Coronavirus Firenze, al via la distribuzione di buoni spesa e pacchi alimentari

Coronavirus Firenze, al via la distribuzione di buoni spesa e pacchi alimentari

Sta per partire la distribuzione dei pacchi alimentari e dei buoni spesa, per un valore di oltre due milioni di euro, per l’acquisto di generi alimentari per i fiorentini che stanno vivendo un periodo di grave difficoltà economica a causa dell’emergenza causata dal Coronavirus: si partirà già domani con i pacchi alimentari, che saranno distribuiti da Caritas e Banco alimentare, già iscritti al portale del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD), mentre nei primi giorni della prossima settimana inizierà la consegna dei buoni per la spesa.

“Siamo pronti per partire con la distribuzione dei pacchi alimentari e dei buoni spesa  per i cittadini in difficoltà – ha detto l’assessore a Welfare Andrea Vannucci -. È una misura che cerca di andare incontro alle famiglie e a tutte quelle persone che a causa della crisi per il Coronavirus non hanno le risorse economiche per acquistare generi alimentari. Metteremo in campo azioni concrete per aiutare i cittadini che si trovano in condizioni di fragilità, così da alleviare le difficoltà che incontrano”. “Vorrei ringraziare i presidenti di Quartiere per la grande collaborazione – ha continuato Vannucci -. Si sono dati e si stanno dando un gran da fare per creare una rete di distribuzione capillare in tutta la città”.
Queste misure di solidarietà alimentare sono state messe a punto dall’assessorato al Welfare dopo lo stanziamento da parte del Governo di 400 milioni di euro destinati al ‘soccorso alimentare’ degli italiani a causa della crisi per il Covid-19.
Per erogare il sostegno alimentare ai fiorentini la giunta ha approvato una variazione di bilancio. “Con questo atto – ha detto l’assessore al bilancio Federico Gianassi – si dà il via libera immediato alla creazione dello stanziamento su cui l’amministrazione provvederà ad erogare i fondi arrivati dal Governo per la solidarietà alimentare per cominciare  subito con le misure di distribuzione tanto attese dai fiorentini in difficoltà”.

DESTINATARI: Tre le fasce di popolazione che possono usufruire del sostegno alimentare: le persone e i lavoratori che in questa situazione di emergenza causata dal Covid 19 hanno subito forti decurtazioni del reddito: nello specifico possono usufruire del sostegno coloro che dallo scorso mese di febbraio hanno perso il lavoro (licenziamenti, tempi deteminati non rinnovati, badanti che avuto contratto interrotto); coloro che sono stati messi in Cassa integrazione o strumenti similari (come ad esempio il Fondo d’integrazione salariale), che hanno avuto una forte contrazione del reddito e che hanno anche carichi familiari; le partite IVA, titolari di piccole aziende che hanno drasticamente ridotto il loro volume d’affari (rientranti nei codici Ateco definiti dagli ultimi D.P.C.M.) e lavoratori intermittenti, che pur avendo contratti attivi, hanno avuto drastiche riduzioni nelle chiamate; le persone in stato di bisogno già seguite o che vengono intercettate adesso dai Servizi sociali del Comune; le persone e i nuclei familiari invisibili che vivevano di lavori irregolari e saltuari.
PACCHI ALIMENTARI: questa forma di sostegno alimentare è destinata alle persone e ai nuclei familiari invisibili che vivevano di lavori irregolari e saltuari, che gravitano sul territorio. I pacchi conterranno generi alimentari di prima necessità. Per richiedere il pacco è necessario rivolgersi al Segretariato sociale del Comune.
BUONI SPESA: I buoni spesa hanno un valore che va da un minimo di 150 euro per il nucleo monoparentale fino a oltre 500 euro per le famiglie numerose. Il valore varierà in base al numero di figli del nucleo familiare. I buoni danno diritto ad acquistare beni alimentari negli esercizi commerciali, sia supermercati che piccoli negozi di generi alimentari convenzionati. Non sarà possibile, ad esempio, acquistare alcolici e superalcolici.
COME RICHIEDERE IL BUONO SPESA: I beneficiari dei buoni spesa dovranno risiedere nel Comune di Firenze e dovranno avere un patrimonio mobiliare (conti correnti, titoli bancari…) che non superi la soglia di 12mila euro e rientrare nelle categorie indicate precedentemente.
La domanda per richiedere il sostegno alimentare può essere presentata solo on line o con supporto telefonico. La validità delle domande sarà verificata dal Comune, che risponderà per e-mail dando conferma se una persona ha diritto ai buoni spesa e a quanti. Il servizio on line sarà accessibile sulla Rete civica del Comune (www.comune.fi.it) o sul sito in costruzione www.firenzebuonispesa.it. Sarà accessibile sia ai possessori delle credenziali Spid, il servizio di identità digitale, che permette di accedere ai servizi pubblici on line; Carta d’identità elettronica, Tessera Sanitaria sia per i cittadini  che non possiedono il sistema di identità digitale.
Nella mail sarà riportato il link per prenotare on line l’appuntamento per il ritiro dei buoni spesa presso la sede del Quartiere di residenza per chi ha le credenziali Spid.
Chi invece non ha le credenziali digitali sopra richiamate potrà contattare il Call center del Progetto #iorestoacasa del Comune e/o il Segretariato sociale e ritirare il buono spesa direttamente presso la Direzione dei Servizi sociali (viale De Amicis, 21) dove dovrà firmare un documento che attesta la ricezione del buono pasto.
È necessario poi presentarsi all’appuntamento per il ritiro con una copia della mail ricevuta (cartacea o digitale) e con un documento di identità in corso di validità.
AIUTO PER LA COMPILAZIONE DELLA DOMANDA: Chi ha bisogno di assistenza per la compilazione del modulo telematico per richiedere il sostegno alimentare può chiamare da lunedì il Call center del Progetto #iorestoacasa del Comune oppure il Segretariato sociale. Per far fronte alle telefonate dei cittadini è in corso il potenziamento delle linee telefoniche del Segretariato sociale.
I cittadini che vogliono informazioni sulle due tipologie di sostegno alimentare o che hanno difficoltà a compilare la domanda on line potranno chiamare il Call center del Progetto #iorestoacasa del Comune oppure il Segretariato sociale. Gli operatori valuteranno se i richiedenti hanno diritto al sostegno alimentare e nel caso li aiuteranno nella compilazione del modulo telematico.

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Caritas cerca volontari per preparare pasti

Caritas cerca volontari per preparare pasti

L’appello è rivolto ai giovani e si è reso necessario anche per il fatto che, per motivi legati all’epidemia, sono dovuti rimanere a casa i volontari che superavano una certa età”

Appello Caritas Firenze: sono 1.500 al giorno da confezionare- Appello della Caritas diocesana di Firenze per preparare i kit di pasti da asporto: si cercano  volontari per confezionarne 1.500 al giorno.

L’invito è rivolto a tutti i giovani che, si spiega, “desiderano, in questo momento di particolare difficoltà per l’emergenza Covid-19 del nostro
Paese, essere vicini ai più fragili e agli ultimi prestando servizio alla mensa di via Baracca”. Il servizio, si spiega, “è stato modificato a seguito dei decreti del Governo per contenere
la diffusione del virus, adesso i pasti caldi monouso vengono confezionati e poi consegnati agli ospiti abituali della mensa, ma ora si preparano anche altri pasti” per gli ospiti
dell’Albergo Popolare e altri luoghi”.

La Caritas spiega che servono “sei volontari per turno al giorno dalle 8.30-13.30 oppure 14.00-18.30 solo per confezionare i pasti, nel rispetto di tutte le disposizioni sanitarie vigenti per garantire la sicurezza. Nella mensa presteranno servizio i volontari che non avranno alcun contatto con il pubblico”.

L’appello ai giovani si è reso necessario anche per il fatto che, per motivi legati all’epidemia, sono dovuti rimanere a casa i volontari che superavano una certa età”

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Migranti: vescovo Pistoia convoca tavolo per chiesa Vicofaro

Migranti: vescovo Pistoia convoca tavolo per chiesa Vicofaro

Un tavolo istituzionale “per superare l’emergenza Vicofaro”. L’iniziativa è del vescovo di Pistoia Fausto Tardelli, che prova a dare una svolta all’annosa vicenda dell’accoglienza dei migranti nella parrocchia gestita da don Massimiliano Biancalani.

l’obiettivo è finalizzato ad esaminare e proporre tutte le soluzioni possibili che permettano di superare l’emergenza dell’accoglienza a Vicofaro dove i migranti dormono anche in chiesa. Lo rende noto la diocesi di Pistoia, spiegando che “da molti mesi la situazione relativa all’accoglienza dei migranti nella parrocchia di Vicofaro è all’attenzione dei media locali, nazionali e dei cittadini.

Nelle ultime interviste rilasciate don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro, ha reso noto che i migranti presenti nel complesso parrocchiale superano le 200 presenze”. Al tavolo sono invitati don Biancalani, collaboratori della parrocchia, Comune di Pistoia, Regione Toscana e Caritas. La prima riunione è prevista nei prossimi giorni. “Solo tutti insieme potremo davvero far qualcosa per superare questa situazione – esorta il vescovo – Questo tentativo vuole esser concreto e di svolta per una vicenda complessa che ha interessato tutta la comunità pistoiese”.

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Firenze, sgombero ex-Pergolino, MEDU: ‘minori non tutelati’

Firenze, sgombero ex-Pergolino, MEDU: ‘minori non tutelati’

Dall’agosto 2018 MEDU segue il caso di un minore presente nello spazio occupato del Pergolino, sgomberato il 21 febbraio scorso a Firenze.

Secondo Medici per i Diritti Umani (MEDU) “contrariamente a quanto dichiarato alla stampa dall’amministrazione comunale, nel corso dello sgombero” dell’ex Pergolino “e nelle successive operazioni di accoglienza non tutte le situazioni di fragilità sono state adeguatamente tutelate, in particolar modo i minori.
Il bambino seguito dal team della clinica mobile di MEDU, molto piccolo, è affetto da una grave patologia malformativa renale, per la quale è seguito presso la Nefrologia dell’Ospedale Pediatrico Meyer. Ha già subito un intervento chirurgico e due lunghi ricoveri ospedalieri, ed il rischio di nuove complicanze, incluse infezioni gravi, è molto concreto.”

La struttura di “Villa Pepi” gestita dalla Caritas, dove risiedono attualmente le famiglie sgomberate, non avrebbe le condizioni igieniche adatte alla situazione sanitaria del bambino. Gli operatori di MEDU avrebbero rilevato muffa nelle stanze, bagni condivisi in ogni piano, lavori di ristrutturazione in atto in tutto l’edificio (con calcinacci e materiale edile negli spazi comuni) e in particolare accanto alla stanza del bimbo, con polveri e rumori assordanti. Mancherebbero, poi, lavatrici ed una cucina utilizzabile.

“Nel prossimo futuro – continua la nota di MEDU – il bambino potrebbe avere necessità di eseguire terapie domiciliari per l’insufficienza renale, il cui espletamento richiede condizioni abitative adeguate.
Inoltre, come parte della terapia salvavita, deve seguire una dieta speciale per pazienti nefropatici, attualmente portata avanti con difficoltà per le possibilità della struttura di accoglienza, in cui non si dispone di una cucina. La mamma e la nonna si sono subito procurate una piastra elettrica che tengono nella loro stanza, per terra, in condizioni di emergenza. Le condizioni complessive della struttura rendono peraltro la struttura non indicata per nessuno dei minori presenti, ma nel caso specifico di questo bambino, poter disporre di uno spazio protetto rientra tra le necessarie misure salvavita.”

MEDU chiede che il ragazzo, assieme alla famiglia, sia trasferito in una struttura idonea alle sue condizioni.

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Arezzo: portone dormitorio chiuso, senza tetto lo sfondano a calci

Arezzo: portone dormitorio chiuso,  senza tetto lo sfondano a calci

Sono arrivati più tardi rispetto all’orario previsto e per entrare hanno deciso di sfondare la porta del dormitorio Caritas ad Arezzo ormai chiusa. Per questo quattro senzatetto sono stati denunciati ed espulsi dal servizio.

Secondo una prima ricostruzione intorno a mezzanotte i 4 hanno trovato chiuso il portone del dormitorio in piazza San Domenico, nei locali del comune gestititi dalla Caritas e lo hanno sfondato con calci e pugni. La vicenda è stata ricostruita dall’assessore Lucia Tanti: “I danni sono molto ingenti. I volontari sono stati bravissimi. Come sempre. Nelle prossime
ore, insieme a Caritas, decideremo come fare fronte. Stasera il dormitorio sarà regolarmente aperto”.

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