Coronavirus: appello medici Firenze, test a tutti sanitari

Coronavirus: appello medici Firenze, test a tutti sanitari

“Firenze sta diventando, con le lente e asfissianti scelte che vengono fatte, una vera e propria incubatrice del coronavirus”. Lo afferma il direttivo dell’ordine dei medici del capoluogo toscano, in una lettera aperta con la quale chiede di sottoporre a test virologici tutti i sanitari attivi negli ospedali dell’Asl Toscana Centro e nelle aziende ospedaliere del territorio, considerati tra le persone più esposte al virus, per individuare e isolare i positivi al Covid-19 e contenere il contagio.

“O si sceglie di operare una sorveglianza attiva oppure la pandemia finirà per bloccare tutto il sistema assistenziale cittadino” si afferma nella lettera. “L’Ordine – prosegue il documento – evidenzia che è ormai conoscenza comune che una quota superiore al 70% dei contagiati sia asintomatica o paucisintomatica e pur contagiosa. In questo senso i sanitari ad oggi sono indubbiamente la fascia di popolazione più esposta al rischio di contagio diretto e i più a rischio di diffusione della malattia”. “Se i presìdi ospedalieri, gli ambulatori dei medici specialisti ambulatoriali e dei medici di medicina generale hanno operatori potenzialmente Covid positivi – proseguono i medici nella lettera -, diventa prioritario dentificare gli operatori positivi e metterli in quarantena, altrimenti tutta ‘assistenza è destinata a collassare rapidamente”. I medici chiedono inoltre di estendere questa strategia al settore della sanità privata e a tutte le categorie a rischio, tra cui forze dell’ordine e personale dei supermercati”.

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Coronavirus, Toscana: 13 sanitari positivi di Asl Toscana Centro

Coronavirus, Toscana: 13 sanitari positivi di Asl Toscana Centro

Sono 13 i sanitari dipendenti dell’Asl Toscana Centro – competente per i territori di Firenze, Prato e Pistoia – risultati positivi al coronavirus. Tra questi, nove medici e quattro infermieri.

Almeno 58, secondo il dato aggiornato al 16 marzo scorso, i sanitari positivi al covid-19 nelle altre Asl della Toscana. Sempre alla data del 16 marzo nessun caso era stato registrato al pediatrico Meyer e nell’Azienda ospedaliero universitaria senese.

Intanto il Presidente regionale Enrico Rossi, in una diretta facebook, ha annunciato che la Toscana darà avvio ad uno screening di massa per l’emergenza Coronavirus e acquisterà 500mila test seriologici, ovvero del sangue.

“Pensiamo che lo screening di massa darà risultati importanti – ha detto ieri Rossi -. E’ nostro interesse tutelare per primi medici, infermieri e sanitari. Gli altri test saranno a disposizione su richiesta dei medici di famiglia e pediatri e saranno fatti da delle unità speciali ogni 30mila abitanti”.

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Coronavirus, Toscana: 13 sanitari positivi di Asl Toscana Centro

Coronavirus, Toscana: 13 sanitari positivi di Asl Toscana Centro

Sono 13 i sanitari dipendenti dell’Asl Toscana Centro – competente per i territori di Firenze, Prato e Pistoia – risultati positivi al coronavirus. Tra questi, nove medici e quattro infermieri.

Almeno 58, secondo il dato aggiornato al 16 marzo scorso, i sanitari positivi al covid-19 nelle altre Asl della Toscana. Sempre alla data del 16 marzo nessun caso era stato registrato al pediatrico Meyer e nell’Azienda ospedaliero universitaria senese.

Intanto il Presidente regionale Enrico Rossi, in una diretta facebook, ha annunciato che la Toscana darà avvio ad uno screening di massa per l’emergenza Coronavirus e acquisterà 500mila test seriologici, ovvero del sangue.

“Pensiamo che lo screening di massa darà risultati importanti – ha detto ieri Rossi -. E’ nostro interesse tutelare per primi medici, infermieri e sanitari. Gli altri test saranno a disposizione su richiesta dei medici di famiglia e pediatri e saranno fatti da delle unità speciali ogni 30mila abitanti”.

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Coronavirus: Pre-triage attivo in tutti i presidi dell’Asl Toscana Centro

Coronavirus: Pre-triage attivo in tutti i presidi dell’Asl Toscana Centro

Da oggi sarà attivo il servizio pre-triage nei presidi ospedalieri dell’Ausl Toscana Centro, ad eccezione dell’ospedale Mugello di Borgo San Lorenzo e Serristori di Figline Valdarno (dove sarà operativo in un secondo momento). Una misura adottata in accordo con le ultime disposizioni regionali per garantire un’attività di prevenzione e gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19.

Il personale sanitario (infermieri) sarà presente h24 all’interno delle tende, allestite nei giorni scorsi all’ingresso di ogni pronto soccorso, per garantire il servizio di pre-triage finalizzato ad individuare eventuali casi sospetti evitando così un accesso diretto al DEA.

In coordinazione con i volontari della colonna mobile, il personale di vigilanza sarà a disposizione per indicare il percorso di pre-triage a tutti coloro che presentano sintomi simil-influenzali (tosse, raffreddore).

I pazienti individuati come casi sospetti dal pre-triage accederanno in pronto soccorso, indossando adeguati dispositivi di protezione, attraverso percorsi particolari secondo disposizioni e procedure interne previste in ogni singolo presidio ospedaliero.

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Asl e Regione Toscana insieme nel Pistoiese contro contaminazione acque vivai

Asl e Regione Toscana insieme nel Pistoiese contro contaminazione acque vivai

Monitoraggio della qualità dell’acqua e dell’aria nelle abitazioni, misurazione dei residui dei pesticidi in frutta e verdura di orti vicino a vivai e valutazione di impatto sulla salute dei residenti.

Queste alcune delle attività di studio e contrasto all’inquinamento previste nell’ambito del progetto ‘Vivai e salute’, volto  alla tutela della salute della popolazione e degli addetti alle attività vivaistiche del Pistoiese. Le misure sono state attivate da Regione Toscana e Asl Toscana Centro, in collaborazione con Arpat e Ispro. Relativamente alla qualità dell’acqua destinata al consumo umano, spiega la Asl, “è prevista una revisione critica dei dati disponibili da tutte le fonti (igiene Pubblica Asl, Arpat e Gestore dell’acquedotto) insieme alla valutazione della collocazione dei pozzi privati in rapporto alla distribuzione delle attività vivaistiche”, per scongiurare il pericolo di contaminazione.

“Nel progetto – spiega il dottor Francesco Cipriani, direttore della struttura di Epidemiologia della Asl – è compresa anche la valutazione della salute degli addetti alla attività vivaistiche, attraverso uno studio epidemiologico di coorte retrospettivo, al fine di valutare i rischi in base al grado ed alla durata di esposizione. Con la collaborazione dei medici competenti e delle associazioni di categoria del comparto florovivaistico pistoiese, saranno effettuati controlli sui documenti di valutazione del rischio, disponibili in ogni azienda vivaistica”.

“La contaminazione dell’acqua dei pozzi – aggiunge la dottoressa Paola Picciolli, responsabile della struttura di Igiene Pubblica e della Nutrizione dell’area pistoiese – può verificarsi a fronte di trattamenti chimici condotti non rispettando le buone prassi ed i divieti normativi e regolamentari”.

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