Strage Viareggio, parenti: “Nostra lotta contro prescrizione è a benificio di tutti”

Strage Viareggio, parenti: “Nostra lotta contro prescrizione è a benificio di tutti”

“Per le assoluzioni dobbiamo leggere le motivazioni ma è importante che sia stato condannato l’amministratore di Ferrovie per responsabilità e per quello che non è stato fatto. Della nostra lotta per la prescrizione speriamo possano beneficiarne altri, il comitato nazionale dei famigliari delle vittime delle grandi stragi italiane lotta per questo”.

Così i parenti delle vittime della strage di Viareggio si sono espressi dopo la sentenza d’appello di ieri che ha portato alla condanna di Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, a 7 anni di reclusione e di Michele Mario Elia, ex ad Rfi, e Vincenzo Soprano, ex ad Trenitalia, a 6 anni.

“Di queste due sentenze che hanno analizzato nel dettaglio un sistema ferroviario totalmente fallace, dovrebbero prenderne atto i nuovi vertici di Ferrovie e il Mit. Chiediamo pertanto alle società coinvolte, come segnale concreto di scostamento dagli errori gravissimi commessi dai suoi ex amministratori”, “di ammettere le proprie responsabilità non ricorrendo in Cassazione ma operando per riqualificare tale sistema” aggiungono i familiari delle vittime.

Marco Piagentini, presidente dell’associazione il Mondo che vorrei, che riunisce le vittime della strage di Viareggio, ha commentato: “A noi non interessa la figura di Moretti ma il sistema di scatole cinesi per non arrivare alle responsabilità. Con la sentenza della strage di Viareggio si è affermato un principio inverso, ovvero che chi amministra è anche responsabile, è datore di fatto, e pertanto deve prendersi le sue responsabilità. E’ un risultato che non serve solo a noi ma anche a Rigopiano, al Ponte di Genova o a Pioltello”.

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Firenze: strage Viareggio, presidio familiari davanti tribunale

Firenze: strage Viareggio, presidio familiari davanti tribunale

Presidio davanti al tribunale di Firenze delle associazioni ‘Il mondo che vorrei’ e ‘Assemblea 29 giugno’, che raccolgono i familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009.

Accanto agli striscioni, con i volti di Mauro Moretti, all’epoca presidente di Rfi, e di Michele Mauro Elia che in quell’incarico lo sostituì, i familiari che da sempre hanno seguito le udienze in primo grado e anche quelle del nuovo processo: in aula infatti è in corso l’udienza della corte d’appello di Firenze durante la quale sono previsti gli interventi delle difese dei due manager.
“Siamo alla fine di un processo che va avanti da 10 anni – ha detto Daniela Rombi, presidente di ‘Assemblea 29 giugno’ – e in tutto questo tempo niente è cambiato. Noi vogliamo, e pretendiamo, giustizia ma soprattutto chiediamo che siano messe in atto quelle misure di sicurezza che non c’erano nel 2009 a Viareggio e che ancora non ci sono” per il trasporto di merci pericolose.
In aula l’udienza, dopo il lungo appello della presidente della corte Paola Masi, mentre i familiari sistemavano sulle sedie le magliette con le foto delle 32 vittime, sono arrivati alcuni degli imputati, e tra questi Mauro Moretti e Michele Mauro Elia.
Proprio i difensori di quest’ultimi, gli avvocati Carla Vanduchi e Alfonso Mario Stile, hanno iniziato le loro arringhe difensive.
Moretti ed Elia, in primo grado, furono condannati rispettivamente a 7 anni e a 7 anni e 6 mesi. La pg Luciana Piras, nella sua requisitoria, ha chiesto per Moretti 15 anni e 6 mesi (anche come ad di Fs, che invece lo vide assolto al termine del primo processo a Lucca) e 14 anni e sei mesi per Elia.

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Firenze: strage Viareggio, presidio familiari davanti tribunale

Firenze: strage Viareggio, presidio familiari davanti tribunale

Presidio davanti al tribunale di Firenze delle associazioni ‘Il mondo che vorrei’ e ‘Assemblea 29 giugno’, che raccolgono i familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009.

Accanto agli striscioni, con i volti di Mauro Moretti, all’epoca presidente di Rfi, e di Michele Mauro Elia che in quell’incarico lo sostituì, i familiari che da sempre hanno seguito le udienze in primo grado e anche quelle del nuovo processo: in aula infatti è in corso l’udienza della corte d’appello di Firenze durante la quale sono previsti gli interventi delle difese dei due manager.
“Siamo alla fine di un processo che va avanti da 10 anni – ha detto Daniela Rombi, presidente di ‘Assemblea 29 giugno’ – e in tutto questo tempo niente è cambiato. Noi vogliamo, e pretendiamo, giustizia ma soprattutto chiediamo che siano messe in atto quelle misure di sicurezza che non c’erano nel 2009 a Viareggio e che ancora non ci sono” per il trasporto di merci pericolose.
In aula l’udienza, dopo il lungo appello della presidente della corte Paola Masi, mentre i familiari sistemavano sulle sedie le magliette con le foto delle 32 vittime, sono arrivati alcuni degli imputati, e tra questi Mauro Moretti e Michele Mauro Elia.
Proprio i difensori di quest’ultimi, gli avvocati Carla Vanduchi e Alfonso Mario Stile, hanno iniziato le loro arringhe difensive.
Moretti ed Elia, in primo grado, furono condannati rispettivamente a 7 anni e a 7 anni e 6 mesi. La pg Luciana Piras, nella sua requisitoria, ha chiesto per Moretti 15 anni e 6 mesi (anche come ad di Fs, che invece lo vide assolto al termine del primo processo a Lucca) e 14 anni e sei mesi per Elia.

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Impedita manifestazione per Strage di Viareggio, solidarietà di Baccelli (Pd)

Impedita manifestazione per Strage di Viareggio, solidarietà di Baccelli (Pd)

Marco Piagentini de “Il mondo che vorrei” ha spiegato che è stato impedito loro l’accesso alle vie adiacenti il palazzo di Giustizia a Roma per una manifestazione. “Volevamo augurare “Buona giustizia” esponendo gli striscioni dei nostri cari insieme a molti comitati delle stragi italiane”, ha dichiarato.

“Sono rammaricato per quanto è accaduto ai familiari delle vittime della strage di Viareggio e alle altre associazioni che a Roma volevano semplicemente far sentire le loro ragioni e il loro desiderio di verità e giustizia, in modo del tutto pacifico, costruttivo e rispettoso, così com’è lo stile che li contraddistingue e che ha caratterizzato la loro tenace battaglia di questi anni. Un atteggiamento che non comprendo assolutamente, quindi, quello che è stato contrapposto alle loro intenzioni. A Marco Piagentini, a Il mondo che vorrei, a tutte le associazioni coinvolte va la mia vicinanza e solidarietà e l’impegno a stare ancora al loro fianco”. Così Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd, dopo le dichiarazioni dell’associazione “Il mondo che vorrei” che ha raccontato di come sia stato loro impedito di manifestare a Roma nella giornata di venerdì nelle vie adiacenti il palazzo di Giustizia.

 

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