Anniversario Strage di Viareggio: le iniziative sulla sicurezza nove anni dopo

Anniversario Strage  di Viareggio: le iniziative sulla sicurezza nove anni dopo

Torna anche quest’anno il  programma di commemorazione per il 9/o anniversario del disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009 quando un vagone cisterna esplose e si incendiò causando la morte di 32 persone.

Ieri mattina nella sede della Croce Verde di Viareggio il presidente della onlus ‘Il Mondo che vorrei’ Marco Piagentini ha illustrato il programma delle celebrazioni. Giovedì 28 giugno è
in programma nella sede della Croce Verde un convegno dal titolo ‘Quale sicurezza sui binari dopo la strage di Viareggio’. Relatori con la giornalista Donatella Francesconi, coordinatrice dell’incontro, Tiziano Nicoletti, Maurizio Orsini, Gabriele
dalle Luche.

Il 29 giugno ci sarà la messa la mattina mentre alle 16 è previsto il ritrovo con i rappresentanti dei vari comitati di altre tragedie in Italia. Alle ore 21 il tradizionale corteo fra le vie di Viareggio con partenza e arrivo in via Ponchielli.

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Presidio familiari vittime disastro ferroviario Viareggio

Presidio familiari vittime disastro ferroviario Viareggio

🔈Firenze, per una tragica coincidenza, proprio nel giorno in cui si è verificato un gravissimo incidente ferroviario alle porte di Milano, col bilancio provvisorio pesantissimo di quattro morti e cinque feriti in gravi, si tiene alla stazione di SMN l’incontro tra una delegazione di familiari delle 32 Vittime del disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009 con l’Ansf (Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria).

L’incontro, richiesto da molto tempo, sui temi della sicurezza e della prevenzione e sulle misure di protezione per evitare che accada un altro disastro come quello di Viareggio, è stato evidenziato con un presidio e con un volantinaggio.

“Incontriamo l’Ansf – si legge nel volantino distribuito alla stazione di SMN – come con chiunque abbia un ruolo sui temi della sicurezza, in particolare delle ferrovie, perchè da oltre 8 anni e mezzo siamo impegnati in questo fondamentale settore, assieme a verità e giustizia. Da quando (29 giugno 2009) sono morti i nostri cari e molti altri hanno riportato, per sempre, le conseguenze di gravissime ustioni”.

“Incontriamo l’Ansf oggi – prosegue il comunicato – con una motivazione in più: la sentenza del processo di 1° grado del Tribunale di Lucca che ha sancito le pesantissime responsabilità dell’ex AD Moretti, degli altri dirigenti di ferrovie e Ansf (Elia, Soprano, Margarita, ecc. ecc.) e delle aziende coinvolte, fra cui: la mancanza della valutazione dei rischi per il trasporto di merci pericolose, la mancanza delle misure (antisvio, minor velocità, muro) che avrebbero, se non evitato, di gran lunga ridotto le conseguenze del disastro. Pensiamo che l’Ansf debba promuovere misure e iniziative concrete, controllo e vigilanza sulla sicurezza ferroviaria, che sono urgenti, come è evidente dal numero e dalla tipologia degli incidenti che continuano a verificarsi! Abbiamo rilevato che solo nel 2017 ci sono stati 30(!) incidenti, in alcuni casi con morti e feriti. A settembre 2017, all’interno dello scalo ferroviario di Novara Boschetto, è deragliato un carro merci a causa della rottura di un asse: solo per fortuna a bassa velocità e all’interno di uno scalo merci!”

La dinamica di questo incidente è la stessa di Viareggio. Come il 29 novembre 2017 a Melzo(Mi), quando un carro deraglia in stazione: la cisterna di acetato di butile si ribalta, solo per caso il serbatoio era vuoto. Ancora una volta si è rischiata un’altra Viareggio! L’ultimo mancato disastro alcuni giorni fa, la notte del 9 gennaio nella stazione di Fossacesia (Chieti), quando è deragliato un merci che ha “arato” km di traversine e poi il marciapiede di stazione che solo a causa dell’ora era sgombro da viaggiatori!

Gimmy Tranquillo ha intervistato Marco Piagentini che nel disastro ha perso moglie e due figli ed è rimasto ustionato sul 98 per cento del corpo


e Daniela Rombi che nella strage ha perso sua figlia Emanuela (21 anni), morta dopo 42 giorni di agonia al centro grandi ustionati di Pisa:

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