Bekaert, sindacati e istituzioni: “Di Maio convochi incontro”

Bekaert, sindacati e istituzioni: “Di Maio convochi incontro”

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio convochi un nuovo incontro al Mise sulla Bekaert di Figline Valdarno per fare il punto della situazione e chiedere all’azienda ed advisor di dare conto dell’avanzamento del processo di reindustrializzazione. E’ la richiesta avanzata oggi nel corso di un incontro tra istituzioni e sindacati a Figline Valdarno (Firenze), che nei prossimi giorni la Regione Toscana presenterà ufficialmente.

“Oggi – spiega una nota – è stato annunciato che tutti i dipendenti Bekaert saranno a breve chiamati dal centro per l’impiego per l’avvio delle politiche attive per la ricollocazione.” Presenti all’incontro, tra gli altri, Paolo Tedeschi, responsabile dell’ufficio distaccato della Regione che segue il caso Beakaert, il sindaco di Figline e Incisa Valdarno Giulia Mugnai, l’Unità di crisi della Regione Toscana, l’Agenzia regionale per l’impiego, la Rsu aziendale e i sindacati Fiom, Film e Uilm provinciali.

Durante l’incontro è stato fatto il punto sulla vertenza ed istituzioni e sindacati hanno concordato sulla necessità di portare avanti rapidamente una serie di azioni. Tra queste, anche richiamare l’azienda alle condizioni organizzative indispensabili e corrette modalità di gestione dei dipendenti, in particolare ricostituendo a Figline un presidio certo dell’ufficio personale, necessario per gestire gli adempimenti amministrativi e per garantire informazioni sulla cassa integrazione e i rapporti di lavoro. Altro aspetto, richiedere all’azienda una visita allo stabilimento per verificare le questioni di natura edilizia ed urbanistica utili ad agevolare il percorso di reindustrializzazione.

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Bekaert: firmata al Ministero l’intesa sulla Cassa integrazione

Bekaert: firmata al Ministero l’intesa sulla Cassa integrazione

Bekaert (Figline Valdarno), firmata al Ministero l’intesa sulla Cassa integrazione (scatta il primo gennaio, dura un anno). Calosi (Fiom Cgil Firenze): “Ora concentriamoci sulla reindustrializzazione”

Oggi presso il Ministero del Lavoro è arrivata la firma per la Cassa integrazione per cessazione di attività per la Bekaert di Figline Valdarno (che dalle 22 di stasera chiuderà l’attività). Erano presenti all’incontro sulla vertenza i funzionari del Ministero del Lavoro, il Vicecapo di Gabinetto del Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione Toscana, l’azienda assistita da Confindustria Firenze, l’advisor incaricato le organizzazioni sindacali Fim-Fiom-Uilm. Dopo l’uscita volontaria di 62 lavoratori, i 256 ancora dipendenti di Bekaert dal primo gennaio e per tutto il 2019 potranno contare sul sussidio di Cassa integrazione.

Durante l’incontro, Serent, l’advisor incaricato dall’azienda per operare alla reindustrializzazione, ha aggiornato il tavolo comunicando che vi sono quattro manifestazioni di interesse rilevanti per lo stabilimento di Figline provenienti da soggetti industriali operanti tutti nel settore siderurgico e delle lavorazioni metalliche.

Per Daniele Calosi (segretario generale Fiom Cgil Firenze), “grazie alla determinazione dei lavoratori, siamo riusciti a reintrodurre la Cassa integrazione, lo strumento necessario per continuare a lavorare alla reindustrializzazione dello stabilimento di Figline che resta il vero obiettivo di tutta la vertenza”.

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Bekaert: tavolo regionale, obiettivo reindustrializzazione

Bekaert: tavolo regionale, obiettivo reindustrializzazione

Strumenti di formazione e incentivi per la ricollocazione dei lavoratori sono stati al centro della seduta del tavolo di crisi convocato dalla Regione Toscana per fare il punto sulla vertenza Bekaert, in vista della chiusura dello stabilimento prevista per il prossimo 31 dicembre.

“L’obiettivo comune – spiega la sindaca di Figline e Incisa Valdarno (Firenze), Giulia Mugnai, su Bekaert – resta però la reindustrializzazione dell’area, per la quale la Regione Toscana ha intenzione di adottare misure straordinarie che ne agevolino il prima possibile l’attuazione. Evitare la dismissione di quel sito produttivo resta quindi la priorità”.

Nell’ultima seduta il Consiglio comunale di Figline e Incisa ha approvato all’unanimità una mozione che chiede l’accesso alla Cassa integrazione anche per i lavoratori dell’indotto Bekaert che si occupano di mensa, portineria e pulizie.

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Bekaert: Di Maio, vittoria dei lavoratori e simbolo, Stato dalla parte di chi non delocalizza

Bekaert: Di Maio, vittoria dei lavoratori e simbolo, Stato dalla parte di chi non delocalizza

“Questa non è una vittoria mia, io ho fatto solo il mio dovere di ministro, la battaglia l’hanno fatta loro, i lavoratori, che hanno portato la Bekaert all’attenzione del mondo. Credo che mantenere le promesse sia un dovere”. Lo ha detto ieri sera il vicepremier Luigi Di Maio a margine dell’assemblea dei lavoratori Bekaert a Figline Valdarno (Firenze).

“Queste persone devono tornare a lavorare perché ne hanno tutto il diritto – ha aggiunto Di Maio -. Questa vicenda è il simbolo di uno Stato che sta dalla parte di chi non delocalizzazione e vuole investire in Italia. Di fronte ad una multinazionale che se ne scappa in Romania o in Polonia, lo Stato viene qui, dà una mano a chi chiede aiuto e fa tutto il possibile per far tornare le persone a lavorare”.

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Bekaert: Regione Toscana apre presidio per vigilare

Bekaert: Regione Toscana apre presidio per vigilare

La Regione Toscana aprirà un presidio a Figline Valdarno per seguire da vicino l’andamento degli interventi di reindustrializzazione alla luce dell’accordo raggiunto al Mise per la Bekaert.

Il presidio per la Bekaert, sarà coordinato dal responsabile della segreteria del presidente Enrico Rossi, che potrà coinvolgere personale regionale, anche con il supporto dell’Agenzia regionale per l’impiego.

“Per la Regione – afferma Rossi – la vertenza non è affatto conclusa: ora siamo ai blocchi di ripartenza e, questo presidio regionale concordato con il sindaco di Figline e Incisa Valdarno, serve a rimboccarsi le maniche per coordinare sia i vari uffici della Regione, sia le relazioni con tutti gli interlocutori istituzionali, sociali, fino alla stessa Bekaert, a cui vanno riconosciute alcune recenti aperture. L’esperienza positiva dei casi precedenti ci consiglia di adottare lo stesso metodo di lavoro e di presa in carico del processo di reindustrializzazione”.

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