La scuola Leonardo da Vinci aderisce alla protesta nazionale contro il nuovo dpcm

La scuola Leonardo da Vinci aderisce alla protesta nazionale contro il nuovo dpcm

La Scuola Leonardo da Vinci, che dal 1977 insegna italiano a studenti e studentesse straniere, aderisce all’iniziativa di protesta lanciata dalle associazioni nazionali di scuole di lingue e dei centri di certificazione linguistica contro l’ultimo Dpcm.

In una nota, la scuola fiorentina annuncia che oggi alle 18 spegnerà le luci in segno di disapprovazione nei confronti decreto Ristori bis che, spiegano, “Non inserisce il codice ateco 85.59.30 a cui appartengono” tra le attività che possono accedere ai ristori. Le scuole di lingue, spiega la nota, “con perdite di fatturato fino all’80%, sono vicine al collasso”.

“Migliaia di studenti e di studentesse sono costretti ad interrompere i corsi di lingua – continua la nota – perché la didattica a distanza su percorsi non curriculari non è così apprezzata e gli esami di fine corso non possono essere sostenuti online. La crisi sanitaria priva in questo modo i giovani della possibilità di diventare competitivi in un mondo sempre più globalizzato ed i nostri studenti e studentesse non possono dimostrare la competenza linguistica acquisita poiché le sessioni di esame sono state annullate”.

“Le scuole di lingue – ribadisce la nota – devono adeguarsi ed accettare le restrizioni imposte dai decreti assistendo al tracollo finanziario delle attività e risultando completamente invisibili agli occhi dei legislatori che non tutelano minimamente il nostro mondo votato all’educazione, soprattutto dei più giovani”.

La protesta nazionale è stata indetta, tra gli altri, dall’Associazione italiana Scuole di Lingue, dall’Associazione Scuole di Italiano come lingua seconda, da Federlingue, dall’Associazione Scuole per la diffusione della cultura e della lingua italiana nel mondo.

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