Fondazione Turismo, Arte e Beni culturali (TAB): online i bandi per i nuovi corsi

Fondazione Turismo, Arte e Beni culturali (TAB): online i bandi per i nuovi corsi

Sono on line sul sito della Fondazione TAB (www.fondazionetab.it) i bandi per i nuovi corsi post-diploma Events, Homa, MI-TAB e Y&T dedicati alle tematiche dell’organizzazione di eventi, del turismo, della moda, dell’arte e dei beni culturali. Le domande potranno essere presentare entro il 15 ottobre.

La Fondazione TAB, che ha sede nel Palagio di Parte Guelfa nei locali comunali, è stata costituita nel 2015 su iniziativa del Comune di Firenze, dell’Università di Firenze, dell’Istituto Marco Polo e del Centro studi turistici. Ad essa aderiscono 70 istituzioni (enti locali, università, istituti scolastici, agenzie formative e aziende aventi sede in Toscana) ed è articolata in quattro territori: Firenze, Arezzo, Lucca e Siena.

Il corso Events, inerente l’organizzazione di eventi, si terrà a Firenze, mentre Homa, dedicato all’ sull’accoglienza turistica, si svolgerà a Lucca. Altri due corsi saranno, invece, attivati d’intesa con altre Fondazioni ITS toscane: si tratta dei corsi MI-TAB e Y&T. Il corso MI-TAB, relativo a elaborazioni orafe e complementi metallici nel prodotto moda, è progettato assieme alla Fondazione MITA che ne è capofila e si svolgerà fra Scandicci e Arezzo, mentre il corso Y&T, inerente la promozione e l’accoglienza turistica nel settore nautico, è progettato assieme alla Fondazione ISYL, con capofila TAB, e si svolgerà a Lucca e Porto Santo Stefano.

“Il Comune di Firenze continuerà a sostenere la Fondazione TAB – ha detto la vicesindaca Cristina Giachi -, attivando azioni sia per l’incremento di risorse finanziarie da destinare a questa tipologia di formazione, sia per il riconoscimento da parte delle Università del titolo di studio ministeriale rilasciato dagli ITS quale credito formativo per una successiva laurea”.

TAB ha finora attivato sette corsi di 2.000 ore ciascuno (di cui 800 di stage), finanziati con risorse del Fondo sociale europeo, erogate dalla Regione Toscana, contributi del MIUR e in parte cofinanziati da soci della Fondazione.

Nei mesi scorsi si sono conclusi due corsi (uno ad Arezzo e l’altro a Lucca) con 37 diplomati i quali hanno in gran parte già trovato un impiego. Recentemente si è anche concluso il corso sul recupero e la valorizzazione del patrimonio architettonico – Re-Art, realizzato a Firenze con 14 diplomati. Il corso Re-Art è stato realizzato con l’intervento di professionisti del settore, in collaborazione con il Centro Studi turistici, la cooperativa Archeologia, il Collegio dei Geometri di Firenze e il Dipartimento Sagas dell’Università di Firenze. I giovani diplomati hanno acquisito specifica professionalità e sono pronti ad entrare nel mondo del lavoro, in aziende che curano la conservazione e la valorizzazione di beni immobili.

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“I migranti? Facciamoli lavorare nella cultura e nell’arte”

“I migranti? Facciamoli lavorare nella cultura e nell’arte”

La proposta su Art tribune del professor Stefano Monti “impieghiamoli nella promozione dei musei minori e dei percorsi turistici”

I migranti potrebbero essere impiegati nella valorizzazione dei musei minori e di tutte quelle ‘perle’ del nostro patrimonio storico-artistico culturale ed archeologico disseminate sul territorio e poco fruibili, o per niente, a causa della mancanza di personale e di fondi.

Sta facendio discutere la proposta del professor Stefano Monti che insegna Management delle Organizzazioni Culturali alla Pontificia Università Gregoriana.

“La proposta è semplice -scrive Monti su artribune.it- : mettiamo gli immigrati a lavorare nella cultura. Diamo loro un posto di lavoro nei musei minori (quelli che non vengono aperti perché non ci va nessuno), facciamogli fare le guide (in lingua) nelle cosiddette “zone interne” (visite guidate nei borghi, dove le persone che parlano inglese e francese sono molto poche), diamo loro dimora in zone a bassa urbanizzazione, nei paesini in cui le dimensioni demografiche sembrano un countdown verso l’estinzione”.

“I migranti, sia che vengano trattati bene, sia che vengano trattati male, generano comunque un costo sulla nostra società. Nelle nostre tasse ci sono anche i servizi che vengono loro garantiti. Che ci piaccia o meno. Che lo troviamo giusto o meno.
Cosa fare? Facciamo loro un contratto a tempo determinato speciale, diamo loro dei corsi online per imparare l’italiano, e diamo loro dei risultati da raggiungere entro questi sei mesi in termini di conoscenza della lingua, conoscenza della nostra storia, risultati raggiunti dal punto di vista professionale (qualunque sia la mansione loro affidata). Razionalizziamo la spesa per questi individui, e mettiamoli in condizioni di produrre qualcosa per se stessi e per il resto del Paese”  conclude il professore-

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Ad agosto 8 concerti serali sul sagrato della basilica di Santo Spirito

Ad agosto 8 concerti serali sul sagrato della basilica di Santo Spirito

Ad agosto 8 concerti serali sul sagrato della basilica di Santo Spirito e aperture straordinarie della Fondazione Romano

A partire da oggi 8 concerti serali sul sagrato della basilica di Santo Spirito, ai quali si affiancheranno altrettante giornate di aperture straordinarie del museo civico Fondazione Salvatore Romano con visite libere e guidate con cui ammirare l’affresco trecentesco di Andrea Orcagna e l’importante raccolta di sculture, frammenti di decorazione architettonica, affreschi staccati e arredi, di epoca compresa tra l’antica età romana e il XVII secolo, donate al Comune nel 1946 dal collezionista e antiquario Salvatore Romano: lo ha deciso la giunta, che ha approvato il progetto presentato da MUS.E per valorizzare il sagrato della basilica aumentandone così la fruizione pubblica e la valorizzazione e la promozione del museo. Sia i concerti che le visite guidate saranno gratuite, così come gli accessi al museo. Il calendario di iniziative è un fuori programma dell’Estate Fiorentina.

Con i concerti sul sagrato della basilica di Santo Spirito si inizia oggi 3 agosto alle 21 per poi proseguire nei giorni del 4, 10, 11, 17, 18, 24 e 25 agosto. In scena la performance de I Solisti di Toscana Classica (Vivaldi Le Quattro stagioni violino solista Kevin Mukai), mentre sabato sarà la volta del Florence Brass Quintet. Venerdì 10 e sabato 11 agosto spazio alla musica jazz, rispettivamente con Sine Tempo Gruppo Jazz e By Chance Group Jazz.

Per quanto riguarda il museo civico della Fondazione Salvatore Romano, le aperture straordinarie si terranno nelle giornate del 10, 17 e 24 agosto. In questi giorni sono previste visite guidate su prenotazione e ingresso libero dalle 10 alle 22.30. Nelle giornate di sabato e poi dell’11, del 18 e del 25 agosto ci sarà il prolungamento dell’orario di apertura al pubblico del museo con visite guidate, sempre su prenotazione e ingresso libero nella fascia oraria 10 – 22.30. Si svolgeranno alle 18.30, e non si terranno il 18 agosto.

INFO e DETTAGLI Le visite guidate saranno a cura di MUS.E. Per info e prenotazioni delle viste guidate alla Fondazione Salvatore Romano e al complesso di Santo Spirito è possibile telefonare ai numeri 055-2768224 e 055-2768558 (da lunedì a sabato 9.30 – 13 e 14 – 17, domenica e festivi 9.30 – 12.30) oppure inviare una e-mail all’indirizzo info@muse.comune.fi.it 

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Arte d’estate

Arte d’estate

E’ arrivato agosto! E con lui temperature africane. Tempo di riposarsi, chi può. Allora ovunque siate, miei piccoli lettori, vi lascio per qualche giorno con qualche bel quadro.

 

Il primo è un quadretto piccino picciò che è una deliziosa evocazione dell’estate. E’ stato dipinto nel 1876 e si intitola 94 Degrees in the Shade, cioè 34 gradi all’ombra (dato che 94 Fahrenheit equivalgono a 34 e mezzo Celsio). E’ conservato al Fitzwilliam Museum, all’università di Cambridge, in Inghilterra. Se qualcuno dei miei piccoli lettori passasse da quelle parti, andatelo a trovare. Lo ha dipinto Lawrence Alma-Tadema, un olandese talmente volante che divenne naturalizzato inglese. E che fu celeberrimo ai suoi tempi per le scene classiche, cioè per meravigliose fantasie ambientate in un mondo greco tutto fiori, pepli, colonne, immerso in una perenne estate.

 

Un lavoro come questo, che si chiama Non mi chiedere di più ed è del 1906, rinfresca solo a guardarlo, vero?

A tutti coloro che restano da queste parti invece è dedicato invece quest’altro delizioso quadro che evoca subito l’estate.  Un pò più ruspante di quelli di Alma- Tadema, è stato dipinto da Vittorio Matteo Corcos, grande pittore livornese di stanza a Firenze, famosissimo ai suoi tempi. Questo Idillio campestre è un olio su tela del 1889. Contiene un mondo di poesia e di affetti. Incanta e non ha bisogno di tante parole e spiegazioni.

Come avrete già lettoStella e Piero, altro nome dell’opera, è stato recentemente acquistato dalla stato italiano per la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, dove adesso si trova esposto nella sala 20. Andatevelo a vedere. La Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti è un museo bellissimo e non intasato dai turisti. Ne consiglio caldamente la visita anche in queste bollenti giornate d’estate.

Due parole su Corcos per inquadrarlo nel suo tempo: livornese, classe 1859, più o meno contemporaneo di Alma-Tadema, studia all’Accademia di Belle Arti di Firenze e lavora prima a Napoli e poi a Parigi, dove comincia dal nulla e fa fortuna. Ritornato in patria, Corcos si stabilisce a Firenze, e diventa il notissimo ritrattista dell’ alta borghesia locale  – come nel quadro qui sopra, In lettura sul Mare dipinto intorno al 1910, ora in una collezione privata – e dell’aristocrazia internazionale. Ritrae re, regine, imperatori… e anche artisti ed intellettuali famosi. Come Pietro Mascagni, Emilio Treves e Giosuè Carducci. Corcos è stato anche scrittore e animatore della vita culturale di Firenze. Un gran pittore e un gran personaggio, insomma. Tanto che il suo “Autoritratto” del 1913 è nella collezione della Galleria degli Uffizi.

Altre idee su mostre e festival da vedere quest’estate le trovate qui.

Buona estate a tutti!

 

Margherita Abbozzo

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Cortona on the Move, terza puntata

Cortona on the Move, terza puntata

A Cortona on The Move, il festival di fotografia documentaristica aperto fino al 30 settembre 2018, due brave fotografe raccontano un’America che non ti aspetti.

Cortona on the Move è dedicato quest’anno alle fotografe donne, come abbiamo già visto. Il bello è che il festival presenta lavori perfettamente complementari tra di loro, come nel caso del lavoro di due fotografe che illustrano due Americhe totalmente diverse.

La prima è Allison Steward. Texana di Houston, classe 1968: Con Bug Out Bag: The commodification of American Fear esplora un elemento chiave della costruzione dell’identità americana. Ovvero sia, la paura. Michael Moore lo va dicendo e filmando da anni: per tenere sotto scacco i cittadini è molto utile alimentare in loro paure ad arte. La paura genera mostri, come si sa. Negli Stati Uniti, genera anche un fiorente mercato. Di cosa? Incredibile ma vero…di zaini per sopravvivere all’Apocalisse.

Non è uno scherzo. Esiste tutto un fiorente mercato di questi zaini o Bug Out Bags, ideati per contenere quello che può servire per mantenersi in vita 72 ore dopo Armageddon e avere il tempo di dare inizio a una nuova civiltà. Chi compra questi zaini? Un sacco di gente, sembra. Liberali, conservatori, atei, cattolici, evangelici, mormoni: c’è di tutto.

Allison Steward fotografa le loro conventions, i loro negozi e il contenuto dei loro zaini, personalizzato a seconda degli interessi di ognuno. C’è il soldato tutto coltellacci, pistole, torce, calzini e borraccie; e c’è l’animalista pieno di scatolette di cibo. Il più furbo di tutti? Un certo Mike, che ha messo via solo una bottiglia di Tequila e una confezione di Phenobarbital.

A una audience europea tutto questo sembra assurdo. Mentre sembra invece realissimo l’argomento del secondo lavoro. Di Carlotta Cardana, italiana residente a Londra, nata nel 1981, e anche lei ospitata alla Fortezza: Il suo The Red Road project è un lavoro molto forte e per me la star di questa edizione di Cortona on the Move.

Carlotta Cardana ha dedicato molto tempo e molta attenzione a questo lavoro, che nasce dalla collaborazione tra lei e Danielle Seewalker, Sioux e membro della Riserva di Standing Rock, nonché sua vecchia e cara amica. Insieme hanno viaggiato attraverso 12 stati americani, Carlotta fotografando e Danielle scrivendo. Il risultato è un lavoro articolato, complesso, e fenomenale.

 The Red Road Project esplora il rapporto tra la cultura tradizionale dei nativi americani e l’identità delle popolazioni tribali odierne, sopravvissute a un vero e proprio genocidio culturale.

Se appaiono personaggi completamente assimilati, ve ne sono molti altri, e sono soprattutto donne, che lavorano a una grande e profonda resistenza.

E’ questa la ‘strada rossa’ del titolo. Un’espressione indiana che indica la direzione verso un cambiamento positivo, nonostante tutti i problemi del contesto nordamericano.

The Red Road Project mette in luce in maniera poetica, diretta ed estremamente efficace  tutta la forza, la dignità e l’orgoglio di queste persone e di varie comunità indiane. Si rimane veramente colpiti da quanto si vede e si legge. Questa mostra da sola vale la visita a Cortona on the Move 2018. Le immagini, i testi e l’allestimento sono belli e pieni di una forza vitale davvero unica ed emozionante.

Margherita Abbozzo. (3, continua)

Credits per le immagini: Tutte le immagini degli allestimenti di Cortona on The Move 2018 sono mie. A parte quelle, le prime tre sono di Allison Steward, dal progetto Bug Out Bag: The commodification of American Fear; e tre sono quelle di Carlotta Cardana, più quella di copertina, tratte tutte da The Red Road Project.

Info pratiche su Cortona on the Move 2018 qui.

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