Festival ‘La Democrazia del Corpo’

Festival ‘La Democrazia del Corpo’

🔈Firenze, dal 25 settembre al 30 dicembre, ‘La Democrazia del Corpo’: performance, pratiche, residenze, incontri a CANGO e Cantieri Culturali Isolotto con la direzione artistica di Virgilio Sieni.

‘La Democrazia del Corpo’ propone un viaggio articolato nel corpo della danza che intende aprire degli spazi di riflessione e di vissuto sull’esperienza del corpo.

Le azioni che si diramano ricercano uno sguardo tattile sul gesto e gli artisti invitati sono chiamati a riflettere sulla capacità dell’uomo di mettersi in opera attraverso le pratiche e la visione.

Il modo avvolgente e cognitivo della danza, della consapevolezza rivolta al semplice gesto, così come all’ampiezza di uno sguardo partecipato, appare oggi come un atto fondamentale per ricamare nuovi modi di abitare.

Il programma assume dunque l’aspetto di un cammino dove lo spettatore, insieme agli artisti, intraprende un viaggio di sensibilizzazione.

Cango, lo spazio in via Santa Maria, accoglierà spettacoli, performance e pratiche che saranno messe in relazione con alcuni territori di Firenze che in questi ultimi anni hanno assunto una funzione di ricamo e di rigenerazione di energie creative: PIA Palazzina Indiano Arte, il nuovo spazio nel Parco delle Cascine dove continueremo a sviluppare percorsi ed esperienze sulla relazione tra l’uomo e la natura; Cantieri Culturali Isolotto, con la Galleria Isolotto/Spazio d’arte, dove proporremo esposizioni e modi “artigianali” di rigenerare i luoghi e il territorio; le Piagge dove lavoreremo con laboratori e tragitti adiacenti alla costruzione di “comunità del gesto” intorno alla rigenerazione del territorio.

Le residenze degli artisti rappresentano dunque quel tempo dell’abitare dove è possibile scambiare pratiche, spettacoli, luoghi e performance pensati appositamente per gli spazi del festival. Il festival è anche il territorio dove oggi praticare strategie di resistenza.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Virgilio Sieni:

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CANGO: creazioni site-specific dei coreografi Jari Baldrini e Ramona Caia

CANGO: creazioni site-specific dei coreografi Jari Baldrini e Ramona Caia

Nuova sede del Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della danza, Cango, diretto da Virgilio Sieni, è anche un luogo pronto a ridefinirsi in modo continuativo sulla base degli stimoli del presente e del dialogo esistente con ogni forma d’arte. Il vasto programma annuale che lo contraddistingue prevede, a partire da stasera, mercoledì 4 aprile, e fino a domani, la realizzazione di un evento che renderà omaggio ad una “democrazia del corpo” del tutto innovativa: due saranno i “percorsi creativi” allestiti.

Il primo, con inizio alle 21, vede in scena quattro giovani danzatrici protagoniste di “Divino per metà”, una creazione site-specifi,  frutto del percorso di trasmissione, ideazione e coreografia di Jari Boldrini: si tratta di una storia incentrata sugli Eroi; ma chi erano gli Eroi? Quasi sempre la mitologia ce li presenta come uomini per metà divini e per metà umani. “Partendo dalla figura dell’eroe – afferma il coreografo – vorrei trovare dei meccanismi del corpo, degli ingranaggi che azionino il movimento che si apre all’immaginazione. Un corpo che è investito da una potenza sovrumana, ricerca una condizione estrema: è allora attraverso la meraviglia della metamorfosi che le figure mutano, esplorando elementi che definiscono lo spazio e il tempo.”

A seguire, la creazione site-specific “Puntualissimo”, esito del percorso di trasmissione per danzatori e performer, condotto dalla coreografa Ramona Caia: si tratta di un un laboratorio basato essenzialmente sulla condivisione di pratiche corporee, rivolte alla ricerca di una dinamica aperta a possibilità impreviste. Siamo nel territorio dell’improvvisazione e della composizione, racconta la coreografa: la scoperta del corpo come meccanismo organico e disorganico; si esplora il ritmo come struttura ferrea all’interno della quale il corpo trova il modo di liberarsi.

Biglietto unico 10€, prenotazione consigliata: www.virgiliosieni.it

 

 

 

 

 

 

 

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La compagnia Virgilio Sieni a Cango con “Illuminazioni”, sulle musiche di Bach

La compagnia Virgilio Sieni a Cango con “Illuminazioni”, sulle musiche di Bach

Domani alle ore 21.00 e domenica 25 marzo, in doppia replica alle ore 15.30 e alle 18.30, a Cango, la Compagnia Virgilio Sieni porta in scena Illuminazioni, con gli interpreti Naomi Biancotti, Linda Pierucci, Jari Boldrini e Maurizio Giunti.

 

Illumanizioni è unospettacolo costruito attraverso una successione di danze, dal Solo al Quartetto, sulla rigenerazione dello spazio, ma anche liturgie gestuali che, percorrendo i sentieri e le declinazioni poetiche della musica di Bach, invitano a una riflessione sull’abitare il mondo.

Le Suites per violoncello Solo di J.S.Bach formano il territorio sul quale dispiegare il discorso narrativo della danza. La successione architettonica di brani musicali da “abitare”, ci guida verso la costruzione di costellazioni gestuali che lasciano spazio all’incontro dell’uomo con la simbologia del corpo e le figure dello spazio. La periferia dello spazio e l’attenzione ai valori sottili, tattili, nascosti del movimento, divengono i temi, insieme alla pietà, che agiscono le tre suites: atlante figurale ed emozionale che mostra l’idea di marginalità, interstizio, raccoglimento, dimora, vuoto, accoglienza. Si potrebbe dire che ogni danza è alla ricerca delle peculiarità dello spazio che la ospita, indagandone le parti nascoste, i vuoti, attraverso la densità e il tono del movimento.

Danze sussurrate, rituali da meditare, che rinnovano il senso dell’adiacenza dell’uomo alla forza simbolica della danza nel suo disfarsi dei meccanismi quotidiani. Trame originate dalla vibrazione di energie raccolte in una successione di danze “nuove”, dal Solo al Quartetto, sulla rigenerazione dello spazio ma anche liturgie gestuali che, percorrendo i sentieri e le declinazioni poetiche della musica di Bach, ci invitano a una riflessione sull’abitare il mondo.

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Al Cango protagonista la danza con la nuova creazione di Sieni, Petruška

Al Cango protagonista la danza con la nuova creazione di Sieni, Petruška

La democrazia del corpo 2018,  si apre, al Cango, dal 27 febbraio all’11 marzo, con Petruška, la nuova creazione di Virgilio Sieni su musiche di Igor Stravinskij e Giacinto Scelsi: 6 danzatori disvelano l’umano e la marionetta in una potente e suggestiva moltiplicazione di anime, corpi e forme.

La Compagnia Virgilio Sieni è sostenuta da MiBACT, Regione Toscana, Comune di Firenze. Dopo il successo del 2015 con Le sacre du printemps (“La sagra della primavera”) di Igor Stravinskij, Virgilio Sieni crea un nuovo spettacolo su un altro capolavoro del grande compositore russo: Petruška.

In questo nuovo lavoro Sieni rilegge il capolavoro di Stravinskij ispirato alla marionetta del teatro popolare russo Petruška – “l’eterno infelice eroe di tutte le fiere, di tutti i paesi” secondo lo stesso Stravinskij – ambientato a San Pietroburgo nel 1830 durante il Carnevale, messo in scena per la prima volta nel 1911 al Théâtre du Châtelet dai Ballets Russes.

Per costruire lo spettacolo, Virgilio Sieni parte dal mito di Petruška e dalla relazione tra marionetta e tragedia. Si discosta però dalla visione canonica con i tre personaggi – Petruška, la ballerina e il moro – più il Ciarlatano, perché Petruška ha più anime che prendono vita sul palco e gli interpreti subiscono una sorta di “moltiplicazione” sulla scena: «Petruška è una marionetta e allo stesso tempo non lo è; è umano ma straordinariamente disumano – dice il coreografo – Non convive nei due mondi: li attraversa, con la gravità dei sentimenti e la leggerezza del passaggio. Petruška, come Pulcinella, non recita, arriva all’improvviso e appare come una forza che sposta la questione sul piano del respiro dell’intera umanità, che avvolge gli altri corpi in un tutt’uno. Non porta un semplice scatenamento, ma una danza condivisa, che permette di cadere nell’esperienza dell’umano attraverso la “magia” del corpo messo in opera. Petruška – conclude Sieni – appare in ogni interprete, sembra farsi ombra dell’ombra, si moltiplica nella festa e nelle danze. E accanto a lui la scena è come un volume appena accennato, impalpabile».

Sieni ambienta la danza in una dimensione “sospesa” e “leggera”, dove interno ed esterno si confondono e sono separati solo da un velo trasparente. Petruška diventa una metafora dell’origine dell’uomo e annuncia il fatto che siamo solo di passaggio.

Petruška è anticipato e introdotto dal brano Chukrum, composto da Giacinto Scelsi nel 1963 con l’ambizione di porre al centro del linguaggio musicale il suono, considerato come elemento singolo. «Chukrum propone quattro quadri che introducono un altro punto di vista del fantoccio Petruška e delle sue vicende “umane”: uno sguardo sulla natura dell’uomo, dove il lato oscuro è l’essenza del corpo nel suo mostrarsi orfano di orpelli. Tutto il brano allude alla nascita, al bagliore che genera l’uomo, al gesto che lo determina. Sembra che ogni cosa avvenga per via della luce, di aloni ed energie chiamate a formare una materia che rimane indeterminata, accennando soltanto al materializzarsi del corpo». Anche Chukrum, come Petruška, è un lavoro dalle tinte “sfumate”, dove i corpi appaiono dal nulla e sembrano quasi “indefiniti”.

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‘Atlante’, evento di chiusura del festival ‘La democrazia del corpo’

‘Atlante’, evento di chiusura del festival ‘La democrazia del corpo’

Un’esperienza-performance, nata dall’incontro tra Mimmo Cuticchio e Virgilio Sieni, sui temi fondanti della forza di gravità e della narrazione dei sentimenti umani in scena da domani a Sabato 30 Dicembre

Atlante _l’umano del gesto è un intreccio di gesti sapienti e tradizioni, è la ‘visione di un viaggio’ e tappa di un ampio progetto triennale dal titolo “Palermo_Arte del Gesto nel Mediterraneo_ Accademia sui linguaggi del corpo e l’opera dei pupi”.

Quello tra Mimmo Cuticchio e Virgilio Sieni è l’incontro tra due mondi e due visioni. Virgilio Sieni ha lavorato da sempre sul corpo del danzatore, mai sui gesti della marionetta o sui movimenti degli Opranti. Mimmo Cuticchio ha incrociato spesso altre discipline dello spettacolo, mai la danza.

In scena insieme da domani a sabato 30 Dicembre, Cuticchio e Sieni mostrano al pubblico lo stesso “esercizio” instaurando delle forme di dialogo tra uomo e pupo: il corpo del danzatore e della marionetta sono messi in relazione su alcuni elementi fondamentali dello stare al mondo, quali camminare, sedersi, cadere, voltarsi, toccare. Un vocabolario comune che racconta fragilità, incrinatura, articolazione, equilibrio, gravità, leggerezza, trasmissione, risonanza, sospensione.

La relazione tra danza e opera dei pupi rappresenta un elemento inedito e un primo modello, unico al mondo, che guarda alla trasfigurazione dell’uomo e alla natura del gesto.

Danza e arte dei pupi, corpo e marionetta, trasmissione e tattilità, corpo articolare e gravità sono gli elementi di questo viaggio nel gesto: una rappresentazione di come l’umano affiori in ogni fragilità del corpo e del pupo messi in relazione tra loro.

I due artisti hanno lavorato sull’anatomia della marionetta e sulle possibilità che il corpo del danzatore ha di appropriarsi di tecniche e azioni artistiche considerate superficialmente ‘non umane’.

BIGLIETTI: 12 € / 10 €  Prenotazione consigliata: tel. 055 2280525

In programma anche due incontri per venerdì e sabato, sempre negli spazi di Cango, sul tema dei pupi.

In diverse culture teatrali e di danza dell’Asia, marionette, pupi, pupazzi e bambole hanno indicato nei secoli ad attori e danzatori la possibilità di esser posseduti da un movimento e una grazia proveniente da un’altra Mente. Non diversamente in Europa drammaturghi e scrittori come Von Kleist e Pirandello, registi teatrali come Gordon Craig e Artaud, coreografi come Schlemmer e Alwin Nikolais hanno guardato al movimento delle marionette e dei fantocci come esempio e simbolo di un teatro essenziale o dei principi essenziali.Questo il tema dell’incontro con Vito de Bernardi, Vnerdì 29.

Sabato 30 invece Mimmo Cuticchio, attore e “cuntista”, erede di una delle famiglie storiche di “opranti” e universalmente riconosciuto come il principale artefice della “rifondazione” della grande tradizione dell’Opera dei Pupi siciliani, racconta il suo percorso artistico.

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