Camp Darby: in 450 in corteo, no a treni con armi da base Usa

Camp Darby: in 450 in corteo,  no a treni con armi da base Usa

Oltre 450 persone provenienti da tutta la Toscana hanno manifestato ieri mattina davanti alla base Usa di Camp Darby contro il progetto di potenziamento infrastrutturale della ferrovia che sarà destinata al trasporto delle armi.

Decine di esponenti del mondo della sinistra e del sindacalismo di base si sono radunati davanti alla Basilica di San Piero a Grado (Pisa) e poi hanno sfilato per cinque chilometri pacificamente fino a raggiungere l’ingresso principale della base statunitense.
I manifestanti hanno detto no “all’imminente costruzione di una ferrovia a soli scopi militari che collegherà la base americana alla stazione, oggi abbandonata, di Tombolo e da lì
proseguire per i principali scali ferroviari italiani, quelli per intenderci che portano alle basi Usa e Nato per il rifornimento di armi destinate alle zone di guerra”.
“Per costruire la ferrovia – è spiegato in un volantino distribuito ai presenti – abbatteranno mille alberi. Il fosso dei Navicelli da tempo è oggetto di lavori tra bonifica, ampliamento e dragaggio. Sono soldi pubblici usati, dicono gli amministratori locali, per rilanciare l’economia e nel frattempo i soli a beneficiarne sono i comandi militari Usa che potranno trasportare le armi alla banchina del porto di Livorno loro riservata per il rifornimento di navi da guerra o addette alla logistica”.

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2 giugno: corteo davanti base Usa Camp Darby a Pisa

2 giugno: corteo davanti base Usa Camp Darby a Pisa

Il mondo del sindacalismo di base e della sinistra radicale e antagonista si dà appuntamento domani davanti alla basilica di San Piero a Grado (Pisa) alle 14.30 per poi effettuare un corteo di 5 chilometri fino a raggiungere i cancelli della base Usa di Camp Darby.

“Il 2 giugno ripudia la guerra e la militarizzazione”. E’ questo lo slogan per protestare contro la base a pisa che è al centro di un piano di rafforzamento infrastrutturale per la movimentazione di armi e munizioni.
“Vogliamo restituire al 2 giugno, festa della Repubblica – spiegano i promotori dell’iniziativa – il suo senso civile inficiato da troppo tempo da parate e dimostrazioni militari. Non ci siamo abituati alla normalità della guerra che è una realtà tremendamente attuale. Niente di rituale ma una questione pratica, ossia la imminente costruzione di una ferrovia a soli scopi militari che collegherà la base americana alla stazione, oggi abbandonata, di Tombolo e da lì proseguire per i principali scali ferroviari italiani, quelli per intenderci che portano alle basi Usa e Nato per il rifornimento di armi destinate alle zone di guerra”.
“Per costruire la ferrovia abbatteranno mille alberi. Il fosso dei Navicelli da tempo è oggetto di lavori tra bonifica, ampliamento e dragaggio. Sono soldi pubblici usati, dicono gli amministratori locali, per rilanciare l’economia – concludono gli organizzatori della manifestazione -, nel frattempo i soli a beneficiarne sono i comandi militari Usa che potranno trasportare le armi alla banchina del porto di Livorno loro riservata per il rifornimento di navi da guerra o addette alla logistica”.

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