Cardini: caro Sindaco di Costa San Giorgio parliamone pubblicamente

Cardini: caro Sindaco di Costa San Giorgio parliamone pubblicamente

Il noto storico Franco Cardini scrive al Sindaco di Firenze Dario Nardella per chiedere di aprire un dibattito pubblico sull’operazione urbanistica a Costa San Giorgio.

Franco Cardini è uno storico molto noto, non soltanto come studioso ma anche per il suo ruolo pubblico, di intellettuale indipendente. Ora è anche noto che il professor Cardini è persona di grande laicità e insieme non possiamo dire che abbia legato i suoi destini ad associazioni o comitati. Eppure perché anche lui ha sentito la necessità di intervenire sulla questione Costa San Giorgio?

Lo ha fatto con una lettera al Sindaco di Firenze Dario Nardella e lo ha fatto con parole semplici che si possono riassumere in un “pensiamoci bene, parliamone, apriamo un dibattito pubblico sulla questione”. Di che stiamo parlando? Siamo in pieno Oltrarno e dal 1998 è in stato di abbandono un complesso monastico di dimensioni ragguardevoli. Luogo che per 70 anni ha ospitato la Scuola di Sanità militare della Difesa. Si tratta probabilmente – come sostenuto dall’associazione Idra – della più importante operazione di trasformazione urbanistica in cantiere a Firenze in area Unesco.

Ovvero il cambio di destinazione e l’acquisizione del complesso da parte di un privato che progetta di trasformarlo in un grande albergo di lusso da collegare con il Forte Belvedere, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli. Così Cardini in una parte della sua lettera al Sindaco:

Qui si parla di una fetta dell’Oltrarno ch’è un’autentica meraviglia, un tesoro inestimabile, e che da Porta Romana fiancheggiando Palazzo Pitti e i Viali dei Colli arriva dritta fino a San Miniato e a San Niccolò. Capisco che ci sia chi ambisce a utilizzarla per vacanze di sogno adatte agli happy few. Mi rendo conto che sarebbe un business arcimiliardario e che tanta ricchezza così mobilitata avrebbe una discreta ricaduta anche sulla città nel suo insieme. Mi pongo però un serio problema del rapporto costi-ricavi. E i costi, esattamente come i ricavi, non sono mai soltanto economici o finanziari. Non ti chiedo di non farne di nulla. Anche perché so bene che non mi staresti a sentire e che non potresti farlo nemmeno se tu volessi. Ti dico soltanto: ripensiamoci, valutiamo, discutiamo“.

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Idra denuncia “negato dibattito pubblico su Costa S.Giorgio”

Idra denuncia “negato dibattito pubblico su Costa S.Giorgio”

Idra: “Palazzo Vecchio dice no a 677 cittadini residenti nell’Oltrarno”, “negando il diritto a promuovere assieme al Comune di Firenze un dibattito pubblico” sulla nuova destinazione urbanistica prevista per il complesso della ex Caserma Vittorio Veneto in costa San Giorgio.

Così l’associazione Idra, promotrice del progetto partecipativo ‘Laboratorio Belvedere’. “Nessun membro della Giunta comunale – dichiara l’associazione in una nota – si è assunto la responsabilità di firmare il parere” per l’avvio del dibattito pubblico.

Per Idra, “adesso Palazzo Vecchio dovrà spiegare alla Regione Toscana perché mai non intende avvalersi di un percorso di dibattito e trasparenza, voluto e normato da Palazzo Strozzi Sacrati, che invece adotta per altri interventi. Forse non è gradito che la partecipazione sia richiesta dalla popolazione piuttosto che essere paracadutata dall’alto? E che fine ha fatto il ‘bazooka’ urbanistico promesso un anno fa dalla giunta?
‘Niente studentati di lusso o albergoni – si leggeva sotto i primi colpi della pandemia – ma alta formazione, housing sociale, startuppers, aziende innovative e artigianato. Anche i progetti già avviati di mega resort come Costa San Giorgio dovranno cambiare pelle'”. “Sarebbe paradossale – osserva ancoraIdra – che a ostacolare l’uso di uno strumento di ‘democrazia aumentata’ fosse proprio l’ente più prossimo ai cittadini. Un fatto è certo: la variante urbanistica è ancora tutta da approvare, e bene ha fatto l’Autorità regionale per la
partecipazione ad accogliere il progetto sottoscritto dai residenti”.

Idra auspica che “il governo cittadino dia corso a un ragionevole ripensamento” e ha inviato “al presidente del consiglio comunale e ai gruppi consiliari la richiesta di adottare un’opportuna iniziativa atta a correggere la forma e la sostanza del parere emesso il 26 marzo scorso, a firma del segretario generale, da Palazzo Vecchio” sul progetto partecipativo.

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