Caldo a Firenze: 12 anziani ricoverati per disidratazione, prosegue allerta rossa

Caldo a Firenze: 12 anziani ricoverati per disidratazione, prosegue allerta rossa

Gli anziani sono stati ricoverati al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio a Firenze, dove si sono presentati dopo aver accusato l’ondata di caldo dei giorni scorsi. A renderlo noto è Asl Toscana centro. Intanto prosegue l’allerta caldo fissata fino a mercoledì 3 luglio.

Arrivati ieri intorno alle 16 al pronto soccorso di Torregalli, i pazienti sono stati subito trattati. Il caso più grave èare essere stato quello di un’anziana signora che si è presentata con febbre e un’alta concentrazione di sodio nel sangue a causa della disidratazione per il caldo. I 12 pazienti attualmente sono stabili dal punto di vista emodinamico, non hanno febbre, si stanno alimentando autonomamente e i valori della sodiemia si stanno lentamente normalizzando. Necessitano comunque di ricovero per una stretta monitorizzazione idroelettrolitica.

Torna l’allerta caldo a Firenze. Previsto il codice rosso con permanenza fino a mercoledì 3 luglio. E’ la novità del bollettino elaborato dal dipartimento di epidemiologia Ssr Regione Lazio nell’ambito del sistema operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato dal ministero della salute.

Secondo le previsioni, la temperatura massima percepita sarà di 37 gradi oggi e 36 gradi sia domani che mercoledì. Intanto a Lucca ordinanza del Comune che limita l’uso dell’acqua all’impiego domestico e igienico nelle frazioni di Ciciana, San Pancrazio e Palmata. L’ordinanza è stata emessa in base alla nota di Geal che segnala usi anomali nelle tre frazioni dove è stato necessario intervenire con autobotti. “Per tutelare le riserve idropotabili” fino al 30 settembre (salvo revoca del divieto) non sarà possibile usare l’acqua per innaffiare orti o giardini, lavare le auto, riempire piscine e per ogni altro uso che non sia domestico o igienico. Si rischiano sanzioni fino a 600 euro.

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Medici neolaureati nei pronto soccorso toscani

Medici neolaureati nei pronto soccorso toscani

L’assunzione di laureati in medicina ancora privi di specializzazione, da formare e assumere con contratti libero professionali ‘formazione lavoro’, sono tra le soluzioni individuate dalla Regione per i pronto soccorso che, anche in Toscana, sono in affanno per “grave sofferenza di organico, sia per i medici sia per gli infermieri” e per un aumento degli accessi saliti a oltre 1.500.000 nel 2018.

Lo riferisce la Regione Toscana rendendo noto di aver approvato “misure straordinarie” in due delibere, una diretta al reperimento di personale medico per il sistema di emergenza urgenza, l’altra per riconoscere valore all’impegno del personale già presente nei pronto soccorso facendo destinare da parte delle Asl importi di bilancio a progetti incentivanti allo stesso personale. “C’è rischio concreto che l’attuale carenza di organico possa causare inefficienze e interruzione di pubblico servizio nel sistema dell’emergenza urgenza regionale”, afferma la Regione Toscana. Presso la Presidenza è stato aperto un tavolo coi sindacati dei medici.
Da stime risulta un fabbisogno negli ospedali di tutta la Toscana di 147 posti di dirigente medico di “medicina e chirurgia d’accettazione per i servizi del sistema di emergenza urgenza regionale”. Dopo che un concorso pubblico di fine 2018 per questa disciplina ha già esaurito la graduatoria e che è in corso di espletamento un altro concorso Estar per la selezione di 19 posti a tempi determinato – spiega la Regione Toscana -, sono state individuate, nelle due delibere approvate ora, alcune azioni possibili per fronteggiare la carenza di medici nei Dea.
Una, riporta sempre un comunicato stampa, è l’indizione di procedure concorsuali per la copertura di posti a tempo indeterminato nei profili di dirigente medico nella disciplina di medicina interna (ed equipollenti), con la clausola della possibilità di assegnazione temporanea a un pronto soccorso per un periodo non inferiore a due anni (accompagnato da un periodo di addestramento on the job), e non superiore a tre anni, salvo diversa volontà degli interessati di prolungare la permanenza in pronto soccorso. Un’altra è la realizzazione di un percorso formativo regionale, che sarà costituito da una formazione on the job da effettuarsi presso servizi del sistema regionale dell’emergenza urgenza, rivolto a laureati in medicina e chirurgia di età non superiore a 35 anni e senza specializzazione.
Questa formazione dovrebbe avere la durata di due anni, durante i quali ai partecipanti, reclutati con selezione pubblica, verrà fatto un contratto libero professionale di formazione e lavoro. Per il coordinamento del percorso formativo verrà costituito un board tecnico, la cui responsabilità verrà affidata al direttore del Deu (Dipartimento Emergenza Urgenza) di Asl Toscana centro.
Riguardo al riconoscimento “del valore dell’impegno del personale del pronto soccorso”, che ha un carico di lavoro notturno e festivo più elevato rispetto ad altri settori, “la Regione ritiene necessaria da parte delle Asl l’adozione di progettualità a sostegno della professionalità del personale del pronto soccorso, mediante la destinazione di un importo da bilancio. A partire dal 2019 e per tutta la durata della situazione di criticità nel sistema dell’emergenza urgenza, le somme per queste progettualità saranno messe a disposizione delle aziende del Ssr attraverso attribuzioni a valere sul fondo indistinto”.
L’importo “verrà distribuito tenendo conto dei volumi di attività attesi, delle dotazioni di personale dei singoli pronto soccorso e delle tipologie di competenze e funzioni assegnate” e “verrà destinato al finanziamento di progetti incentivanti per il personale della dirigenza medica e del comparto che opera nel sistema dell’emergenza urgenza, e in particolare nei pronto soccorso della Toscana, che svolga attività assistenziale articolata sulle 24 ore”.

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Prato, 48 assunti ospedale per pensionamenti quota 100

Prato, 48 assunti ospedale per pensionamenti quota 100

Asl Toscana Centro: “Le assunzioni all’ospedale S.Stefano a Prato, tra personale di comparto e dirigenti medici, sono previste entro la fine dell’anno”.

Sono 48 le nuove assunzioni, tra personale di comparto e dirigenti medici, previste entro l’anno all’ospedale S.Stefano a Prato per garantire una continuità assistenziale a fronte della fase di pensionamento con l’entrata in vigore della quota 100. Contestualmente il personale sanitario che svolge compiti amministrativi sarà ricollocato. E’ quanto si legge in una nota della Asl Toscana centro.

“Queste ulteriori nuove assunzioni sono tutte finalizzate a potenziare l’assistenza sanitaria – commenta l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi – e dimostrano che non intendiamo ridurre il personale, ma garantire i servizi e il turn over, pur nell’ambito dei ristretti limiti di legge. In aggiunta l’Asl ricollocherà anche il personale sanitario che svolge ruoli amministrativi, così da disporre di ulteriori risorse per le cure e l’assistenza ai pazienti”. In particolare “22 saranno i nuovi assunti relativamente al personale di comparto che sostituiranno il personale in uscita nei diversi incarichi assegnati. Di questi, 14 sono infermieri, 4 Oss, 2 ostetriche, 1 fisioterapista, 1 assistente sociale. E’ stato inoltre avviato il percorso contrattuale di ricollocazione del personale sanitario attualmente assegnato a funzioni amministrative”.

“In vista della sostituzione di personale in uscita relativamente alla dirigenza medica – prosegue la nota -, l’Azienda prevede 26 nuove assunzioni”: un “dirigente medico in nefrologia, due in neurologia, due in geriatria. Nel dipartimento chirurgico saranno effettuate tre nuove assunzioni in chirurgia e uno in ortopedia, mentre nel dipartimento emergenza urgenza, cinque in anestesia e cinque in pronto soccorso. E ancora nel dipartimento materno infantile un nuovo assunto in pediatria e uno in ginecologia. Infine nel dipartimento di diagnostica per immagini due nuovi specialisti in radiodiagnostica e tre nuovi specialisti ambulatoriali, con contratto da sumaista, per quanto riguarda il dipartimento di salute mentale”.

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Vaccini pediatrici in Toscana: superata la copertura per immunità di gregge

Vaccini pediatrici in Toscana: superata la copertura per immunità di gregge

Superata in Toscana nel 2018 la soglia del 95% per le vaccinazioni pediatriche, che l’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, indica come necessaria perché sia raggiunto l'”effetto gregge”. I dati aggiornati sulle vaccinazioni (che entro il 15 febbraio tutte le Regioni dovevano comunicare al Ministero della salute, e che saranno ufficializzati dopo la verifica da parte del Ministero stesso) sono stati resi noti dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi stamani, in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo Calendario vaccinale, varato dalla Regione con una delibera approvata nell’ultima seduta di giunta.

Erano con lei, a commentare i dati e il nuovo Calendario, Valdo Flori, segretario regionale Fimp (Federazione italiana medici pediatri) Toscana, Renzo Berti, direttore del Dipartimento di prevenzione della Asl Toscana centro, Mauro Ruggeri, medico di medicina generale della Asl Toscana centro, componente della Commissione regionale vaccini.

“Questi dati relativi al 2018 – ha detto l’assessora Saccardi – confermano gli effetti positivi prodotti sulle coperture vaccinali dalle leggi, nazionale e regionale, che hanno introdotto misure più stringenti sull’obbligo vaccinale. Rispetto al 2017, la copertura per l’esavalente è aumentata di oltre un punto percentuale, superando il 96%. Risultati ancora migliori sono stati raggiunti per morbillo, parotite e rosolia. E anche le altre vaccinazioni mostrano un trend positivo”.

“Siamo molto contenti di questo risultato – è il commento di Valdo Flori – L’impegno dei pediatri è stato davvero soddisfacente, oltre il 66% di loro ha aderito alle vaccinazioni. Ora, gli impegni da affrontare sono rotavirus e meningococco C”.

“Questo che viene presentato oggi è un dato assolutamente non scontato, che ci riempie di soddisfazione – dichiara Renzo Berti – E’ il frutto di un lavoro severo, di squadra, un lavoro di team, con i pediatri in prima linea. Continuiamo a insistere nell’opera di informazione e prevenzione”.

“Lavorando insieme si riesce a presidiare il territorio e a dare risposte – sottolinea Mauro Ruggeri – Prendiamo l’esempio del meningococco C, che ha creato un grosso allarme, che con un lavoro di squadra siamo riusciti a controllare”.

I dati aggiornati sulle vaccinazioni

La copertura vaccinale a 24 mesi di età (calcolata al 31/12/2018 sulla coorte dei nati nel 2016) evidenzia un significativo ulteriore miglioramento rispetto alla copertura rilevata al 31/12/2017 sulla coorte dei bambini nati nel 2015.  La vaccinazione antipoliomielite, somministrata con difterite, tetano, pertosse, epatite b ed haemophilus influenzae (esavalente) nel 2018 ha infatti raggiunto il 96,84%, salendo così di oltre un punto percentuale rispetto alla copertura registrata nel 2017 (95,78%) .

Risultati ancor più evidenti si possono apprezzare per la copertura di morbillo, parotite e rosolia, che l’anno scorso ha raggiunto il 95.32%, rispetto al 93,51% registrato nel 2017.

Il trend positivo riguarda in generale anche le altre vaccinazioni quali: varicella 89,10 % (87,08 nel 2017), pneumococco 92.53% (90,36 % nel 2017), meningococco B 79,85% (72,98% nel 2017).

Un ulteriore sforzo deve essere invece assicurato nei confronti della vaccinazione antirotavirus, introdotta nel 2017 ma ancora lontana dagli obiettivi di copertura fissati a livello nazionale.

Si evidenzia invece purtroppo un sensibile calo della copertura vaccinale a 24 mesi per meningococco C (copertura 2018 pari al 91,09% rispetto al 92,71 registrato nel 2017).

Dal 2018 è entrato a pieno regime l’accordo regionale in base al quale i pediatri collaborano con il Servizio sanitario regionale per le vaccinazioni, e i pediatri toscani hanno collaborato fortemente al recupero degli inadempienti. Su 550.446 vaccinazioni eseguite sui bambini toscani nel 2018, 351.762, circa il 64%, sono state eseguite dai pediatri.

Confermata fino al 30 giugno 2019 la Campagna straordinaria di vaccinazione contro il meningococco C

Dal 2015 la Toscana ha visto un significativo aumento di casi di meningite da meningococco C, che ha richiesto l’adozione di misure di profilassi straordinarie su tutto il territorio regionale e un importante sforzo organizzativo ed economico, che ha portato alla vaccinazione di circa 1 milione di persone, con lo scopo di contrastare la diffusione di questa grave infezione. E’ quindi assolutamente necessario non abbassare la guardia, per ottimizzare gli sforzi sostenuti fino ad oggi.

Per questo motivo, la stessa delibera che approva il Calendario vaccinale conferma la Campagna straordinaria gratuita di vaccinazione contro il meningococco C fino al 30 giugno 2019.

Il commento dell’Assessora Saccardi

Il Calendario vaccinale 2019, le novità

Il nuovo Calendario vaccinale regionale integra le disposizioni introdotte dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale già applicate in quanto recepite con deliberazione 1509 del 2017. Sono stati inoltre aggiornati e integrati gli indirizzi in materia di vaccinazioni, con particolare riferimento alle vaccinazioni delle donne in gravidanza e dei soggetti a rischio (es. splenectomizzati, cioè pazienti ai quali è stata asportata la milza, e dializzati).

In relazione alla vaccinazione contro il meningococco C, oltre alla conferma delle misure straordinarie di profilassi al 30/6/2019, il piano regionale vaccini mantiene l’offerta della terza dose aggiuntiva di antimeningococco C dai 6 ai 9 anni.

Una importante novità è rappresentata dal recupero delle ragazze non vaccinate per HPV (Papilloma virus), con offerta gratuita della vaccinazione a 25 anni di età (es. nel 2019 le ragazze nate nel 1994), in occasione della chiamata al primo screening per la citologia cervicale (Pap-Test), come raccomandato dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Sempre per l’HPV, è inoltre stata introdotta l’offerta gratuita della vaccinazione a tutte le donne operate per lesioni cervicali dovute ad infezioni da HPV.

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Sanità: Asl Toscana condannata per condotta antisindacale

Sanità: Asl Toscana condannata per condotta antisindacale

Il tribunale di Firenze ha accolto un ricorso presentato dal sindacato degli infermieri Nursind nei confronti di Asl Toscana centro.

Il ricorso nei confronti di Asl, spiega il Nursind, era stato presentato dopo una serie di episodi ritenuti “inconcepibili e inaccettabili” da parte del sindacato “a partire dal blocco della contrattazione”.
“Dopo tre mesi di stallo delle trattative – precisa sempre il Nursind -, l’Asl aveva infatti indetto un tavolo senza convocare i responsabili eletti nella Rsu, legittimamente insediatasi lo scorso 29 maggio”.

La convocazione era stata estesa unicamente ai firmatari del contratto nazionale Cgil, Cisl e Uil, “ignorando totalmente la rappresentanza sindacale unitaria”, Giampaolo Giannoni, responsabile Nursind Toscana. “Un comportamento scorretto – prosegue Giannoni – che delegittima i rappresentanti regolarmente eletti, limitando le libertà e le funzioni sindacali”. La sentenza emessa questa mattina dal tribunale, accertata l’antisindacalità della condotta, “ordina l’immediata cessazione mediante nuova convocazione dei tavoli negoziali” e condanna l’Azienda sanitaria al pagamento delle spese legali.

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