Livorno: marinaio cade da nave da crociera, disperso

Livorno: marinaio cade da nave da crociera, disperso

Nella mattinata, un marinaio dell’equipaggio di una nave da crociera è caduto in mare senza poi riemergere. L’imbarcazione è ormeggiata alla banchina 47 nel porto di Livorno. Al momento risulta ancora disperso.

Subito sono intervenute le motovedette della capitaneria e mezzi navali dei vigili del fuoco con sommozzatori che stanno effettuando la ricerca del marittimo nel porto di Livorno. La capitaneria nel frattempo sta indagando sulle cause dell’accaduto. I militari della guardia costiera hanno avviato gli accertamenti e sentito i testimoni dell’equipaggio che, dopo aver visto il collega cadere in acqua, non è più riemergerso.

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Calafuria: parti pericolanti del ponte, Comune chiede messa in sicurezza ad Anas

Calafuria: parti pericolanti del ponte, Comune chiede messa in sicurezza ad Anas

Nella giornata di ieri, alcune coperture plastiche di cavi elettrici si sono staccate dal ponte stradale di Calfuria, precipitando sul basamento in pietra sottostante.
“ll Comune di Livorno – si legge in un comunicato dello stesso – ha intimato formalmente ad Anas di adempiere alla messa in sicurezza delle parti pericolanti del ponte in questione. Ha chiesto inoltre ad Anas, che ha la competenza strutturale del ponte e della strada, di verificare la staticità della struttura al fine di garantire l’incolumità pubblica.

vista del ponte dal basso
I cavi scoperti e la canalina mancante. Foto tratta da pagina Facebook “Buongiorno Livorno”

‘Dobbiamo avere risposte precise e concrete da Anas – spiega la vicesindaca Monica Mannucci’. ‘I nostri tecnici sono in contatto con quelli di Anas, e hanno fatto ieri sopralluoghi congiunti, ma necessitiamo di avere, in atti – ribadisce la vicesindaca – garanzie circa la sicurezza della struttura, o, in caso contrario, l’impegno a svolgere lavori necessari. Abbiamo anche chiesto che sia emanata, se ritenuto necessario dai tecnici Anas, l’ordinanza di divieto di passaggio ai mezzi superiori alle 3 tonnellate e mezzo, fatta eccezione per i bus. Attualmente – ricorda – vige un’ordinanza della Prefettura che stabilisce, dal 1 luglio al 31 agosto, il divieto di transito a mezzi superiori alle 7,5 tonnellate: questa è un’ordinanza tesa ad alleggerire il transito in una strada interessata dal turismo; Quella che chiede il Comune, se ritenuto necessario dai tecnici, è un’ordinanza legata alla questione portata del ponte e alla sua staticità’.

Da parte sua il Comune – spiega il comunicato -, competente per l’area demaniale sottostante, ha fatto quanto necessario per mettere in sicurezza i bagnanti, chiudendo completamente la zona, anche dal mare: la Protezione Civile del Comune di Livorno ha dato infatti incarico al nucleo subacqueo dei Vigili del Fuoco di posizionare le boe che segnaleranno, anche via mare, l’area interdetta. Le spese saranno a carico di Anas. Inoltre gli operai della ditta Abate, sempre su incarico della Protezione Civile, stanno creando un percorso di discesa a mare alternativo, più distante dal ponte rispetto a quello attuale: tutti lavori di somma urgenza tesi a garantire l’incolumità pubblica.

Caduta parti ponte calafuria
La canalina caduta. Foto tratta da pagina Facebook “Buongiorno Livorno”

‘Raccomando ai cittadini e ai turisti – conclude la vicesindaca Mannucci – di rispettare i divieti e non forzare le transenne e le recinzioni perché metterebbero a rischio la loro sicurezza. Abbiamo anche installato la cartellonistica di divieto in varie lingue e manderemo agenti della Polizia Municipale perché purtroppo i bagnanti continuano a stazionare sotto il ponte’.

Infine, da segnalare che il Comune ha chiesto alla Capitaneria di Porto di emanare un’ordinanza di interdizione dello specchio d’acqua sotto il ponte, e nei prossimi giorni convocherà un tavolo di concertazione con la Prefettura e Anas” conclue il comunicato del Comune di Livorno.

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Elba, trovato morto il disperso di Capo Poro

Elba, trovato morto il disperso di Capo Poro

Isola d’Elba, è stato ritrovato il corpo dell’uomo di 67 anni, che la squadra dei vigili del fuoco del Distaccamento di Portoferraio stava cercando dalle 1:30 di oggi sabato 13.

I vigili del Fuoco hanno partecipato alle operazioni di ricerca, in collaborazione e con il coordinamento della Capitaneria di Porto dell’Elba, di ricerca di una persona dispersa a mare, la persona in questione aveva noleggiato un gommone ma non era rientrata.

La cellula del telefono indicava in Capo Poro la zona di presenza del segnale e la capitaneria aveva individuato un gommone sulla spiaggia sottostante il faro en era intervenuta sul posto via mare portando anche la squadra dei Vigili del Fuoco.

Purtroppo, stamani il corpo della persona è stato localizzato in località Capo Poro, su una scogliera inaccessibile da terra e recuperato dai sommozzatori del nucleo Vigili del Fuoco di Livorno.

Nell’operazione sono intervenuti un elicottero ed una motovedetta Capitaneria di Porto, una squadra dei Vigili del Fuoco Portoferraio, e smzt VVf.

è stato il medico CIRM, calato con il verricello dall’elicottero della capitaneria, che ha constatato il decesso dell’uomo.

La Capitaneria di Porto sta conducendo le indagini del caso.

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Pulizia fondali all’Elba, rimossi ormeggi abusivi

Pulizia fondali all’Elba, rimossi ormeggi abusivi

Capoliveri, Isola d’Elba, sono stati rimossi dai fondali i ‘corpi morti’ di 110 punti di ormeggio sul litorale per un totale di 10 tonnellate di materiali sommersi utilizzati come accosti abusivi in area protetta.

Questo il risultato di operazioni di polizia ambientale e rimozione di ormeggi abusivi, svolte dalla capitaneria di porto col V Nucleo sommozzatori della guardia costiera di Genova dall’11 al 14 marzo scorso.

La guardia costiera di Portoferraio ha fatto controllare accuratamente mare e litorale, tra Porto Azzurro e Capoliveri. In particolare, sui blocchi di calcestruzzo affondati in mare erano stati montati dei ganci metallici utilizzati per legare le cime delle imbarcazioni. Operazioni fatte senza autorizzazione e in un’area protetta del parco nazionale dell’Arcipelago toscano.

Dieci tonnellate di blocchi di cemento sono state quindi rimosse con l’ausilio di palloni di sollevamento, mentre le opere morte non rimovibili sono state rese inutilizzabili per futuri approdi.

Durante l’operazione è stato inoltre individuato il proprietario di un natante da diporto ormeggiato nell’area controllata, la cui unità è stata posta sotto sequestro.

Tutto il materiale è stato recuperato con l’aiuto del Comune di Porto Azzurro e del cantiere navale Golfo di Mola che ha messo a disposizione aree per il deposito temporaneo dei manufatti abusivamente collocati in mare.

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