effettiva natura della copertura del capannone andato distrutto, per questo è stato prelevato un frammento dello stesso per effettuare le opportune verifiche sulla eventuale presenza di fibre di amianto.

Le acque di spegnimento dell’incendio sono state raccolte dalla rete esistente nei piazzali dell’impianto e indirizzate verso la fognatura e quindi non c’è stata dispersione in ambiente.

Nei prossimi giorni, ad incendio concluso e con struttura edile in sicurezza, il Dipartimento Arpat di Lucca proseguirà negli accertamenti per individuare quali interventi dovranno essere prescritti al fine di gestire i materiali residui ed indagare la presenza di inquinanti dispersi dall’incendio sul territorio circostante.

Il Settore Modellistica Previsionale di ARPAT si è attivato per individuare le aree maggiormente interessate dalla possibile ricaduta delle sostanze rilasciate in atmosfera. A tal fine sono stati acquisti i dati meteo disponibili per la zona.

L’area individuata – indicata nell’immagine sopra – è da assumersi come un’indicazione di massima, da verificare con altri eventuali elementi emersi dai sopralluoghi condotti nella zona e dalle informazioni raccolte dai Vigili del Fuoco: è comunque improntata a criteri “cautelativi” al fine di non escludere anche aree che, in realtà, potrebbero essere state interessate in misura marginale dagli effetti dell’evento.

L'articolo ARPAT, possibile ricaduta fumi causa incendio Porcari proviene da www.controradio.it.