Ritratto di uomo anziano

Dopo il restauro entra nella Galleria degli Uffizi un dipinto attribuito a Camillo Boccaccino,pittore cremonese allievo del padre Boccaccio Boccaccino e, probabilmente,di Tiziano. Si tratta del Ritratto di uomo anziano, forse lo studio preparatorio per la figura di un santo o di Dio Padre in una pala d’altare non ancora identificata.

La presentazione del restauro  è avvenuta ieri, nell’aula dell’ex-Chiesa di San Pier Scheraggio, alla presenza di Daniela Parenti, Direttrice del Dipartimento pittura del Medioevo e primo Rinascimento della Galleria degli Uffizi.
“Si tratta di un recupero prezioso – ha detto il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini -, per il quale ringrazio i Lions Club, rivolto con intelligenza a un dipinto da attribuire a un pittore pensoso e lirico qual è Camillo Boccaccino. La nuova leggibilità del quadro rivela la sottigliezza dei suoi valori pittorici”.
“Ogni contributo che viene offerto per imprese degli Uffizi – ha aggiunto il Direttore della Galleria, Antonio Natali – non è solo benvenuto, ma si rivela anche un attestato di affetto verso il nostro museo”.
L’opera, una tempera su carta incollata su tavola, che misura 57 centimetri per 40 di base, rappresenta una figura alla fronte stempiata che esemplifica una certa sapienza, come nei filosofi del mondo classico; non solo: il ritratto si caratterizza per la resa naturalistica dei tratti somatici e per l’introspezione psicologica espressa dal volto pensoso. Tali caratteri, che in passato hanno fatto pensare per la sua esecuzione a un pittore di cultura veneta, riconducono l’opera al maestro cremonese Camillo Boccaccino, figlio del pittore emiliano Boccaccio Boccaccino, esponente del primo Rinascimento che nel corso della sua carriera seppe cogliere ispirazione dai più rilevanti maestri suoi contemporanei, da Tiziano a Correggio e Parmigianino.
Il dipinto, che era custodito nel deposito degli Uffizi, dal prossimo 28 aprile sarà esposto nella nuova sala del primo Rinascimento Lombardo (contrassegnata dal numero 23).
L’opera ha richiesto la pulitura e il consolidamento del dipinto su carta (a cura della restauratrice Rita Alzeni) e il risanamento del supporto ligneo (a cura di Alberto Dimuccio); per l’occasione è stata recuperata anche la bella cornice intagliata che inquadra il dipinto, dotata di un vetro extrachiaro antisfondamento che proteggerà l’opera per i prossimi anni.