Voci di donne

Voci di donne

Voci di donne è un gioiello di mostra, allestita nelle sale espositive della Biblioteca Medicea Laurenziana. Nasce da una ricerca originale, da un tema mai veramente esplorato sino ad ora. Di cosa si tratta?

Voci di donne nasce da una ricerca di tipo nuovo, che è stata condotta su tutti i fondi
manoscritti della Biblioteca alla ricerca di testi in un modo o nell’altro legati al mondo femminile. Cioè alla ricerca di testi scritti, copiati, posseduti da donne. Ne sono emersi tesori. Insieme a una gran quantità di opere mai studiate e di altre mai esposte.

Infatti per la prima volta la Biblioteca ha allargato il suo campo d’azione, che è di solito dedicato alle collezioni più antiche dei quali è magnifica custode. Ed estendendo la ricerca anche ai fondi manoscritti setto-ottocenteschi, sono emerse opere interessantissime.

 

Voci di donne raccoglie 66 manoscritti. Si parte da donne autrici di poesie, trattati, memorie, diari, lettere, sia pubbliche che private. Vengono poi opere che sono state commissionate da donne, altre che da donne sono state copiate; e poi ci sono manoscritti che furono posseduti da donne. La mostra si chiude con tre splendidi codici che furono acquistati da una donna proprio per essere donati alla Biblioteca. Chi è? Scopritelo visitando la mostra.

Questa deliziosa mostra Voci di donne raccoglie opere che spaziano dal VII-VI secolo a.C. ai primi decenni del 1900. Alcune di loro sono donne che hanno avuto ruoli di rilevanza pubblica e quindi ben note, sia italiane che straniere; altre sono sconosciute monache che lavorarono come copiste nei conventi fiorentini.

La mostra comincia con il botto: straordinarissima, roba da far venire i brividi, è la prima opera esposta. Si tratta di un ostrakon, cioè un pezzo di coccio con inciso un testo. Siamo nel II secolo avanti Cristo. Il coccio conserva una delle più antiche scritture di versi di Saffo. Ma non è solo quello: questo piccolo pezzo – come si legge nel bel catalogo, edito da Mandragora – lega i destini di due grandi donne: cioè quello di Saffo, la più grande poetessa dell’antichità, e quello di Medea Norsa, la più grande papirologa italiana, interessantissima figura di donna e di studiosa che ha lavorato a lungo a Firenze, della quale è esposta lì accanto una lettera del 1929.

Davvero la mostra è piena di tesori. Si va dall’opera Physica di Ildegarde von Bingen,  trattato di scienze naturali e di medicina ragionata di cui esistono solo cinque manoscritti completi; a una Laude scritta da Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico, ai sonetti di Vittoria Colonna, amica e musa di Michelangelo. C’è poi il diario della sublime pittrice veneziana Rosalba Carrera e sue lettere autografe (roba da brividi, di nuovo). E via di questo passo. Non è esagerato dire che ogni teca di questa mostra contiene tesori.

Non è possibile qui raccontarli tutti. Voci di donne è una mostra affascinante, che invito caldamente a visitare. Sarà una vera scoperta.

Margherita Abbozzo. Tutte le foto sono mie.

Voci di Donne è alla Biblioteca Medicea Laurenziana in Piazza San Lorenzo 9 – Firenze
fino all’11 gennaio 2019.
Orario mostra: lunedì – venerdì ore 9,30 – 13,30 (chiuso sabato domenica e festivi)
Biglietto: € 3.00. € 2.50 se acquistato unitamente al biglietto per la basilica di San Lorenzo
Per info: tel. 055 2937911 o qui

 

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