Truffe: operazione a Massa, 17 arresti

Truffe: operazione a Massa, 17 arresti

Sono 17 gli arrestati e 130 gli indagati. In corso perquisizioni anche in Toscana e a Milano.

Sono 17 le ordinanze di custodia cautelare, di cui 4 in carcere, e 13 agli arresti domiciliari, in corso di esecuzione con un’operazione condotta dai carabinieri e dalla questura di Massa e coordinata dalla procura, nei confronti di due associazioni per delinquere operanti nel territorio apuano e nelle province di La Spezia, Lucca e Pistoia.

Secondo l’accusa i due gruppi criminali avrebbero messo in piedi un vasto giro di truffe ai danni di Enti pubblici locali e compagnie di assicurazione. Tra i reati contestati quello di associazione per delinquere finalizzata al fraudolento danneggiamento dei beni assicurati, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, falsità materiale ed ideologica commessa da pubblico ufficiale e da privato, estorsione, corruzione ed abuso d’ufficio.

Gli arresti sono stati eseguiti nel territorio apuano, a Lucca e a Milano e, secondo quanto appreso riguardano una serie di soggetti tra cui liberi professionisti, lavoratori dipendenti e operatori sanitari, avvocati di Massa, medici legali delle assicurazioni e medici specialistici che lavorano in strutture sanitarie del capoluogo apuano, un appartenente alla polizia municipale, un investigatore privato con agenzia a Milano, un Pr di un noto locale del litorale versiliese, operai e titolari di stabilimenti balneari.

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Prato: 7 operai a nero in fabbrica, 2 arresti

Prato: 7 operai a nero in fabbrica, 2 arresti

Facevano lavorare a nero, nella loro confezione di abiti cinese, sette operai irregolari sul territorio nazionale. Per questo due donne sono state arrestate dai carabinieri, a Prato, in flagranza di reato.

Le due, di origine cinese, erano rispettivamente la titolare e colei che gestiva la fabbrica a Prato, che, peraltro, era stata già controllata e chiusa meno di un mese fa ma che cambiando ragione sociale aveva ripreso le attività. La confezione non solo aveva disatteso la prescrizione di sospensione, ma impiegava sette lavoratori clandestini, di origine africana, sfruttandoli.

“Condizioni lavorative disumane e minacce”, riferiscono i militari. Essendo sprovvisti dei necessari documenti di soggiorno, i sette operai sono stati denunciati per immigrazione clandestina ed è stato avviato l’iter per l’eventuale espulsione. I carabinieri dell’Ispettorato del lavoro hanno elevato una sanzione amministrativa di oltre 25 mila euro e la sospensione dell’attività. Le due donne sono state trattenute presso il proprio domicilio in regime di arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.

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