Qf-exGkn dice di non essere “più in condizione di anticipare trattamenti di cassa integrazione ai lavoratori”

Qf-exGkn dice di non essere “più in condizione di anticipare trattamenti di cassa integrazione ai lavoratori”

Firenze, Qf-exGkn la nuova proprietà della Gkn di Campi Bisenzio, che fa a capo all’imprenditore Francesco Borgomeo, in una nota, dichiara di non poter più anticipare la Cassa Integrazione Guadagni (Gig) ai lavoratori di Campi Bisenzio.

“Come comunicato ufficialmente al tavolo del Mise, – si legge nella nota di Qf-exGkn – il 3 novembre scorso, anche alle organizzazioni sindacali, Qf non è più in condizione di anticipare trattamenti di cassa integrazione ai lavoratori come ha fatto negli ultimi 10 mesi. L’accordo per la reindustrializzazione dello stabilimento, che prevedeva la cassa, è stato firmato a gennaio da sindacati e istituzioni”.

“QF è intenzionata a portare a compimento il piano industriale, se giudicato di interesse da tutte le parti – si legge nello stesso testo -, ma chiede a Ministero e Inps certezze sugli strumenti per accompagnare la reindustrializzazione”.

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Gkn, in centinaia al presidio contro lo smobilizzo dei materiali

Gkn, in centinaia al presidio contro lo smobilizzo dei materiali

Firenze, alcune centinaia di persone si sono raggruppate davanti allo stabilimento ex Gkn di Campi Bisenzio, in risposta all’appello degli operai, che da oltre un anno presidiano la fabbrica, perché oggi dovrebbe iniziare la smobilitazione di alcuni materiali dal sito che Qf definisce rifiuti industriali.

Per gli operai della ex Gkn l’iniziativa rappresenta invece un “grave attacco al presidio e all’assemblea permanente dei lavoratori”. Presenti operai, sindacalisti, studenti e anche semplici cittadini insieme a forze politiche e rappresentanti delle istituzioni: tra questi il deputato Pd e ex sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi, il consigliere per il lavoro del presidente della Regione Eugenio Giani Valerio Fabiani, il parlamentare M5s Andrea Quartini e il segretario Fiom Cgil di Firenze Daniele Calosi.

Il presidio è iniziato alle otto, in attesa dell’annunciato inizio delle operazioni di smobilitazione, anche se i camion necessari non sono ancora arrivati. Nei giorni scorsi gli operai hanno ammassato davanti alla fabbrica molti materiali, tra cui semiassi per auto, e rifiuti e affisso vari striscioni con scritto, tra l’altro, ‘Ecco il made in Italy’, ‘Pezzi scarti, rave party’, ‘Vendo ferro pago operai’.

“Il dottor Borgomeo sta effettuando una grande operazione di distrazione di massa per non ammettere davanti ai lavoratori, al territorio, al Governo e alle Istituzioni, il non rispetto dell’accordo da lui stesso sottoscritto il 19 gennaio scorso al ministero”. Così la Fiom-Cgil che considera “la decisione di Qf di procedere, a partire dalla giornata di oggi lunedì 7 novembre, allo svuotamento dei rifiuti del materiale ferroso presenti dentro lo stabilimento, un’inutile provocazione che tende solo ad allontanare ogni possibilità di reindustrializzazione del sito”.

Per la Fiom nazionale e fiorentina “Qf, per il tramite del dottor Borgomeo, preferisce indirizzare la vertenza sul terreno dell’ordine pubblico anziché ammettere davanti all’intera opinione pubblica che sia il ministero che Invitalia non hanno considerato sostenibile e, quindi non percorribile, il contratto di sviluppo da lui stesso proposto, mancando le garanzie che l’azienda deve produrre e che sono previste proprio dalla normativa che disciplina accordo e contratto di sviluppo”.

“Il problema perciò non è la non agibilità dello stabilimento – aggiunge il sindacato in una nota -, bensì l’inesistenza, come certificato dal ministero, da parte di Borgomeo del piano industriale riguardante lo stabilimento di Campi Bisenzio. Come Fiom-Cgil ribadiamo la nostra disponibilità a confrontarci su tempi e modi per lo smobilizzo dei materiali a vario titolo, ma a fronte della condivisione di un piano industriale solido e concreto che, ad oggi, non è stato presentato alle parti e ai ministeri competenti, alla Regione ed a Invitalia”. Quella dell’azienda è “l’ennesima azione che tende a non affrontare i reali problemi della vertenza, nel tentativo di creare ulteriori tensioni nei confronti sia di tutti i soggetti impegnati a trovare una soluzione per il rilancio industriale del sito, sia dei lavoratori che sono in una condizione di forte preoccupazione poiché, da ormai oltre 12 mesi, non vedono prospettive per il loro futuro lavorativo. In ragione di tutto ciò la Fiom-Cgil valuterà ogni azione utile a garantire la reale reindustrializzazione del sito”.

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Gkn, appello di mobilitazione generale per “impedire il grave attacco al presidio e all’assemblea permanente dei lavoratori”

Gkn, appello di mobilitazione generale per “impedire il grave attacco al presidio e all’assemblea permanente dei lavoratori”

Firenze, l’assemblea permanente dei lavoratori della Gkn fa appello a “tutte le realtà sociali, sindacali e politiche solidali alla lotta Gkn ad essere presenti, nelle forme e modi possibili, lunedì 7 novembre a partire dalle h 8.00 di mattina di fronte allo stabilimento Gkn, via Fratelli Cervi 1, Campi Bisenzio”.

L’appello è stato lanciato via social dal Collettivo di fabbrica dell ex Gkn perché lunedì 7 novembre è previsto l’inizio lo smobilizzo di alcuni materiali, che secondo Qf saranno solo “rottami e rifiuti” mentre per gli operai rappresenta un “grave attacco al presidio e all’assemblea permanente dei lavoratori”.

“Invitiamo – si legge ancora – la nostra famiglia allargata, realtà sociali, sindacali e personalità solidali, lavoratrici, lavoratori, scuole, università, artisti, ad approvare ordini del giorno, semplici messaggi social, fotografie di solidarietà alla lotta Gkn, esporre striscioni. Un solo grande messaggio: “Giù le mani da Gkn”, una fabbrica la cui dignità è a disposizione di un intero paese. Per la fabbrica pubblica e socialmente integrata”.

L’assemblea dei lavoratori Gkn “chiede ad ogni organizzazione sindacale di indire azioni di sciopero utili a favorire la presenza di solidali di fronte ai cancelli Gkn a partire da domani lunedì 7 novembre e per tutto il periodo necessario”.

Inoltre “l’assemblea dei lavoratori Gkn dà mandato alla Rsu di indire un primo pacchetto di ore di sciopero da utilizzare per qualsiasi mansione interessata all’opera di smobilizzo materiali o di altre attività arrecanti danno al patrimonio societario e industriale dell’azienda. A partire da lunedì mattina stesso discuteremo le ulteriori azioni di mobilitazione e solidarietà necessarie. Sin da ora diciamo però che è vitale per la nostra lotta dare la massima attenzione e appoggio alla campagna per la Fabbrica pubblica socialmente integrata e al percorso della Soms Insorgiamo, a partire dall’assemblea popolare indetta per il 9 novembre alle 20.30 a Campi Bisenzio”.

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Gkn: sindacati, progetto Qf fumoso. Regione: “Occorre un maggiore sforzo di chiarezza”

Gkn: sindacati, progetto Qf fumoso. Regione: “Occorre un maggiore sforzo di chiarezza”

Campi Bisenzio, sindacati perplessi dopo il tavolo di lunedì al Mise sulla ex Gkn di, ora Qf Spa.

“Il piano industriale presentato da Borgomeo al tavolo del Mise rimane fumoso e privo di dettagli, senza effettivi sviluppi su cronoprogrammi e senza certezze sulle prospettive di mercato”, lamenta la Fiom-Cgil, che valuta invece positivamente la scelta di utilizzare per la ex Gkn, il veicolo dell’accordo di sviluppo.

Questo, secondo la Fiom, “permette la presenza di soggetti pubblici negli investimenti. Ciò dà la garanzia che il piano industriale presentato sia vagliato e monitorato dalle istituzioni pubbliche, come da tempo richiesto dalla Fiom e permette in futuro l’ingresso di ulteriori investitori o partners pubblici o privati”.

Anche secondo la Uilm-Uil il piano “appare purtroppo abbastanza aleatorio”, con dubbi che si spera “possano essere fugati da Invitalia che dovrà vagliare il piano e dal Ministero dello Sviluppo economico che si attiverà per esplorare la presenza di potenziali nuovi investitori”.

Critico il sindacato Usb: “I famosi investitori non ci sono, Qf di fatto balla da sola, e per poter muovere i suoi primi passi deve chiedere un intervento di Stato a coprire quasi la metà dei finanziamenti necessari a far partire la produzione”.

Perplessità sono state espresse anche dalla Fim-Cisl: “Il percorso che l’azienda aveva presentato alla fine del 2021, infatti, nelle sue parti più importanti non è stato realizzato – afferma il sindacato in una nota – e oggi ci troviamo di fronte ad uno scenario significativamente diverso. Questi elementi rischiano di compromettere l’affidabilità e la serietà degli impegni presi da Qf e la concretezza e realizzabilità del piano industriale”.

Secondo la Fim “contrariamente agli impegni presi nel progetto iniziale, non è stato trovato nessun investitore esterno”, per cui l’ipotesi illustrata nella riunione odierna “prevederebbe, infatti, una copertura finanziaria inferiore rispetto al progetto iniziale, tutta a carico di Qf e sostenuta dall’intervento pubblico”.

Fra gli elementi di incertezza, il sindacato chiede inoltre chiarimenti sulle modalità e le tipologie di ammortizzatori sociali da adottare, quale ruolo avrà il Consorzio Irislab, le modalità dell’intervento pubblico a partire dal ruolo di Invitalia.

Inoltre, sottolinea la Fim, è necessario che Qf “mantenga gli impegni sui livelli occupazionali previsti dall’accordo sindacale e che nel piano presentato oggi verrebbero sensibilmente messi in discussione”.

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Gkn entra a far parte di Iris Lab, nuovo consorzio di imprese dedicato all’industria 5.0

Gkn entra a far parte di Iris Lab, nuovo consorzio di imprese dedicato all’industria 5.0

Firenze, è nato Iris Lab, nuovo consorzio di imprese dedicato all’industria 5.0, innovazione, ricerca e sviluppo, di cui fa parte la stessa Qf, la ex Gkn di Campi Bisenzio.

Le aziende che hanno aderito a Iris Lab, oltre a Qf Spa (ex Gkn), si spiega in una nota, sono Itema Spa, Bonfiglioli Spa, Lafert Spa, Gruppo Sumitomo e Faist Elecrtonics Srl.

Il consorzio Iris Lab, si spiega in una nota, sarà un organismo di ricerca al cui interno coopereranno le aziende aderenti al progetto con numerosi consorzi universitari già costituiti, che operano nel settore della meccatronica e dell’elettronica industriale, attivi nella ricerca scientifica nell’ambito degli azionamenti elettrici ad elevate prestazioni dinamiche, negli apparati di conversione statica dell’energia elettrica ad alta efficienza, nella sensoristica avanzata e nell’applicazione di sistemi di intelligenza artificiale per la diagnostica avanzata e per l’abilitazione di servizi di Industrial IoT.

La rete di consorzi, si spiega ancora, coinvolge Università ed enti di ricerca sia italiani che europei e la più importante scuola di dottorato europea su power electronics, electrical machines and drives. Iris Lab mira, inoltre, a integrare in una piattaforma virtuale numerosi laboratori sperimentali di Università, spin-off, start-up innovative e centri specializzati nel settore della prototipizzazione, testing e validazione di azionamenti elettrici industriali e convertitori elettronici di energia elettrica. Il presidente di Iris Lab, nominato dal direttivo del consorzio, sarà Ugo Ghilardi, che ricopre la posizione di ceo in Itema. Ghilardi sarà inoltre cooptato, in qualità di presidente di Iris, nel cda di Qf unitamente a Stefano Manzini e Francesco Borgomeo, presidente e amministratore di Qf.

“Oggi Qf – ha annunciato il presidente Francesco Borgomeo – è pronta per portare avanti il progetto di E Drive 5.0 in un polo di ricerca e sviluppo e industriale di eccellenza italiana. È un grande onore e una grande soddisfazione sapere che Qf è al tavolo con giganti dell’industria come i soci del consorzio. Sono gruppi industriali in grado di ripensare il manifatturiero meccatronico e di automazione industriale”.

“La collaborazione di Iris Lab con le università – spiega ancora la nota – si svilupperà, da una parte, attraverso la formazione di giovani ricercatori universitari coinvolti nel progetto e di un personale operativo altamente qualificato; dall’altra, mediante la costituzione di laboratori e strutture tecniche che permettano di sviluppare e implementare progetti innovativi nell’ambito della meccatronica e dell’elettronica industriale, dei quali potranno beneficiare direttamente le aziende coinvolte. Il progetto si propone, infine, di costituire un’altra sinergia per il settore, ossia tra il mondo ingegneristico e quello giuridico, attraverso la creazione di una data room apposita che avrà il compito di controllare con strumenti di alto profilo tecnico-giuridico il costante flusso di dati creato dalle ricerche e di proteggere il patrimonio su cui si sta investendo”.

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