Prato, 48 assunti ospedale per pensionamenti quota 100

Prato, 48 assunti ospedale per pensionamenti quota 100

Asl Toscana Centro: “Le assunzioni all’ospedale S.Stefano a Prato, tra personale di comparto e dirigenti medici, sono previste entro la fine dell’anno”.

Sono 48 le nuove assunzioni, tra personale di comparto e dirigenti medici, previste entro l’anno all’ospedale S.Stefano a Prato per garantire una continuità assistenziale a fronte della fase di pensionamento con l’entrata in vigore della quota 100. Contestualmente il personale sanitario che svolge compiti amministrativi sarà ricollocato. E’ quanto si legge in una nota della Asl Toscana centro.

“Queste ulteriori nuove assunzioni sono tutte finalizzate a potenziare l’assistenza sanitaria – commenta l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi – e dimostrano che non intendiamo ridurre il personale, ma garantire i servizi e il turn over, pur nell’ambito dei ristretti limiti di legge. In aggiunta l’Asl ricollocherà anche il personale sanitario che svolge ruoli amministrativi, così da disporre di ulteriori risorse per le cure e l’assistenza ai pazienti”. In particolare “22 saranno i nuovi assunti relativamente al personale di comparto che sostituiranno il personale in uscita nei diversi incarichi assegnati. Di questi, 14 sono infermieri, 4 Oss, 2 ostetriche, 1 fisioterapista, 1 assistente sociale. E’ stato inoltre avviato il percorso contrattuale di ricollocazione del personale sanitario attualmente assegnato a funzioni amministrative”.

“In vista della sostituzione di personale in uscita relativamente alla dirigenza medica – prosegue la nota -, l’Azienda prevede 26 nuove assunzioni”: un “dirigente medico in nefrologia, due in neurologia, due in geriatria. Nel dipartimento chirurgico saranno effettuate tre nuove assunzioni in chirurgia e uno in ortopedia, mentre nel dipartimento emergenza urgenza, cinque in anestesia e cinque in pronto soccorso. E ancora nel dipartimento materno infantile un nuovo assunto in pediatria e uno in ginecologia. Infine nel dipartimento di diagnostica per immagini due nuovi specialisti in radiodiagnostica e tre nuovi specialisti ambulatoriali, con contratto da sumaista, per quanto riguarda il dipartimento di salute mentale”.

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Vaccini pediatrici in Toscana: superata la copertura per immunità di gregge

Vaccini pediatrici in Toscana: superata la copertura per immunità di gregge

Superata in Toscana nel 2018 la soglia del 95% per le vaccinazioni pediatriche, che l’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, indica come necessaria perché sia raggiunto l'”effetto gregge”. I dati aggiornati sulle vaccinazioni (che entro il 15 febbraio tutte le Regioni dovevano comunicare al Ministero della salute, e che saranno ufficializzati dopo la verifica da parte del Ministero stesso) sono stati resi noti dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi stamani, in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo Calendario vaccinale, varato dalla Regione con una delibera approvata nell’ultima seduta di giunta.

Erano con lei, a commentare i dati e il nuovo Calendario, Valdo Flori, segretario regionale Fimp (Federazione italiana medici pediatri) Toscana, Renzo Berti, direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl Toscana centro, Mauro Ruggeri, medico di medicina generale della Asl Toscana centro, componente della Commissione regionale vaccini.

“Questi dati relativi al 2018 – ha detto l’assessora Saccardi – confermano gli effetti positivi prodotti sulle coperture vaccinali dalle leggi, nazionale e regionale, che hanno introdotto misure più stringenti sull’obbligo vaccinale. Rispetto al 2017, la copertura per l’esavalente è aumentata di oltre un punto percentuale, superando il 96%. Risultati ancora migliori sono stati raggiunti per morbillo, parotite e rosolia. E anche le altre vaccinazioni mostrano un trend positivo”.

“Siamo molto contenti di questo risultato – è il commento di Valdo Flori – L’impegno dei pediatri è stato davvero soddisfacente, oltre il 66% di loro ha aderito alle vaccinazioni. Ora, gli impegni da affrontare sono rotavirus e meningococco C”.

“Questo che viene presentato oggi è un dato assolutamente non scontato, che ci riempie di soddisfazione – dichiara Renzo Berti – E’ il frutto di un lavoro severo, di squadra, un lavoro di team, con i pediatri in prima linea. Continuiamo a insistere nell’opera di informazione e prevenzione”.

“Lavorando insieme si riesce a presidiare il territorio e a dare risposte – sottolinea Mauro Ruggeri – Prendiamo l’esempio del meningococco C, che ha creato un grosso allarme, che con un lavoro di squadra siamo riusciti a controllare”.

I dati aggiornati sulle vaccinazioni

La copertura vaccinale a 24 mesi di età (calcolata al 31/12/2018 sulla coorte dei nati nel 2016) evidenzia un significativo ulteriore miglioramento rispetto alla copertura rilevata al 31/12/2017 sulla coorte dei bambini nati nel 2015.  La vaccinazione antipoliomielite, somministrata con difterite, tetano, pertosse, epatite b ed haemophilus influenzae (esavalente) nel 2018 ha infatti raggiunto il 96,84%, salendo così di oltre un punto percentuale rispetto alla copertura registrata nel 2017 (95,78%) .

Risultati ancor più evidenti si possono apprezzare per la copertura di morbillo, parotite e rosolia, che l’anno scorso ha raggiunto il 95.32%, rispetto al 93,51% registrato nel 2017.

Il trend positivo riguarda in generale anche le altre vaccinazioni quali: varicella 89,10 % (87,08 nel 2017), pneumococco 92.53% (90,36 % nel 2017), meningococco B 79,85% (72,98% nel 2017).

Un ulteriore sforzo deve essere invece assicurato nei confronti della vaccinazione antirotavirus, introdotta nel 2017 ma ancora lontana dagli obiettivi di copertura fissati a livello nazionale.

Si evidenzia invece purtroppo un sensibile calo della copertura vaccinale a 24 mesi per meningococco C (copertura 2018 pari al 91,09% rispetto al 92,71 registrato nel 2017).

Dal 2018 è entrato a pieno regime l’accordo regionale in base al quale i pediatri collaborano con il Servizio sanitario regionale per le vaccinazioni, e i pediatri toscani hanno collaborato fortemente al recupero degli inadempienti. Su 550.446 vaccinazioni eseguite sui bambini toscani nel 2018, 351.762, circa il 64%, sono state eseguite dai pediatri.

Confermata fino al 30 giugno 2019 la Campagna straordinaria di vaccinazione contro il meningococco C

Dal 2015 la Toscana ha visto un significativo aumento di casi di meningite da meningococco C, che ha richiesto l’adozione di misure di profilassi straordinarie su tutto il territorio regionale e un importante sforzo organizzativo ed economico, che ha portato alla vaccinazione di circa 1 milione di persone, con lo scopo di contrastare la diffusione di questa grave infezione. E’ quindi assolutamente necessario non abbassare la guardia, per ottimizzare gli sforzi sostenuti fino ad oggi.

Per questo motivo, la stessa delibera che approva il Calendario vaccinale conferma la Campagna straordinaria gratuita di vaccinazione contro il meningococco C fino al 30 giugno 2019.

Il commento dell’Assessora Saccardi

Il Calendario vaccinale 2019, le novità

Il nuovo Calendario vaccinale regionale integra le disposizioni introdotte dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale già applicate in quanto recepite con deliberazione 1509 del 2017. Sono stati inoltre aggiornati e integrati gli indirizzi in materia di vaccinazioni, con particolare riferimento alle vaccinazioni delle donne in gravidanza e dei soggetti a rischio (es. splenectomizzati, cioè pazienti ai quali è stata asportata la milza, e dializzati).

In relazione alla vaccinazione contro il meningococco C, oltre alla conferma delle misure straordinarie di profilassi al 30/6/2019, il piano regionale vaccini mantiene l’offerta della terza dose aggiuntiva di antimeningococco C dai 6 ai 9 anni.

Una importante novità è rappresentata dal recupero delle ragazze non vaccinate per HPV (Papilloma virus), con offerta gratuita della vaccinazione a 25 anni di età (es. nel 2019 le ragazze nate nel 1994), in occasione della chiamata al primo screening per la citologia cervicale (Pap-Test), come raccomandato dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Sempre per l’HPV, è inoltre stata introdotta l’offerta gratuita della vaccinazione a tutte le donne operate per lesioni cervicali dovute ad infezioni da HPV.

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Sanità: Asl Toscana condannata per condotta antisindacale

Sanità: Asl Toscana condannata per condotta antisindacale

Il tribunale di Firenze ha accolto un ricorso presentato dal sindacato degli infermieri Nursind nei confronti di Asl Toscana centro.

Il ricorso nei confronti di Asl, spiega il Nursind, era stato presentato dopo una serie di episodi ritenuti “inconcepibili e inaccettabili” da parte del sindacato “a partire dal blocco della contrattazione”.
“Dopo tre mesi di stallo delle trattative – precisa sempre il Nursind -, l’Asl aveva infatti indetto un tavolo senza convocare i responsabili eletti nella Rsu, legittimamente insediatasi lo scorso 29 maggio”.

La convocazione era stata estesa unicamente ai firmatari del contratto nazionale Cgil, Cisl e Uil, “ignorando totalmente la rappresentanza sindacale unitaria”, Giampaolo Giannoni, responsabile Nursind Toscana. “Un comportamento scorretto – prosegue Giannoni – che delegittima i rappresentanti regolarmente eletti, limitando le libertà e le funzioni sindacali”. La sentenza emessa questa mattina dal tribunale, accertata l’antisindacalità della condotta, “ordina l’immediata cessazione mediante nuova convocazione dei tavoli negoziali” e condanna l’Azienda sanitaria al pagamento delle spese legali.

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Presidio Santa Rosa, investimento per preservare servizi e ristrutturazione

Presidio Santa Rosa, investimento per preservare servizi e ristrutturazione

Sulla sanita’ fiorentina arriva un investimento da 24 milioni. Denari dell’azienda sanitaria Toscana centro, ma in parte anche della Regione. Serviranno a ristrutturare il presidio sociosanitario di Lungarno Santa Rosa e a recuperare l’ex ospedale San Giovanni di Dio. Nel primo edificio vengono confermate le funzioni del distretto sanitario, mentre l’ex nosocomio accogliera’ gli uffici dell’assessorato al Diritto alla Salute e al Sociale.

A illustrarne i contenuti e’ la stessa assessora regionale Stefania Saccardi: “Lo abbiamo detto da tempo, anche se le polemiche sono continuate, che il Santa Rosa non sarebbe stato venduto e che sarebbe rimasto un presidio pubblico- puntualizza-. Lo affermiamo da quattro anni, nonostante qualcuno continui a sostenere una cosa diversa. Abbiamo definito
da tempo i tempi e i costi degli interventi di ristrutturazione”. In particolare, entro maggio 2019 verranno completati i lavori di risanamento del piano terra, “dove continueranno a esserci le funzioni del distretto. Restera’ anche il Sert, ma abbiamo in mente- aggiunge Saccardi- di riprogettare il primo, il secondo e il terzo piano con un lavoro che necessitera’ di tempi lunghi. Porteremo una serie di ulteriori servizi che vanno dalla medicina sportiva al Sert di piazza del Carmine, che verra’ collocato al primo piano”.

L’assessora regionale Stefania Saccardi e l’assessora al welfare di Firenze, Sara Funaro ai microfoni di Chiara Brilli sul futuro del presidio a Santa Rosa, al centro di mobilitazioni e raccolta firme promosse da redisenti e comitati.

L’altro pezzo di questa operazione riguarda l’ex San Giovanni di Dio in Borgo Ognissanti: “Nella impossibilita’ di metterlo sul mercato abbiamo deciso di ristrutturarlo, anche perche’ e’ un edifico di grande interesse storico-culturale e sta cadendo a pezzi”. In questo caso, entro maggio 2020 dovrebbero essere rimessi a nuovo le facciate e il tetto con un investimento da 1,5 milioni. Verra’ recuperato l’ingresso monumentale. L’intervento andra’ avanti sino al 2022 per completare le opere di restauro dell’intero ospedale che richiederanno un esborso di 14 milioni. Il fineultimo e’ di trasferirvi gli uffici dell’assessorato alla Salute e al Sociale della Toscana. Un’operazione che non si sarebbe potuta concretizzare nel distretto Santa Rosa.
Al San Giovanni, invece, lo spazio abbonda e i 10 mila metri quadrati potranno essere riempiti oltre che con gli uffici anche “ospitando i medici di medicina generale, i pediatri e le associazioni che operano nel campo”. Del resto, rende noto Saccardi, “c’e’ gia’ un accordo con la fondazione Bacciotti per l’utilizzo di una parte dell’immobile”. La cappella, invece, potrebbe essere trasformata in un auditorium a disposizione della
citta’ e, soprattutto, delle strutture alberghiere di Borgo Ognissanti. “Lasceremo cosi’ due stabili importanti- conclude l’assessora-. Non ci sara’, di conseguenza, nessuna vendita o
privatizzazione”.

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Carenza di 2.955 infermieri in Toscana, sindacato Nursind: “serve una pianificazione”

Carenza di 2.955 infermieri in Toscana, sindacato Nursind: “serve una pianificazione”

intervista di Chiara Brilli a Salvatore Sequino, referente Nursind area fiorentina, Asl Toscana Centro

Anche in Toscana c’è carenza di infermieri nel Servizio sanitario nazionale in base al rapporto ottimale con i medici indicato a livello internazionale di 1.3: è di 2,6, per un totale di 2.955 infermieri mancanti. Il Coordinamento Toscana Centro del Nursind, sindacato autonomo degli infermieri: ”Mancano infermieri nei reparti e sulle ambulanze. Basta con precariato, turni massacranti e appalti ai privati: serve una pianificazione”.

In totale in Toscana i medici del Ssn sono 8.057, 21.216 gli infermieri. E’ quanto rende noto la Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi) in base a un’analisi del proprio centro studi su dati del 2016 del ministero dell’Economia. Inoltre, dichiara Nursind, “sono 367 gli infermieri che andranno in pensione nel prossimo triennio 2018-2020 nell’area dell’Asl Toscana Centro e 127 le cessazioni di servizio previste tra gli operatori socio-sanitari, a fronte di un piano di assunzioni carente e soprattutto non basato sul reale fabbisogno dei reparti, mentre si continuano ad appaltare all’esterno pezzi importanti di servizio pubblico. Questa situazione non è più tollerabile”.

A livello nazionale, si spiega ancora, mancano oltre 53mila infermieri mentre le uniche regioni che hanno raggiunto la media di un medico per 3 infermieri (anche se in alcune aziende ci sono carenze e comunque la carenza cresce in assoluto nel momento in cui sono gli stessi medici a essere carenti) sono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Molise e Bolzano. Per “correre ai ripari” Fnopi ha chiesto un incontro urgente con il ministro della Salute Giulia Grillo e con le Regioni, ” impegnati finora sul versante della carenza di medici”.

“Se i medici mancano, a questo punto figuriamoci gli infermieri” si osserva. “Ogni infermiere – si spiega ancora – dovrebbe assistere al massimo 6 pazienti per ridurre del 20% la mortalità. Attualmente ne assiste in media 11 e nelle regioni dove la carenza è maggiore si arriva anche a 17″.

“Nel prossimo triennio l’Asl Toscana Centro prevede di assumere 448 infermieri e 119 Oss, ovvero solo 81 infermieri in più rispetto all’organico attuale, già carente e sotto forte stress, e addirittura 8 operatori socio-sanitari in meno”, dichiara Gianni Piccini, responsabile del Coordinamento.

“Abbiamo richiesto un incontro all’Azienda poiché riteniamo il piano triennale delle assunzioni gravemente carente. In mancanza del raggiungimento di obiettivi comuni – aggiunge Giampaolo Giannoni, coordinatore regionale Nursind – metteremo in atto gli strumenti in nostro possesso quali lo stato di agitazione del personale ed il blocco dello straordinario”.

“I dipendenti sono sempre più anziani per la mancanza del turn over e alcuni non possono essere considerati operativi al 100% per problemi di salute. Eppure si va avanti con turni massacranti, facendo leva sulla disponibilità delle persone e sulla loro dedizione al lavoro.”- conclude Giannoni.

“Nursind chiede all’Azienda di rivedere il piano, mettendo in atto quanto richiesto per il calcolo del fabbisogno di personale, limitando il precariato e iniziando una vera analisi organizzativa che preveda da subito la sospensione delle pronte disponibilità non previste dal contratto, oggi unico strumento di gestione delle assenze”, conclude Piccini.

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