Inchiesta concorsi Careggi: Gdf acquisisce atti a Firenze

Inchiesta concorsi Careggi: Gdf acquisisce atti a Firenze

Prosegue l’indagine del Gico della Gdf di Genova sull’operato della procura di Firenze in merito alla conduzione di indagini su alcuni concorsi per primario all’ospedale di Careggi.

Già secondo il Corriere fiorentino le Fiamme Gialle due giorni avrebbero acquisito negli uffici della procura di Firenze fascicoli relativi a ‘vecchie’ indagini sul concorso da primario della chirurgia maxillo-facciale di Careggi, vinto a suo tempo dal dottor Giuseppe Spinelli e su cui ci fu archiviazione.

Ma le stesse Fiamme Gialle liguri presso la procura fiorentina, secondo la Nazione, avrebbero acquisito anche esposti ed atti relativi a un altro concorso, in cardiochirurgia e il Gico ligure sarebbe andato a prendere documenti anche all’Associazione Toscana Tumori (Att) di Firenze, onlus molto attiva in città che risulta presieduta dallo stesso Spinelli. La cronaca di Repubblica aggiunge che anche una sede della guardia di finanza fiorentina sarebbe stata raggiunta dai finanzieri genovesi per cercare documenti.

Sempre per i quotidiani locali nei giorni scorsi sarebbe stato sentito a Genova dai sostituti procuratori Vittorio Rainieri Miniati e Sabrina Monteverde un magistrato della procura di Firenze. La procura di Genova starebbe indagando sulle vicende fiorentine per le ipotesi di reato di concussione, falso ideologico, omessa denuncia di reato, omissione di atti d’ufficio. Ipotesi relative a fatti commessi il 19 e il 27 giugno 2018 a Firenze.

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Firenze, donna incinta morì, indagati 7 medici

Firenze, donna incinta morì, indagati 7 medici

Secondo l’accuse gli indagati non avrebbero rispettato le linee guida.

Sette medici indagati con l’accusa di omicidio colposo per la morte di una donna di 30 anni alla 27esima settimana di gravidanza, morta il 13 febbraio del 2018 all’ospedale fiorentino di Careggi dopo essere stata sottoposta a un’operazione di colecistectomia. Secondo quanto riportato oggi su alcuni quotidiani locali, i sanitari non avrebbero rispettato le linee guida relative alla procedure preparatorie all’intervento, determinando così la morte della donna.

La donna, obesa e con vari problemi di salute, sarebbe deceduta per un arresto cardiaco dovuto a embolia polmonare dovuta a una trombosi venosa. La circostanza avversa, secondo quanto riportato, si sarebbe verificata poiché i sanitari non somministrarono alla paziente la terapia antitrombotica, omettendo di somministrale una prima dose di eparina a basso peso molecolare 12 ore prima dell’operazione. Per l’episodio sono indagati due ginecologi, due anestesisti, un gastroenterologo e il chirurgo che operò la 30enne. Per fare luce sull’episodio la procura fiorentina ha chiesto e ottenuto una incidente probatorio.

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Careggi primo ospedale in Italia per interventi robotici

Careggi primo ospedale in Italia per interventi robotici

L’ospedale fiorentino di Careggi primo in Italia per numero di interventi robotici nelle varie specialità chirurgiche, e in particolare per quanto riguarda la chirurgia urologica, con 1.515 procedure robotiche eseguite nel 2018, di cui 1.149 in ambito urologico. I risultati di questo doppio primato saranno illustrati nel corso di un convegno in programma da domani presso l’azienda ospedaliera.


“Nel 2009 
Careggi  è stato fra i primi ospedali del sistema sanitario pubblico a sperimentare la chirurgia robotica”, ricorda il professor Marco Carini, presidente del convegno e direttore del dipartimento oncologico di Careggi e dell’urologia oncologica mininvasiva robotica e andrologica. “Negli anni – prosegue – grazie all’impegno della Regione Toscana è stato in grado di progredire portando ai massimi livelli queste tecnologie innovative con il supporto di investimenti strutturali adeguati”.

“La Regione – afferma l’assessore al diritto alla Salute Stefania Saccardi – ha investito molto nella chirurgia robotica innanzitutto nell’intento di fornire le migliori cure disponibili. I risultati raggiunti da Careggi  dimostrano che siamo sulla strada giusta”. Sempre a Careggi  nel 2013 è stato eseguito uno dei primi prelievi di rene da vivente con procedura robot-assistita, e nel 2017 è stato eseguito il primo trapianto di rene in Italia da donatore a cuore fermo mediante chirurgia robotica.

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Careggi, Nursind denuncia: ” Infermieri dirottati a interventi ordinari, aumenta rischio clinico”

Careggi, Nursind denuncia: ” Infermieri dirottati a interventi ordinari, aumenta rischio clinico”

La denuncia del Nursind, “Dotazioni sotto organico: solo in 15 in servizio dopo le 20 al DEAS. Ma qui arrivano pazienti da tutta Italia”.

“Uso ingiustificato sistematico dello strumento della reperibilità, con aumento del rischio clinico. Oltre a una costante carenza di personale infermieristico in servizio al DEAS durante il turno di notte: solo 15 persone, quante quelle di turno in un ospedale di medio livello come quello di Empoli”. La denuncia arriva dal Nursind, sindacato autonomo degli infermieri, in merito al presidio ospedaliero di Careggi.

“Da anni chiediamo all’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi i numeri sulle dotazioni organiche e sull’organizzazione degli interventi chirurgici ordinari – dichiara Paolo Porta, segretario aziendale Nursind per Careggi – senza avere alcuna risposta”.

“L’Azienda – continua Porta – fa un uso scorretto e ingiustificato della reperibilità: la durata degli interventi ordinari sfora sistematicamente l’orario di lavoro, portando all’attivazione degli infermieri reperibili, che vengono così sottratti al servizio di emergenza-urgenza per sopperire all’attività ordinaria e programmabile”.

“Un comportamento scorretto – aggiunge Filippo Mosti, rappresentante sindacale Nursind eletto nella RSU di Careggi – che accresce il rischio clinico: in questo modo l’urgenza rimane scoperta. Il problema delle liste d’attesa non può essere risolto così”.

“Oltre ad essere sotto organico, il personale infermieristico – continua Mosti – soffre di una cattiva gestione: non è comprensibile che un presidio ospedaliero da 300/400 accessi giornalieri di media possa avere lo stesso numero di infermieri in servizio di notte di un ospedale come quello di Empoli. Careggi accoglie pazienti da tutta la regione e da tutta Italia, essendo altamente specializzato”.

“Il DEAS è frutto di investimenti milionari – concludono i rappresentanti sindacali Nursind – e vuole rappresentare un modello di assistenza innovativo. Eppure il personale viene gestito ancora come venti anni fa, in piena contraddizione con il contratto nazionale. L’Azienda ospedaliera risponda sulle dotazioni organiche e metta finalmente ordine in una gestione sconsiderata del personale”.

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Firenze laboratorio sperimentale per combattere fake news su salute

Firenze laboratorio sperimentale per combattere  fake news su salute

Un sondaggio promosso dalla Società della Salute di Firenze, Università degli Studi di Firenze, Azienda USL Toscana Centro e Associazione Assocuore Onlus svela i dubbi dei fiorentini sul tema dell’educazione alla salute.

Al sondaggio sulle conoscenze in materia di salute hanno risposto, in maniera anonima, 3.254 cittadini maggiorenni: in ogni scheda c’erano 16 domande alle quali rispondere con e vero o falso. Sei i temi su cui sono stati interpellati i fiorentini: alimentazione, attività fisica, farmaci, fumo, alcol e attività sessuale. Sul tema del fumo, ad esempio, sono state poste tre domande.

La prima ‘Se fumo cinque sigarette al giorno non corro alcun rischio’; la seconda ‘Le sigarette leggere non fanno male’ e la terza ‘La sigaretta elettronica non è sicura’. A proposito di questo argomento i fiorentini risultano avere una buona conoscenza perché alla prima domanda ha risposto positivamente l’85,8% delle persone intervistate, alla seconda il 90,9% e alla terza il 69,5%.

Alla luce dei risultati ottenuti, lo step successivo è mettere in campo in città azioni che possano aumentare la consapevolezza dei fiorentini sui corretti stili di vita per aumentare le difese contro le false credenze e le fake news.

L’idea di fare il sondaggio è venuta perché la  diffusione delle ‘false verità’ in tema di salute è un fenomeno ampio e in espansione al punto da essere diventato uno dei maggiori problemi. Si tende infatti  spesso ad avere false conoscenze sui corretti stili di vita per quanto riguarda l’attività fisica, l’alimentazione, l’uso dei farmaci, il fumo, il consumo di alcool. Informazioni non veritiere che derivano, talvolta, da false credenze culturali che si tramandano nel tempo, ma anche dall’uso della Rete e dei social network, da dove si attingono con facilità le informazioni più svariate.

Alla luce dei risultati del sondaggio, Firenze si propone come laboratorio sperimentale per potenziare le capacità critiche e le ‘competenze’ dei cittadini su temi che riguardano la salute e gli stili di vita.

“Questo sondaggio, fatto per avere più informazioni possibili sulle credenze dei nostri cittadini sulla salute, avrà un seguito nei prossimi mesi” ha detto l’assessore Funaro. Che ha aggiunto “il nostro obiettivo è partire dalle false credenze per cercare di diffondere stili di vita corretti. Prossimamente organizzeremo in città, sia nei luoghi chiusi che nelle piazze, momenti di incontro con i fiorentini per informarli sui corretti stili di vita. È un punto fondamentale per la promozione della salute e la prevenzione di rischi comportamentali”.

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