Stibbert riapre la Loggia Impero

Al museo Stibbert riapre la Loggia Impero per lungo tempo chiusa al pubblico e restaurata grazie al contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Domani, 21 novembre, ci sarà l’inaugurazione, dalle 19, alla quale parteciperanno anche l’assessore alla cultura del Comune di Firenze Sergio Givone, che è anche presidente della Fondazione che cura la gestione del museo, e il soprintendente del museo Enrico Colle.

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Con questo recupero prosegue l’attività di ripristino degli ambienti della casa-museo di Frederick Stibbert avviati già da diversi anni con l’intento di restituire al pubblico quello che era stato l’allestimento delle sale della villa nell’Ottocento. Questo ulteriore intervento consente di presentare la ricca selezione di arredi dell’epoca Impero appositamente acquistati per la sala, insieme ad alcuni importanti dipinti tra i quali spiccano i ritratti della famiglia Baciocchi e il bozzetto per il famoso quadro dipinto da Karl P. Brjullov (1799-1852) Gli ultimi giorni di Pompei. Nella Loggia si conserva anche una ricca collezione di bronzi dorati della prima metà del XIX secolo, tra i quali un orologio raffigurante Venere e Amore restaurato per l’occasione.
La Loggia Impero, realizzata nel 1895, fu l’ultimo intervento intrapreso da Frederick Stibbert nella zona della villa destinata ad abitazione. Questo nuovo ambiente, progettato dall’architetto Tito Bellini, venne creato chiudendo la terrazza del primo piano, sopra la Loggia degli Stucchi. I lavori furono eseguiti da molti degli abituali collaboratori di Stibbert: Domenico Lampredi, e Michele Piovano per le parti murarie e decorative, il marmista Egisto Orlandini per la pavimentazione e il camino in marmo bianco, il decoratore Pietro Nencioni per il soffitto in stile impero. I bei festoni di frutta e fiori che corrono intorno alle due porte ed alle quattro finestre furono realizzati nel marzo del 1900 dal pittore Cesare Benini, a cui fu affidata anche la decorazione a chiaroscuro delle imbotti delle finestre ed i pilastri e le cornici a stucco delle porte. La stanza fu abbellita da una quadreria caratterizzata da tematiche di ispirazione antica alternate a soggetti tratti dall’epopea napoleonica; fra questi sono oggi visibili i due quadri di Luigi Ademollo, raffiguranti un trionfo ed una corsa di quadrighe, acquistati appositamente per quest’ambiente dall’antiquario Emilio Laschi nel 1900.