Lunedì 26 e martedì 27 giugno Rossi al Forum Europeo sulla coesione

FIRENZE - "I fondi strutturali sono uno strumento essenziale per orientare la politica economica e sociale della Regione Toscana e costituiscono un volano straordinario e indispensabile per ogni tipo di investimento pubblico di carattere regionale". L'ha detto il presidente Enrico Rossi, in previsione del Forum europeo sulla coesione che lo vedrà impegnato lunedì 26 e martedì 27 giugno a Bruxelles.

Al Forum, oltre al presidente Rossi che interverrà nella sessione plenaria sulla globalizzazione, interverranno anche il presidente della Commissione Jean-Claude Junker, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e numerosi Commissari europei, tra cui Jyrki Katainen responsabile per la crescita e gli investimenti, Corina Creţu col portafoglio per gli Affari regionali. Per l'Italia, invece, ha confermato il ministro per la Coesione territoriale e per il mezzogiorno Claudio De Vincenti. I lavori si collocano nel pieno del negoziato sul Post 2020, ossia sul futuro dei fondi strutturali, che dopo la Brexit sono considerati non più essenziali da molti governi europei.

Prima dell'inizio del Forum, il presidente Rossi avrà un incontro di lavoro con il presidente della Corsica Gilles Siméoni e con la vicepresidente Marie-Antoinette Maupertuis.

A margine del suo intervento, previsto per le ore 12:00 del 27 giugno, il presidente Rossi presenterà ai partecipanti uno studio dell'Irpet sul tema "L'importanza della politica di coesione in Toscana". Lo studio sarà anche consegnato al Commissario per gli affari regionali Corina Creţu, per testimoniare l'importanza di questa politica anche per una regione economicamente sviluppata come la Toscana che ha ricevuto dall'Europa circa un miliardo e mezzo di euro nel periodo 2014-2020.

Il presidente Rossi consegnerà una copia dello studio Irpet anche a Maurizio Massari, ambasciatore della Rappresentanza permanente d'Italia presso l'Unione Europea.

"I risultati della politica regionale nei nostri territori – ha concluso Enrico Rossi - sono sotto gli occhi di tutti gli europei. Se ben raccontati, come cerchiamo di fare anche con questa pubblicazione dell'Irpet, saranno difficili da demolire e ci aiuteranno combattere populisti e euroscettici".

 

Rossi: “L’Europa deve investire di più per i giovani, le imprese e i ceti più deboli: serve la Tobin tax”

FIRENZE - "Io ho fatto la mia proposta: la Tobin tax può permetterci di trovare nuove risorse colpendo le speculazioni finanziarie che non sono utili ai lavoratori, ai ceti più deboli e neppure al ceto medio. Le risorse che arriverebbero dalla Tobin tax sarebbero più che sufficienti a rimediare alle minori entrate derivanti dall'uscita della Gran Bretagna. Anche applicata al minimo in tutta Europa potrebbe dare 50-60 miliardi di euro rispetto ai 10 che abbiamo perduto. Ciò significherebbe poter investire di più e fare più occupazione e politiche di attenzione al capitale umano, ai giovani, ai ceti più deboli".

Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, al termine dell'incontro che ha avuto oggi a Bruxelles con la commissaria per la politica regionale, Corina Cretu.

"C'è quindi – ha aggiunto Rossi - il problema molto serio di discutere delle nuove politiche di coesione dal 2020 in poi, e di come fare per reperire le risorse necessarie a rilanciare queste politiche, far fronte alla crisi e ai bisogni di sviluppo delle imprese nel settore della ricerca e dell'innovazione".

Il presidente della Toscana ha voluto ringraziare la commissaria Cretu "che è molto vicina alle Regioni e di cui ho apprezzato il giro che ha fatto in tutte le Regioni italiane per verificare lo stato di avanzamento degli impegni per il settenato 2014-2020".

Rossi si è detto convinto che con lei e con il Parlamento "dovremo lavorare perché non si facciano passi indietro ma quelli necessari a rilanciare le politiche di coesione sociale. L'Europa non si tiene unita se non si fanno anche queste politiche".

Il presidente Rossi ha parlato poi di "una battaglia che non sarà semplice perché tutti gli Stati hanno paura dei populismi e tendono alla nazionalizzazione dei processi".

"Ma l'Europa – ha concluso - non può essere solo del mercato, della difesa e della politica estera. Noi abbiamo bisogno anche di un'Unione sociale. Siamo venuti a dire questo e a farci sentire. L'Europa ha il merito di fare bellissimi piani, di darsi i cinque obiettivi. Poi però non li rende cogenti e non li finanzia adeguatamente perché possano essere raggiunti.

Occorre invece non semplicemente mantenere, ma rafforzare questa seconda gamba che è fatta di investimenti nello sviluppo e per il capitale umano, la formazione, l'assistenza, gli aiuti a chi è in difficoltà".

Rossi: “L’Europa deve investire di più per i giovani, le imprese e i ceti più deboli: serve la Tobin tax”

FIRENZE - "Io ho fatto la mia proposta: la Tobin tax può permetterci di trovare nuove risorse colpendo le speculazioni finanziarie che non sono utili ai lavoratori, ai ceti più deboli e neppure al ceto medio. Le risorse che arriverebbero dalla Tobin tax sarebbero più che sufficienti a rimediare alle minori entrate derivanti dall'uscita della Gran Bretagna. Anche applicata al minimo in tutta Europa potrebbe dare 50-60 miliardi di euro rispetto ai 10 che abbiamo perduto. Ciò significherebbe poter investire di più e fare più occupazione e politiche di attenzione al capitale umano, ai giovani, ai ceti più deboli".

Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, al termine dell'incontro che ha avuto oggi a Bruxelles con la commissaria per la politica regionale, Corina Cretu.

"C'è quindi – ha aggiunto Rossi - il problema molto serio di discutere delle nuove politiche di coesione dal 2020 in poi, e di come fare per reperire le risorse necessarie a rilanciare queste politiche, far fronte alla crisi e ai bisogni di sviluppo delle imprese nel settore della ricerca e dell'innovazione".

Il presidente della Toscana ha voluto ringraziare la commissaria Cretu "che è molto vicina alle Regioni e di cui ho apprezzato il giro che ha fatto in tutte le Regioni italiane per verificare lo stato di avanzamento degli impegni per il settenato 2014-2020".

Rossi si è detto convinto che con lei e con il Parlamento "dovremo lavorare perché non si facciano passi indietro ma quelli necessari a rilanciare le politiche di coesione sociale. L'Europa non si tiene unita se non si fanno anche queste politiche".

Il presidente Rossi ha parlato poi di "una battaglia che non sarà semplice perché tutti gli Stati hanno paura dei populismi e tendono alla nazionalizzazione dei processi".

"Ma l'Europa – ha concluso - non può essere solo del mercato, della difesa e della politica estera. Noi abbiamo bisogno anche di un'Unione sociale. Siamo venuti a dire questo e a farci sentire. L'Europa ha il merito di fare bellissimi piani, di darsi i cinque obiettivi. Poi però non li rende cogenti e non li finanzia adeguatamente perché possano essere raggiunti. Occorre invece non semplicemente mantenere, ma rafforzare questa seconda gamba che è fatta di investimenti nello sviluppo e per il capitale umano, la formazione, l'assistenza, gli aiuti a chi è in difficoltà".