Codice Celiachia in vigore da giugno

Codice Celiachia in vigore da giugno

Da sabato 1° giugno in Toscana entra in vigore il Codice Celiachia, un codice numerico rilasciato dall’azienda sanitaria di riferimento, che consentirà ai pazienti con morbo celiaco o dermatite erpetiforme di prendere i prodotti alimentari specifici semplicemente esibendo un codice abbinato alla tessera sanitaria. Da quella data, non saranno più validi i buoni cartacei in uso finora, che vanno dunque utilizzati entro venerdì 31 maggio.

Dagli uffici della Regione fanno sapere che finora il 70% dei celiaci si sono procurati il Codice Celiachia alla propria Asl di riferimento, mentre sono circa 4.000 le persone che ancora non hanno ritirato il proprio codice.

Chi ancora non è in possesso del proprio Codice Celiachia può andare a ritirarlo al Servizio farmaceutico integrativo della propria Asl di appartenenza. Gli indirizzi degli sportelli e i relativi orari sono disponibili sul sito della Regione Toscana, nelle pagine dedicate alla celiachia, e sui siti delle Aziende sanitarie toscane.

Fino al 31 maggio saranno sempre validi i buoni cartacei, che però non saranno più spendibili dal 1° giugno.

Il Codice Celiachia rientra nel progetto regionale Cel@RT, che prevede la dematerializzazione dei buoni cartacei e l’introduzione di una piattaforma informatizzata per la gestione di tutto il processo.

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Sanità, Saccardi: “Asl attivate contro violenze su operatori”

Sanità, Saccardi: “Asl attivate contro violenze su operatori”

L’assessore  al diritto alla salute Stefania Saccardi, ha risposto ad un’interrogazione di Paolo Marcheschi (Fdi) sulla prevenzione e sul contrasto degli atti di violenza e delle aggressioni a danno degli operatori sanitari.

“Tutte le Asl si sono attivate – ha detto Saccardi -, sulla base di specifiche delibere e hanno già raggiunto un livello opportuno di rilevazione e contrasto di atti di violenza a danno di operatori del servizio sanitario”.

“Ulteriori passi avanti sono in atto – ha aggiunto Saccardi – anche per implementare un apposito sistema di segnalazione delle aggressioni, per la costituzione del gruppo di lavoro multidisciplinare per l’analisi delle segnalazioni e l’individuazione di misure specifiche e per sviluppare un percorso di supporto psicologico a favore della vittima di aggressione, per l’implementazione di un adeguato corpo di vigilanza con presenza fissa almeno al pronto soccorso”.

L’assessore ha poi spiegato che “è alta l’attenzione per l’installazione di videocamere di sorveglianza con particolare riferimento alle vie di accesso alle strutture, ai parcheggi e ad alcuni reparti ritenuti a rischio aggressione”. Marcheschi ha poi chiesto a Saccardi di “comprimere quanto più possibile i tempi e di intervenire rapidamente almeno nelle zone ritenute più critiche”.

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Cgil Toscana critica accordo tra Asl e Forum per diritti della famiglia

Cgil Toscana critica accordo tra Asl e Forum per diritti della famiglia

Cgil Toscana, l’accordo con il Forum è indebita ingerenza in percorso di interruzione volontaria di gravidanza.

La Cgil Toscana critica l’accordo siglato tra le Azienda Sanitarie regionali e il Forum Toscano delle associazioni per i diritti della famiglia, definito “indebita ingerenza” nel percorso Ivg, mentre la legge 194 “prevede tutte le tutele di sostegno ed aiuto da parte di personale specializzato” come assistenti sociali, psicologi e psicologhe.

“Oltre alla concessione di un cospicuo finanziamento di 195.000 in tre anni – lamenta la Cgil – ci chiediamo a che titolo, nei consultori e nei percorsi di interruzione volontaria di gravidanza, intervenga un’associazione che nel suo statuto contempla” fra le proprie finalità “‘il diritto fondamentale di ogni essere umano alla vita ed al rispetto della propria dignità, dal concepimento alla morte naturale'”.

Secondo il sindacato “occorrerebbe ripensare rapidamente ruolo e funzione di queste associazioni e sostenere, invece, con maggiori interventi, anche economici, la presenza dei consultori pubblici sul territorio con tutte le strumentazioni e le attrezzature utili a garantirne il buon funzionamento. La libertà di scelta delle donne è il bene supremo da difendere, proprio in ragione di ciò che prevede la legge”.

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Toscana, 9mln di euro per personale sanitario

Toscana, 9mln di euro per personale sanitario

E’ stato presentato oggi a Firenze il nuovo accordo relativo al personale del comparto del Servizio sanitario toscano (infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici).

A presentarlo, il governatore Enrico Rossi e l’assessore alla Salute Stefania Saccardi, assieme ai rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fp, alla presenza di tutti i direttori generali delle aziende toscane.

Il patto, che la Regione finanzia con nove milioni di euro, segue di una settimana l’accordo con la dirigenza medica presentato lo scorso 13 marzo e finanziato con oltre sei milioni per il riequilibrio dei fondi contrattuali. L’obiettivo, sostiene la Regione, è “individuare una serie di priorità nelle attività dell’ultima fase della legislatura regionale, per garantire ai cittadini toscani il mantenimento dei livelli di assistenza fin qui conseguiti e una risposta concreta alle criticità emergenti”.

“Con le stabilizzazioni – ha spiegato Saccardi – abbiamo cominciato dal 2016, e quando arriveremo in fondo, a fine 2019, avremo stabilizzato circa 1.000 persone. Gli accordi andranno integrati e declinati nell’ambito delle singole aziende, in funzione dell’abbattimento delle liste di attesa”.

La Regione si impegna a finanziare il Patto con 6.050.000 euro: si tratta del “massimo utilizzo possibile – spiegano da Palazzo Strozzi Sacrati – delle modalità di incremento delle risorse per la contrattazione integrativa in questo momento gestibile in Regione Toscana sui fondi 2016, attraverso la corresponsione di parte dell’1% del monte salari, con riferimento alla chiusura dei bilanci 2015”. In aggiunta a queste risorse, la Regione si impegna a innalzare il budget delle Aziende, destinato a finanziare progettualità dirette all’insieme del personale del comparto e finalizzate alla riduzione delle liste di attesa e al miglioramento dei servizi, per l’importo di altri 2.950.000 euro.

La Regione si impegna a sollecitare Estar affinché predisponga concorsi per le diverse figure professionali, che consentano la stabilizzazione dei lavoratori che hanno maturato i requisiti di lavoro “flessibile” nei termini previsti dalla legge Madia; si impegna inoltre a garantire la copertura integrale del turnover 2019 e quello necessario per l’apertura di nuovi servizi, anche in relazione alle possibili uscite di personale a seguito delle nuove norme previdenziali, assegnando priorità al personale sanitario e Oss addetto all’assistenza.
Vengono demandate alle singole aziende le contrattazioni relative ad alcune indennità, come per esempio quelle per particolari condizioni di lavoro e le indennità di turno.

Per favorire la valorizzazione delle competenze possedute dal personale transitato dalla Croce Rossa Italiana al Servizio sanitario regionale, e inquadrato in categoria A, in applicazione di quanto previsto dalla normativa vigente all’epoca, la Regione si impegna a promuovere nelle diverse Aziende interessate l’attivazione di procedure di progressione verticale verso la categoria B.

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Toscana, 9mln di euro per personale sanitario

Toscana, 9mln di euro per personale sanitario

E’ stato presentato oggi a Firenze il nuovo accordo relativo al personale del comparto del Servizio sanitario toscano (infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici).

A presentarlo, il governatore Enrico Rossi e l’assessore alla Salute Stefania Saccardi, assieme ai rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fp, alla presenza di tutti i direttori generali delle aziende toscane.

Il patto, che la Regione finanzia con nove milioni di euro, segue di una settimana l’accordo con la dirigenza medica presentato lo scorso 13 marzo e finanziato con oltre sei milioni per il riequilibrio dei fondi contrattuali. L’obiettivo, sostiene la Regione, è “individuare una serie di priorità nelle attività dell’ultima fase della legislatura regionale, per garantire ai cittadini toscani il mantenimento dei livelli di assistenza fin qui conseguiti e una risposta concreta alle criticità emergenti”.

“Con le stabilizzazioni – ha spiegato Saccardi – abbiamo cominciato dal 2016, e quando arriveremo in fondo, a fine 2019, avremo stabilizzato circa 1.000 persone. Gli accordi andranno integrati e declinati nell’ambito delle singole aziende, in funzione dell’abbattimento delle liste di attesa”.

La Regione si impegna a finanziare il Patto con 6.050.000 euro: si tratta del “massimo utilizzo possibile – spiegano da Palazzo Strozzi Sacrati – delle modalità di incremento delle risorse per la contrattazione integrativa in questo momento gestibile in Regione Toscana sui fondi 2016, attraverso la corresponsione di parte dell’1% del monte salari, con riferimento alla chiusura dei bilanci 2015”. In aggiunta a queste risorse, la Regione si impegna a innalzare il budget delle Aziende, destinato a finanziare progettualità dirette all’insieme del personale del comparto e finalizzate alla riduzione delle liste di attesa e al miglioramento dei servizi, per l’importo di altri 2.950.000 euro.

La Regione si impegna a sollecitare Estar affinché predisponga concorsi per le diverse figure professionali, che consentano la stabilizzazione dei lavoratori che hanno maturato i requisiti di lavoro “flessibile” nei termini previsti dalla legge Madia; si impegna inoltre a garantire la copertura integrale del turnover 2019 e quello necessario per l’apertura di nuovi servizi, anche in relazione alle possibili uscite di personale a seguito delle nuove norme previdenziali, assegnando priorità al personale sanitario e Oss addetto all’assistenza.
Vengono demandate alle singole aziende le contrattazioni relative ad alcune indennità, come per esempio quelle per particolari condizioni di lavoro e le indennità di turno.

Per favorire la valorizzazione delle competenze possedute dal personale transitato dalla Croce Rossa Italiana al Servizio sanitario regionale, e inquadrato in categoria A, in applicazione di quanto previsto dalla normativa vigente all’epoca, la Regione si impegna a promuovere nelle diverse Aziende interessate l’attivazione di procedure di progressione verticale verso la categoria B.

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