Lezioni sul Reliquiario di Montalto

Ciclo di Lezioni sul Reliquiario di Montalto

La Direzione del Museo Nazionale del Bargello è lieta di annunciare una serie di lezioni e approfondimenti, da parte di storici dell’arte specialisti di oreficeria e di restauratori, dedicati al Reliquiario di Montalto.


Il ricco programma di appuntamenti si svolgeranno il sabato mattina nei mesi di novembre, dicembre 2017 e gennaio 2018. Durante gli incontri sarà illustrata la fitta trama di relazioni artistiche, tecniche e di committenza in cui si inserisce questo straordinario pezzo di oreficeria.
La serie di lezioni al museo vuole anche mantenere viva l’attenzione sulla tutela e il restauro delle opere d’arte conservate nel territorio marchigiano e fortemente compromesse dal terribile sisma del 2016.

Per prendere parte agli incontri, non è richiesta la prenotazione, ma il solo biglietto del museo.

Calendario

sabato 18 novembre 2017, ore 11.00
Il restauro del Reliquiario di Sisto V presso l’Opificio delle Pietre Dure
Clarice Innocenti e Paolo Belluzzo

sabato 25 novembre 2017, ore 11.00
La nascita e l’itinerario europeo del Reliquiario di Montalto Marche, fino al suo approdo alla corte di Leonello d’Este
Anna Rosa Calderoni Masetti

sabato 2 dicembre 2017, ore 11.00
Lo smalto en ronde-bosse e la scultura: modelli e interazioni operative, con uno sguardo al Reliquiario di Montalto
Gianluca Ameri

sabato 9 dicembre 2017, ore 11.00
L’universo dei ronde-bosse e la pittura internazionale: genesi e diffusione delle figurazioni ad opus punctorium
Andrea De Marchi

sabato 16 dicembre 2017, ore 11.00
Papi e Principi per il Reliquiario di Montalto
Filippo Trevisani

13 gennaio 2018, ore 11.00
Una sobria cornice ‘all’antica’ per un rutilante gioiello moderno: la montatura rinascimentale del Reliquiario di Montalto
Marco Collareta

 

sabato 20 gennaio 2018, ore 11.00
Paolo II Barbo collezionista di gemme
Riccardo Gennaioli

sabato 27 gennaio 2018, ore 11.00
Il Reliquiario di Montalto dal Seicento a oggi
Paola Di Girolami

 

 

 

Nuovi orari al Bargello

Nuovi orari al Bargello

La Direzione dei Musei del Bargello informa che a partire dal mese di novembre 2017 i seguenti Musei subiranno un cambiamento dell’orario d’apertura:

• Museo di Palazzo Davanzati, a partire dal 1 novembre, il sabato e le domeniche di apertura (la prima e la terza di ogni mese) sarà aperto dalle ore 13.15 alle ore 18.50 (ultimo ingresso 18.30).
• Museo Nazionale del Bargello, in occasione dell’esposizione Da Brooklyn al Bargello: Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti (10 novembre 2017 – 8 aprile 2018), effettuerà il seguente orario: dal lunedì al venerdì 8.15–13.50 (ultimo ingresso 13.20).
Il sabato e la domenica 8.15–16.50 (ultimo ingresso 16.20).


Dal 10 al 12 novembre, dal 22 dicembre al 7 gennaio e dal 23 marzo all’8 aprile 2018, il museo osserverà l’orario prolungato, con orario 8.15–16.50 (ultimo ingresso 16.20).
• Si ricorda che il Museo di Orsanmichele, grazie alla collaborazione con gli Amici dei Musei e Monumenti Fiorentini, è aperto anche il sabato mattina dalle ore 10 alle 12.30 (ultimo ingresso alle 12.20).

Giornate Europee del Patrimonio

Le Giornate Europee del Patrimonio nei Musei del Bargello. Scopri le offerte dei Musei del Bargello per sabato 23 e domenica 24 Settembre: aperture straordinarie, visite speciali e presentazioni.

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In occasione delle “Giornate Europee del Patrimonio”, sabato 23 e domenica 24 settembre i Musei del Bargello resteranno aperti fuori orario per offrire a turisti e fiorentini visite speciali, presentazioni e conferenze. Sabato alle ore 10, al Museo di Orsanmichele (che resterà aperto fino alle 12.30) ci sarà la presentazione del nuovo apparato didattico comunicativo e annuncio dei prossimi restauri. Alle ore 11, invece, appuntamento al Museo di Palazzo Davanzati con una conferenza-incontro dal titolo: Natura dipinta: piante e uccelli nelle pitture murali di Palazzo Davanzati a cura di Maria Adele Signorini (Università degli Studi di Firenze) e Alessandro Canci (Università degli Studi di Padova e Udine).
Alle ore 16, nel Museo di Casa Martelli si terrà la visita guidata: Verzure dipinte: il giardino d’inverno e la sala da bagno con figure in boschereccio di Casa Martelli.
Domenica 24 settembre al Museo di Palazzo Davanzati, alle ore 17, ci sarà la visita guidata: Natura dipinta a Palazzo Davanzati.

Sabato i Musei del Bargello consentiranno anche la visita prolungando, straordinariamente, la loro apertura pomeridiana. Il Museo Nazionale del Bargello e il Museo delle Cappelle Medicee, saranno aperti dalle ore 8,15 fino alle 19,50 e dalle ore 17, alla simbolica cifra di 1 euro. Il Museo di Palazzo Davanzati resterà aperto dalle 8,15 alle ore 17,50 (l’orario ordinario dal lunedì alla domenica va dalle ore 8,15 alle 13,50); il Museo di Casa Martelli sarà visitabile dalle ore 9 alle 17,50 (tutti gli altri sabati la chiusura è prevista per le 13,50). Sabato sarà aperto straordinariamente anche il Museo di Orsanmichele e seguirà il seguente orario: 10 – 12,20.
Domenica, il Museo Nazionale del Bargello sarà aperto straordinariamente dalle ore 9 alle 13,50, ultimo ingresso alle 13,20; saranno aperti dalle ore 15 alle 18,50 anche il Museo di Palazzo Davanzati e il Museo di Casa Martelli.

Orari dei Musei del Bargello per le Giornate Europee del Patrimonio:

Museo Nazionale del Bargello:
sabato 23 settembre, ore 8.15-19.50 (con biglietto a € 1,00 a partire dalle ore 17.00)
domenica 24 settembre, ore 9-13.50, ultimo ingresso-13.20.

Museo delle Cappelle Medicee:
sabato 23 settembre, ore 8.15-19.50 (con biglietto a € 1,00 a partire dalle ore 17.00)
domenica 24 settembre, chiuso

Museo di Palazzo Davanzati:
sabato 23 settembre, ore 8.15-17.50
domenica 24 settembre, ore 15.00-18.50

Museo di Casa Martelli:
sabato 23 settembre, ore 9.00-17.50
domenica 24 settembre, ore 15.00-18.50

Museo di Orsanmichele:
sabato 23 settembre, ore 10.00-12.20
domenica 24 settembre, chiuso

150 anni del Bargello

Sei mesi di appuntamenti  per celebrare i 150 anni del Bargello Il Museo Nazionale del Bargello compie 150 anni. Venne istituito con Regio Decreto il 22 giugno 1865, ma già da alcune settimane ospitava due importanti esposizioni, una dedicata a Dante, di cui proprio in quell’anno si celebrava il sesto centenario della nascita, e la seconda all’arte del Medioevo.

Nato come Palazzo del Podestà a metà del Duecento, e trasformatosi poi in carcere per quasi tre secoli, il Bargello è uno dei principali musei statali di Firenze, noto soprattutto perché ospita la più grande concentrazione di capolavori di Donatello, ma anche di Michelangelo, di Verrocchio, di Cellini, di Giambologna e molti altri.
Nell’ambito della recente riforma del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, insieme ad altri 19 musei italiani, il Bargello è destinato a ottenere l’autonomia gestionale e a essere guidato da un direttore manager.
Intanto è stato varato il programma degli appuntamenti che, nell’arco di sei mesi, celebreranno i 150 anni trascorsi dall’istituzione del primo museo nazionale d’Italia: si tratta di un concerto in stretta relazione con l’anniversario dantesco di un secolo e mezzo fa, di un ciclo di conferenze, di un convegno internazionale incentrato sulla nascita dei musei nazionali in Europa e della pubblicazione di un volume sulla storia del Museo Nazionale del Bargello attraverso le immagini.
“Il Museo Nazionale del Bargello compie 150 anni – ha detto Paola Grifoni, Segretario Regionale del Mibact per la Toscana – ed è per tutti un’ottima occasione non solo per celebrare, con esso, la nascita dell’idea di museo nazionale, ma anche per riscoprire in che modo architettura, restauro, museologia e museografia possono interagire costituendo uno degli scrigni più importanti del patrimonio storico artistico e architettonico d’Italia, capace di custodire una straordinaria concentrazione di capolavori che meritano indubbiamente di essere sempre più valorizzati”.
“Tre grandi eventi vennero a sommarsi a Firenze, da poco nominata capitale del Regno, nei giorni tra il 14 e il 16 maggio 1865 – ha detto Ilaria Ciseri, Direttore del Museo Nazionale del Bargello -: le feste che celebravano il 6° centenario della nascita di Dante e due mostre aperte al Bargello, una sorta di debutto ufficiale in attesa del Regio Decreto che di lì a poche settimane avrebbe formalizzato l’istituzione del primo Museo Nazionale dell’Italia Unita all’interno del restaurato Palazzo del Podestà. Un legame assai profondo univa del resto il Bargello al nome di Dante, poiché è grazie al ritratto del Poeta affrescato da Giotto e rinvenuto nel 1840 sotto lo scialbo della Cappella, che ebbero inizio alcuni anni dopo i grandi restauri del Palazzo. La Guida Officiale che diffuse il programma delle feste fiorentine ci ha consentito di rintracciare i brani musicali che fecero da ‘colonna sonora’ per quei giorni, di cui potremo ascoltare una piccola selezione grazie ai professionisti della Scuola di Musica di Fiesole e al sostegno dell’associazione Amici del Bargello”.

Un concerto per Dante
Un intreccio di memorie, e di storia cittadina e nazionale porta la musica nel cortile del Bargello, per celebrare i 150 anni dall’inaugurazione del Museo Nazionale: la Scuola di Musica di Fiesole partecipa con concerto dal programma composito e vario, che accosta musiche ispirate alla figura e all’opera di Dante. L’appuntamento è per giovedì 14 maggio, alle 19 nel cortile del Museo Nazionale del Bargello (ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili).
Proprio il 14 maggio del 1865, infatti, al Teatro Pagliano (ora Teatro Verdi) si eseguiva la cantata del compositore pistoiese Teodulo Mabellini Lo spirito di Dante, sui versi di Guido Corsini, in occasione delle feste dantesche.
Il concerto odierno, reso possibile grazie al contributo dell’Associazione Amici del Bargello, vede protagonisti le voci e il pianoforte: oltre ad alcuni estratti dalla cantata di Mabellini, ascolteremo l’Ave Maria e l’episodio del Conte Ugolino, che Gaetano Donizetti mise in musica nel 1828, La vita nuova musicata da Mario Castelnuovo Tedesco e Après une lecture de Dante: “Fantasia quasi Sonata” di Franz Liszt.
Questo il programma dettagliato:
Teodulo Mabellini, estratti dalla cantata “Lo spirito di Dante”
Gaetano Donizetti, Il Conte Ugolino dal Canto XXXIII della Divina Commedia (originale per basso e pianoforte)
Mario Castelnuovo-Tedesco, La Vita Nuova per voce e pianoforte
Gaetano Donizetti, Ave Maria (tradotta da Dante)
Franz Liszt, Après une lecture de Dante: “Fantasia quasi Sonata” per pianoforte
I musicisti protagonisti del concerto: Emerenziana Guido soprano; Vincenzo Santoro baritono; Simone Ori pianoforte e Giuliano Graniti pianoforte.

Cinque conferenze sul museo
Nell’arco di poco più di un mese, al Museo Nazionale del Bargello si terranno cinque conferenze, tenute da specialisti d’eccezione, che illustreranno temi incentrati su capolavori e collezioni che rendono il Bargello uno dei musei più celebri al mondo, ma ci faranno anche scoprire la storia più segreta ed affascinante del palazzo. Tutte le conferenze si terranno nel Salone di Donatello, con inizio sempre alle 17.30.
Questo il programma nel dettaglio:
lunedì 25 maggio Salvatore Settis
Laocoonte come ‘exemplum doloris’.
Giovedì 4 giugno Roberto Mancini
Rituali di sangue. Il Bargello e le esecuzioni capitali a Firenze in età moderna.
Giovedì 11 giugno Francesco Caglioti
Donatello, dai Medici al Museo del Bargello.
Giovedì 18 giugno Marco Collareta
Michelangelo (e compagni) nella storia del Bargello.
Lunedì 29 giugno Carlo Sisi
Immagini del Bargello. Il gotico e le sue varianti.

La storia del museo per immagini
Nell’ambito degli appuntamenti previsti per celebrare il Bargello, sarà pubblicato un volume dal titolo: I 150 anni del Museo Nazionale del Bargello. Una storia per immagini, a cura di Ilaria Ciseri e Marino Marini, Firenze, Edifir.
Il libro, finanziato dall’associazione Amici del Bargello, intende offrire al pubblico la storia del museo attraverso un percorso visivo, essenzialmente fotografico, che metterà in luce l’evolversi delle collezioni e degli allestimenti nel corso di 150 anni.

Il convegno internazionale
Chiuderà, in autunno, il programma delle celebrazioni per il 150° del Bargello, il convegno internazionale dal titolo (provvisorio) “La nascita dei musei nazionali in Europa”, in collaborazione con il Kunsthistorisches Institut di Firenze, 30-31 ottobre 2015.
Al convegno parteciperanno studiosi e specialisti provenienti dai principali musei e università d’Europa, che affronteranno sia la storia della formazione di grandi collezioni museali contemporanee all’istituzione del Bargello, sia lo sviluppo ‘trans-nazionale’ del fenomeno, in un’ottica multilineare del rapporto tra stati nazionali e collezioni pubbliche.

Brevi note di storia del museo
(rielaborato da B. Paolozzi Strozzi, Storia del Palazzo del Podestà e del Museo del Bargello in Museo Nazionale del Bargello. Guida ufficiale, Firenze 2014, Giunti)
Dal 1865 il Museo Nazionale del Bargello è ospitato nell’antico Palazzo del Podestà, uno degli edifici più antichi di Firenze (metà del XIII secolo), la cui origine è legata strettamente agli albori della civiltà comunale e alle sue tumultuose vicende politiche.
Alla fine del Principato di Cosimo I de’ Medici (1574) il palazzo fu ridotto a carcere fino al 1857, ma già nel 1840 ne fu ordinato un completo restauro, inizialmente per ricercare un antico ritratto di Dante Alighieri che, secondo Vasari, Giotto aveva dipinto nella cappella del Palazzo del Podestà. Effettivamente la notizia di Vasari si rivelò esatta: gli affreschi riaffiorarono sotto le mani d’intonaco e il 21 luglio 1840 il più antico ritratto di Dante tornò alla luce. Di lì a poco il restauro si concluse, il carcere fu trasferito e il museo consacrò la propria nascita ufficiale con Regio Decreto del 22 giugno 1865, celebrando solennemente il sesto centenario della nascita di Dante, padre della lingua italiana e massimo dei nostri poeti. Quindi proprio a Dante il Bargello doveva la sua resurrezione.
Completamente e magistralmente restaurato nelle sue strutture originarie e nei suoi ornamenti in stile, nel 1865 il nuovo Museo Nazionale si inaugurò con una mostra dedicata a Dante e alle Arti del Medioevo, in cui furono esposte opere prestate da grandi collezionisti italiani e stranieri sull’esempio dei maggiori e più moderni musei d’Europa: in particolare, del Victoria and Albert di Londra (o piuttosto South Kensington Museum, come allora si chiamava) e del Musée de Cluny di Parigi. Proprio sul loro modello – che univa alla grande scultura le arti applicate o “minori”, in nome del positivismo, del gusto collezionistico e della nuova civiltà industriale – entro la fine del XIX secolo il Bargello assumerà la sua fisionomia definitiva di museo della scultura e delle arti decorative, a tutt’oggi tra i più importanti del mondo.
Dopo il 1865 cominciarono ad affluirvi tutti quei tesori delle collezioni medicee che non potevano più trovar posto agli Uffizi, ormai dedicati esclusivamente alla pittura e ai capolavori d’arte antica: dunque, giunsero fin d’allora al Bargello non solo le sculture del Rinascimento – di Donatello, Verrocchio, Michelangelo, Cellini, Giambologna – ma anche tutte le collezioni di arti decorative che erano state dei granduchi, dalle maioliche, ai bronzi, alle armi, alle stoffe, alle medaglie. Tra il 1865 e il 1870, nel Salone che verrà poi dedicato a Donatello, presero posto, oltre a marmi quattrocenteschi (comprese le Cantorie di Luca della Robbia e Donatello), anche i grandi gruppi monumentali del Cinquecento, sgomberati dal Salone di Palazzo Vecchio per far posto ai seggi del Parlamento italiano. Si fece anche la prova, attraverso un calco in gesso, di collocarvi al centro il David di Michelangelo, ma non piacque e si costruì invece per lui la tribuna all’Accademia.
A tutto questo si aggiunsero poi le opere d’arte provenienti dai conventi soppressi dalle nuove leggi sabaude (del 1862), che portarono al Bargello soprattutto le robbiane e le oreficerie sacre. Dall’Archivio di Stato vi fu trasferita la straordinaria collezione di sigilli e, con la soppressione della Zecca granducale, un’imponente raccolta di monete e di conii. Ben presto, grazie al suo fascino e alla sua modernità di concezione, il nuovo Museo Nazionale si arricchì anche di importantissime donazioni private: la più imponente fu quella dell’antiquario lionese Louis Carrand – superba raccolta di migliaia di pezzi, in ogni genere di arti decorative e anche di pitture – lasciata al museo nel 1888. A essa seguirono, entro i primi anni del nuovo secolo, la collezione di armi antiche dell’ambasciatore italiano a Parigi, Costantino Ressman (nel 1899) e quella di tessuti rinascimentali del barone Giulio Franchetti (nel 1906).
Tutte queste donazioni da parte di privati, amatori e collezionisti, avevano tuttavia una loro ragione: il museo era infatti salito in gran credito presso il pubblico internazionale in seguito alla grande mostra che si tenne nel 1887 in onore di Donatello, nel quinto centenario della nascita dello scultore, di cui il Bargello conservava già molte delle opere. A esse se ne unirono altre per l’occasione, ambientate tutte nel grande Salone del primo piano. Se si escludono i calchi in gesso il suo allestimento è rimasto, da allora, sostanzialmente intatto e ancora oggi a Donatello – padre della scultura del Rinascimento – è dedicato l’ambiente più prestigioso e suggestivo di tutto il museo: il Salone dell’Udienza del Podestà, vasto quanto una piazza e popolato di capolavori, che segnano la nascita dell’età rinascimentale nella prima metà del Quattrocento.
Nel 1897, il direttore Igino Benvenuto Supino propose una nuova distribuzione delle collezioni non più per “materia” – pietra, bronzo, marmo – ma cronologica, per artisti e per tipologie. Suggeriva così di riunire al secondo piano la scultura del secondo Quattrocento, con Verrocchio e Pollaiolo, e quella del Cinquecento, in particolare di Michelangelo, di Cellini, di Giambologna, oltre all’intera raccolta delle robbiane. La proposta di Supino fu accolta dai suoi successori e nei trent’anni successivi il Bargello acquisì nei suoi tratti essenziali il carattere che ancora oggi mantiene, nonostante i molti aggiustamenti.
Dopo l’alluvione del 1966, durante la direzione di Luciano Berti, il museo si trasformò di nuovo con il trasferimento dell’antica Armeria al secondo piano e la realizzazione della attuale Sala di Michelangelo e del Cinquecento al pianterreno, inaugurata nel 1975, e recentemente riallestita. Sempre negli anni Settanta è proseguito un generale riordino delle collezioni, con revisioni di allestimenti, nuove catalogazioni, nuove disposizioni di nuclei collezionistici: per esempio, la creazione della Sala islamica; l’esposizione della collezione delle placchette; il riordino e il nuovo allestimento di quasi tutte le sale; la riapertura del Medagliere.
Peraltro, il Bargello ha mantenuto dalla sua origine lo stretto legame col mondo del collezionismo privato e la tradizione delle donazioni, inaugurata si può dire assieme al Museo, non si è mai più interrotta. Questo continuo arricchimento, dovuto alla generosità di appassionati e collezionisti, all’impegno della Associazione degli “Amici del Bargello” (nata nel 1982), ai numerosi acquisti dello Stato – e sono notevolissimi anche quelli di questi ultimi anni, dallo Stemma Martelli di Donatello al Giasone di Pietro Francavilla, fino al piccolo Crocifisso attribuito a Michelangelo – hanno fatto sì che il Bargello, pur mantenendo intatto il suo carattere speciale e il suo fascino ottocentesco, sia in realtà un museo assai mutevole nel particolare e sottoposto continuamente a modifiche di allestimento, più o meno percettibili, per ambientare degnamente i nuovi pezzi.

Il Bargello in numeri

Numero delle sale: 16

Opere di Michelangelo: 4
(Bacco, Tondo Pitti, David-Apollo e Bruto)

Opere di Donatello: 11
(tra cui David, San Giorgio, Stemma Martelli, Crocifissione, Amore Atys, Marzocco, Testa barbuta)

Opere di Verrocchio: 11
(tra cui David, Crocifisso, Madonna col Bambino, Dama col mazzolino)

Opere di Giambologna: 37
(tra cui L’architettura, Mercurio, Oceano, Firenze vittoriosa su Pisa)

Visitatori nel 2014: 221.715
Incasso lordo nel 2014: 502.653 euro

Mnemosyne al Bargello

Mnemosyne AL Bargello, il primo museo che “dialoga” coi visitatori
Da qualche giorno nel Salone di Donatello – dove si trovano innumerevoli capolavori – è stato istallato “Mnemosyne”, sistema altamente innovativo che si propone di offrire al visitatore, oltre che un’esperienza emozionale, sia una maggiore comprensione delle opere, sia di evitare un sovraccarico di notizie proponendogli invece contenuti informativi relativamente alle opere che, tra le tante ammirate, hanno destato maggior interesse.

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Attraverso una rete di videocamere posizionate nel Salone e gestite da un software di visione artificiale, l’innovativo sistema è in grado di:
identificare il visitatore all’interno del Salone e rilevarne il percorso;
misurare i tempi di permanenza davanti alle opere;
identificare quali tra le opere esposte hanno attratto maggiormente il suo interesse;
offrirgli l’opportunità di ampliare le proprie conoscenze.
Infatti, grazie al sistema “Mnemosyne”, su un tavolo interattivo all’uscita del salone il visitatore troverà, per le opere che lo hanno maggiormente interessato, informazioni di approfondimento e collegamenti con altre opere nel museo o nella città di Firenze.
Il Bargello è il primo museo al mondo a sperimentare “Mnemosyne”, progetto che ha richiesto l’impiego di sei ricercatori per quattro anni ed è stato finanziato dalla Regione Toscana e realizzato dall’Università di Firenze con il Centro per la Comunicazione e Integrazione dei Media, diretto da Alberto Del Bimbo, e da Thales Italia SpA, insieme alla Direzione del Museo Nazionale del Bargello, con la preziosa collaborazione del responsabile tecnico del museo, Cristina Valenti e  dell’allora responsabile delle reti informatiche del Polo Museale Fiorentino, Armando Niccolai.
“Le innovazioni tecnologiche all’interno dei musei – ha sottolineato Alessandra Marino, Soprintendente ad interim per il Polo Museale Fiorentino – costituiscono un utile e interessante supporto alla relazione tra visitatore e opere; sono anche particolarmente lieta che questo nuovo sistema tecnologico sia sperimentato nel Museo del Bargello, proprio nel periodo che ne celebra i 150 anni dalla sua Fondazione”.
“”Per il Museo Nazionale del Bargello – ha detto il Direttore del museo, Ilaria Ciseri – si tratta di un’ottima occasione: l’applicazione delle moderne tecnologie alla fruizione del patrimonio è del resto una delle principali linee guida dei nostri prossimi progetti”.
“Noi crediamo che un’esperienza culturale debba concretizzarsi in un approfondimento dei contenuti e non in una loro banalizzazione o riduzione ad un gioco – ha aggiunto Alberto Del Bimbo -. Il nostro obbiettivo è stato pertanto realizzare una soluzione tecnologica sufficientemente complessa che cercasse di comprendere su quali opere un visitatore desiderasse qualcosa di più di qualche informazione sommaria … E tutto questo semplicemente osservandolo durante la visita, senza obbligarlo a portare con sè dispositivi particolari o fare alcuna azione davanti alle opere di interesse”.
Da segnalare che l’installazione è la prima realizzazione del Centro di Competenza regionale NEMECH New Media for Cultural Heritage, costituito da Regione Toscana e Università di Firenze con il supporto del Comune di Firenze.

Sistema innovativo
Il sistema è innovativo perché:
è la prima installazione in un contesto museale reale di un sistema di visione artificiale per offrire ai visitatori informazioni personalizzate sui propri interessi individuali;
è completamente non intrusivo: al visitatore non è richiesto di utilizzare dispositivi mobili, come guide o smartphone.

Il rispetto della privacy
Il sistema opera in modo del tutto rispettoso della privacy del visitatore. Le telecamere e il sistema di visione, infatti, non rilevano informazioni sui tratti facciali dell’individuo, ma solo dati sull’apparenza della sua figura quali colore e tessitura degli abiti. L’apparenza del visitatore è codificata in una stringa di numeri che ne cattura la maggior parte degli elementi distintivi. I descrittori numerici sono quindi confrontati tra loro per effettuare la re-identificazione del visitatore e infine vengono eliminati al termine del percorso. Le immagini riprese dalle videocamere non sono registrate. Il sistema resterà installato in via sperimentale fino a giugno 2015.