Il Monumento ai Tre Carabinieri di Marcello Guasti, a Fiesole

Il monumento ai Tre Carabinieri si affaccia su Firenze dalla terrazza del Parco della Rimembranza di Fiesole. E’ opera dello scultore fiorentino Marcello Guasti. In questi giorni Fiesole celebra monumento e scultore, e vale davvero la pena saperne di più.

Era il 12 agosto del 1944. Quel giorno, tre carabinieri che avevano aiutato i partigiani impegnati contro le forze straniere furono trucidati dai nazisti per rappresaglia. Vent’anni dopo Fiesole bandì un concorso per un monumento che li ricordasse e ne conservasse memoria. Il grande architetto Giovanni Michelucci scelse il progetto vincitore: era quello di Marcello Guasti.

Che nel 1964 realizzò il suo Monumento ai Tre Carabinieri, una grande scultura in bronzo creata per la nuova terrazza panoramica ideata da Giovanni Michelucci nel Parco della Rimembranza.

Marcello Guasti era nato nel 1924 e si è spento nel gennaio di questo 2019. Per decenni insegnante all’Istituto d’Arte, è stato un pittore, un incisore e poi soprattutto scultore, utilizzando sia il legno che il bronzo.

Molti suoi lavori sono disseminati per le strade e le piazze di Firenze. Tra questi la scultura più nota è forse Terra, Aria, Acqua, Fuoco,  del 1995, la grande colonna inclinata che saluta chi passa dal casello autostradale di Firenze-Impruneta (e che dovrebbe emettere un getto d’acqua, che però da anni è spento per beghe buracratiche tra comuni limitrofi).

Fiesole celebra adesso Marcello Guasti con due mostre: la prima, “La genesi del Monumento: ‘Slancio verso l’infinito’” ha inaugurato oggi 17 febbraio.

La seconda aprirà l’11 maggio e sarà dedicata a “Guasti e gli artisti suoi contemporanei in dialogo con l’antico”. Sarà ospitata nei locali del piccolo e delizioso Museo Civico Archeologico che si trova vicino al teatro Romano.

Entrambe le sedi resteranno aperte sino al 30 settembre 2019. Entrambe sono promosse dal Comune di Fiesole e dalla Fondazione Giovanni Michelucci.

Questa prima  “La genesi del Monumento: ‘Slancio verso l’infinito’” ricostruisce la storia di resistenza fiesolana con documenti originali. E illustra il dialogo tra arte e architettura moderna che negli anni Sessanta fu particolarmente fruttuoso.

In quella terrazza panoramica aperta su Firenze Michelucci pensò infatti a un ampliamento del Parco della Rimembranza con un monumento commemorativo che non fosse convenzionale. Non la solita stele, insomma, ma uno spazio evocativo collettivo. Un luogo della memoria che fosse capace di evocare la vita.

Guasti vinse il concorso su invito aperto da Michelucci a quattro giovani toscani proprio per avere colto il nodo centrale del concorso: quello del rapporto con il paesaggio.

Per l’artista, «l’idea fu di fare questa tenaglia e questa fiamma che la squarciava. Quindi aveva anche un significato simbolico della lotta fra il bene e il male e doveva essere messa in un punto che si potesse protendere verso l’infinito».

In mostra, oltre al modellino dell’opera e a fotografie del monumento scattate da Guasti stesso, ci sono anche disegni e modelli di Michelucci, dalla Chiesa “dell’Autostrada” al memoriale a Michelangelo. E una video-intervista a Guasti sino ad oggi inedita.

 

La seconda parte della mostra, “Guasti e gli artisti suoi contemporanei in dialogo con l’antico”, sarà incentrata sul lavoro di Marcello Guasti nel ventennio che va dal 1945 al 1965, mettendola in rapporto sia con gli artisti, soprattutto toscani e a lui contemporanei, sia con le opere antiche ospitate nelle sale del Museo.

Saranno una quarantina di opere, fra sculture, dipinti e xilografie, di artisti come Marino Marini, Venturino Venturi, Arnaldo Pomodoro, Vinicio Berti, Gualtiero Nativi, Vittorio Tolu, e altri.

In occasione della prima parte della mostra è stato anche bandito il concorso fotografico “Obiettivo memoria: il parco della Rimembranza e il Monumento ai Tre Carabinieri”.

Organizzato dalla ProLoco Fiesole in collaborazione con il Comune, prevede che le fotografie siano consegnate entro il 15 aprile 2019. Ci saranno vari premi e le foto saranno stampate a cura degli organizzatori ed esposte in una mostra presso la Biblioteca Comunale. Il bando con tutti i dettagli per la partecipazione è disponibile qui.

 

Margherita Abbozzo

Marcello Guasti, Giovanni Michelucci e il Monumento ai Tre Carabinieri

Fiesole, Sala Costantini

17 febbraio – 30 settembre 2019

a cura di Jonathan K. Nelson

sabato-domenica, febbraio 10:00 – 15:00 | da marzo 10:00 – 18:00

ingresso libero

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Kiki Smith a Palazzo Pitti: What I saw on the road

 

What I saw on the road o “cosa ho visto lungo la strada” è il titolo della mostra dedicata all’artista americana Kiki Smith. Aperta a Palazzo Pitti rimane visitabile fino al 2 giugno 2019.

 Kiki Smith, classe 1954, è una di quelle artiste che si amano per tutta la vita. Lavora dalla fine degli anni Ottanta, spaziando in tutte le tecniche: dalla scultura all’incisione ai libri d’artista ai disegni…agli arazzi, come si vede in questa mostra, che ne raccoglie 13.

Tutto quello che Kiki Smith tocca e crea riesce a parlare al cuore di chi guarda. E’ un’artista molto prolifica, che non ha mai avuto paura di lavorare nell’ambito figurativo anche quando non andava di moda. Viene definita un’artista femminista, ma le etichette sono sempre riduttive.

L’unica etichetta giusta? Definirla un’artista grande, questo si. Dalle sculture degli anni Novanta a oggi il suo lavoro è incentrato sui corpi femminili. E sono lavori “invecchiati bene”. Colpiscono ancora. Una volta visti non sono mai più dimenticabili. Sono lavori impressionanti, che ci toccano ancora. Che lasciano il segno. Così come impressionanti sono tutti i suoi lavori negli anni, anche quelli più piccoli, delicati e più tardi. E i disegni, bellissimi, sia quelli su scala monumentale che quelli più piccoli, su carte speciali.  E insomma, tutto quello che Kiki Smith tocca si trasforma in poesia.

Adesso What I saw on the road arriva a Palazzo Pitti, nello spazio dell’Andito degli Angiolini, dedicato per il terzo anno consegutivo ad ospitare il lavoro di un’artista donna, dopo Maria Lassnig e Maria Lai.

Sono circa 40 lavori che raccontano del lavoro di Kiki Smith negli ultimi vent’ anni. La selezione delle opere non è stata spiegata (è dell’artista stessa, o dei curatori, Eike Schmidt e Renata Pintus?) ma affamati come siamo di arte fatta da grandi artiste prendiamo tutto. Anche se per un’artista così importante ci vorrebbe una grande retrospettiva… comunque  bisogna dire che i lavori stanno bene negli spazi raccolti e gentili dell’ammezzato.

Dunque, arazzi. E stampe. E qualche scultura, da alcune più delicate ad una invece più massiccia.

Un racconto gentile, un prendere lo spettatore per mano e mostrare un poco alla volta.

Emerge il fare costante, determinato, poetico di Kiki Smith. Che guarda ai cieli e alla terra, alle creature che accompagnano l’uomo, alla natura che ci circonda e che forma la trama dei racconti, della poesia, dell’arte.

Un’arte grande di una grande artista.

 

Margherita Abbozzo. Tutte le fotografie sono mie.

Info pratiche qui.

 

 

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Lunedì ingresso gratuito a Palazzo Medici Riccardi

Lunedì ingresso gratuito a Palazzo Medici Riccardi

Lunedì 18 febbraio 2019, in occasione dell’anniversario della morte di Anna Maria Luisa (18 febbraio 1743), ultima discendente del ramo granducale dei Medici, la Città metropolitana di Firenze, in collaborazione con l’Associazione Mus.e, offre l’ingresso gratuito al percorso museale di Palazzo Medici Riccardi.

Il grande merito di Anna Maria Luisa de’ Medici ha fondamento nella stesura di un atto giuridico, noto come ‘Patto di famiglia’, si legge in una nota della Città metropolitana di Firenze e del Mus.e, grazie al quale l’ultima erede della dinastia vincolò allo Stato – il Granducato di Toscana – tutto il complesso dei beni che facevano parte delle collezioni medicee: Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioje ed altre cose preziose, a condizione espressa che di quello è per ornamento dello Stato, per utilità del pubblico e per attirare la curiosità dei forestieri, e non ne sarà nulla trasportato e levato fuori dalla Capitale e dello Stato del Gran Ducato”.
Con il suo testamento Anna Maria Luisa legò i beni di famiglia in maniera indissolubile a Firenze evitandone la dispersione fuori dalla città e all’estero negli stati stranieri permettendo ai beni di essere conservati e di arrivare fino a noi.
Il museo sarà visitabile dalle nove e fino alle 19, con ultimo ingresso alle ore 18.

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Palazzo Vecchio: di nuovo visibile soffitto Sala degli Elementi

Palazzo Vecchio: di nuovo visibile soffitto Sala degli Elementi

Dopo mesi di ponteggi, a poco a poco si svela il soffitto della Sala degli Elementi di Palazzo Vecchio: il restauro è iniziato nel 2017 e terminerà a primavera prossima. I lavori, che hanno lasciato fruibile la Sala pur con un percorso parziale, hanno già svelato colori e particolari originali delle pareti e a breve sarà completamente rimesso a nuovo anche il soffitto.

Il restauro ha ricevuto il finanziamento dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus per oltre 800 mila euro ed è inserito nel progetto Flic (Florence I care) che coinvolge i privati nel restauro dei beni culturali cittadini.

Il restauro si è composto da due fasi: è iniziato dalle pareti  e poi è proseguito sul soffitto grazie alla sensibilità della Fondazione. I restauratori hanno provveduto a operazioni di pulitura, stuccatura, riparazione di fessurazioni e distacchi di materiale, recupero dei colori originali e delle decorazioni delle parti lignee. L’ultimo restauro completo della Sala risaliva agli anni Sessanta.

“Finalmente – ha affermato il sindaco Dario Nardella – stiamo per riportare a tutta la sua bellezza una sala maestosa e preziosa che apre il Quartiere degli Elementi e che si affaccia sulla Terrazza di Saturno. Il museo di Palazzo Vecchio è da alcuni anni al centro di un diffuso progetto di valorizzazione che punta ad allargare la superficie museale, ad aumentare i servizi al pubblico e a recuperare gli ambienti di pregio. Ringraziamo sentitamente Giovanna Sacchetti, presidentessa della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus, che ha reso possibile questo restauro”.

Istituita nel 2013, la Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti dà seguito, attraverso erogazioni liberali, agli interessi condivisi dai marchesi Giulio e Giovanna Sacchetti nel corso della loro vita in comune, a cominciare dalla tutela e del restauro dei beni storici, culturali e artistici.

Il Quartiere degli Elementi consiste in cinque grandi stanze e due loggiati. Cosimo I ne commissionò originariamente la realizzazione a Battista del Tasso, ma alla sua morte le decorazioni furono portate a termine da Vasari e bottega, soprattutto da Cristofano Gherardi detto il Doceno e Marco da Faenza.

Le pareti della Sala degli Elementi sono decorate con affreschi allegorici, Acqua (Nascita di Venere), Terra (Primizie della Terra offerte e Saturno), Fuoco (Fucina di Vulcano), e il soffitto è decorato con l’allegoria dell’Aria, con al centro Saturno che mutila il cielo, mentre tra le finestre sono affrescati Mercurio e Plutone. Il camino fu disegnato dall’Ammannati. L’esecuzione dei lavori di restauro è stata aggiudicata all’Associazione Temporanea d’Impresa “Meridiana-Mannucci-Techne”.

palazzo vecchio

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Domenica Metropolitana, attività gratuite nei musei fiorentini dal 3 febbraio

Domenica Metropolitana, attività gratuite nei musei fiorentini dal 3 febbraio

La Domenica Metropolitana di febbraio offre un ricco programma di visite e attività gratuite nei musei cittadini, realizzate grazie al sostegno di GIOTTO, love brand di F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis ed Affini e di Mukki.

Giovani e adulti potranno fruire delle visite dedicate alla famiglia Medici in Palazzo Vecchio e in Palazzo Medici Riccardi ma anche dei percorsi guidati in Santa Maria Novella, al Museo Bardini, alla mostra ‘Solo. Medardo Rosso’ (Museo Novecento). Si affiancano poi le iniziative sulla Memoria della Grande Guerra – definite d’intesa con l’Ufficio UNESCO del Comune di Firenze e grazie alla collaborazione di Opera Santa Croce – e le visite proposte nell’ambito del progetto AMIR (Accoglienza Musei Inclusione Relazione) a cura di Comune di Fiesole, Comune di Firenze – MUS.E, Istituto degli Innocenti, Fondazione Primo Conti, Stazione Utopia, grazie al sostegno della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze.

Alle famiglie con bambini sono invece dedicate il racconto ‘Per fare una città ci vuole un fiore’ in Palazzo Vecchio, il percorso ‘A casa Medici’ in Palazzo Medici Riccardi e l’attività ‘Una collezione mitica’ al Museo Bardini.

Sono inoltre in programma le visite accompagnate al Museo del Bigallo alle h10.00 e alle h12.00 (Piazza San Giovanni 1, prenotazione obbligatoria, tel. 055-288496).

Si segnala anche l’accesso gratuito al Museo Zeffirelli – Centro internazionale per le Arti dello Spettacolo Franco Zeffirelli dalle h10 alle h18 (Piazza San Firenze 5, non è necessaria la prenotazione).

Si ricorda che tutte le visite guidate e le attività nei Musei Civici Fiorentini e in Palazzo Medici Riccardi sono gratuite per i cittadini residenti nella città metropolitana di Firenze e la prenotazione è obbligatoria. All’atto della prenotazione è possibile riservare un solo appuntamento nel corso della giornata per un massimo di 5 persone.

Senza prenotazione, fino ad esaurimento posti, sono gli accessi a: Museo di Palazzo Vecchio (orario 9.00/19.00), Torre di Arnolfo (orario 10.00/17.00, 30 persone ogni mezz’ora, ultimo accesso ore 16.00, chiusa in caso di pioggia), Santa Maria Novella (orario 13.00/17.30), Museo Stefano Bardini (orario 11.00/17.00), Fondazione Salvatore Romano (orario 13.00/17.00), Museo Novecento (orario 11.00/19.00), Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine (ingressi 13.00/17.00, ultimo accesso ore 16.15, 30 persone ogni mezz’ora), Museo del Ciclismo Gino Bartali (ingressi 10.00/16.00), Palazzo Medici Riccardi (orario 9.00/19.00).

Attenzione: le biglietterie chiudono un’ora prima dell’orario di chiusura.

 

MUSEO DI PALAZZO VECCHIO

Percorsi segreti

La proposta consente di visitare alcuni ambienti particolarmente preziosi: fra questi la scala realizzata per volere di Gualtieri di Brienne e ricavata nello spessore della muraglia; lo Studiolo di Francesco I de’ Medici, raffinatissimo scrigno “di cose rare et pretiose”, e lo Scrittoio del padre Cosimo I (più conosciuto come Tesoretto); infine l’imponente struttura a capriate che sorregge il soffitto a cassettoni del Salone dei Cinquecento.

 

Guidati da Giorgio Vasari

Nel 1555 Giorgio Vasari, pittore, architetto e scrittore aretino – autore de Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti – diventa il responsabile del cantiere di Palazzo Vecchio e compie un immenso lavoro per trasformare l’edificio in una sontuosa reggia rinascimentale. Nel dialogo con il pubblico Giorgio Vasari illustra le linee di politica culturale del Duca Cosimo I de’ Medici, committente assoluto degli interventi, e la perizia della fabbrica medicea nel realizzare, in tempi record, la nuova residenza ducale.

 

Orizzonti. Nuovi sguardi sul palazzo

Palazzo Vecchio è da secoli il cuore pulsante della vita pubblica fiorentina e è ancora oggi la sede ufficiale del Comune di Firenze, oltre che museo di se stesso con le sue splendide sale monumentali. La visita consentirà di scoprire (o riscoprire) questo magnifico luogo con gli occhi di chi lo ha conosciuto arrivando a Firenze come “nuovo cittadino”. I visitatori saranno quindi guidati da voci appartenenti a diverse culture a visitare in modo nuovo lo storico palazzo della città e un’attenzione particolare sarà dedicata alla sala delle carte geografiche, finestra sul mondo tra passato e presente in grado di affascinare chiunque la esplori.

La visita è proposta nell’ambito del progetto AMIR / Accoglienza Musei Inclusione Relazione, a cura di Comune di Fiesole, Comune di Firenze – MUS.E, Istituto degli Innocenti, Fondazione Primo Conti, Stazione Utopia, grazie al sostegno della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze.

 

In bottega, dipingere in fresco

“Di tutti gli altri modi che i pittori faccino, il dipingere in muro è il più maestrevole e bello”. Così Giorgio Vasari presenta la tecnica dell’affresco, considerata fra le più difficili poiché non consente ripensamenti e richiede una perfetta conoscenza dei materiali e dei pigmenti. L’atelier consente di cimentarsi con le diverse fasi di esecuzione di un piccolo affresco, che al termine dell’attività i partecipanti potranno portare via con sé.

In bottega, la pittura su tavola

“Da Cimabue in dietro, e da lui in qua s’è sempre veduto opere lavorate a tempera in tavola…E temperavano i colori da condurli col rosso dell’uovo o tempera…”.  Così Giorgio Vasari introduce la tecnica della tempera all’uovo; e per il tempo di un laboratorio il pubblico si cala nei panni di apprendisti di bottega per sperimentare direttamente le fasi di lavoro, dal macinare i colori al dipingere.

 

Per fare una città ci vuole un fiore

Firenze deve il suo nome alla fondazione di un castrum romano su una vivace distesa fiorita lungo il fiume Arno. Non è facile stabilire se si tratti di verità storica o mitica, così come non è facile definire quale sia il fiore che simboleggia la città dalla sua nascita: un giglio, un iris, un giaggiolo? Nella prima parte il racconto, seguendo i passi del giovane Vanni, porterà i bambini a rivivere la leggenda di fondazione di Firenze e a scoprire il suo legame speciale con la città. Nella seconda parte i bambini percorreranno le stanze di Palazzo Vecchio alla ricerca dei diversi “gigli” che le ornano. L’attività porterà i bambini a riappropriarsi del simbolo della città e comprendere come Firenze sia proprio come un fiore, da custodire con cura.

MUSEO STEFANO BARDINI

Una collezione mitica

Il museo, straordinario luogo di esposizione delle opere dell’antiquario Stefano Bardini, destinato ad attirare collezionisti e amatori d’arte di tutto il mondo, esercita tuttora un grande fascino: sale eleganti, nelle quali i pezzi diventano protagonisti e raccontano al meglio la propria storia. Fra questi spiccano numerosi pezzi antichi quali sarcofagi, busti marmorei di eroi e divinità e personaggi del mito reinterpretati lungo tutto il corso della storia dell’arte. Il percorso di visita, che spazia dall’antica Grecia fino alla storia etrusca e latina, ridarà voce ai protagonisti di un passato leggendario quali guerrieri, eroi, dei, satiri, regine: ai partecipanti saranno raccontate le loro storie, immortalate dall’arte e sospese tra la realtà e il mito.

 

Visita al museo

Nel museo si respira la passione che ha animato l’antiquario e connoisseur Stefano Bardini nell’acquisire nel corso della sua vita una quantità così ingente di opere d’arte. La visita permette di conoscere la sua straordinaria collezione, dalle grandi opere – fra cui la Carità di Tino di Camaino o la Madonna dei Cordai di Donatello – alle preziose testimonianze di arti minori quali cassoni, maioliche, tappeti, armi, bronzetti.

MUSEO NOVECENTO

Orizzonti. Nuovi sguardi sull’arte del Novecento

Il Museo Novecento racconta l’arte italiana del XX e del XXI secolo grazie alla sua collezione permanente e al programma di mostre temporanee, cicli espositivi, installazioni e progetti speciali. La visita consentirà di avvicinarsi ad alcune opere esposte con gli occhi di chi è giunto a Firenze come “nuovo cittadino”: i visitatori saranno quindi guidati da voci appartenenti a diverse culture e invitati a osservare in modo nuovo forme, codici, significati dell’arte italiana del nostro tempo e comprendere come davvero l’opera d’arte sia “aperta” e “centro attivo di una rete di relazioni inesauribili”. (U. Eco)

La visita è proposta nell’ambito del progetto AMIR / Accoglienza Musei Inclusione Relazione, a cura di Comune di Fiesole, Comune di Firenze – MUS.E, Istituto degli Innocenti, Fondazione Primo Conti, Stazione Utopia, grazie al sostegno della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze.

 

Visita alla mostra ‘Solo. Medardo Rosso’

Artista cruciale nello sviluppo della scultura tra Otto e Novecento, Medardo Rosso apre la strada a una nuova (eppure così antica) arte plastica fatta di forme aperte, provvisorie, opache, rivisitate in numerose repliche e varianti: “al valico tra moderno e contemporaneo, ha introdotto una scultura del transitorio, esposta al rotto e al disfatto, disponibile al Caso, di materia assorbente, dopo l’idea riflessa dal lucido del bronzo e dal polito del marmo” (Paola Mola). La visita alla mostra permetterà di avvicinarsi alla vita e all’opera di Rosso, capace di abbinare un’incredibile maestria tecnica a un linguaggio anti-monumentale e anti-convenzionale e di ridisegnare i confini della scultura: “a me, nell’arte, interessa soprattutto far dimenticare la materia”.

COMPLESSO DI SANTA MARIA NOVELLA

Visita alla basilica

La visita porta alla comprensione di uno straordinario documento della storia dei domenicani ma anche di un fondamentale capitolo della storia della città di Firenze. In questo senso un’attenzione particolare sarà dedicata alla storia dell’ordine, i cui caratteri teologici soggiacciono a tutte le vicende architettoniche e artistiche del convento, ma anche alla partecipazione attiva della cittadinanza, che da sempre ha supportato la vita del complesso grazie a lasciti, committenze e patronati. Sarà così possibile comprendere le peculiarità storiche ed estetiche dei maggiori capolavori del complesso, eseguiti dai maggiori artisti del Medioevo e del Rinascimento: fra questi Giotto, Masaccio, Filippo Brunelleschi, Paolo Uccello, Domenico Ghirlandaio, Filippino Lippi.

 

Visita ai chiostri

La visita consente di apprezzare l’eccezionale l’importanza storica e artistica degli spazi del convento domenicano, a cominciare dal celebre Chiostro verde, i cui meravigliosi affreschi della prima metà del Quattrocento, dipinti da Paolo Uccello e collaboratori, sono ora esposti nel Refettorio dopo il delicato intervento di restauro condotto dall’Opificio delle Pietre Dure. Il percorso prosegue con la visita della sala dell’antico capitolo, più nota come cappellone degli Spagnoli, il cui ciclo – affrescato da Andrea di Bonaiuto – si pone come una delle più alte e spettacolari rappresentazioni della missione domenicana e del trecentesco Chiostro Grande, da poco riaperto alla fruizione pubblica, che ospita uno straordinaria serie di affreschi dei maggiori pittori dell’Accademia fiorentina del Cinquecento. Infine, un vero e proprio ‘gioiello’ della pittura fiorentina nella fase di transizione fra Rinascimento e Manierismo, la Cappella del Papa.

 

PALAZZO MEDICI RICCARDI

Visita a Palazzo Medici Riccardi

La visita prende avvio dall’esterno, al fine di apprezzare le peculiarità architettoniche dell’edificio (progettato nel 1444 da Michelozzo e con celebri varianti michelangiolesche), per poi proseguire nel cortile e nel giardino ed evocare qui le tappe dell’ascesa medicea. Protagonisti sono Cosimo il Vecchio, Piero il Gottoso e Lorenzo il Magnifico, figure di assoluto rilievo in ambito sia culturale sia politico, capaci di disegnare la storia della città del Quattrocento e di promuovere la nascita del Rinascimento fiorentino: testimonianza ne è la Cappella dei Magi, sacello prezioso al primo piano del palazzo affrescato sapientemente da Benozzo Gozzoli. Il percorso si conclude con la visita della sfavillante Galleria degli Specchi, che consente di approfondire la “seconda età” del palazzo corrispondente all’acquisto a metà Seicento e alla successiva residenza della famiglia Riccardi.

 

A casa Medici nel Quattrocento

Il palazzo nasce come residenza privata della famiglia Medici negli anni Quaranta del Quattrocento e diventa il fulcro della vita della famiglia fino al trasferimento in Palazzo Vecchio nel 1540. Qui abita Cosimo il Vecchio; qui trascorrono le loro giornate Lorenzo e Giuliano; qui si insedia Alessandro de’ Medici, primo Duca di Firenze. Dalla panca di via e dall’originaria loggia “per commodo e ragunanza de cittadini” (poi inglobata nel palazzo) al raffinato cortile interno e all’orto domestico che diventerà giardino, il percorso seguirà l’itinerario di un inventario di fine Quattrocento per scoprire con l’immaginazione cantine, appartamenti privati, cappelle e scrittoi, soffitte e terrazzini riscoprendo – grazie a testi, immagini, ma anche suoni e profumi – “frammenti di un discorso mediceo” che ancora oggi è, a buon titolo, magnifico.

IN CITTÀ

La memoria della Grande Guerra. Percorsi in città

In occasione dell’anniversario della Prima Guerra Mondiale, giovani e adulti avranno la possibilità di percorrere il centro storico alla scoperta dei monumenti e delle tracce della Grande Guerra. L’itinerario prenderà avvio da Palazzo Vecchio per snodarsi nel centro cittadino e concludersi in Santa Croce, cuore della memoria dei caduti fiorentini. Se per le vie della città i partecipanti potranno osservare targhe, sculture e monumenti sorti a memoria dell’evento e dei suoi morti,   “nell’impulso a trovare nell’esperienza della guerra un significato più alto, qualcosa che giustificasse il sacrificio e la perdita irreparabile” (George L. Mosse), il complesso di Santa Croce si offrirà come tappa saliente del percorso, con la visita della Cappella alla Madre Italiana in chiesa, del Parco della Rimembranza nel primo chiostro e del Famedio sotterraneo progettato da Alfredo Lensi.

Info: www.musefirenze.it

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