Toscana, delibera per vigilanza e controllo nei cantieri

Toscana, delibera per vigilanza e controllo nei cantieri

Vigilanza nei cantieri edili, la Regione Toscana ha emanato le linee di indirizzo alle quali si dovranno attenere gli operatori dei dipartimenti di prevenzione delle Asl toscane, per garantire uniformità e omogeneità dei comportamenti del personale ispettivo, e anche la trasparenza delle procedure attuate nei confronti dei titolari dei cantieri controllati. Lo ha fatto con una delibera, approvata dalla giunta nel corso dell’ultima seduta.

La delibera dà indicazioni sulle modalità da seguire nell’attività di vigilanza e controllo nei cantieri edili da parte del personale addetto: i criteri per l’individuazione e la scelta dei cantieri da sottoporre a controllo, le regole per l’accesso ai cantieri, le modalità con cui condurre il sopralluogo e con cui comunicare gli esiti.

I principali rischi da analizzare, secondo le linee di indirizzo della Regione, sono i lavori in quota (aperture, botole, scale, lucernari, ecc.); le attrezzature usate per il lavoro; le attrezzature alimentate mediante energia elettrica; gli scavi in trincea e a fronte aperto; i rischi per la salute. Di ogni ispezione dovrà essere prodotta anche una documentazione fotografica.

INFO:

Piano regionale per la sicurezza sul lavoro 2016-2020

Campagna di comunicazione per la sicurezza sul lavoro “L’unione fa la sicurezza”

Nel rispetto della legge nazionale sulla par condicio, che regolamenta l’attività di informazione e comunicazione istituzionale nel periodo dei comizi elettorali, servizi e comunicati di Toscana Notizie fino alle elezioni europee e amministrative del 26 maggio prossimo saranno redatti in forma impersonale e senza virgolettati.

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Regione Toscana finanzia campi scuola per diabetici

Regione Toscana finanzia campi scuola per diabetici

170mila euro stanziati. I campi scuola servono a far “superare i problemi connessi con la convivenza con una patologia cronica” ad i giovani diabetici.

La Regione Toscana finanzierà anche per il 2019 i campi scuola per bambini e adolescenti con diabete organizzati dall’azienda ospedaliero universitaria Meyer e dalle Asl Toscana sud est e Toscana nord ovest, con 170.000 euro contro i 150.000 euro degli anni passati.

Nei campi, ricorda la Regione, i ragazzi imparano con l’aiuto di medici e psicologi a “superare i problemi connessi con la convivenza con una patologia cronica: acquistano autonomia, conoscono altri coetanei, stanno all’aria aperta, a contatto con la natura, fanno sport, si divertono”.

“Consideriamo fondamentali questi campi scuola per i bambini e ragazzi con il diabete – sottolinea l’assessore alla Salute Stefania Saccardi – e per questo ci teniamo a finanziare ogni anno i progetti, ormai da tanti anni. Il campo scuola è il primo passo per l’autonomia del ragazzo dalla famiglia. Al campo scuola è il ragazzo ad essere coinvolto e responsabilizzato in prima persona nella gestione della propria patologia. Le esperienze degli anni passati ci hanno dimostrato l’efficacia e la valenza terapeutica di questi campi e noi, in accordo con le associazioni di volontariato, siamo determinati ad assicurare continuità a questi progetti”.

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Diabete: campi scuola per giovani in Toscana

Diabete: campi scuola per giovani in Toscana

Il diabete in età evolutiva è in aumento, e la Regione Toscana, impegnata fin dal 2000 a sostenere progetti di organizzazione di campi scuola per bambini e adolescenti con diabete, finanzia anche per il 2019 i progetti dell’azienda ospedaliero universitaria Meyer e delle Asl Toscana sud est e Toscana nord ovest, con 170.000 euro (un finanziamento superiore a quello degli anni passati, 150.000 euro).

Ai campi scuola, che sono gestiti dal Centro regionale per il diabete dell’età evolutiva dell’azienda ospedaliero-universitaria Meyer, dalla ex Asl 6 di Livorno (Toscana nord ovest) e dalla ex Asl 9 di Grosseto (Toscana sud est), i ragazzi imparano, con l’aiuto di medici e psicologi, a gestire il diabete e superare i problemi connessi con la convivenza con una patologia cronica: acquistano autonomia, conoscono altri coetanei, stanno all’aria aperta, a contatto con la natura, fanno sport, si divertono.

“Come Regione consideriamo fondamentali questi campi scuola per i bambini e ragazzi con il diabete, e per questo ci teniamo a finanziare ogni anno i progetti, ormai da tanti anni – sottolinea l’assessora Stefania Saccardi – Il campo scuola è il primo passo per l’autonomia del ragazzo dalla famiglia. Al campo scuola è il ragazzo ad essere coinvolto e responsabilizzato in prima persona nella gestione della propria patologia. Le esperienze degli anni passati ci hanno dimostrato l’efficacia e la valenza terapeutica di questi campi e noi, in accordo con le associazioni di volontariato, siamo determinati ad assicurare continuità a questi progetti”.

“Dall’inizio degli anni ottanta il nostro Centro di riferimento organizza il campo scuola, trasferendo le competenze multidisciplinari del team sanitario al di fuori dell’ospedale e permettendo così ai soggetti con diabete, all’interno di una sorta di vacanza, di acquisire, verificare e approfondire le conoscenze diabetologiche necessarie per la gestione della terapia nel quotidiano – dice la dottoressa Sonia Toni, responsabile del Centro regionale per il diabete dell’età evolutiva del Meyer – Il campo scuola è parte integrante del programma di educazione all’autocontrollo e all’autogestione del diabete, che prevede nozioni teoriche, addestramento pratico e supporto psicologico per superare le problematiche di vita connesse con la convivenza con la malattia cronica”.

“In particolare la gestione del diabete richiede che, fin dai primi momenti dopo l’esordio, la famiglia e il bambino siano parte integrante del team e siano gli attori principali del processo di cura – spiegano gli esperti coinvolti nell’organizzazione dei campi scuola – Affinché questo possa avvenire è necessario che la famiglia entri nel percorso di accettazione per trasformare la malattia in condizione di vita, e trovi le risorse che la mettano in condizione di superare la cronicità e trasformarla in energia. In questo percorso si inserisce il campo scuola, che rappresenta sotto tutti gli aspetti un alto momento di educazione terapeutica: un’opportunità finalizzata a migliorare le capacità di autogestione e l’integrazione sociale”.

I campi per i ragazzi e le ragazze più grandi (11-16 e 14-17 anni) sono rivolti ai soli giovani, con la partecipazione di 3-4 giovani di età superiore, che svolgono la funzione di “diabetico guida”, grazie alle esperienze già maturate nei precedenti campi scuola.

I campi per i più piccoli/e sono rivolti ai gruppi familiari e il bambino/a (6-10 anni) partecipa con entrambi i genitori. Ai campi sono presenti medici, infermieri, psicologi, pediatri, dietisti, preparatori atletici della facoltà di scienze motorie, personale dell’Associazione diabetici. I campi si svolgono in montagna, in agriturismo, in barca.

Per i medici, vivere a stretto contatto, 24 ore su 24, con i ragazzi, consente loro di osservarli più da vicino a stabilire con loro un rapporto che non è più di dipendenza medico-paziente, ma di collaborazione attiva e diretta. Le lezioni teoriche si alternano a esercitazioni pratiche e ogni ragazzo è stimolato a compiere da solo i controlli e le terapie necessarie.

Ogni anno nella fascia di età 0-14 anni si verificano 8-10 nuovi casi ogni 100.000 bambini e 6-7 nella fascia di età giovanile tra 15 e 29 anni. E il trend è in aumento, in Toscana come nel resto d’Italia: +3,6% l’anno. Il diabete dell’età evolutiva colpisce in Italia circa l’1 per mille della popolazione ed è pari a circa l’8% di tutti i casi di diabete.

Questa patologia a carattere sociale emergente può essere affrontata con la prevenzione primaria e secondaria, ma quando si è ormai evidenziata, diventano fondamentali l’autocontrollo e la capacità di gestione da parte dei ragazzi. Il periodo di vacanza (da 7 a 10 giorni) passato “da solo” rassicura i genitori sulla capacità del figlio di autogestirsi, e sviluppa nel ragazzo una maggiore sicurezza di sé.

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Influenza: Asl Toscana centro, 1300 medici per i vaccini

Influenza: Asl Toscana centro, 1300 medici per i vaccini

La Asl Toscana centro comunica che sono oltre 1300 i medici impiegati per la campagna regionale per la vaccinazione influenzale. C’è tempo fino a dicembre per vaccinarsi

Sono oltre 1300 i medici e i pediatri di famiglia impegnati nel territorio dell’Asl Toscana centro per la campagna regionale per la vaccinazione antinfluenzale. Ben 353mila le dosi di vaccino al momento distribuite in tutti i territori dell’Azienda. “C’è tempo fino a prima di Natale per vaccinarsi contro l’influenza perché anche quest’anno il picco endemico è previsto nel mese di gennaio”. E’ la raccomandazione di Vittorio Boscherini, spiega una nota, segretario provinciale della Fimmg di Firenze, il sindacato che rappresenta i medici e i pediatri di famiglia.

“E’ importante che la vaccinazione antinfluenzale sia diffusa in modo capillare e che raggiunga tutti i cittadini a rischio di complicanze – aggiunge Massimo Di Pietro, direttore malattie infettive – è noto come questa vaccinazione riduca sia il numero di malati sia le morti correlate. La campagna è iniziata in questi giorni e si concluderà a fine dicembre per dare una copertura immunitaria durante il periodo invernale: la protezione comincia dopo 2 settimane e dura in media 6 mesi, mentre il picco epidemico è atteso verso gennaio-febbraio”. Per Boscherini “la popolazione è ai medici e ai pediatri di famiglia che deve rivolgersi, contattandoli direttamente e chiedendo attraverso quali modalità possono fare la vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica. Da parte dei medici la vaccinazione è un compito obbligatorio previsto dal loro contratto ed al quale non possono sottrarsi”.

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Sanità: Toscana spende oltre 1,5 milioni€ per preti in corsia

Sanità: Toscana spende oltre 1,5 milioni€ per preti in corsia

I religiosi diventano pertanto veri e propri dipendenti ospedalieri inquadrati con contratto di categoria Ds. Tale importo grava interamente sul sistema sanitario regionale.

Attualmente i sacerdoti impegnati in corsia a Careggi sono 7 ed il costo complessivo per il relativo trattamento economico ammonta a € 229mila. A questi religiosi si aggiungono, a supporto, 15 collaboratori volontari impegnati a titolo gratuito nel servizio di assistenza religiosa.
Aou pisana, invece, ha in piedi una convenzione con l’ordinario diocesano attualmente in corso di rinnovo. La convenzione, che disciplina il rapporto secondo quanto previsto dalla normativa dello Stato e regionale, prevede  la presenza in ospedale di 7 assistenti religiosi. Il costo totale è di 258mila euro l’anno. Il Meyer di Firenze ha un solo religioso impegnato ed il costo ammonta a 32mila euro.

Aou Senese ha un costo totale di 116.959 euro, Aou Toscana Centro un costo totale di  655.000€ all’anno, divisi fra chi ha mansioni sanitarie e non. Infine, per Asl Toscana sud est il costo sostenuto per le preghiere in corsia, ammonta a € 318.000,00: in tutta l’azienda sono impegnati 10 religiosi.

Nonostante si tratti sicuramente di un servizio di indubbia utilità per le persone credenti, molte polemiche sono sopraggiunte per il lauto stipendio che i sacerdoti ricevono.
La polemica si innesca perchè secondo molti, il Vaticano avrebbe le possibilità economiche per pagare ogni spesa sostenuta direttamente, senza gravare sui bilanci regionali. In Toscana infatti, nell’ultimo anno, la spesa per l’assistenza religiosa cattolica ammonta a 1,5 milioni di €.
Le aziende sanitarie possono assumere sacerdoti tra il proprio personale dipendente a seguito del passaggio della sanità in mano alle singole Regioni. Queste hanno  Nonostante si tratti sicuramente di un servizio di indubbia utilità per le persone credenti, molte polemiche sono sopraggiunte per il lauto stipendio che i sacerdoti ricevono.
Infatti, 77 religiosi sono stati assunti per assicurare nelle strutture di ricovero l’esercizio della libertà religiosa, l’adempimento delle pratiche di culto e il soddisfacimento delle esigenze spirituali proprie della confessione cattolica, nel rispetto della volontà e libertà di coscienza dei cittadini. Questo è stato possibile grazie al protocollo d’intesa firmato tra la Regione e la Conferenza episcopaletoscana. Al personale di assistenza religiosa spettano le progressioni economiche orizzontali di categoria previste dalla contrattazione collettiva vigente.

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