TURISMO FIRENZE, ESERCIZI STORICI E TIPICI: “NO TURISMO MORDI E FUGGI”

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“No al consumo della città che ne stravolge gli equilibri. Il turismo è una risorsa preziosa e irrinunciabile per Firenze” ha detto associazione Esercizi storici e tipici. “bisogna riuscire a gestire i flussi turistici e non subirli.”

“E’ necessario evitare che il tessuto sociale e commerciale tradizionale, che costituisce un bene essenziale anche sotto il profilo dell’immagine e dell’offerta di Firenze, oltre che dell’occupazione, venga travolto e annientato, rimpiazzato da quello che ormai viene definito ‘mangificio’ – prosegue l’associazione -. Si rischia così una perdita d’identità. In questo senso non possiamo che plaudire alla scelta del Comune di cercare di dettare regole che arginino questa trasformazione, che mira soltanto a aumentare il consumo della città da parte di un turismo che rischia di essere sempre più mordi e fuggi.

L’obiettivo deve essere quello di aumentare la permanenza in città, differenziare sempre più l’offerta culturale e attrarre quel tipo di visitatori che vengono a Firenze per vivere un’esperienza di viaggio improntata sulla cultura. Esperienza in cui possa rientrare anche la visita ad attività tradizionali come la bottega di un artigiano o un esercizio commerciale che conserva inalterata la sua fiorentinità. Crediamo – conclude l’associazione – che queste forme di tutela non siano lesive di un diritto, quanto improntate alla salvaguardia dell’immagine di Firenze stessa. Una riflessione che tutte le città d’arte dovrebbero fare”.

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Firenze e sviluppo urbano

Firenze e sviluppo urbano. Firenze è stata selezionata tra le 21 città europee finaliste del prestigioso concorso “Mayors Challenge”, indetto da Bloomberg Philanthropies per le idee innovative in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini. Il premio sarà di 5 milioni di euro per il Comune vincitore e di un milione per i classificati dal secondo al quinto posto; i progetti hanno l’obiettivo di proporre soluzioni creative e inedite ai grandi problemi che affliggono i governi di tutte le grandi città: dall’inquinamento alla disoccupazione giovanile, dall’invecchiamento della popolazione all’impegno civile, dallo sviluppo economico alla sicurezza pubblica.

Il Comune di Firenze ha scelto  una proposta che da sempre è in cima all’agenda dell’amministrazione comunale: il recupero dei fondi abbandonati di botteghe e negozi che progressivamente hanno tirato già il bandone e restano chiusi e inutilizzati. Un tema di dimensioni globali e molto sentito a Firenze, dove l’abbandono delle attività di vicinato è molto diffuso e in certe zone, come l’Oltrarno, ha raggiunto il 40%. L’idea sviluppata dal Servizio di Promozione economica del Comune è nata dopo un intenso confronto con categorie economiche ed operatori, e prevede di ‘aggredire’ il problema con una serie di attività forti e integrate. “La bottega del terzo millennio”, questo il nome del progetto, si sviluppa su vari piani: destinare gli spazi da recuperare ad artigiani, artisti e creativi non solo fiorentini ma provenienti da tutto il mondo; mettere a disposizione ‘vaucher’ per le ristrutturazioni dei fondi; stabilire percorsi amministrativi semplificati (già peraltro previsti dal nuovo Regolamento Edilizio) con un apposito ufficio comunale ad hoc; individuare dei ‘tutor’ sul territorio che possano far integrare i nuovi imprenditori con le realtà del tessuto urbano di riferimento e con i Centri commerciali naturali; creare degli showroom in luoghi ben visibili dove anche chi ha la propria bottega in luoghi poco frequentati possa esporre e vendere i propri prodotti; ed infine, idea forte del progetto, creare una piattaforma con un social network dedicato, che permetta lo scambio di informazioni tra operatori di tutto il mondo e favorisca il crowfounding; idea sul modello della piattaforma Brickstarter, nata in Finlandia con l’obiettivo di trasformare in progetti concreti le idee legate allo sviluppo urbano, considerata una delle più promettenti e innovative a livello internazionale. Il progetto è stato reliazzato con la collaborazione del Dipartimento di Architerrura dell’Università di Firenze, l’incubatore “The Hub” ed alcune start up toscane del mondo digitale.
I progetti arrivati a Bloomberg sono stati 155 da undici paesi europei; i finalisti parteciperanno al Bloomberg Idee Camp, conferenza di due giorni prevista a Berlino nel mese di giugno. Una giuria indipendente di 12 membri giudicherà le proposte, basandosi su quattro criteri principali: la visione, il potenziale di impatto, piano di attuazione e l’essere esportabili in altre città. I finalisti, oltre a Firenze, sono Amsterdam, Atene, Barcellona, Bologna, Bristol, Brno, Cardiff, Danzica, Kirkless, Cracovia, Lisbona, Londra, Madrid, Schaerbeek, Sofia, Stara Zagoria, Stoccolma, L’Aia, Varsavia e York.
La missione di Bloomberg Philanthropies è quella di garantire una migliore qualità della al maggior numero di persone e i temi che affronta si concentrano su cinque aree chiave: Salute pubblica, Ambiente, Istruzione, Innovazione della pubblica amministrazione (che comprende la Mayors Challange) e le arti. Nel 2013 Bloomberg Philanthropies ha distribuito 452 milioni dollari.