150 anni del Bargello

Sei mesi di appuntamenti  per celebrare i 150 anni del Bargello Il Museo Nazionale del Bargello compie 150 anni. Venne istituito con Regio Decreto il 22 giugno 1865, ma già da alcune settimane ospitava due importanti esposizioni, una dedicata a Dante, di cui proprio in quell’anno si celebrava il sesto centenario della nascita, e la seconda all’arte del Medioevo.

Nato come Palazzo del Podestà a metà del Duecento, e trasformatosi poi in carcere per quasi tre secoli, il Bargello è uno dei principali musei statali di Firenze, noto soprattutto perché ospita la più grande concentrazione di capolavori di Donatello, ma anche di Michelangelo, di Verrocchio, di Cellini, di Giambologna e molti altri.
Nell’ambito della recente riforma del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, insieme ad altri 19 musei italiani, il Bargello è destinato a ottenere l’autonomia gestionale e a essere guidato da un direttore manager.
Intanto è stato varato il programma degli appuntamenti che, nell’arco di sei mesi, celebreranno i 150 anni trascorsi dall’istituzione del primo museo nazionale d’Italia: si tratta di un concerto in stretta relazione con l’anniversario dantesco di un secolo e mezzo fa, di un ciclo di conferenze, di un convegno internazionale incentrato sulla nascita dei musei nazionali in Europa e della pubblicazione di un volume sulla storia del Museo Nazionale del Bargello attraverso le immagini.
“Il Museo Nazionale del Bargello compie 150 anni – ha detto Paola Grifoni, Segretario Regionale del Mibact per la Toscana – ed è per tutti un’ottima occasione non solo per celebrare, con esso, la nascita dell’idea di museo nazionale, ma anche per riscoprire in che modo architettura, restauro, museologia e museografia possono interagire costituendo uno degli scrigni più importanti del patrimonio storico artistico e architettonico d’Italia, capace di custodire una straordinaria concentrazione di capolavori che meritano indubbiamente di essere sempre più valorizzati”.
“Tre grandi eventi vennero a sommarsi a Firenze, da poco nominata capitale del Regno, nei giorni tra il 14 e il 16 maggio 1865 – ha detto Ilaria Ciseri, Direttore del Museo Nazionale del Bargello -: le feste che celebravano il 6° centenario della nascita di Dante e due mostre aperte al Bargello, una sorta di debutto ufficiale in attesa del Regio Decreto che di lì a poche settimane avrebbe formalizzato l’istituzione del primo Museo Nazionale dell’Italia Unita all’interno del restaurato Palazzo del Podestà. Un legame assai profondo univa del resto il Bargello al nome di Dante, poiché è grazie al ritratto del Poeta affrescato da Giotto e rinvenuto nel 1840 sotto lo scialbo della Cappella, che ebbero inizio alcuni anni dopo i grandi restauri del Palazzo. La Guida Officiale che diffuse il programma delle feste fiorentine ci ha consentito di rintracciare i brani musicali che fecero da ‘colonna sonora’ per quei giorni, di cui potremo ascoltare una piccola selezione grazie ai professionisti della Scuola di Musica di Fiesole e al sostegno dell’associazione Amici del Bargello”.

Un concerto per Dante
Un intreccio di memorie, e di storia cittadina e nazionale porta la musica nel cortile del Bargello, per celebrare i 150 anni dall’inaugurazione del Museo Nazionale: la Scuola di Musica di Fiesole partecipa con concerto dal programma composito e vario, che accosta musiche ispirate alla figura e all’opera di Dante. L’appuntamento è per giovedì 14 maggio, alle 19 nel cortile del Museo Nazionale del Bargello (ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili).
Proprio il 14 maggio del 1865, infatti, al Teatro Pagliano (ora Teatro Verdi) si eseguiva la cantata del compositore pistoiese Teodulo Mabellini Lo spirito di Dante, sui versi di Guido Corsini, in occasione delle feste dantesche.
Il concerto odierno, reso possibile grazie al contributo dell’Associazione Amici del Bargello, vede protagonisti le voci e il pianoforte: oltre ad alcuni estratti dalla cantata di Mabellini, ascolteremo l’Ave Maria e l’episodio del Conte Ugolino, che Gaetano Donizetti mise in musica nel 1828, La vita nuova musicata da Mario Castelnuovo Tedesco e Après une lecture de Dante: “Fantasia quasi Sonata” di Franz Liszt.
Questo il programma dettagliato:
Teodulo Mabellini, estratti dalla cantata “Lo spirito di Dante”
Gaetano Donizetti, Il Conte Ugolino dal Canto XXXIII della Divina Commedia (originale per basso e pianoforte)
Mario Castelnuovo-Tedesco, La Vita Nuova per voce e pianoforte
Gaetano Donizetti, Ave Maria (tradotta da Dante)
Franz Liszt, Après une lecture de Dante: “Fantasia quasi Sonata” per pianoforte
I musicisti protagonisti del concerto: Emerenziana Guido soprano; Vincenzo Santoro baritono; Simone Ori pianoforte e Giuliano Graniti pianoforte.

Cinque conferenze sul museo
Nell’arco di poco più di un mese, al Museo Nazionale del Bargello si terranno cinque conferenze, tenute da specialisti d’eccezione, che illustreranno temi incentrati su capolavori e collezioni che rendono il Bargello uno dei musei più celebri al mondo, ma ci faranno anche scoprire la storia più segreta ed affascinante del palazzo. Tutte le conferenze si terranno nel Salone di Donatello, con inizio sempre alle 17.30.
Questo il programma nel dettaglio:
lunedì 25 maggio Salvatore Settis
Laocoonte come ‘exemplum doloris’.
Giovedì 4 giugno Roberto Mancini
Rituali di sangue. Il Bargello e le esecuzioni capitali a Firenze in età moderna.
Giovedì 11 giugno Francesco Caglioti
Donatello, dai Medici al Museo del Bargello.
Giovedì 18 giugno Marco Collareta
Michelangelo (e compagni) nella storia del Bargello.
Lunedì 29 giugno Carlo Sisi
Immagini del Bargello. Il gotico e le sue varianti.

La storia del museo per immagini
Nell’ambito degli appuntamenti previsti per celebrare il Bargello, sarà pubblicato un volume dal titolo: I 150 anni del Museo Nazionale del Bargello. Una storia per immagini, a cura di Ilaria Ciseri e Marino Marini, Firenze, Edifir.
Il libro, finanziato dall’associazione Amici del Bargello, intende offrire al pubblico la storia del museo attraverso un percorso visivo, essenzialmente fotografico, che metterà in luce l’evolversi delle collezioni e degli allestimenti nel corso di 150 anni.

Il convegno internazionale
Chiuderà, in autunno, il programma delle celebrazioni per il 150° del Bargello, il convegno internazionale dal titolo (provvisorio) “La nascita dei musei nazionali in Europa”, in collaborazione con il Kunsthistorisches Institut di Firenze, 30-31 ottobre 2015.
Al convegno parteciperanno studiosi e specialisti provenienti dai principali musei e università d’Europa, che affronteranno sia la storia della formazione di grandi collezioni museali contemporanee all’istituzione del Bargello, sia lo sviluppo ‘trans-nazionale’ del fenomeno, in un’ottica multilineare del rapporto tra stati nazionali e collezioni pubbliche.

Brevi note di storia del museo
(rielaborato da B. Paolozzi Strozzi, Storia del Palazzo del Podestà e del Museo del Bargello in Museo Nazionale del Bargello. Guida ufficiale, Firenze 2014, Giunti)
Dal 1865 il Museo Nazionale del Bargello è ospitato nell’antico Palazzo del Podestà, uno degli edifici più antichi di Firenze (metà del XIII secolo), la cui origine è legata strettamente agli albori della civiltà comunale e alle sue tumultuose vicende politiche.
Alla fine del Principato di Cosimo I de’ Medici (1574) il palazzo fu ridotto a carcere fino al 1857, ma già nel 1840 ne fu ordinato un completo restauro, inizialmente per ricercare un antico ritratto di Dante Alighieri che, secondo Vasari, Giotto aveva dipinto nella cappella del Palazzo del Podestà. Effettivamente la notizia di Vasari si rivelò esatta: gli affreschi riaffiorarono sotto le mani d’intonaco e il 21 luglio 1840 il più antico ritratto di Dante tornò alla luce. Di lì a poco il restauro si concluse, il carcere fu trasferito e il museo consacrò la propria nascita ufficiale con Regio Decreto del 22 giugno 1865, celebrando solennemente il sesto centenario della nascita di Dante, padre della lingua italiana e massimo dei nostri poeti. Quindi proprio a Dante il Bargello doveva la sua resurrezione.
Completamente e magistralmente restaurato nelle sue strutture originarie e nei suoi ornamenti in stile, nel 1865 il nuovo Museo Nazionale si inaugurò con una mostra dedicata a Dante e alle Arti del Medioevo, in cui furono esposte opere prestate da grandi collezionisti italiani e stranieri sull’esempio dei maggiori e più moderni musei d’Europa: in particolare, del Victoria and Albert di Londra (o piuttosto South Kensington Museum, come allora si chiamava) e del Musée de Cluny di Parigi. Proprio sul loro modello – che univa alla grande scultura le arti applicate o “minori”, in nome del positivismo, del gusto collezionistico e della nuova civiltà industriale – entro la fine del XIX secolo il Bargello assumerà la sua fisionomia definitiva di museo della scultura e delle arti decorative, a tutt’oggi tra i più importanti del mondo.
Dopo il 1865 cominciarono ad affluirvi tutti quei tesori delle collezioni medicee che non potevano più trovar posto agli Uffizi, ormai dedicati esclusivamente alla pittura e ai capolavori d’arte antica: dunque, giunsero fin d’allora al Bargello non solo le sculture del Rinascimento – di Donatello, Verrocchio, Michelangelo, Cellini, Giambologna – ma anche tutte le collezioni di arti decorative che erano state dei granduchi, dalle maioliche, ai bronzi, alle armi, alle stoffe, alle medaglie. Tra il 1865 e il 1870, nel Salone che verrà poi dedicato a Donatello, presero posto, oltre a marmi quattrocenteschi (comprese le Cantorie di Luca della Robbia e Donatello), anche i grandi gruppi monumentali del Cinquecento, sgomberati dal Salone di Palazzo Vecchio per far posto ai seggi del Parlamento italiano. Si fece anche la prova, attraverso un calco in gesso, di collocarvi al centro il David di Michelangelo, ma non piacque e si costruì invece per lui la tribuna all’Accademia.
A tutto questo si aggiunsero poi le opere d’arte provenienti dai conventi soppressi dalle nuove leggi sabaude (del 1862), che portarono al Bargello soprattutto le robbiane e le oreficerie sacre. Dall’Archivio di Stato vi fu trasferita la straordinaria collezione di sigilli e, con la soppressione della Zecca granducale, un’imponente raccolta di monete e di conii. Ben presto, grazie al suo fascino e alla sua modernità di concezione, il nuovo Museo Nazionale si arricchì anche di importantissime donazioni private: la più imponente fu quella dell’antiquario lionese Louis Carrand – superba raccolta di migliaia di pezzi, in ogni genere di arti decorative e anche di pitture – lasciata al museo nel 1888. A essa seguirono, entro i primi anni del nuovo secolo, la collezione di armi antiche dell’ambasciatore italiano a Parigi, Costantino Ressman (nel 1899) e quella di tessuti rinascimentali del barone Giulio Franchetti (nel 1906).
Tutte queste donazioni da parte di privati, amatori e collezionisti, avevano tuttavia una loro ragione: il museo era infatti salito in gran credito presso il pubblico internazionale in seguito alla grande mostra che si tenne nel 1887 in onore di Donatello, nel quinto centenario della nascita dello scultore, di cui il Bargello conservava già molte delle opere. A esse se ne unirono altre per l’occasione, ambientate tutte nel grande Salone del primo piano. Se si escludono i calchi in gesso il suo allestimento è rimasto, da allora, sostanzialmente intatto e ancora oggi a Donatello – padre della scultura del Rinascimento – è dedicato l’ambiente più prestigioso e suggestivo di tutto il museo: il Salone dell’Udienza del Podestà, vasto quanto una piazza e popolato di capolavori, che segnano la nascita dell’età rinascimentale nella prima metà del Quattrocento.
Nel 1897, il direttore Igino Benvenuto Supino propose una nuova distribuzione delle collezioni non più per “materia” – pietra, bronzo, marmo – ma cronologica, per artisti e per tipologie. Suggeriva così di riunire al secondo piano la scultura del secondo Quattrocento, con Verrocchio e Pollaiolo, e quella del Cinquecento, in particolare di Michelangelo, di Cellini, di Giambologna, oltre all’intera raccolta delle robbiane. La proposta di Supino fu accolta dai suoi successori e nei trent’anni successivi il Bargello acquisì nei suoi tratti essenziali il carattere che ancora oggi mantiene, nonostante i molti aggiustamenti.
Dopo l’alluvione del 1966, durante la direzione di Luciano Berti, il museo si trasformò di nuovo con il trasferimento dell’antica Armeria al secondo piano e la realizzazione della attuale Sala di Michelangelo e del Cinquecento al pianterreno, inaugurata nel 1975, e recentemente riallestita. Sempre negli anni Settanta è proseguito un generale riordino delle collezioni, con revisioni di allestimenti, nuove catalogazioni, nuove disposizioni di nuclei collezionistici: per esempio, la creazione della Sala islamica; l’esposizione della collezione delle placchette; il riordino e il nuovo allestimento di quasi tutte le sale; la riapertura del Medagliere.
Peraltro, il Bargello ha mantenuto dalla sua origine lo stretto legame col mondo del collezionismo privato e la tradizione delle donazioni, inaugurata si può dire assieme al Museo, non si è mai più interrotta. Questo continuo arricchimento, dovuto alla generosità di appassionati e collezionisti, all’impegno della Associazione degli “Amici del Bargello” (nata nel 1982), ai numerosi acquisti dello Stato – e sono notevolissimi anche quelli di questi ultimi anni, dallo Stemma Martelli di Donatello al Giasone di Pietro Francavilla, fino al piccolo Crocifisso attribuito a Michelangelo – hanno fatto sì che il Bargello, pur mantenendo intatto il suo carattere speciale e il suo fascino ottocentesco, sia in realtà un museo assai mutevole nel particolare e sottoposto continuamente a modifiche di allestimento, più o meno percettibili, per ambientare degnamente i nuovi pezzi.

Il Bargello in numeri

Numero delle sale: 16

Opere di Michelangelo: 4
(Bacco, Tondo Pitti, David-Apollo e Bruto)

Opere di Donatello: 11
(tra cui David, San Giorgio, Stemma Martelli, Crocifissione, Amore Atys, Marzocco, Testa barbuta)

Opere di Verrocchio: 11
(tra cui David, Crocifisso, Madonna col Bambino, Dama col mazzolino)

Opere di Giambologna: 37
(tra cui L’architettura, Mercurio, Oceano, Firenze vittoriosa su Pisa)

Visitatori nel 2014: 221.715
Incasso lordo nel 2014: 502.653 euro

Mnemosyne al Bargello

Mnemosyne AL Bargello, il primo museo che “dialoga” coi visitatori
Da qualche giorno nel Salone di Donatello – dove si trovano innumerevoli capolavori – è stato istallato “Mnemosyne”, sistema altamente innovativo che si propone di offrire al visitatore, oltre che un’esperienza emozionale, sia una maggiore comprensione delle opere, sia di evitare un sovraccarico di notizie proponendogli invece contenuti informativi relativamente alle opere che, tra le tante ammirate, hanno destato maggior interesse.

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Attraverso una rete di videocamere posizionate nel Salone e gestite da un software di visione artificiale, l’innovativo sistema è in grado di:
identificare il visitatore all’interno del Salone e rilevarne il percorso;
misurare i tempi di permanenza davanti alle opere;
identificare quali tra le opere esposte hanno attratto maggiormente il suo interesse;
offrirgli l’opportunità di ampliare le proprie conoscenze.
Infatti, grazie al sistema “Mnemosyne”, su un tavolo interattivo all’uscita del salone il visitatore troverà, per le opere che lo hanno maggiormente interessato, informazioni di approfondimento e collegamenti con altre opere nel museo o nella città di Firenze.
Il Bargello è il primo museo al mondo a sperimentare “Mnemosyne”, progetto che ha richiesto l’impiego di sei ricercatori per quattro anni ed è stato finanziato dalla Regione Toscana e realizzato dall’Università di Firenze con il Centro per la Comunicazione e Integrazione dei Media, diretto da Alberto Del Bimbo, e da Thales Italia SpA, insieme alla Direzione del Museo Nazionale del Bargello, con la preziosa collaborazione del responsabile tecnico del museo, Cristina Valenti e  dell’allora responsabile delle reti informatiche del Polo Museale Fiorentino, Armando Niccolai.
“Le innovazioni tecnologiche all’interno dei musei – ha sottolineato Alessandra Marino, Soprintendente ad interim per il Polo Museale Fiorentino – costituiscono un utile e interessante supporto alla relazione tra visitatore e opere; sono anche particolarmente lieta che questo nuovo sistema tecnologico sia sperimentato nel Museo del Bargello, proprio nel periodo che ne celebra i 150 anni dalla sua Fondazione”.
“”Per il Museo Nazionale del Bargello – ha detto il Direttore del museo, Ilaria Ciseri – si tratta di un’ottima occasione: l’applicazione delle moderne tecnologie alla fruizione del patrimonio è del resto una delle principali linee guida dei nostri prossimi progetti”.
“Noi crediamo che un’esperienza culturale debba concretizzarsi in un approfondimento dei contenuti e non in una loro banalizzazione o riduzione ad un gioco – ha aggiunto Alberto Del Bimbo -. Il nostro obbiettivo è stato pertanto realizzare una soluzione tecnologica sufficientemente complessa che cercasse di comprendere su quali opere un visitatore desiderasse qualcosa di più di qualche informazione sommaria … E tutto questo semplicemente osservandolo durante la visita, senza obbligarlo a portare con sè dispositivi particolari o fare alcuna azione davanti alle opere di interesse”.
Da segnalare che l’installazione è la prima realizzazione del Centro di Competenza regionale NEMECH New Media for Cultural Heritage, costituito da Regione Toscana e Università di Firenze con il supporto del Comune di Firenze.

Sistema innovativo
Il sistema è innovativo perché:
è la prima installazione in un contesto museale reale di un sistema di visione artificiale per offrire ai visitatori informazioni personalizzate sui propri interessi individuali;
è completamente non intrusivo: al visitatore non è richiesto di utilizzare dispositivi mobili, come guide o smartphone.

Il rispetto della privacy
Il sistema opera in modo del tutto rispettoso della privacy del visitatore. Le telecamere e il sistema di visione, infatti, non rilevano informazioni sui tratti facciali dell’individuo, ma solo dati sull’apparenza della sua figura quali colore e tessitura degli abiti. L’apparenza del visitatore è codificata in una stringa di numeri che ne cattura la maggior parte degli elementi distintivi. I descrittori numerici sono quindi confrontati tra loro per effettuare la re-identificazione del visitatore e infine vengono eliminati al termine del percorso. Le immagini riprese dalle videocamere non sono registrate. Il sistema resterà installato in via sperimentale fino a giugno 2015.

Orari natalizi nei musei fiorentini

Bargello: due settimane di orario più lungo
Uffizi e Accademia aperti anche il 5 gennaio
Novità nella programmazione delle aperture dei musei del Polo Fiorentino. Sono infatti previsti prolungamenti d’orario tra Santo Stefano e l’Epifania al Museo Nazionale del Bargello, così come l’apertura straordinaria della Galleria degli Uffizi e della Galleria dell’Accademia per lunedì 5 gennaio.

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L E APERTURE DEL  B ARGELLO
In occasione delle prossime festività Natalizie e di inizio anno, il Museo Nazionale del Bargello prolungherà l’orario di apertura.
Sarà l’occasione per offrire maggiori opportunità di visita al pubblico che giungerà a Firenze nel periodo natalizio e allo stesso tempo per promuovere l’immagine del museo.
Più in dettaglio: da venerdì 26 dicembre 2014 a martedì 6 gennaio 2015 compresi (esclusi i giorni di chiusura programmata, e cioè il 1° e il 5 gennaio) il Bargello aprirà come di consueto alle 8.15, ma chiuderà alle 17 invece che alle 14.
Da sottolineare che la giornata festiva del 26 dicembre l’offerta sarà particolarmente invitante poiché è prevista l’apertura continuata dalle 8,15 alle 21; infatti alle 17 il museo non chiuderà i battenti, ma sarà possibile l’ingresso fino alle ore 19,00 quando, grazie all’iniziativa ministeriale di apertura del venerdì sera,l’orario di visita sarà prolungato fino alle ore 21.
I MUSEI APERTI IL  5 GENNAIO
A cavallo tra la prima domenica del mese (il 4) e l’Epifania (il 6), lunedì 5 gennaio è prevista la prima apertura straordinaria del 2015 della Galleria degli Uffizi e della Galleria dell’Accademia, dalle 8.15 alle 18.50.Nella stessa giornata del 5 gennaio saranno visitabili:
Museo di San Marco (dalle 8.15 alle 13.50);
Chiesa e Museo di Orsanmichele (dalle 10 alle 17);
Giardino della Villa medicea di Castello (dalle 8.15 alle 16.30);
Villa medicea della Petraia (dalle 8.15 alle 16.30);
Villa medicea di Poggio a Caiano (dalle 8.15 alle 16.30);
Villa medicea di Cerreto Guidi (dalle 8.15 alle 16.30);
Cenacolo di Ognissanti (dalle 9 alle 12);
Cenacolo di Sant’Apollonia (dalle 8.15 alle 13.50);
Chiostro dello Scalzo (dalle 8.15 alle 13.50).

Una passeggiata dalla notte all’aurora

Sezione Didattica e “Noi per Voi”:itinerario per bambini al Bargello per vincere tutte le paure.

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La corrispondenza tra la data del 31 ottobre, Halloween, e l’apertura straordinaria del Museo Nazionale del Bargello, dalle 19 alle 21, in virtù del progetto di valorizzazione 2014 promosso dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo, ha dato l’opportunità di creare un itinerario per i bambini e le loro famiglie assolutamente innovativo, che si è trasformato in un ciclo di incontri. Questo s’intitola “Una passeggiata dalla notte all’aurora” e prevede una visita (che sarà replicata per quattro volte) dove i bambini saranno chiamati, non solo a riflettere sul cambiamento di valenza di certe feste, ma anche a identificare ed esorcizzare le loro personali paure.
Si tratta di un percorso di opere selezionate dove l’arte diventa il presupposto per ritrovare immagini simboliche e motivi decorativi con cui gli artisti ci spingono ad affrontare e a vincere le nostre paure.
Elaborato dalla Sezione Didattica del Polo Museale Fiorentino, il progetto è stato particolarmente apprezzato dall’Associazione “Noi per Voi Onlus, in quanto rappresenta un viaggio simbolico tra i piccoli e grandi problemi della vita che i bambini e le loro famiglie devono affrontare ogni giorno.
“Questa iniziativa della Sezione Didattica della Soprintendenza con l’associazione ‘Noi per Voi per il Meyer Onlus’ – ha detto il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini – consente ai piccoli (e perché no, ai grandi) partecipanti al percorso dedicato alle ‘paure’ dentro il Bargello, di fruire del museo  in un modo diverso, mettendo in gioco emozioni e ricordi oltre al sentire estetico. Le segrete, gli androni, i saloni di questo palazzo medioevale riprendono così il loro potere di evocare antiche paure e d’ispirarne di nuove: un percorso mentale prima ancora che fisico, dal quale uscire, si spera, più consapevoli e sereni”.
Come gli eroi della tradizione mitologica e biblica (basta pensare al Giasone scolpito da  Francavilla, al David e al San Giorgio di Donatello), nessun individuo nasce immune dalla paura: è solo durante la vita, attraverso l’affermazione di un atteggiamento determinato, consapevole e in qualche misura “eroico”, che ogni persona riesce a fronteggiare i propri timori, diventando pienamente artefice della propria vita.
In questa ottica è nato un accordo di collaborazione fra la Sezione Didattica del Polo Museale Fiorentino, da sempre valorizzatrice del nostro patrimonio artistico fiorentino attraverso la realizzazione di importanti progetti formativi, e “Noi per Voi per il Meyer Onlus”, la cui finalità è la raccolta di fondi per finanziare la lotta contro le leucemie e i tumori infantili.
Due incontri si svolgeranno il 31 ottobre (alle 19 e alle 20);  poi il 14 e il 21 novembre, e il 12 dicembre (con inizio sempre alle 19). L’ingresso al Museo Nazionale del Bargello è a pagamento; l’accompagnamento didattico è gratuito ma è obbligatoria la prenotazione, possibile da lunedì 27 ottobre (e preferibilmente via email) scrivendo a didattica@polomuseale.firenze.it; prenotazioni telefoniche (dalle 10 alle 12) al numero 055-284272.
In occasione degli incontri, l’Associazione “Noi per Voi per il Meyer Onlus” metterà a disposizione delle famiglie e di tutti gli interessati un libretto, che ripercorre l’itinerario proposto, il cui ricavato andrà in beneficenza per sostenere la ricerca contro leucemie e tumori infantili.

 

 

Firenze, 24 ottobre 2014

C O M U N I C A T O S T A M P A

Sezione Didattica e “Noi per Voi”:

itinerario per bambini al Bargello

per vincere tutte le paure

La corrispondenza tra la data del 31 ottobre, Halloween, e l’apertura straordinaria del Museo Nazionale del Bargello, dalle 19 alle 21, in virtù del progetto di valorizzazione 2014 promosso dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo, ha dato l’opportunità di creare un itinerario per i bambini e le loro famiglie assolutamente innovativo, che si è trasformato in un ciclo di incontri. Questo s’intitola “Una passeggiata dalla notte all’aurora” e prevede una visita (che sarà replicata per quattro volte) dove i bambini saranno chiamati, non solo a riflettere sul cambiamento di valenza di certe feste, ma anche a identificare ed esorcizzare le loro personali paure.

Si tratta di un percorso di opere selezionate dove l’arte diventa il presupposto per ritrovare immagini simboliche e motivi decorativi con cui gli artisti ci spingono ad affrontare e a vincere le nostre paure.

Elaborato dalla Sezione Didattica del Polo Museale Fiorentino, il progetto è stato particolarmente apprezzato dall’Associazione “Noi per Voi Onlus, in quanto rappresenta un viaggio simbolico tra i piccoli e grandi problemi della vita che i bambini e le loro famiglie devono affrontare ogni giorno.

Questa iniziativa della Sezione Didattica della Soprintendenza con l’associazione ‘Noi per Voi per il Meyer Onlus’ – ha detto il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini – consente ai piccoli (e perché no, ai grandi) partecipanti al percorso dedicato alle ‘paure’ dentro il Bargello, di fruire del museo  in un modo diverso, mettendo in gioco emozioni e ricordi oltre al sentire estetico. Le segrete, gli androni, i saloni di questo palazzo medioevale riprendono così il loro potere di evocare antiche paure e d’ispirarne di nuove: un percorso mentale prima ancora che fisico, dal quale uscire, si spera, più consapevoli e sereni”. 

Come gli eroi della tradizione mitologica e biblica (basta pensare al Giasone scolpito da Francavilla, al David e al San Giorgio di Donatello), nessun individuo nasce immune dalla paura: è solo durante la vita, attraverso l’affermazione di un atteggiamento determinato, consapevole e in qualche misura “eroico”, che ogni persona riesce a fronteggiare i propri timori, diventando pienamente artefice della propria vita.

In questa ottica è nato un accordo di collaborazione fra la Sezione Didattica del Polo Museale Fiorentino, da sempre valorizzatrice del nostro patrimonio artistico fiorentino attraverso la realizzazione di importanti progetti formativi, e “Noi per Voi per il Meyer Onlus”, la cui finalità è la raccolta di fondi per finanziare la lotta contro le leucemie e i tumori infantili.

Due incontri si svolgeranno il 31 ottobre (alle 19 e alle 20); poi il 14 e il 21 novembre, e il 12 dicembre (con inizio sempre alle 19). L’ingresso al Museo Nazionale del Bargello è a pagamento; l’accompagnamento didattico è gratuito ma è obbligatoria la prenotazione, possibile da lunedì 27 ottobre (e preferibilmente via email) scrivendo a didattica@polomuseale.firenze.it; prenotazioni telefoniche (dalle 10 alle 12) al numero 055-284272.

In occasione degli incontri, l’Associazione “Noi per Voi per il Meyer Onlus” metterà a disposizione delle famiglie e di tutti gli interessati un libretto, che ripercorre l’itinerario proposto, il cui ricavato andrà in beneficenza per sostenere la ricerca contro leucemie e tumori infantili.

ATTENZIONE

InAreaStampadel sito web del Polo Museale Fiorentino, oltre al presente comunicato, sono disponibili le immagini di due sculture in bronzo (Gufo comune e Gufo reale) del Giambologna.

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dr. Marco Ferri (Ord. Naz. Giornalisti, tessera n. 064393)

Ufficio Comunicazione

Opera Laboratori Fiorentini Spa – Civita Group

tel. 055-2388721; cel. 335-7259518

@mail: marcoferri.press@gmail.com

dr. Antonio Passanese

Ufficio Stampa

Noi per Voi per il Meyer Onlus”

cel. 388-7432290

@mail: antoniopassanese@gmail.com

Restaurata la Crocifissione di Donatello

Museo Nazionale del Bargello: restaurata la Crocifissione di Donatello grazie ai Friends of Florence. Si è concluso il restauro del rilievo bronzeo raffigurante la Crocifissione realizzato da Donatello nel 1455 ca. e ora conservato al Museo Nazionale del Bargello, nel Salone dedicato all’artista fiorentino.

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Condotto da Ludovica Nicolai sotto la direzione di Beatrice Paolozzi Strozzi, già Direttore del Museo Nazionale del Bargello, l’intervento costituisce il secondo progetto realizzato nell’ambito della prima edizione del “Premio Friends of Florence Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze”, iniziativa fortemente voluta dalla Fondazione non profit Friends of Florence che quest’anno, giunta alla sua seconda edizione, decreterà il nuovo progetto vincitore sabato 15 novembre alle ore 12 durante il Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze alla Fortezza da Basso.

Il lavoro di restauro, svoltosi sotto gli occhi dei visitatori del Museo Nazionale del Bargello, durato circa sei mesi e per un costo totale di circa 20mila euro, è stato possibile grazie al contributo di Janet e Jim Dicke II.

“Dopo questo restauro magistrale realizzato grazie al generoso intervento dei Friends of Florence – afferma Cristina Acidini, Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino – la Crocifissione bronzea di Donatello riacquista una pienezza di splendore e una ricchezza di dettagli davvero insospettabili prima della pulitura: una scena ora baluginante di miriadi di riflessi d’oro e d’argento in cielo e sulla terra, a conferire corrusco splendore al dramma della Redenzione”.

“A un solo anno dal finanziamento del restauro della bellissima Madonna con Bambino e angeli di Dello Delli – dice Ilaria Ciseri, Direttore del Bargello – la Fondazione Friends of Florence torna ad offrire al Museo Nazionale del Bargello un eccezionale recupero, lo straordinario rilievo con la Crocifissione, che tra il David bronzeo e il San Giorgio, ci mostra una volta in più il genio insuperabile di Donatello”.

“Questo straordinario rilievo, intarsiato d’oro e d’argento secondo la tecnica dei bronzi veneto-saraceni – aggiunge Beatrice Paolozzi Strozzi -, costituisce un unicum nella produzione del maestro e dimostra, una volta di più, lo sperimentalismo che caratterizza tutta l’opera di Donatello, fino agli anni estremi della sua vecchiaia. L’opera fu infatti eseguita probabilmente nel 1453-1454, alla fine del soggiorno padovano del maestro, che proprio in area veneta avrà studiato la tecnica preziosa di oggetti orientali che lì circolavano, adottando le  ‘ageminature’ d’oro e d’argento, che il restauro ci restituisce fulgide e ben conservate. Esse esaltano la complessità della composizione drammatica e densa di personaggi, rendendo al contempo prezioso e unico nel suo genere questo oggetto di devozione privata, destinato alla famiglia Martelli, che aveva protetto l’artista fin dalla prima giovinezza”.

“Janet e Jim Dicke II sono due grandi amici della Fondazione e dell’arte fiorentina, e siamo felici che abbiano colto l’opportunità del Premio scegliendo di sostenere il restauro della Crocifissione di Donatello” evidenzia Simonetta Brandolini d’Adda Presidente della Fondazione non profit Friends of Florence, che prosegue sottolineando quanto interesse abbia destato la prima edizione del “Premio Friends of Florence” e quanto esso stia diventando sempre più un appuntamento importante per continuare sia a salvare i tanti tesori della città, sia a sostenere il settore del restauro oggi giorno fortemente provato dalla congiuntura economica. “Siamo contenti di essere riusciti a finanziare un altro progetto candidato al ‘Premio 2012’ – conclude la Presidente – e di aver contribuito a restituire a Firenze e al pubblico del mondo la Crocifissione di Donatello in tutta la sua straordinaria bellezza”.

Non è certa la data di realizzazione del pannello bronzeo, che risale alla fase della vecchiaia dell’artista e fu eseguito con la tecnica dello “stiacciato”, né la sua primaria destinazione. Tuttavia l’opera è documentata negli inventari medicei sin dal 1560, poi fu esposta agli Uffizi nel 1769 e, dal 1870, al Bargello.

Per eseguire l’intervento di restauro, il bassorilievo è stato rimosso dalla sua collocazione abituale, separato dalla cornice in legno e posto prima sul tavolo da lavoro poi su un cavalletto progettato appositamente, in un piccolo “cantiere visitabile” allestito all’interno del Salone di Donatello.

Lo stato di conservazione

Come verificato per molti bronzi rinascimentali, in passato la superficie del bassorilievo era stata ricoperta da una patinatura scura che aveva completamente nascosto le parti ageminate d’argento; inoltre vari strati protettivi a base di cere e oli, misti a sostanze di deposito, avevano appiattito gli incavi del modellato e offuscato la naturale brillantezza della doratura, eseguita con la tecnica dell’amalgama di mercurio.

In queste condizioni il bassorilievo, aveva completamente perduto l’aspetto policromatico originale che fa percepire in chi lo guarda sia i vari livelli di profondità del modellato sia la visione prospettica della scena.

Le analisi e L’intervento di restauro

La pulitura superficiale è stata la fase più importante poiché doveva ritrovare ed esaltare la policromia voluta dall’artista mediante l’accostamento di bronzo patinato/oro/argento.

Le analisi chimiche preliminari su campioni prelevati da zone significative del bassorilievo, hanno determinato la natura e la composizione delle sostanze presenti sulla superficie e queste informazioni e la diversa natura dei metalli presenti, hanno indirizzato i test preliminari per la scelta delle metodologie di pulitura.

Sulla superficie di bronzo è stata eseguita una leggera pulitura con solventi, agendo più o meno approfonditamente in relazione alla quantità di sostanze stratificate da rimuovere.

La pulitura è stata poi rifinita meccanicamente, con bisturi, bastoncini di legno e piccoli aghi, negli incavi del modellato.

Le parti ageminate in argento e rame dorato sono state pulite con ablazione laser (laser Nd:YAG (1064) Long Q-Switching) impostando i parametri a seconda le differenti necessità.

In particolare sull’argento il laser ha agito selettivamente, asportando prima la patinatura scura poi lo strato di solfuro d’argento, riportando alla luce la brillantezza del metallo.

Infine le superfici sono state protette per preservarle nel tempo.

Durante il restauro sono state eseguite le analisi della lega bronzea per una conoscenza più approfondita dell’opera, il rilievo 3D, effettuato sul fronte e sul retro, per l’individuazione dei vari livelli del modellato e documentare le differenze materiche, i difetti di fusione e i tasselli di riparazione, l’analisi prospettica dettagliata della scena e della sua traduzione plastica a bassorilievo e la documentazione fotograficadelle diverse fasi dell’intervento.