Karamustafa a Villa Romana

Gülsün Karamustafa  a Villa Romana, via Senese 68, Firenze da oggi 29 aprile  fino al 12 giugno. Orari di apertura: da martedì a venerdì, dalle 14 alle 18 e su appuntamento Inaugurazione oggi alle 19,30 della nuova mostra personale di Gülsün Karamustafa, la più autorevole e coraggiosa “Grande Dame” dell’arte contemporanea in Turchia. “Swaddling the Baby” è un progetto sviluppato appositamente per la mostra a Villa Romana.

Quando Gülsün Karamustafa visitò per la prima volta Firenze nel 1969, da studentessa dell’Accademia, rimase sbalordita al centro della piazza di fronte all’Ospedale degli ’Innocenti’ di Brunelleschi: le immagini dei neonati in fasce sui rilievi di Andrea della Robbia e le storie drammatiche che celavano la affascinarono più di ogni altra cosa. Scrive: ”I bambini sono gli esseri più deboli di tutta l’umanità, soprattutto durante le guerre, i grandi disastri, le migrazioni, la diaspora. Il mio progetto si relaziona al destino degli “innocenti” che hanno avuto la fortuna di sopravvivere a questi spietati momenti della vita. Dedico il mio lavoro alla memoria dei bambini accolti nell’Ospedale degli Innocenti di Firenze nel Quattrocento. Quando ho guardato fotografie di orfanotrofi in generale mi interessavano i volti e gli sguardi negli occhi dei bambini; questo è stato il percorso che mi ha permesso una più profonda comprensione di come un orfano si potrebbe sentire in periodi estremamente critici della storia”.

Gülsün Karamustafa vive e lavora a Istanbul. Dagli anni ‘70 ha sviluppato la sua pratica artistica come una riflessione attenta ed estetica sull’influenza delle strutture del potere sulle vite soggettive, e su come gli individui si sottraggono alla rappresentazione. Anche quando Istanbul non faceva ancora parte della rete globale dell’arte contemporanea, Gülsün Karamustafa creava delle opere straordinarie, critiche ed enfatiche allo stesso tempo. Una selezione del suo grande Oeuvre è stata presentata nella retrospettiva “A Promised Exhibition” (Un mostra promessa) nel 2013 al Salt di Istanbul.

Tra le mostre personali di Gülsün Karamustafa: “Mobile Stages” al Salzburger Kunstverein (2008), “Bosphorus 1954” al Kunstmuseum Bonn (2008); “Black and White Visions” alla Prometeo Gallery di Milano (2006), “Mystic transport, Trellis of My Mind” al Musée d’Art et Histoire di Ginevra, (1999) e tante altre. Ha partecipato a numerose mostre collettive come ad esempio la Sao Paulo Biennale del 2014, la Gwangju Biennale del 2000 e quella del 2014, “Art Histories” al Museum der Moderne di Salisburgo (2014); “Artevida Politica” al Museu de Arte Moderna do Rio de Janeiro (2014); la Thessaloniki Biennale del 2013, la Kiev Biennale del 2012, la Singapore Biennale del 2011, la Guangzou Triennale del 2008, la Cairo Biennale del 2008, “The 1980s: A Topology” al Museu Serralves di Porto (2006); “The Grand Promenade” al National Museum of Contemporary Art – EMST, Atene (2006), la Havana Biennale del 2003, la Cetinje Biennial del 2003 e la Istanbul Biennale del 1987, del 1992 e del 1995.

 

 

 

 

 

“ARTE E POLIS”: IL TEMA DELLA X FLORENCE BIENNALE

“ARTE E POLIS”: IL TEMA DELLA X FLORENCE BIENNALE
La Florence Biennale, manifestazione indipendente ed autofinanziata, è giunta alla sua X Edizione e si terrà a Firenze, nella storica sede della Fortezza da Basso, dal 17 al 25 ottobre 2015.  Da vent’anni la Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze rappresenta una vetrina d’eccellenza sulla scena artistica contemporanea ed è divenuta un modello di riferimento in quanto offre ad artisti di tutto il mondo una straordinaria esperienza di dialogo interculturale e interdisciplinare. “Arte e Polis”, è questo il tema proposto per la X Edizione della Florence Biennale dal Direttore Artistico Rolando Bellini.

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IL TEMA
Il mito della città ideale, eredità della cultura classica, si rinnova nella Laudatio florentinae urbis di Leonardo Bruni e nei trattati di Leon Battista Alberti, il quale scrisse il suo De pictura nella Firenze del Quattrocento, dove si andava rifondando la città dei filosofi platonica. Il dialogo fra le arti tutte riacceso allora si riverbera, di tempo in tempo, in illuminanti testimonianze che sono nutrimento dell’oggi.
Nella città che deve il suo nome ai ludi florales in onore di Flora, dea di tutte le fioriture, è il David di Michelangelo a riaffermare il legame fra arte e polis, dando la voce al Gigante dell’Appennino del Giambologna a Pratolino e chiamando a sé una serie di altre presenze urbane, buon’ultima la scultura Dietro-front di Michelangelo Pistoletto che presidia Porta Romana. In quest’ottica la polis va intesa non solo come environment, bensì come microcosmo di equilibri fra “uomo e natura”. E come scenario privilegiato in cui, ogni due anni, la Fortezza da Basso diventa “città degli artisti”. Dunque città contemporanea ideale dove talenti da tutto il mondo danno lustro a Firenze. Artisti esordienti, emergenti o affermati, tutti impegnati nella sperimentazione di forme, materiali e tecniche con sempre maggiore consapevolezza del loro fare.
Da quest’anno, per la X Edizione, la Florence Biennale accoglie anche gli artisti che operano negli ambiti del textile & fiber, jewellery, e ceramics. Costoro avranno una propria parte sul palcoscenico della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze, accendendo un dialogo con la storia che si riattualizza nel loro stesso fare. Tessere, formare, ornare: si torna ai primordi della civiltà, da Lascaux a Micene, ma al tempo stesso si rende onore alla memoria di una civitas come Firenze, dove le “arti” erano potenti e determinavano le sorti della comunità; una comunità che oggi come allora è animata da ideali di armonia e bellezza.
A rifletterci, tramontato anche l’eco heideggeriano del “post-modern”, si vorrebbe andare oltre le nozioni di neo-avanguardia o di altre irriducibili etichette e proporre un cambiamento ispirato alla renovatio laurenziana, ai canoni rivoluzionari di Michelangelo e all’arte di Leonardo che assorbe e reifica la realtà traducendola nell’“universo mondo” teorizzato, anni più tardi, da Giovan Battista Vico.

COME PARTECIPARE
Artisti da oltre trenta Paesi hanno già confermato la loro partecipazione alla X Florence Biennale.
È ancora possibile unirsi a loro presentando la propria candidatura all’esame del Comitato di Selezione Internazionale della Florence Biennale, che provvederà a esaminare il portfolio e il curriculum di ciascun candidato. Per inviare la propria candidatura, invitiamo gli artisti a visitare  il sito ufficiale della manifestazione nella sezione dedicata, http://www.florencebiennale.org/partecipare.
La X Edizione della Florence Biennale sarà l’occasione per celebrare, in concomitanza con i festeggiamenti dei 150 anni di Firenze Capitale d’Italia e di EXPO 2015, i vent’anni di storia della manifestazione fiorentina attraverso contenuti, iniziative ed eventi che saranno resi noti nei prossimi mesi.
Per ulteriori informazioni contattare la Segreteria Organizzativa all’indirizzo info@florencebiennale.org o visitare il nostro sito ufficiale www.florencebiennale.org.

MARZO AL MUSEO NOVECENTO

MARZO AL MUSEO NOVECENTO TRA  POESIA E IMMAGINI, TEMPO E BELLEZZA
Poesia e immagini, architettura, tempo e bellezza: queste le tematiche di cui si discuterà nelle quattro conferenze in programma per il mese di marzo al Museo Novecento. L’arte italiana del XX secolo verrà raccontata non solo attraverso le 300 opere esposte, ma anche grazie ai focus sulle principali discipline di cui è stata protagonista

Di particolare rilievo, oltre all’incontro con il filosofo Sergio Givone, è il workshop di Albert Mayr: dal 24 marzo al 17 aprile si svolgeranno due volte a settimana incontri con l’artista, individuali o di gruppo, dedicati a chi pensa di non riuscire a gestire bene il suo tempo. Mayr tenterà di aiutare i partecipanti, insegnando loro ad utilizzare meglio il tempo quotidiano.
Incontri
Mercoledì 4 marzo ore 17.30
Pagine d’arte
La poesia in immagine/L’immagine in poesia. Gruppo 70. Firenze 1963-2013

Presentazione del volume a cura di T. Spignoli, M. Corsi, F. Fastelli e M. C. Papini

Intervengono Niva Lorenzini  (Università di Bologna) e Francesco Tedeschi  (Università Cattolica del Sacro Cuore). Saranno presenti i curatori e Maria Letizia Sebastiani (BNCF)

Pubblicato in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita del Gruppo 70, il volume raccoglie gli atti del Convegno di Studi organizzato nel giugno 2013 presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. I saggi critici, accompagnati da opere, documenti e testimonianze originali, costituiscono un nuovo momento di riflessione sul carattere interdisciplinare e interattivo di una stagione creativa tra le più complesse e avvincenti del secondo Novecento.

Mercoledì 11 marzo ore 17.30

Pagine d’arte

9999. An alternative to one way architecture

Presentazione del libro di Marco Ornella

Dialogo tra Carlo Caldini, Bruno Casini, Marco Ornella, Emanuele Piccardo e Mario Preti

Con proiezione del documentario A Florentine Man, prodotto da Elettra Fiumi e Lea Khayata (Granny Cart Productions)

9999. An alternative to one-way architecture descrive per la prima volta la nascita e l’evoluzione del gruppo 9999, a partire dai viaggi di formazione in Oriente e attraverso gli Stati Uniti, passando per i primi anni di attività sotto il nome di 1999, fino alla partecipazione alla mostra Italy: The New Domestic Landscape al MoMA di New York nel 1972.

Mercoledì 18 marzo ore 17.30

Novecento presenta

THE TIME DESIGN BUREAU

Presentazione del workshop con Albert Mayr per immaginare una gestione creativa del tempo quotidiano, appuntamenti dal 24 marzo al 17 aprile 2015: il Museo Novecento ospiterà negli spazi a piano terra un ufficio in cui l’artista incontrerà il pubblico. In ciascun incontro si aprirà una riflessione sugli aspetti conflittuali del nostro rapporto con il tempo; si individueranno esigenze e preferenze e si discuteranno i parametri possibili di negoziazione temporale nel lavoro, in famiglia e con gli amici.

Mercoledì 25 marzo ore 17.30

Questioni di estetica

Sergio Givone

ARTE, TEMPO, BELLEZZA

L’arte del Novecento sembra voler di proposito ignorare la bellezza, talvolta in modo provocatorio. Ma se nega la bellezza, lo fa in nome della bellezza. Una bellezza però che non ha più a che fare con l’eterno, bensì con il tempo e dunque con l’effimero, il caduco, il contingente. Ne deriva una nuova concezione dell’opera, che cessa addirittura di essere opera per farsi gesto ed evento.

Gli incontri sono a cura di Valentina Gensini.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Informazioni
Museo Novecento, piazza Santa Maria Novella
Tel. 055-2768224, 055-2768558 (da lunedì a sabato 9.30-13.00 e 14.00 -17.00, domenica e festivi 9.30-12.30),
Mail info@muse.comune.fi.it
Web www.museonovecento.it

 

CHERYL a Palazzo Strozzi

Giovedì 15 gennaio 2015 gli spazi del Centro di Cultura Contemporanea Strozzina di Palazzo Strozzi a Firenze ospitano un evento eccezionale realizzato dal collettivo newyorkese CHERYL, un percorso fatto di ironia e provocazioni sulla società, l’arte e la cultura contemporanea.

Attraverso performance live e opere video, gli artisti creeranno una mostra-happening, una sorta di retrospettiva surreale in cui il tempo e lo spazio saranno alterati, contravvenendo alle regole e agli stereotipi degli spazi museali o delle esposizioni d’arte tradizionali. Glitter, musica, coreografie e costumi saranno gli ingredienti di un viaggio immaginifico verso una realtà parallela in cui tutto è possibile. Gli spazi del CCC Strozzina saranno trasformati in un susseguirsi di video, installazioni e performance che coinvolgeranno i visitatori in un’esperienza unica che documenterà insieme opere storiche del gruppo e nuove esperienze in cui gli artisti stessi interagiranno con il pubblico.

Invitati ad indossare una maschera, i visitatori si troveranno immersi nelle surreali atmosfere di opere video come White Cube, ironica parodia del mondo delle gallerie di New York, o Tropical Hospital, surreale riflessione tra realtà e sogno. All’interno delle sale del CCC Strozzina il pubblico sarà inoltre coinvolto dagli artisti in azioni collettive e a esplorare gli spazi totalmente decostruiti e modificati.

Collettivo artistico newyorkese formatosi nel 2008, il gruppo CHERYL è attualmente formato da Destiny Pierce, Nick Schiarizzi e Sarah Van Buren. CHERYL crea video e performance che uniscono ironia e critica istituzionale, proponendo chiavi di lettura insolite e riflessioni surreali sui concetti di arte, museo e spazio espositivo. Il gruppo ha realizzato performance e happening per istituzioni e gallerie come il Museum of Modern Art (MoMA), il PS 1, il Whitney Museum e il Brooklyn Museum di New York, The Asian Art Museum di San Francisco, l’Islington Mill di Manchester, la Off Limits Gallery di Madrid, La Escocesa a Barcelona, la Galeria Zé dos Bois di Lisbona, il Palais Paradiso di Amsterdam.

Il nuovo progetto realizzato per il CCC Strozzina diviene una delle maggiori retrospettive sul loro lavoro, un’occasione unica per far conoscere alla città di Firenze una delle realtà artistiche underground più innovative della scena newyorkese.
- See more at: http://www.strozzina.org/artists/cheryl/#sthash.Udf63AuG.dpuf

Dicembre al Museo Novecento

Dicembre al Museo Novecento: IL NOVECENTO RACCONTATO IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI ARTISTICHE

Proseguono per il mese di dicembre gli incontri e conferenze al Museo Novecento, che si conferma nuovo punto di riferimento per tutti gli amanti dell’arte (Piazza S. M. Novella, Spedale delle Leopoldine). Dopo l’alta partecipazione agli appuntamenti di ottobre e novembre, si torna a raccontare e scoprire il Novecento in tutte le sue declinazioni artistiche e con suoi protagonisti.

5 DICEMBRE, ORE 18:

DI-SEGNI POETICI, a cura di VERSILIADANZA

Prendendo spunto dalle contaminazioni linguistiche che hanno caratterizzato l’arte del Novecento, l’incontro di Di-Segni Poetici si inserisce in un progetto a cura di Versiliadanza dedicato al tema del linguaggio analizzato nell’ambito delle diverse arti, sia visive che performative. Alle ore 18, prima della conferenza, il pubblico potrà effettuare una visita guidata con un esperto del museo nella sala dedicata alla Poesia Visiva e alle opere di Ketty La Rocca.

Domenica 7 dicembre il progetto culminerà con la presentazione al Teatro Cantiere Florida dello spettacolo di danza vincitore del progetto NP 2014_sostegno a una nuova produzione promosso dalle Residenze artistiche di Danza della Regione Toscana in collaborazione con Adac Toscana – Associazione Danza Arti Contemporanee How to do things with word.

Programma:

ore 18.00 visita dedicata alla Poesia Visiva e alle opere di Ketty La Rocca nelle sale del museo

ore 18.30 conferenza con Fabrizio Desideri – Professore ordinario di Estetica, Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Firenze, Eleonora Tolu – Performer, Marta Bellu – Danzatrice e coreografa.

Incontro ad ingresso gratuito; visita gratuita massimo 30 persone con prenotazione obbligatoria.

10 DICEMBRE, ORE 17.30:

PAGINE D’ARTE: MERET OPPENHEIM, AFFERRARE LA VITA CON LA CODA

Presentazione a cura di Alessandro Nigro e Valentina Gensini del libro di Martina Corgnati edito da Johan & Levi, alla presenza dell’autrice.

Tedesca di nascita e svizzera d’adozione, Oppenheim (1913-1985) è stata una delle artiste più eclettiche del secolo scorso. Johan & Levi ha pubblicato la biografia a lei dedicata, firmata da Martina Corgnati, che ne ripercorre la vita privata e artistica, approfondendo le relazioni affettive, le modalità di lavoro e l’irrefrenabile creatività, con sorprese e rivelazioni che affiorano dalla sua corrispondenza. Da questa biografia prende spunto l’incontro con Alessandro Nigro e l’autrice, introdotti da Valentina Gensini.

Donna, artista, outsider, icona: dal fulminante esordio con Colazione in pelliccia, destinato ad aprirle poco più che ventenne le porte del MoMA, al lungo e impervio cammino intrapreso per liberarsi di ogni etichetta artistica, ideologica e di genere, Oppenheim è una delle poche figure femminili della storia divenute leggendarie per aver osato sfidare regole e pregiudizi millenari in nome di una vocazione autentica. Una vocazione artistica ed esistenziale che la porterà a scelte e posizioni di rottura tutt’altro che facili, non solo nei confronti della società benpensante dell’epoca ma anche degli insidiosi pregiudizi cui non può dirsi immune lo stesso milieu artistico e letterario del suo tempo. Musa venerata da Man Ray, pupilla irriverente di Breton, l’artista si muove lungo il secolo complice e lei stessa protagonista delle grandi sperimentazioni del Novecento.

Dall’avvicinamento alle teorie di Carl Gustav Jung al folgorante incontro con i surrealisti, dalla lunga lotta con la depressione all’attrazione inesorabile che a soli vent’anni la lega fatalmente a Max Ernst, dall’intenso e profondissimo sodalizio artistico con Alberto Giacometti all’amicizia segreta e finora ignota con Marcel Duchamp, Martina Corgnati traccia un accurato e appassionante ritratto della donna e dell’artista che ha avuto il coraggio di gridare alle donne di ogni tempo: «La libertà non ci viene data, dobbiamo prendercela».

Il volume è stato realizzato con il supporto di Prohelvetia – Fondazione Svizzera per la cultura

Prenotazione gratuita obbligatoria, ingresso fino ad esaurimento posti.