ARTour: quest’anno edizione speciale tutta al femminile

ARTour: quest’anno edizione speciale tutta al femminile

Presentata dalla consigliera PD e consigliera della Città metropolitana di Firenze con delega alle Pari Opportunità Benedetta Albanese l’edizione 2018 un’edizione speciale di ARTour, tutta al femminile. In piazza Santa Croce da venerdì 21 a domenica 23 settembre andrà in scena la mostra mercato itinerante del meglio del Made in Italy organizzata da Cna Firenze in collaborazione con Comune di Firenze e Artex.

Un evento che quest’anno si inserisce tra gli appuntamenti del festival L’Eredità delle donne e che sarà completamente dedicata all’imprenditoria femminile, ad ARTour-Il Bello (delle donne) in piazza sarà possibile ammirare e acquistare il ‘vero fatto a mano’: ceramica, scagliola, gioielleria, bigiotteria, moda (donna, uomo e bambino), cosmetica, articoli per la tavola, borse, pelletteria, creazioni artistiche in carta.

La manifestazione è stata presentata oggi in Palazzo Vecchio dalla consigliera comunale PD e consigliera della Città metropolitana di Firenze con delega alle Pari Opportunità Benedetta Albanese, dalla presidente Cna Impresa Donna Firenze Vivilla Zampini, e dalla presidente Unione artistico e tradizionale di Cna Toscana Sandra Pelli.

“Un’iniziativa che abbiamo subito sposato – ha detto l’assessore allo Sviluppo economico e turismo Cecilia Del Re – perché dà voce a imprese femminili da sostenere e valorizzare. Un evento che si aggiunge nella programmazione off al Festival delle donne e che valorizza il saper fare fiorentino, espressione di tante imprese femminili intraprendenti e coraggiose”.

“Ringrazio Cna per il lavoro che svolge in favore dell’universo femminile. Questa mostra, inserita tra gli appuntamenti del festival L’Eredità delle donne, esalta – sottolinea Benedetta Albanese – il ‘saper fare’ al femminile. Un’idea per promuovere artigiane ed artiste che realizzano oggetti di qualità e riscoprono materiali nuovi ed antichi. Una mostra che metterà in primo piano la creatività delle donne e l’imprenditoria femminile”.

“Cna non è soltanto un’associazione di categoria che guarda al benessere economico di un’area, ma è da sempre attenta anche al benessere sociale del territorio in cui si trova ad operare – ha detto la presidente Zampini – e pertanto abbiamo voluto guardare alla donna nella sua complessità e puntare i riflettori sull’empowerment delle donne.”

”Abbiamo invitato dunque onlus del territorio – prosegue Albanese – che si occupano del femminile ogni giorno e su temi davvero complessi. Un modo per favorire una connessione sempre più profonda tra differenti aspetti e mondi del femminile, favorendo quella consapevolezza e quelle skill che possano supportare tutte le donne in percorsi di autonomia e crescita personale e lavorativa”.

“Un evento che attrae da sempre fiorentini e turisti grazie all’unicità e alta qualità degli oggetti in mostra – ha detto la presidente Pelli – Un lavoro difficile di scrematura, visto l’elevato numero di richieste di partecipazione che abbiamo ricevuto, la loro varietà e l’eccellenza delle produzioni. Al contempo, un segno (positivo) dell’affermazione femminile nel panorama imprenditoriale locale: 8.130 imprese in rosa attive nel Comune di Firenze e 20.322 nell’intera provincia a giugno 2018, con un incremento rispetto all’anno precedente dello 0.5%, leggero ma significativo e incoraggiante.”

”Per sostenere ed accrescere l’incremento – conclude Pelli – è d’obbligo un riferimento alla necessità di estendere le forme di finanziamento alle donne che vogliono fare impresa, anche attraverso le modalità proposte dal premio Nobel Muhammad Yunus, l’inventore del microcredito moderno che tante imprese al femminile ha sostenuto”.

Partecipano ad ARTour-Il Bello (delle donne) in piazza: Atelier 747, Atelier Delle Idee, I Disegni Di Beatrice, Casa Roaster Podere Girolami, Cecilia Falciai, Ceramiche Arti-C, Chiarugi 1952, Coltelleria Di Fabio Figus, Cristianini Roberto, Dini Sandra, Dopodomani, Baba Jaga, Karina Marcela – Cincimino, L’atelier Artisanal, Le Ciricotte, Le Sorelle Mochi, Leather Bis Srl, Mall Fashion, Manifesta, Mariagioia Maffucci, Mediterraneo Mood, Pell. Ral, Piuma Meister Itinera, Rossoramina, Scricciolo, Tessitura Fiore, Tessitura Tacs Srl, Veliart, Villa Teresa, Amoromeo.

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Nuovo bando per il recupero di Sant’Orsola

Nuovo bando per il recupero di Sant’Orsola

Firenze, il Consiglio della Città Metropolitana, su proposta di Benedetta Albanese, consigliera delegata al Patrimonio, ha approvato una delibera per un nuovo bando finalizzato al recupero dell’ex convento di Sant’Orsola, nel centrale quartiere di San Lorenzo.

Il termine ultimo, stabilito per la presentazione delle proposte per riportare a nuova vita il complesso di Sant’Orsola, restituendolo alla città, è stato fissato per il 30 novembre 2018.

Il Consiglio dell’ente, spiega una nota, ha dato mandato alla Direzione Patrimonio di predisporre un nuovo avviso per l’individuazione di un operatore economico, singolo o in raggruppamento con altri, con cui avviare una trattativa privata finalizzata all’affidamento in concessione della valorizzazione di Sant’Orsola, stabilendo il termine del 30 novembre 2018 per la presentazione delle proposte.

“Ci siamo riservati, operando nell’ambito di una trattativa privata, la facoltà di richiedere variazioni progettuali, come anche integrazioni alla proposta selezionata – spiega Albanese – L’operatore che avrà presentato la migliore proposta dovrà presentare il Piano economico finanziario a supporto della stessa, nonché dimostrare l’effettiva e immediata disponibilità di almeno un terzo dell’importo indicato nella proposta come necessario per la realizzazione dell’intervento”.

Negli ultimi anni, sono stati emessi svariati bandi per il recupero del complesso (un tempo proprietà della Provincia, ora della Città metropolitana) ma finora nessuno ha dato il risultato auspicato.

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Per Mondeggi ‘Bene comune’ in corteo a Firenze

Per Mondeggi ‘Bene comune’ in corteo a Firenze

‘Mondeggi non si vende, si coltiva o si difende’, è lo slogan ribadito più volte nel corso della manifestazione svoltasi ieri pomeriggio a Firenze nell’ambito della tre giorni nazionale di Genuino Clandestino, movimento contadino per l’autodeterminazione alimentare in corso nella fattoria di Mondeggi, a Bagno a Ripoli (Firenze), occupata dal movimento Mondeggi Bene Comune, la tre giorni.


Al corteo, aperto da un trattore e che si è snodato lungo il centro cittadino e nell’Oltrarno, oltre alle reti territoriali di Genuino Clandestino, hanno partecipato comitati No Tav, No
Tap, e le ‘Mamme no inceneritore’ della Piana fiorentina. “E’ una manifestazione specifica per la difesa di Mondeggi, contro la privatizzazione e la ‘chiamata’ si è estesa a tutte le realtà che lottano per il proprio territorio e per l’autodeterminazione territoriale”, ha detto Giovanni Pandolfini, tra i fondatori di Mondeggi Bene Comune.

Agli occupanti di Villa Mondeggi Lappeggi, “abbiamo continuamente rivolto un invito alla legalità” ma “non è possibile interloquire costruttivamente finché permane una situazione di illegalità e di attività abusiva. La Città metropolitana è sempre stata ed è aperta a un’interlocuzione con chiunque, a condizione che siano utilizzati gli strumenti che, per legge, sono affidati alla Pubblica amministrazione e ai cittadini”. Lo afferma il
consigliere della Città metropolitana di Firenze, con delega al patrimonio, Benedetta Albanese.
L’ente ricorda, in una nota, che “si è dovuto costituire parte civile nel procedimento penale nei confronti di persone che occupano abusivamente, dal giugno del 2014, tre unità immobiliari di Villa Mondeggi Lappeggi”. Per la Metrocittà, “l’occupazione si è consolidata e rinforzata nel tempo estendendosi anche ad altri beni immobili (fabbricati, e
terreni). E’ stato peraltro coinvolto un numero crescente di occupanti abusivi, organizzati nella vendita al pubblico di prodotti derivati dalle coltivazioni dei terreni occupati e
nell’allestimento di eventi e manifestazioni sociali, portati avanti con una parallela azione di discredito della struttura pubblica”. “Il danno che ne è derivato alla Città metropolitana
– conclude la nota – è identificabile nella perdita di chance di un impiego fruttifero dei beni. Inoltre, a fronte dell’utilizzo dei beni, gli occupanti non hanno mai corrisposto all’ente
alcuna indennità di occupazione, configurando un ingiustificato arricchimento in danno all’ente ed alla collettività”.

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