Firenze: asta deserta per ‘Le Giubbe Rosse’

Firenze: asta deserta per ‘Le Giubbe Rosse’

Brutta notizia per i fiorentini affezionati a ‘Le Giubbe Rosse’: l’asta per l’acquisto dello storico caffè letterario in Piazza della Repubblica è andata deserta.

Secondo quanto spiegato dal curatore fallimentare Valerio Pandolfi, saranno immediatamente attivate, nei tempi previsti dalla legge, le procedure per indire un secondo bando. La società titolare del caffè era stata dichiarata fallita di recente, rimanendo tra l’altro priva dello storico marchio ‘Gran caffè ristorante Giubbe Rosse’, dopo che gli amministratori e soci lo avevano ceduto a loro stessi.

Proprio in vista dell’asta, lo scorso febbraio il curatore fallimentare aveva chiesto e ottenuto dal tribunale di Firenze il sequestro del marchio, considerando non valido l’atto col quale era stato assegnato agli ex soci. In questo modo, si è potuto mettere in vendita il caffè insieme al suo marchio originale, ma l’asta è andata comunque deserta.

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Nasce albo delle botteghe storiche a Firenze

Nasce albo delle botteghe storiche a Firenze

Nasce l’albo delle attività storiche fiorentine da tutelare e promuovere con vincoli di salvaguardia. La delibera, che ha avuto ieri il via libera dalla giunta (dopo il termine dei lavori della commissione tecnica), prevede due categorie: 150 attività di eccellenza (che hanno ricevuto almeno un vincolo di salvaguardia) e 120 attività storiche tradizionali. L’obiettivo è far sì che non siano snaturate le attività, mantenendo la storia e la tradizione del luogo.

Secondo l’assessora allo sviluppo economico del Comune di Firenze Cecilia Del Re (che ha presentato la delibera della giunta) si tratta di “un lavoro coraggioso, primo del genere in Italia”. Per la prima volta vengono dati ai comuni “gli strumenti per tutelare le attività storiche”.

Tra i luoghi storici coinvolti il caffè delle Giubbe Rosse, in piazza della Repubblica: “Siamo contenti che questo lavoro – ha detto Del Re – troverà piena applicazione per la prima volta per il caffè storico Giubbe Rosse, che ad oggi non era sottoposto ad alcun vincolo di tutela”.

Il percorso è partito a maggio 2017 con l’approvazione del regolamento Unesco e della norma dedicata alle attività storiche, con la quale si rinviava a un censimento per individuare gli oggetti di tutela delle attività storiche presenti sul territorio del Comune di Firenze facenti parte del precedente Albo.

E’ stato quindi dato incarico al dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, con il coordinamento del professor Bertocci, di analizzare singolarmente le attività inserite nell’albo degli esercizi storici, in modo da individuare gli elementi di pregio che all’Amministrazione interessava tutelare.

Completato questo lavoro, a giugno 2018, è stato approvato il nuovo regolamento per le Attività storiche, che ha costituito anche la Commissione chiamata ad individuare gli oggetti di salvaguardia. Tale salvaguardia può coincidere anche con l’attività stessa, che può riguardare sia l’eccellenza della lavorazione, che la caratteristica di svolgere un servizio per il quartiere e la cittadinanza (nell’elenco sono state infatti inserite  anche attività di ortolano o mercerie del centro storico).

All’interno della nuova lista, sono state mappate le attività inserite nel precedente albo degli esercizi storici: al momento dell’approvazione definitiva della lista saranno georeferenziate e inserite (con gli elementi da salvaguardare) nel database della direzione Urbanistica. Il lavoro di censimento sta andando avanti e l’Università sta ricercando altre attività con più di 50 anni, che potrebbero poi essere inserite nella lista e sottoposte all’esame della commissione.

Il 25 marzo nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio le 270 attività individuate riceveranno un riconoscimento formale anche con la consegna degli attestati.

Gimmy Tranquillo ha intervistato l’assessora allo Sviluppo economico Cecilia Del Re:

 

“L’identità di città come Firenze non si costruisce solo con la tutela dello straordinario patrimonio monumentale, ma, come ben asserito dalla  Convenzione di  Parigi del  17 ottobre 2003, anche attraverso la protezione di  quella fitta rete di valori culturali legati alle tradizioni, agli usi e ai costumi,  come l’artigianato, e una rete commerciale di attività tradizionali  a servizio del residente. Per questo l’iniziativa del Comune di Firenze appare non solo opportuna, ma necessaria” dichiara Rosa Maria Di Giorgi, deputata del Partito Democratico.

“E’ una risposta puntuale a chi accusa le amministrazioni del centrosinistra di aver svenduto l’anima della nostra Firenze. Al contrario: attraverso il Regolamento Unesco e questo ulteriore tassello, si stabilisce un livello di tutele che non ha pari” aggiunge Di Giorgi.

“Molto dovrebbe e potrebbe  invece fare il Parlamento ed il Governo, ad esempio riprendendo in mano il ddl di cui sono prima firmataria  “Misure per tutela e fruizione dei siti italiani  posti sotto la tutela dell’UNESCO” il cui obiettivo è proprio quello di rafforzare il sistema di tutele previste al fine di  preservare efficacemente il nostro straordinario patrimonio. Attraverso strumenti  in grado di garantire anche la componente  intangibile o immateriale presente nei nostri centri storici, di cui il commercio e le botteghe storiche sono parte fondamentale”, conclude la Parlamentare Dem.

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Filcams Cgil: “Salviamo le Giubbe Rosse”

Filcams Cgil: “Salviamo le Giubbe Rosse”

Firenze, venerdì mattina, in piazza della Repubblica, davanti al Caffè delle Giubbe Rosse, si è svolto un presidio a cui hanno partecipato i lavoratori dello storico caffè, la Filcams Cgil e i delegati di altre attività fiorentine.

Nell’occasione, “per salvare un pezzo di storia della città”, è stato presentato un appello al mondo imprenditoriale (già inviato a Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confindustria) ed è stata annunciata una petizione per salvare le Giubbe Rosse su change.org.

“Il Caffè delle Giubbe Rosse – si legge nell’appello della Filcams Cgil Firenze – è un simbolo storico e culturale di Firenze.
Il suo nome deriva dalle divise che indossavano i camerieri secondo la moda del momento in voga in Austria nei locali, scelte dai proprietari tedeschi, i fratelli Reininghaus, che lo aprirono alla fine dell’Ottocento.
Questo caffè fu frequentato dalla ‘intellighenzia’ fiorentina, italiana nonché europea e segnatamente dagli esponenti del futurismo (movimento letterario) e non soltanto nel campo della cultura. Tuttavia, fu anche un punto di ritrovo per i fiorentini e soprattutto un simbolo della città.
Oggi, per effetto della dichiarazione di fallimento del tribunale di Firenze, a seguito di una gestione non efficace ed efficiente che ha prodotto un’entità di debiti rilevanti, il Caffè delle Giubbe Rosse rischia di chiudere e con esso si rischia di perdere un pezzo della storia di Firenze, della città tutta.
Non possiamo pensare Firenze, piazza della Repubblica senza il Caffè delle Giubbe Rosse. Ci permettiamo, senza esagerare, di sostenere che sarebbe come se a Firenze non avessimo più il Ponte Vecchio.
Per questo la Filcams Cgil Firenze, categoria sindacale del commercio turismo e servizi, fa un appello alla imprenditoria fiorentina, toscana, italiana affinché si possa intervenire con investimento  per rilanciare il caffè e mantenere in vita un pezzo importante della storia di Firenze e dell’Italia, rilanciando sviluppo e occupazione. Ti invitiamo a sottoscrivere questo appello.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Rosa Anna Lombardo della Filcams CGIL Firenze, un paio di lavoratori e  Martino Smalzi per 23 anni gestore delle Giubbe Rosse:

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Firenze: caffè Giubbe Rosse rischia chiusura, sommerso dai debiti

Firenze: caffè Giubbe Rosse rischia chiusura, sommerso dai debiti

La società che ha in gestione il celebre locale avrebbe provocato quasi 3 milioni di euro di buco economico. Nardella: “siamo da sempre in prima linea nella difesa degli esercizi storici”.

A rischio, causa difficoltà economiche, il futuro dello storico caffè letterario Giubbe Rosse, nella centralissima piazza della Repubblica a Firenze, luogo di incontro, nel corso del ‘900, di poeti, artisti e intellettuali tra i quali Marinetti e i futuristi, e poi Montale, Quasimodo, Saba, Gadda e Vittorini. I quotidiani dell’area fiorentina parlano di un debito che amonterebbe a 2.8 milioni di euro.
Secondo quanto riportato dai quotidiani, la società che ha in gestione il celebre locale – aperto nell’ultimo scorcio del XVIII secolo e rapidamente divenuto punto di riferimento del mondo culturale italiano e non solo (leggenda vuole che vi sia passato anche Lenin) – ha presentato in tribunale un’istanza di pre-concordato, con l’obiettivo di arrivare ad un accordo per la ristrutturazione del debito. La domanda risale al 20 marzo: il giudice ha concesso 90 giorni per presentare un piano di rientro. Tra i creditori delle Giubbe vi sono fornitori, alcuni dipendenti ed anche il Comune, che dovrebbe riscuotere circa 90 mila euro di canone di occupazione di suolo pubblico.
“Siamo da sempre in prima linea nella difesa degli esercizi storici – è intervenuto sulla vicenda oggi il sindaco Dario Nardella – e come abbiamo già fatto, anche nel caso delle Giubbe cercheremo di attivarci come possibile”. Intanto la Cgil fiorentina oggi si dice “rattristata”, ma anche pronta a tutelare i lavoratori del locale “in tutti i modi possibili”. La vicenda Giubbe Rosse, aggiunge il sindacato, “racconta anche di un centro storico che rischia di perdere la sua identità, vittima anche di un turismo mordi e fuggi. Noi crediamo che invece si debba pensare a un modello di turismo di qualità, accogliente e sostenibile”.

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