Maltempo, Firenze: allarme per alberi caduti

Maltempo, Firenze: allarme per alberi caduti

Il nubifragio che si è abbattuto su Firenze ha causato anche la caduta di cinque cipressi nel giardino di Boboli, museo all’aperto.

Per questo motivo il parco rimarrà chiuso al pubblico anche domani, dopo la chiusura di parchi e giardini a Firenze già decisa per oggi in previsione del maltempo. Verifiche a Boboli, per controllare lo stato delle alberature, sono già in corso da parte del personale delle Soprintendenze.

Il maltempo ha causato disagi anche all’acquedotto di Firenze. Publiacqua in una nota informa “i cittadini del Comune di Firenze che, causa sbalzo dell’alimentazione elettrica causato dagli eventi meteo di queste ore, si è verificato un temporaneo blocco della spinta dell’Impianto dell’Anconella. I nostri tecnici stanno ripristinando la funzionalità dei macchinari e la situazione si normalizzerà nei prossimi minuti. Publiacqua si scusa per i disagi che questa situazione sta provocando loro”.

Inoltre a Firenze è stata momentaneamente interrotta la tramvia a causa di alcuni oggetti che, causa vento e maltempo, sono finiti sui binari. “Appena la linea sarà messa in sicurezza il servizio sarà ripristinato. Ci scusiamo per il disagio”, scrive la società di gestione Gest in un suo tweet.

Ecco alcune immagini delle cadute degli alberi a Firenze.

Lungo il Mugnone, in direzione Fortezza.

mugnone

Un altro albero caduto in via Benedetto Marcello.

via benedetto marcello

In viale Amendola.

viale amendola

Al Poggio Imperiale.

poggio

In Località caprolo, sulla strada da Greve in Chianti al monte San Michele.

chianti

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Neve Firenze: chiusi Boboli e Pitti, regolari Uffizi, Bargello e Accademia

Neve Firenze: chiusi Boboli e Pitti, regolari Uffizi, Bargello e Accademia

Il giardino mediceo di Boboli a Firenze chiuso per neve per tutta la giornata. A darne notizia, stamani, il direttore delle gallerie degli Uffizi Eike Schmidt.

Insieme a Boboli, resta chiuso anche Palazzo Pitti, eccettuata la sala Bianca, dove oggi sono in programma eventi musicali. Aperti invece regolarmente gli Uffizi, così come gli altri musei statali del capoluogo toscano, Galleria dell’Accademia e Bargelllo.

La Città metropolitana ha poi disposto la chiusura del giardino di Palazzo Medici Riccardi. Chiuso anche l’ingresso del palazzo che dà sul cortile di Michelozzo.

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Nuove tariffe d’ingresso ai musei dal 1° marzo

Nuove tariffe d’ingresso ai musei dal 1° marzo- A partire dal 1° marzo 2018 varierà il costo dei biglietti per alcuni dei più visitati monumenti fiorentini: le Gallerie degli Uffizi e il complesso dell’Opera del Duomo.

Vediamo nel dettaglio come cambieranno i costi di accesso:

Gli Uffizi (Galleria delle Statue e delle Pitture, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe e Aula Magliabechiana)

Dal 1 marzo 2018 al 31 ottobre 2018:
€ 20,00 (Galleria delle Statue e delle Pitture, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe e Aula Magliabechiana);
€ 38,00 (Biglietto cumulativo, valido 3 gg. consecutivi, che permette di accedere una sola volta a ognuno dei circuiti museali degli Uffizi, di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli, con priorità d’accesso)
Dal 1 novembre 2018 al 28 febbraio 2019:
€ 12,00 (Galleria delle Statue e delle Pitture, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe e Aula Magliabechiana);
€ 18,00 (Biglietto cumulativo, valido 3 gg. consecutivi, che permette di accedere una sola volta a ognuno dei circuiti museali degli Uffizi, di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli, con priorità d’accesso).

Palazzo Pitti (Galleria Palatina e Appartamenti Reali, Galleria d’Arte Moderna, Tesoro dei Granduchi e Museo della Moda e del Costume)

Dal 1 marzo 2018 al 31 ottobre 2018:
€ 16,00 con acquisto e ingresso dalle 9 alle 18:50 (Galleria Palatina e Appartamenti Reali, Galleria d’Arte Moderna, Tesoro dei Granduchi e Museo della Moda e del Costume);
€ 8,00 con acquisto dalle 8:15 alle 8:59 e ingresso dalle 8:15 alle 9:25 (Galleria Palatina e Appartamenti Reali, Galleria d’Arte Moderna, Tesoro dei Granduchi e Museo della Moda e del Costume);
€ 38,00 (Biglietto cumulativo, valido 3 gg. consecutivi, che permette di accedere una sola volta a ognuno dei circuiti museali degli Uffizi, di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli, con priorità d’accesso).

Dal 1 novembre 2018 al 28 febbraio 2019:
€ 10,00 con acquisto e ingresso dalle 9 alle 18:50 (Galleria Palatina e Appartamenti Reali, Galleria d’Arte Moderna, Tesoro dei Granduchi e Museo della Moda e del Costume);
€ 5,00 con acquisto dalle 8:15 alle 8:59 e ingresso dalle 8:15 alle 9:25 (Galleria Palatina e Appartamenti Reali, Galleria d’Arte Moderna, Tesoro dei Granduchi e Museo della Moda e del Costume);
€ 18,00 (Biglietto cumulativo, valido 3 gg. consecutivi, che permette di accedere una sola volta a ognuno dei circuiti museali degli Uffizi, di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli, con priorità d’accesso).

Giardino di Boboli (Giardino di Boboli, Giardino Bardini e Museo delle Porcellane)

Dal 1 marzo 2018 al 31 ottobre 2018:
€ 10,00 (Giardino di Boboli, Giardino Bardini e Museo delle Porcellane);
€ 38,00 (Biglietto cumulativo, valido 3 gg. consecutivi, che permette di accedere una sola volta a ognuno dei circuiti museali degli Uffizi, di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli, con priorità d’accesso).

Dal 1 novembre 2018 al 28 febbraio 2019:
€ 6,00 (Giardino di Boboli, Giardino Bardini e Museo delle Porcellane);
€ 18,00 (Biglietto cumulativo, valido 3 gg. consecutivi, che permette di accedere una sola volta a ognuno dei circuiti museali degli Uffizi, di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli, con priorità d’accesso).

Restano invariati i diritti di prenotazione: € 4 per Gli Uffizi e € 3 per Palazzo Pitti o Giardino di Boboli. Con il biglietto cumulativo (€38/18) non serve la prenotazione, perché questo biglietto dà diritto all’accesso prioritario.
Informazioni più dettagliate nel sito ufficiale www.uffizi.it.

Il Grande Museo del Duomo (Cupola di Brunelleschi, Campanile di Giotto, Battistero di San Giovanni, cripta di Santa Reparata e Museo dell’Opera del Duomo)

Dal 1 marzo 2018 biglietto intero € 18. L’accesso alla Cupola di Brunelleschi si effettua solo con prenotazione, on-line sul sito www.ilgrandemuseodelduomo.it, oppure direttamente presso la biglietteria di Piazza San Giovanni, 7 o presso il Museo dell’Opera del Duomo.
Il biglietto dura 30 giorni dal momento dell’acquisto ed è valido 72 ore dal primo accesso a uno dei monumenti.

UN PATTO PER L’ARCHEOLOGIA

UN PATTO PER L’ARCHEOLOGIA,
UN PATTO PER FIRENZE, L’ITALIA E L’EUROPA:
Presentazione dell’accordo di valorizzazione per il Museo Archeologico Nazionale di Firenze. L’accordo di valorizzazione per il Museo Archeologico Nazionale di Firenze oggi presentato e firmato nell’Auditorium di San Pier Scheraggio delle Gallerie degli Uffizi a Firenze prevede che dal 1 marzo 2018: Ogni biglietto degli Uffizi comprende anche l’ingresso gratuito al Museo Archeologico
Nazionale di Firenze (valido per 5 giorni entro la data dell’utilizzo del biglietto agli Uffizi). Anche l’abbonamento annuale Passepartout degli Uffizi (50 euro) e di tutte le Gallerie degli Uffizi con Uffizi, Palazzo Pitti e Giardino di Boboli (70 euro) oltre all’ingresso prioritario agli Uffizi per i 365 giorni successivi al primo utilizzo comprende sempre anche l’ingresso gratuito al Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

 Per compensare il mancato introito, Le Gallerie degli Uffizi accantonano il 2,5% del ricavo della bigliettazione degli Uffizi (vale a dire di tutti i biglietti della Galleria delle statue e delle pitture, e degli abbonamenti annuali menzionati) per investimenti nel Museo Archeologico Nazionale, che potranno spaziare da restauri di reperti archeologici a lavori architettonici e infrastrutturali, da nuovi allestimenti e pubblicazioni, a mostre e progetti di ricerca.

Iniziano collaborazioni scientifiche di ricerca e divulgazione tra i due musei, con convegni, cicli di lezioni e laboratori didattici coordinati e coorganizzati, mostre su temi archeologici alle Gallerie degli Uffizi e altre sulla fortuna dell’arte greca, egiziana, etrusca e romana al Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
L’accordo di valorizzazione ha validità di cinque anni ed è rinnovabile. L’accordo si basa su una visione per il presente e il futuro, ma è oltretutto radicato nella comune storia delle due istituzioni. Infatti è importante ricordare che, alla fine XVI secolo, le prime opere d’arte ad essere ospitate nel complesso vasariano appena ultimato furono i marmi antichi delle collezioni medicee. Non è sbagliato, quindi, affermare che il “seme” del Museo attuale fu quello dell’archeologia e della riscoperta dell’antico. Per secoli la Galleria delle Statue degli Uffizi – che solo di recente ha ricuperato il suo nome originale – fu per i suoi visitatori in primo luogo un museo di antichità. La sua icona era la Venere dei Medici, la statua ellenistica che ancora oggi troneggia al centro della Tribuna e solo a partire dal primo Novecento, un’altra Venere, quella del Botticelli, ne ha usurpato lo scettro nell’immaginario del grande pubblico.
Come sintetizza efficacemente il dipinto de La Tribuna di Johann Zoffany, gli Uffizi erano, per un uomo del XVIII secolo, non solo una quadreria ma anche un museo nel quale era possibile ammirare buccheri etruschi, vasi figurati, urnette, statue egizie, argenterie tardo-romane, oltre alle grandi sculture romane in marmo che davano il nome al Museo. Questa natura archeologica degli Uffizi fu radicalmente trasformata nel quadro della riorganizzazione museale che Firenze conobbe negli anni successivi all’Unità d’Italia. Già negli ultimi anni del Granducato, la Collezione Egizia era stata estrapolata per dar vita a una entità museale autonoma, ma sarà solo agli anni ’70 dell’Ottocento che capolavori indiscussi come la Chimera, l’Arringatore, la Minerva, l’Idolino, il Vaso François, la testa in bronzo di Antinoo etc. lasciarono le sale degli Uffizi.
La prima “tappa” fu il Cenacolo del Fuligno, dove le antichità granducali sostarono per circa un decennio. Fu poi la volta, tra il 1880 e 1881, del Palazzo della Crocetta, che ospitò le raccolte di arte antica, implementandole vertiginosamente grazie alla politica di acquisti favorita dai Savoia e alle campagne di scavo che iniziavano ad essere avviate in maniera sistematica.
Nel Museo Archeologico, dunque, coesistono fin dalle origini le sue tre anime fondamentali: quella delle antiche collezioni granducali (un tempo nella quasi totalità negli Uffizi), quella delle raccolte egizie e quella delle acquisizioni post-unitarie, arricchitesi nel tempo grazie ai risultati degli scavi moderni. E’ proprio ricordando questa matrice comune fra la Galleria degli Uffizi e il Museo Archeologico Nazionale, in definitiva una costola della prima, che si spiega e trova una ragion d’essere l’accordo che oggi si sottoscrive.