Sanità: Asl Toscana condannata per condotta antisindacale

Sanità: Asl Toscana condannata per condotta antisindacale

Il tribunale di Firenze ha accolto un ricorso presentato dal sindacato degli infermieri Nursind nei confronti di Asl Toscana centro.

Il ricorso nei confronti di Asl, spiega il Nursind, era stato presentato dopo una serie di episodi ritenuti “inconcepibili e inaccettabili” da parte del sindacato “a partire dal blocco della contrattazione”.
“Dopo tre mesi di stallo delle trattative – precisa sempre il Nursind -, l’Asl aveva infatti indetto un tavolo senza convocare i responsabili eletti nella Rsu, legittimamente insediatasi lo scorso 29 maggio”.

La convocazione era stata estesa unicamente ai firmatari del contratto nazionale Cgil, Cisl e Uil, “ignorando totalmente la rappresentanza sindacale unitaria”, Giampaolo Giannoni, responsabile Nursind Toscana. “Un comportamento scorretto – prosegue Giannoni – che delegittima i rappresentanti regolarmente eletti, limitando le libertà e le funzioni sindacali”. La sentenza emessa questa mattina dal tribunale, accertata l’antisindacalità della condotta, “ordina l’immediata cessazione mediante nuova convocazione dei tavoli negoziali” e condanna l’Azienda sanitaria al pagamento delle spese legali.

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Presidio Santa Rosa, investimento per preservare servizi e ristrutturazione

Presidio Santa Rosa, investimento per preservare servizi e ristrutturazione

Sulla sanita’ fiorentina arriva un investimento da 24 milioni. Denari dell’azienda sanitaria Toscana centro, ma in parte anche della Regione. Serviranno a ristrutturare il presidio sociosanitario di Lungarno Santa Rosa e a recuperare l’ex ospedale San Giovanni di Dio. Nel primo edificio vengono confermate le funzioni del distretto sanitario, mentre l’ex nosocomio accogliera’ gli uffici dell’assessorato al Diritto alla Salute e al Sociale.

A illustrarne i contenuti e’ la stessa assessora regionale Stefania Saccardi: “Lo abbiamo detto da tempo, anche se le polemiche sono continuate, che il Santa Rosa non sarebbe stato venduto e che sarebbe rimasto un presidio pubblico- puntualizza-. Lo affermiamo da quattro anni, nonostante qualcuno continui a sostenere una cosa diversa. Abbiamo definito
da tempo i tempi e i costi degli interventi di ristrutturazione”. In particolare, entro maggio 2019 verranno completati i lavori di risanamento del piano terra, “dove continueranno a esserci le funzioni del distretto. Restera’ anche il Sert, ma abbiamo in mente- aggiunge Saccardi- di riprogettare il primo, il secondo e il terzo piano con un lavoro che necessitera’ di tempi lunghi. Porteremo una serie di ulteriori servizi che vanno dalla medicina sportiva al Sert di piazza del Carmine, che verra’ collocato al primo piano”.

L’assessora regionale Stefania Saccardi e l’assessora al welfare di Firenze, Sara Funaro ai microfoni di Chiara Brilli sul futuro del presidio a Santa Rosa, al centro di mobilitazioni e raccolta firme promosse da redisenti e comitati.

L’altro pezzo di questa operazione riguarda l’ex San Giovanni di Dio in Borgo Ognissanti: “Nella impossibilita’ di metterlo sul mercato abbiamo deciso di ristrutturarlo, anche perche’ e’ un edifico di grande interesse storico-culturale e sta cadendo a pezzi”. In questo caso, entro maggio 2020 dovrebbero essere rimessi a nuovo le facciate e il tetto con un investimento da 1,5 milioni. Verra’ recuperato l’ingresso monumentale. L’intervento andra’ avanti sino al 2022 per completare le opere di restauro dell’intero ospedale che richiederanno un esborso di 14 milioni. Il fineultimo e’ di trasferirvi gli uffici dell’assessorato alla Salute e al Sociale della Toscana. Un’operazione che non si sarebbe potuta concretizzare nel distretto Santa Rosa.
Al San Giovanni, invece, lo spazio abbonda e i 10 mila metri quadrati potranno essere riempiti oltre che con gli uffici anche “ospitando i medici di medicina generale, i pediatri e le associazioni che operano nel campo”. Del resto, rende noto Saccardi, “c’e’ gia’ un accordo con la fondazione Bacciotti per l’utilizzo di una parte dell’immobile”. La cappella, invece, potrebbe essere trasformata in un auditorium a disposizione della
citta’ e, soprattutto, delle strutture alberghiere di Borgo Ognissanti. “Lasceremo cosi’ due stabili importanti- conclude l’assessora-. Non ci sara’, di conseguenza, nessuna vendita o
privatizzazione”.

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Carenza di 2.955 infermieri in Toscana, sindacato Nursind: “serve una pianificazione”

Carenza di 2.955 infermieri in Toscana, sindacato Nursind: “serve una pianificazione”

intervista di Chiara Brilli a Salvatore Sequino, referente Nursind area fiorentina, Asl Toscana Centro

Anche in Toscana c’è carenza di infermieri nel Servizio sanitario nazionale in base al rapporto ottimale con i medici indicato a livello internazionale di 1.3: è di 2,6, per un totale di 2.955 infermieri mancanti. Il Coordinamento Toscana Centro del Nursind, sindacato autonomo degli infermieri: ”Mancano infermieri nei reparti e sulle ambulanze. Basta con precariato, turni massacranti e appalti ai privati: serve una pianificazione”.

In totale in Toscana i medici del Ssn sono 8.057, 21.216 gli infermieri. E’ quanto rende noto la Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche (Fnopi) in base a un’analisi del proprio centro studi su dati del 2016 del ministero dell’Economia. Inoltre, dichiara Nursind, “sono 367 gli infermieri che andranno in pensione nel prossimo triennio 2018-2020 nell’area dell’Asl Toscana Centro e 127 le cessazioni di servizio previste tra gli operatori socio-sanitari, a fronte di un piano di assunzioni carente e soprattutto non basato sul reale fabbisogno dei reparti, mentre si continuano ad appaltare all’esterno pezzi importanti di servizio pubblico. Questa situazione non è più tollerabile”.

A livello nazionale, si spiega ancora, mancano oltre 53mila infermieri mentre le uniche regioni che hanno raggiunto la media di un medico per 3 infermieri (anche se in alcune aziende ci sono carenze e comunque la carenza cresce in assoluto nel momento in cui sono gli stessi medici a essere carenti) sono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Molise e Bolzano. Per “correre ai ripari” Fnopi ha chiesto un incontro urgente con il ministro della Salute Giulia Grillo e con le Regioni, ” impegnati finora sul versante della carenza di medici”.

“Se i medici mancano, a questo punto figuriamoci gli infermieri” si osserva. “Ogni infermiere – si spiega ancora – dovrebbe assistere al massimo 6 pazienti per ridurre del 20% la mortalità. Attualmente ne assiste in media 11 e nelle regioni dove la carenza è maggiore si arriva anche a 17″.

“Nel prossimo triennio l’Asl Toscana Centro prevede di assumere 448 infermieri e 119 Oss, ovvero solo 81 infermieri in più rispetto all’organico attuale, già carente e sotto forte stress, e addirittura 8 operatori socio-sanitari in meno”, dichiara Gianni Piccini, responsabile del Coordinamento.

“Abbiamo richiesto un incontro all’Azienda poiché riteniamo il piano triennale delle assunzioni gravemente carente. In mancanza del raggiungimento di obiettivi comuni – aggiunge Giampaolo Giannoni, coordinatore regionale Nursind – metteremo in atto gli strumenti in nostro possesso quali lo stato di agitazione del personale ed il blocco dello straordinario”.

“I dipendenti sono sempre più anziani per la mancanza del turn over e alcuni non possono essere considerati operativi al 100% per problemi di salute. Eppure si va avanti con turni massacranti, facendo leva sulla disponibilità delle persone e sulla loro dedizione al lavoro.”- conclude Giannoni.

“Nursind chiede all’Azienda di rivedere il piano, mettendo in atto quanto richiesto per il calcolo del fabbisogno di personale, limitando il precariato e iniziando una vera analisi organizzativa che preveda da subito la sospensione delle pronte disponibilità non previste dal contratto, oggi unico strumento di gestione delle assenze”, conclude Piccini.

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Manodopera irregolare in azienda, denunciato titolare

Manodopera irregolare in azienda, denunciato titolare

E’ stato denunciato il titolare di un’azienda tessile che sfruttava manodopera clandestina, la struttura è stata sequestrata in attesa di ulteriori verifiche da parte dell’Asl Toscana Centro.

Un 44enne, di origine pakistana, utilizzava manodopera irregolare, sfruttando dei clandestini; così per l’uomo, residente a Empoli (Firenze) arriva la denuncia dai carabinieri.

L’uomo, titolare di una ditta individuale, aveva preso in affitto un magazzino a Certaldo (Firenze) all’interno del quale operavano sei connazionali, dai 33 ai 39 anni, tutti richiedenti asilo e provenienti da varie parti di Italia, dopo aver abbandonato il programma di protezione.

I militari hanno scoperto la struttura dopo che erano stati segnalati movimenti a tutte le ore nelle vicinanze del fondo, all’interno del quale sono stati trovati anche dei giacigli di fortuna dove alloggiavano gli stessi lavoratori.

All’interno erano presenti macchinari per la produzione di tute sportive. La struttura è stata sequestrata in attesa di ulteriori verifiche da parte dell’Asl Toscana Centro.

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Donna incinta morta all’ospedale di Empoli: ieri autopsia, domani i funerali

Donna incinta morta all’ospedale di Empoli: ieri autopsia, domani i funerali

È stata eseguita  l’autopsia sul corpo di Barbara Squillace, la donna di 42 anni di Spicchio di Vinci (Firenze) morta improvvisamente lo scorso 19 luglio nel reparto di ostetricia dell’ospedale di Empoli (Firenze).

L’esame è stato effettuato nel nosocomio di Pistoia dove già nei giorni scorsi era stato eseguito un primo accertamento diagnostico richiesto dall’Asl Toscana Centro. Il magistrato ha restituito la salma ai familiari: le esequie della donna si terranno domani alle 16 alla chiesa di Sovigliana di Vinci.

La procura ha aperto un fascicolo d’inchiesta, al momento a carico di ignoti, dopo che, come riferito nei giorni scorsi dall’Asl Toscana Centro in una nota, “l’anatomopatologo ha riscontrato elementi sospetti in ipotesi di condotte sanitarie incongrue”.

Intanto giovedì è atteso l’arrivo a Empoli del team del centro regionale rischio clinico il quale, assieme alla commissione interna dell’Asl, ha in programma un audit per meglio chiarire i contorni della vicenda. La donna, che pare fosse incinta di due gemelli, era ricoverata da una settimana per una iperemesi gravidica.

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