Turismo, Confesercenti: record presenze in settimane centrali agosto 

Turismo, Confesercenti: record presenze in settimane centrali agosto 

Per il turismo in Toscana, dopo i positivi primi 5 mesi del 2018, e giugno e luglio fra luci e ombre, ad agosto i risultati migliori sono per le due settimane centrali del mese. Lo afferma la Confesercenti regionale, secondo indicazioni emerse dall’indagine del Centro studi turistici di Firenze, da un campione di 827 imprese e anche da una prima analisi dei dati toscani di Banca d’Italia, Ministero e Istat su arrivi e presenze nelle strutture ricettive.

I dati dell’indagine a campione tra le strutture ricettive sono confermati dalla analisi della disponibilità di camere sui vari portali per agosto: i risultati migliori si registrano nella settimana centrale, in particolare durante il ponte di Ferragosto e nella settimana successiva, rispetto alla prima settimana del mese. Il monitoraggio del Cst mostra che la saturazione dell’offerta disponibile online per il weekend dal 14 al 16 agosto 2018 dovrebbe attestarsi sull”85%, con punte più elevate per le località balneari (94%), montane e di campagna.

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Mps: 3mila piccoli azionisti contro Profumo, Viola e Salvadori

Mps: 3mila piccoli azionisti contro Profumo, Viola e Salvadori

Oggi a Milano circa 3 mila piccoli azionisti hanno chiesto di essere parte civile contro gli ex amministratori delegati di Monte dei Paschi di Siena Viola e Profumo e la stessa banca, imputata per la legge sulla responsabilità degli enti e citata come responsabile civile. Assenti invece Banca d’Italia e Consob.

Il processo si è aperto oggi a Milano ed ha al centro una tranche dell’indagine sulla contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria a carico dell’ex amministratore delegato di Mps Alessandro Profumo, l’ex amministratore delegato Fabrizio Viola, l’ex presidente del collegio sindacale Paolo Salvadori.

Profumo e Viola (archiviati in un altro procedimento in cui erano accusati di ostacolo agli organi di vigilanza di Consob e Banca d’Italia) rispondono di manipolazione del mercato e false comunicazioni sociali e Salvadori solo per false comunicazioni sociali.

Nel processo anche Mps, come deliberato dal cda la scorsa settimana, non ha chiesto di essere parte civile in quanto, è stato spiegato in una nota, la vicenda “riguarda il passato della Banca” e “non ha riflessi attuali sui bilanci” dell’istituto, invece imputato nel processo per responsabilità civile e amministrativa.

Oggi in aula, davanti al collegio della seconda sezione penale del Tribunale, presieduta da Flores Giulia Tanga affiancata dai giudici Sandro Saba e Roberto Crepaldi, oltre ai moltissimi risparmiatori, ha chiesto di essere parte civile anche l’Adusbef che si è aggiunta all’Unione Consumatori sezione Piemonte, al Codacons e alla Confconsumatori già costituite in udienza preliminare assieme ad altri circa 300 piccoli azionisti.

Il processo è stato rinviato al prossimo 16 ottobre mentre il difensore di Salvadori ha annunciato un’eccezione di competenza territoriale in favore di Siena.

La Procura per i tre aveva originariamente chiesto l’archiviazione della loro posizione per tutti i reati contestati e poi in udienza preliminare ribadito il loro proscioglimento. Il gip Livio Cristofano ha invece prima ordinato l’imputazione coatta e poi il gup Alessandra Del Corvo ha disposto il rinvio solo per il filone al centro del dibattimento di oggi. Oltre a quella del 16 ottobre, è già stata fissata udienza per il 6, 13 e 19 novembre.

Per i pm, infatti, i tre, che avevano ereditato la gestione di Montepaschi dopo quella di Giuseppe Mussari e degli altri vertici (che sono a processo sempre a Milano), è vero sì che avrebbero dovuto contabilizzare i derivati ‘a saldi chiusi’ e non ‘a saldi aperti’, come è avvenuto, ma avevano fornito tutte le indicazioni su quali sarebbero stati gli effetti della contabilizzazione ‘a saldi chiusi’, senza intenzione di ingannare il mercato.

Inoltre non solo avevano reso consapevole il mercato dei problemi sui bilanci ma si erano anche attenuti alle disposizioni di Consob e Banca d’Italia.

Infine per Viola e Profumo è stata chiesta, sempre dai pm milanesi, l’archiviazione pure per il filone di inchiesta nel quale sono indagati per falso in bilancio in relazione ai crediti deteriorati.

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Visco (Bankitalia): “Da Boschi nessuna pressione”

Visco (Bankitalia): “Da Boschi nessuna pressione”

Il governatore della Banca d’Italia, davanti alla commissione d’inchiesta banche, ha anche affermato che non ci fu insistenza nella vicenda neanche da parte dell’allora premier Renzi

L’allora ministro Maria Elena Boschi nei suoi due incontri con il vice dg di Banca d’Italia Panetta “non effettuò alcune sollecitazione di alcuna natura su Etruria nè chiese informazioni riservate e sottolineò la stima per la Banca d’Italia anche se l’azione di quest’ultima avrebbe comportato sofferenze per la sua famiglia”. E’ quanto sottolinea ulteriormente il governatore Ignazio Visco leggendo il verbale riassuntivo stilato all’epoca. La Boschi chiese dell’impatto sul territorio aretino della crisi.

Il governatore Visco ha quindi sottolineato, leggendo il verbale riassuntivo di quell’incontro fra il ministro Boschi e il vice dg Panetta, come il ministro “ha chiarito di non voler trattare atti e decisioni relativi a Etruria o alle sanzioni ricevute dal padre” Pier Luigi, vicepresidente dell’istituto aretino. I due incontri avvennero nel novembre 2014 e poi nel gennaio 2015. L’istituto venne commissariato nel febbraio 2015.
“Insistenza non l’ho notata”: è quanto ha poi precisato il governatore della Banca d’Italia in commissione di inchiesta sulle banche rispondendo alle domande di alcuni commissari che gli chiedevano se avesse percepito un’insistenza da parte dell’allora premier Matteo Renzi nelle sue richieste su Banca Etruria. “Ho avuto la richiesta del presidente del Consiglio Renzi che mi è sembrata divertente, quella degli orafi di Arezzo con gli orafi di Vicenza, ma niente di più. Poi Panetta ha incontrato il ministro Boschi, ma per una richiesta di informazioni e non ci fu nessuna richiesta di fare qualcosa”. Quella di Renzi, ha ribadito Visco, “mi è sembrata una curiosità piuttosto che una richiesta di valutazione, cosi non si è entrati in questioni vigilanza in questi incontri”.

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