Obiettivi Onu per un mondo più sostenibile e cooperazione, a Firenze il 6 aprile

FIRENZE - Un seminario e un contributo alla sensibilizzazione sulle sfide dell'Agenda 2030, a partire dalla prospettiva della cooperazione internazionale decentrata. E' la giornata che organizzerà il 6 aprile 2015 la Regione Toscana: un'occasione per scambiarsi esperienze e riflettere appunto sull'agenda per lo sviluppo sostenibile che è stata approvata un anno e mezzo fa, nel 2015, dalle Nazioni Unite e che contiene diciassette nuovi obiettivi che subentrano ai dieci approvati nel 2000 per il nuovo millennio.

Messi in fila raccontano un mondo, ambito, con metà poveri rispetto ad oggi, senza più povertà estrema e malnutrizione, con il doppio di produttività agricola e reddito per i piccoli agricoltori: un mondo con un tasso più basso di mortalità materna e infantile, con un terzo in meno di mortalità prematura e senza più epidemie di Aids, tubercolosi e malaria. Un mondo, soprattutto, in cui gli attori locali contano di più e sono capaci di ‘localizzare' gli obiettivi  nei territori.

Se ne parlerà il 6 aprile nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione Toscana in piazza Duomo a Firenze. Con un obiettivo: portare quei temi e quei traguardi nelle politiche locali di sviluppo delle città, delle regioni e dei territori della riva nord e sud del Mediterraneo, cooperando su questo con gli attori del luogo.

Tra gli obiettivi dell'agenda 2030 c'è ad esempio il riconoscimento di un'educazione inclusiva e paritaria per tutti. il pieno raggiungimento della parità di genere e 'dell'empowerment' femminile, l'accesso universale all'energia sostenibile, il sostegno alle infrastrutture e all'innovazione, la promozione di modelli di consumo e di produzione sostenibili, l'adozione di misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e la promozione di un uso sostenibile degli oceani, dei mari e delle risorse marine. Azioni che hanno a che fare con la cooperazione. E poi ancora il contrasto alla desertificazione, al degrado dei suoli e alla perdita della biodiversità, la promozione di società giuste, pacifiche e inclusive, il sostegno ad un rinnovato partenariato per lo sviluppo.

Le pratiche locali per lo sviluppo sostenibile che la Toscana presenterà alla conferenza del 6 aprile riguardano la partecipazione alle decisioni politiche pubbliche locali, le politiche per i giovani, la gestione sostenibile dei servizi pubblici. Un focus particolare è stato riservato alla Tunisia, paese con cui la Toscana in questi anni ha intessuto buone relazioni di partenariato.

Parteciperanno ai lavori la vice presidente ed assessore alla cooperazione internazionale Monica Barni, l'assessore alla cooperazione del Comune di Firenze Anna Paola Concia, il presidente di Anci Toscana e sindaco di Prato Matteo Biffoni e il coordinatore internazionale di UNDP-Artm, il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile a livello locale, Johannes Krassnitzer.

Interverranno, tra gli altri, amministratori locali toscani impegnati in progetti di cooperazione, un rappresentante dell'ambasciata tunisina in Italia, il sindaco  di  Kasserine, rappresentanti di UNDP, tecnici del ministero degli Affari esteri ma anche della Generalitat  Valenciana  dalla Spagna e rappresentanti della Forum regionale per le attività internazionali della Toscana, rete di quaranta realtà diverse tra loro che operano i modo articolato sul fronte della cooperazione e solidarietà internazionale.

Il seminario prenderà le mosse la mattina attorno alle 10 per concludersi dopo le 17.

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Monica Barni in missione in Tunisia con la delegazione regionale

FIRENZE - La vicepresidente Monica Barni si recherà in missione in Tunisia da domenica 2 a martedì 4 aprile. La Toscana, come sistema regionale della cooperazione internazionale, coordinato e sostenuto dalla istituzione regionale e composto da enti locali, università, ong, associazioni, consorzi di aziende di servizi pubblici locali, è attiva in Tunisia dal 2010 su esplicita richiesta del ministero Affari esteri e dell'ambasciata tunisina in Italia.

Il focus della missione, in cui la vicepresidente sarà accompagnata dalla dirigente regionale del settore attività internazionali Maria Dina Tozzi, verterà sulla verifica delle opportunità di finanziamento rispetto alle attività condotte fino ad oggi con la Regione, analizzando la proposta quadro delle regioni per la Tunisia, l'asse immigrazione del Trust Fund Africa, il tema della riconversione del debito e quello dei Fondi Ue su turismo e sviluppo economico.

Aspetti che saranno trattati nei vari incontri programmati: con il direttore dell'Aics (Agenzia italiana cooperazione allo sviluppo) Flavio Lovisolo, con il capo delegazione della Unione Europea Patrice Bergamini, con l'ambasciatore Raimondo De Cardona. In particolare, nell'incontro con il capo Gabinetto del ministro tunisino dello Sviluppo e col responsabile del programma Enpi CBC Tunisia i temi prioritari saranno decentramento, sviluppo economico locale, cultura e turismo. In programma anche  un incontro con il direttore del Museo del Bardo e con la direttrice dell'Istituto italiano di cultura di Tunisi.

La Regione Toscana ha deciso di intervenire nelle aree centrali della Tunisia, nei governatorati di Kasserine, Sidi Bouzid, Tataouine e Jendouba, che presentano maggiori criticità rispetto alle zone costiere. Si tratta di quattro regioni caratterizzate da indici di sviluppo economico più bassi e da tassi di disoccupazione giovanili e femminili tra i più altri del Paese. Sono le zone dove le aspettative in termini di democratizzazione reale del governo del Paese e di parità di accesso ad opportunità socio-economiche sono più alte e radicate. Si tratta di quattro  territori in cui la cooperazione internazionale europea sta costruendo un percorso che punta ad aprire il dialogo e lo scambio verso processi di governo locali aperti e partecipati dalla società civile.

Nello specifico si è scelto di lavorare con l'Ong Cospe, l'Associazione Medina, l'Istituzione Centro Nord Sud di Pisa, Università di Siena, Università di Firenze, Salone del Mobile,  Centro Salute Globale, Ospedale Meyer e Consorzio per Servizi Cispel.

 

Risoluzione sui 60 anni dei Trattati di Roma, approvati emendamenti di Rossi su giovani, occupazione, lavoro

FIRENZE - Una Unione Europea più vicina ai cittadini, più attenta alle questioni sociali, e che metta in primo piano lavoro, occupazione, questione giovanile.
Sono questi, in sintesi, i contenuti degli emendamenti proposti dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi alla Risoluzione  sui 60 Anni dei Trattati di Roma e approvati oggi dal Comitato delle Regioni.

Il Cdr, organo che rappresenta tutte le istituzioni regionali  e locali dei 28 Stati europei, riunitosi in sede plenaria, ha recepito a larga maggioranza tutte le tre proposte di integrazione al documento  proposte dal Governatore toscano, approvando all'unanimità l'emendamento che riguarda i giovani.

Questo emendamento è al paragrafo 5 della risoluzione laddove si enunciano le principali aree di intervento future dell'Unione: il presidente ha chiesto e ottenuto che in quest'ambito sia messa al centro la questione giovanile visto anche il ruolo che i giovani possono assumere per rilanciare il progetto europeo. Una prospettiva sulla quale ci si deve muovere concretamente, fornendo ai giovani, si legge nel testo, "prospettive concrete di realizzazione del loro futuro, nello studio così come nel lavoro".
Il secondo emendamento presentato  dal presidente della Toscana  ribadisce la libera circolazione delle persone come diritto fondamentale dell'Unione europea: un punto fondamentale nell'ottica di Rossi, per scongiurare i ritorni nazionalistici che si stanno registrando in diversi Paesi.

Infine il terzo emendamento è divenuto di fatto un paragrafo aggiuntivo (il numero 7) della Risoluzione poi approvata: nel testo si ricorda come il mercato unico non debba avere solo una connotazione economica, ma occuparsi anche di garantire  il progresso sociale; per questo le regole della libertà economiche non devono prevalere sui diritti fondamentali, a partire dalla lotta alla discriminazione, alla povertà e alla disoccupazione.
Dopo l'approvazione odierna  la Risoluzione diventa uno degli strumento di confronto e di dibattito alle soglie dell'anniversario dei Trattati di Roma, strumento fondante dell'attuale Unione europea,  che furono firmati il 25 marzo di 60 anni fa. 

Economia, Ciuoffo in Corea del Sud per promuovere settore nautico e moda

FIRENZE – Regione e imprese toscane a Seoul per una missione di promozione economica che vedrà la partecipazione a una fiera e a appuntamenti organizzati in particolare con aziende del settore moda e del distretto nautico.

La missione delle imprese toscane si articola in fasi diverse con la partecipazione alla fiera ‘La Moda italiana a Seoul' da oggi al 3 febbraio a Seoul dove nel suo ambito la Regione Toscana ha organizzato con il supporto della ITCCK, ovvero la Camera di Commercio italiana in Corea, una giornata promozionale (in corso oggi primo febbraio) dedicata a stampa, opinion leader, trend setter e aziende toscane che partecipano alla fiera. Inoltre, sempre grazie all'aiuto di ITCCK, per ogni azienda toscana verrà predisposto un profilo aziendale in lingua locale destinato agli operatori coreani i quali, allo stesso tempo, saranno invitati a visitare gli stand toscani.

Dal 6 all'11 febbraio invece, il Distretto Nautica Toscana guidato da Pietro Angelini, Direttore di Navigo (soggetto che gestisce ed attua le politiche del Distretto) realizzerà una serie di incontri a Busani, in Corea del Sud,  con i grossi Cantieri Nautici, la Port Authority, la municipalità e altre aziende del settore, con l'obiettivo di allacciare rapporti di collaborazione commerciale e tecnologica.

"Negli ultimi anni la Corea del Sud – ha detto l'assessore Ciuoffo oggi alla giornata promozionale rivolta a stampa e stakeholder coreani  – si sta dimostrando uno dei mercati internazionali più dinamici e ricettivi di tutto l'estremo oriente ed il settore moda italiano, in particolare, sta registrando interessanti dati di crescita dell'export manifatturiero. Inoltre l'entrata in vigore dell'Accordo di libero scambio (FTA) tra UE e Corea del Sud, che prevede una graduale riduzione dei dazi doganali, sta contribuendo a dare slancio agli scambi commerciali tra le parti. Dando seguito al positivo esito della missione promozionale realizzata lo scorso novembre, concentrata sui settori moda, casa e artigianato, vogliamo proseguire anche nel 2017 questa attività rivolta al mercato asiatico spingendo anche sul settore nautico".

La fiera ‘La Moda italiana a Seoul' è organizzata da EMI-Ente Moda Italiana (dal 2012 con cadenza semestrale) per presentare collezioni di abbigliamento e accessori moda italiani ai principali operatori coreani del settore. Sono circa 60 le aziende italiane presenti ed attrae molti operatori locali (circa 900 all'ultima edizione). L'evento, dalla sua prima edizione, si è affermato come il più importante dedicato allo stile italiano in Corea del Sud. La Toscana proporrà tutta una serie di azioni promozionali contraddistinte dall'immagine "Tuscany Style Experience" (la stessa già utilizzata a novembre 2016) per valorizzare e promuovere i prodotti (area toscana diffusa in tutto il percorso espositivo, pagine pubblicitarie nel catalogo ufficiale della manifestazione ed altro). Sono 18 le aziende toscane che vi partecipano.

 

Programma Italia-Francia marittimo, bando da 70 milioni: il punto a Castiglioncello

FIRENZE – Nuove opportunità per la costa toscana dal programma di cooperazione transfrontaliera PO Marittimo Italia-Francia 2014-2020, che mette a disposizione, nei sette anni, risorse complessive per quasi 170 milioni di euro di fondi europei Fesr, cui si aggiungono circa 30 milioni di cofinanziamenti degli stati nazionali.

Con la pubblicazione del secondo avviso - attivo a partire dal 9 gennaio con scadenza alle 18 del 7 marzo 2017 - vengono resi disponibili altri 70 milioni per progetti presentati da organismi pubblici, enti privati, organismi internazionali che vedano un partenariato composto dalle regioni coinvolte e che ruotino attorno agli assi messi al centro della programmazione, una programmazione che per i prossimi sette anni si preannuncia ancora più focalizzata sulla dimensione marittima, con il coinvolgimento di nuovi territori: oltre alle 5 province toscane di Massa Carrara, Pisa, Livorno, Lucca, Grosseto, fanno parte del programma anche Liguria e Sardegna, mentre le aree francesi coinvolte sono Corsica e Provence-Alpes-Cote d'Azur (PACA) con i dipartimenti del Var e Alpi marittime.

Il punto sulle opportunità offerte dal programma e sulle modalità di partecipazione sarà fatto venerdì 20 gennaio al Castello Pasquini a Castiglioncello (Rosignano Marittimo), a partire dalle 9.45.

Un focus su uno strumento destinato a dare un importante contributo allo sviluppo di un'area, come la costa toscana, che ha sofferto di più per la crisi. Non a caso buona parte di questo
territorio costiero è inserito nelle aree di crisi complessa (Livorno e Piombino) o fra quelle definite aree di crisi regionali (Massa Carrara, Elba e Follonica). La partenza del nuovo bando quindi, è una buona notizia per una regione come la Toscana. Anche perchè, rispetto ai precedenti periodi di programmazione, gli obiettivi e le misure del PO Marittimo sono oggi spostate a favore della competitività delle imprese, degli interventi sul capitale umano e della valorizzazione delle risorse culturali e ambientali.

Quattro assi di intervento puntano a rendere i territori più competitivi, favorendo la crescita delle imprese nelle filiere transfrontaliere, migliorando porti, trasporti e multimodalità, cercando di mettere insieme sostenibilità, sicurezza in mare, valorizzazione delle risorse naturali e culturali e promuovendo l'aumento delle opportunità di lavoro sostenibile e di qualità anche sostenendo il reinserimento al lavoro di lavoratori licenziati.

Sono interessate le imprese specificatamente della nautica e della cantieristica, quelle del turismo innovativo e sostenibile o impegnate nelle biotecnologie nelle energie rinnovabili ma anche i porti turistici, le università ed i centri di ricerca. Anche gli enti pubblici, le camere di commercio, le associazioni di categoria potranno accedere alle opportunità del programma.

Info e domande all'indirizzo del sito internet del  Programma

oppure alle pagine di RT