“Bisogna fare chiarezza sull’incendio di Suvignano”

“Bisogna fare chiarezza sull’incendio di Suvignano”

?Firenze, “Non sappiamo ancora se si tratta di un fatto accidentale o doloso, serviranno le indagini dei Vigili del Fuoco per capirne la natura, ma è certo che occorre che sia fatta piena luce su quello che è accaduto l’altra notte a Suvignano”.

Così l’avvocato Roberto D’Ippolito, legale di una famiglia vittima della Strage dei Georgofili e da sempre impegnato come Parte Civile nei processi contro la criminalità organizzata in Toscana, interviene sull’incendio che ha distrutto una parte della fattoria di Suvignano, uno dei beni più noti sottratti dallo Stato alla mafia e che stava conoscendo una nuova vita anche come luogo di legalità.

“Suvignano è un simbolo di come la mafia e la criminalità organizzata si possa e si debba colpire anche nel portafoglio per togliere l’ossigeno alle attività illegali – spiega l’avvocato e candidato Pd alle regionali nel collegio di Firenze – per questo è necessario sapere cosa sia successo. Seguirò passo passo tutto l’evolversi della vicenda”.

“Di certo questo episodio – aggiunge D’Ippolito – dovrebbe portare la politica a occuparsi con più attenzione alla questione dei beni confiscati alla mafia, perché è anche attraverso il loro fattivo e concreto utilizzo che si combatte la battaglia per la legalità e il diritto. Per cui o si danno agli enti locali e al Terzo Settore per un utilizzo a fini collettivi o vanno re-inseriti nell’economia legale affinché le risorse così ricavate possano essere destinate a fini economico-sociali, ad esempio per aiutare le imprese di giovani e quelle femminili a investire su ricerca, nuove tecnologie e rispetto dell’ambiente”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato l’avvocato Roberto D’Ippolito:

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Incendio in fattoria che venne confiscata alla mafia

Incendio in fattoria che venne confiscata alla mafia

Siena, i vigili del fuoco stanno intervenendo dalla notte scorsa, dalle 4, a Monteroni d’Arbia, presso l’azienda agricola Suvignano, per un incendio che ha coinvolto circa 700 rotoballe di fieno e circa 250 quintali di seme di erba medica e trifoglio.

L’incendio ha interessato un capannone di circa 2000 metri quadri, con all’interno anche una macchina operatrice, un rimorchio ed un pick-up. Le cause delle fiamme sono da accertare. Non si segnalano persone coinvolte.

L’azienda di Suvignano è nota come esempio di infiltrazione della mafia in Toscana ed è stata poi nel tempo confiscata dallo Stato. Successivamente è stata assegnata alla Regione Toscana che la gestisce tramite Ente Terre. Nei pressi della tenuta di recente è stato inaugurato il ‘percorso della legalità’, cammino collegato alla via Francigena.

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