Toscana: plafond 200mila euro per redistribuzione cibo

Toscana: plafond 200mila euro per redistribuzione cibo

Un plafond di 200mila euro per redistribuzione cibo, “La crisi economica ha impoverito molte famiglie, mettendole in difficoltà anche per l’acquisto di cibo”, spiega Saccardi, “due mesi fa abbiamo siglato un protocollo d’intesa per favorire e valorizzare la donazione delle eccedenze alimentari”.

Un plafond di duecento mila euro per progetti di raccolta e redistribuzione di generi alimentari, realizzati da realtà del terzo settore; è quanto messo a disposizione dalla Regione Toscana con il duplice scopo di evitare sprechi e andare incontro all’emergenza della povertà alimentare.

Lo stabilisce una delibera presentata dall’assessore regionale al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi, approvata dalla Giunta toscana nel corso della sua ultima seduta, prima della pausa di ferragosto.

“La crisi economica ha impoverito molte famiglie, mettendole in difficoltà anche per l’acquisto di cibo”, sottolinea Saccardi in una nota “come Regione, già dal 2015 abbiamo messo in atto un programma di interventi assieme alla Caritas e all’Associazione Banco Alimentare della Toscana. Sempre con Caritas e Banco alimentare e i soggetti della grande distribuzione abbiamo realizzato il progetto ‘Spesa per tutti'”.

L’assessore ricorda che “due mesi fa abbiamo siglato un protocollo d’intesa per favorire e valorizzare la donazione delle eccedenze alimentari e contemporaneamente ridurre la quantità di rifiuti. Vogliamo proseguire su questa strada virtuosa già intrapresa”.

I soggetti del terzo settore che potranno beneficiare delle risorse regionali saranno individuati tramite avviso pubblico. Un’apposita convenzione regolerà i rapporti tra Regione ed enti.

I soggetti individuati dall’avviso pubblico dovranno presentare alla Regione Toscana un progetto per l’attuazione delle azioni indicate, che potrà essere finanziato per un massimo di 100 mila euro.

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Caritas di Pisa ha aiutato 1623 persone nel 2016

Caritas di Pisa ha aiutato 1623 persone nel 2016

Annuale rapporto sulla povertà pubblicato dalla Caritas dell’arcidiocesi di Pisa: 1623 accolti, in dieci anni triplicata la presenza degli italiani. L’arcivescovo Giovanni Paolo Benotto: “La povertà si sta spostando dalle periferie al centro delle città”.

Sono state 1.623 le persone sotto la soglia minima della povertà incontrate dalla Caritas pisana nel 2016. E’ quanto emerge dal rapporto Caritas presentato oggi e secondo il quale nell’ultimo decennio la quota di italiani “è triplicata”. Il 35% dei poveri seguiti è italiano e il resto di origine straniera.Più di un terzo del totale, secondo il rapporto, sono da considerarsi “nuovi poveri”, ossia persone che si sono rivolte per la prima volta a un centro nel 2016.

Caritas sottolinea anche che la “marginalità abitativa” a Pisa riguarda almeno 300 persone che si arrangiano a dormire in una baracca, una roulotte o un vecchio rudere occupato, ma più spesso una panchina, un porticato o l’androne di qualche palazzo. Il ‘sistema-Caritas’ a Pisa nel 2016, secondo il rapporto, ha distribuito servizi autofinanziati per un valore complessivo di 950 mila euro.

“La povertà – ha dichiarato l’arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto – si sta spostando dalle periferie al centro delle città, spesso rimaste vuote e prive di residenti e gli spazi rimasti vuoti progressivamente si degradano fino a diventare zone franche nelle quali cessano le relazioni corte tra le famiglie e in cui la stessa comunità cristiana fa grande fatica a esprimersi perché ridotta spesso a una comunità di anziani.

“Non si può pensare di affrontare in maniera adeguata le sfide delle nuove povertà se non si ritorna a proposte educative serie che siano capaci di rilanciare la bellezza delle relazioni interpersonali e sociali e che aiutino a dare senso e vigore a una vita comunitaria che contrasti l’attuale individualismo imperante”.

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