Positivo operatore non vaccinato, in quarantena tutto il reparto ospedale

Positivo operatore non vaccinato, in quarantena tutto il reparto ospedale

Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, un operatore sociosanitario non vaccinato è risultato essere positivo, di conseguenza dalla tarda serata di mercoledì tutto il reparto di medicina B dell’ospedale del Mugello è stato messo in quarantena.

Mercoledì sera subito dopo il risultato positivo del test, il reparto con i 22 pazienti ricoverati è stato trasformato in reparto bolla con l’adozione delle consuete misure di isolamento. Sette dei pazienti sono stati in parte trasferiti in altre strutture di ricovero, in parte in albergo sanitario e qualcuno è potuto tornare a casa. I 15 pazienti rimasti sono ora monitorati in isolamento.

A rendere noto il caso positivo all’interno dell’ospedale, è la Asl Toscana centro. “Stiamo gestendo la situazione in sinergia con la rete ospedaliera – spiega la direttrice sanitaria dell’ospedale, Claudia Capanni -. In ospedale stiamo cercando nuovi spazi adeguati per questi pazienti in modo che la riorganizzazione ci consenta di destinare nuovamente il reparto di Medicina B all’accoglienza dei pazienti no Covid”.

L’ospedale del Mugello è stato scelto come struttura strategica dell’Azienda per la gestione di tutta la chirurgia no Covid. Da giorni da altri ospedali dell’Azienda stanno arrivando a Borgo San Lorenzo pazienti no Covid. L’attività chirurgica sia di urgenza che programmata, si spiega, prosegue regolarmente.

Un caso analogo era stato segnalato ieri a Pisa, dove un’infermiera che aveva scelto di non vaccinarsi ed che era in servizio nel reparto di pediatria dell’ospedale cittadino, era risultata positiva al Covid-19. Ed anche in quel caso l’ospedale pisano si era trovato costretto a riorganizzare le degenze in modo da poter continuare a svolgere l’attività ospedaliera in sicurezza.

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Borgo San Lorenzo, Smantellata organizzazione trafficanti di cocaina

Borgo San Lorenzo, Smantellata organizzazione trafficanti di cocaina

Borgo San Lorenzo, i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di sei soggetti, ritenuti responsabili del reato di “associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”.

I provvedimenti eseguiti nel corso della mattinata scaturiscono da un approfondimento investigativo di una precedente operazione della Compagnia di Borgo San Lorenzo, conclusa a settembre 2018 con l’arresto di nove soggetti per “traffico internazionale di sostanze stupefacenti” importate prevalentemente dall’Olanda, che ha permesso di individuare un’organizzazione composta di cittadini di nazionalità albanese, operante in proprio, che riforniva di cocaina anche il gruppo disarticolato nel 2018.

Grazie alla disponibilità di un elevato numero di autovetture a noleggio, alcune delle quali dotate di doppio fondo, il gruppo non aveva problemi di mobilità, circostanza che permetteva di poter effettuare le consegne nei luoghi più disparati.

La struttura poteva contare anche su località destinate alla momentanea custodia dello stupefacente, in attesa della vendita, in particolare presso un residence a Prato.

Si tratta, dunque, di soggetti ben inseriti nel “mercato della droga” non facenti parte della filiera terminale ma collocati, piuttosto, ad un livello superiore, giacché rari sono stati i casi di vendita diretta a persone dedite al consumo per uso personale.

Elevato, inoltre, il giro d’affari dell’organizzazione criminale, in grado di movimentare in brevi periodi (gennaio – marzo 2018) decine di kg. di cocaina, ceduta a 30/35.000 € ciascuno. La vendita di tale sostanza è stata la mission della loro attività, merce esclusiva, come ha avuto modo di precisare uno dei destinatari della misura, facendo presente all’interlocutore, interessato ad altro stupefacente, che trattava “solo cose che ti rendono allegro”.

I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza emessa dal GIP presso il Tribunale di Firenze (Dott. Fabio Frangini), su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia del capoluogo toscano (Sost. Proc. Dott. Giuseppina Mione e Dott. Fabio Di Vizio).

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Pensionato avvelena una trentina di alberi su una provinciale, denunciato

Pensionato avvelena una trentina di alberi su una provinciale, denunciato

Firenze, una pattuglia della Stazione CC Forestale di Borgo San Lorenzo notava, lungo la strada provinciale del Passo del Giogo SP 503 in Comune di Scarperia e San Piero, il danneggiamento di una pianta di tiglio posta a margine della viabilità, in particolare  individuavano sul fusto della pianta, all’altezza di un metro circa, un foro della larghezza di circa un centimetro.

Da ulteriori accertamenti risultava che le piante a cui era stato praticato almeno un foro sul fusto, erano ventisette, appartenenti a specie forestali arboree (tigli, olmi e robinie), radicate sul margine a valle della strada provinciale, per uno sviluppo lineare di una sessantina metri, su proprietà della Città Metropolitana di Firenze, ente gestore della strada e parte offesa del reato.

Dalla descrizione dettagliata dei Carabinieri Forestali, si apprende che i fori, tutti circolari di circa un cm di diametro, erano di recente realizzazione, con presenza a terra della segatura della forma tipica di una perforazione fatta con un trapano e che erano stati praticati ad un’altezza variabile da terra, con andamento dall’alto verso il basso e con profondità variabile a seconda del diametro della pianta. In alcuni fori era possibile constatare la presenza di sostanze liquide maleodoranti di natura non accertata.

Inoltre, i quattro tigli di maggiori dimensioni, apparivano ‘seccaginosi’, probabilmente a causa dell’iniezione di sostanze velenose avvenuta precedentemente, come dimostrava la presenza di fori non recenti sul tronco.

Le piante alle quali i fori sono stati praticati più di recente invece, non presentavano ancora gli effetti dell’avvelenamento, che si mostrerà probabilmente nei prossimi giorni.

Dall’attività investigativa condotta dai militari, emergevano responsabilità a carico di un pensionato della zona, che probabilmente aveva agito al fine aumentare l’illuminazione naturale e la vista sulla vallata del Mugello dell’abitazione a monte del tratto di strada.

Sono in corso di valutazione ulteriori perizie per individuare le sostanze utilizzate per danneggiare le piante.

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