Forum per l’acqua, chiede chiarezza a Publiacqua ed ACEA

Forum per l’acqua, chiede chiarezza a Publiacqua ed ACEA

Firenze, Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua chiede chiarezza sulle operazioni di vendita del sistema informatico di Publiacqua ad ACEA ed il successivo acquisto del software ‘Acea 2.0’.

Secondo l’Osservatorio, il software venduto ad ACEA sarebbe stato sviluppato da Publiacqua dal 2003 al 2014 con un costo complessivo per gli utenti di €28.444.670. Il sistema (valutato €8.939.660 in sede di riattribuzione dei costi) sarebbe stato venduto ad ACEA nel 2016 a fronte del pagamento di soli €2.875.806.

ACEA sembra che nel 2014 avesse già iniziato a lavorare ad un proprio sistema gestionale chiamato ‘Acea 2.0’ ed intendesse utilizzare il software di Publiacqua come base di partenza. Publiacqua avrebbe ceduto il codice sorgente del proprio Template già nel 2015 (prima dell’effetiva vendita avvenuta nel 2016).

Una volta completato, ‘Acea 2.0’, sarebbe stato rivenduto a Publiacqua per €6.337.202 più €1.859.503 annui per la fornitura del servizio. In aggiunta sembra che la società cliente debba pagare altri 11 milioni di euro nel periodo 2018-2022 per un’ulteriore implementazione del progetto ‘Acea 2.0’. e per il mantenimento dell’hardware.

‘Acea 2.0’ è stato criticato per la sua inefficienza dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Rete ed Ambiente), ma anche l’Autorità Idrica Toscana avrebbe espresso delle perplessità sugli effettivi benefici del nuovo sistema gestionale in seguito alla richiesta di Publiacqua di maggiori risorse finanziare per far fronte alla spesa di natura informatica (+11,2 milioni di euro rispetto al 2016). Nonostante i dubbi, i soldi sono comunque stati forniti dall’AIT alla società.

Il Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua chiede, quindi, che sia resa pubblica tutta la documentazione relativa alle operazioni di acquisto e vendita dei template e che siano individuati i presunti responsabili. Non è esclusa la possibilità che venga presentato un esposto in Procura da parte del Forum.

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Toscana: servizio idrico “non ci sono particolari criticità”

Toscana: servizio idrico “non ci sono particolari criticità”

“Stiamo monitorando tutte le falde”, dice Alessandro Mazzei (Ait), “Non ci sono particolari criticità” per il servizio idrico della Toscana durante l’estate 2018, multe per chi spreca.

“Non ci sono particolari criticità” per il servizio idrico in Toscana in questa estate 2018, dopo la siccità dello scorso anno: lo ha affermato Alessandro Mazzei, direttore generale dell’Autorità idrica toscana, presentando le azioni messe in campo dall’Ait contro lo spreco dell’acqua.

Più controlli sul corretto uso dell’acqua, e un piano di comunicazione: sono le iniziative annunciate oggi dall’Autorità idrica Toscana, secondo cui soprattutto nel periodo estivo è necessario mantenere atteggiamenti virtuosi. “Ci stiamo attivando insieme ai Comuni e alla Polizia Municipale di ogni comune”, ha detto Alessandro Mazzei “per controllare prima di tutto, informare le persone, ed evitare che ci siano abusi rispetto all’uso corretto dell’acqua dell’acquedotto”.

“Stiamo monitorando tutte le falde”, ha spiegato “soprattutto quelle più critiche, quelle che l’anno scorso ci hanno dato più problemi come la zona dell’Elba, la zona della Val di Cecina o della Lunigiana”, ha spiegato, osservando che particolarmente seguita è la situazione all’Isola d’Elba, dove sono aumentati i consumi: “Ci sono state oltre il 10% di presenze in più nel primo semestre 2018, che è un bene dal punto di vista turistico, però ci crea qualche elemento di attenzione in più sul tema dell’acquedotto”.

L’Ait ha predisposto un fac-simile di ordinanza da inviare ai Comuni. Le sanzioni per i trasgressori, secondo il regolamento regionale, vanno da 100 a 600 euro. Oltre alle prescrizioni che pongono limiti all’irrigazione degli orti e al lavaggio delle automobili, l’Ait ha annunciato particolare attenzione sul tema delle piscine: “L’acqua della piscina deve essere acqua potabile”, ha ricordato Mazzei “però va presa tramite autobotte, non allacciandosi all’acquedotto, perché questo rischia di mettere in crisi soprattutto i serbatoi, creando problemi di approvvigionamento a tutte le altre abitazioni della zona”.

Mazzei ha inoltre ricordato che “stiamo approvando i piani di investimento per il periodo 2018-19, dove tutti i gestori hanno un obbligo di ridurre le perdite della rete almeno del 5% l’anno. I nostri gestori hanno un livello di perdite leggermente inferiore alla media nazionale ma ancora a livelli troppo alti, siamo intorno al 38% dell’acqua immessa in rete”.

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