Redarguite per aver cantato ‘Bella ciao’ e ‘Bandiera Rossa’ a Festa Unità Ravenna: ‘incredibile’

Redarguite per aver cantato ‘Bella ciao’ e ‘Bandiera Rossa’ a Festa Unità Ravenna: ‘incredibile’

Intervista con Laura Rimi della direzione regionale del partito Democratico toscano: “sono canti popolari che appartengono alla cultura del nostro Paese e della nostra democrazia”

E’ accaduto a Ravenna, ieri, prima del comizio del segretario Nicola  Zingaretti, nella sala ‘Zaccagnini’ (…):  hanno cantato Bella Ciao, e nonostante la canzone sia della Resistenza ossia qualcosa che dovrebbe unire tutti gli italiani la parte più centrista dei dem non l’ha presa bene.

Come i renziani, anche Carlo Calenda, riportano le cronache,  non ha  apprezzato il “concerto” di Ravenna. Su Twitter, l’eurodeputato eletto con i dem – che ha appena lanciato il suo movimento politico liberal-progressista come protesta all’inciucio tra Pd e M5S – ha commentato: “‘Evviva il comunismo e la libertà?’ Mamma mia. A prescindere da tutto, il fatto che si celebri così la nascita del Conte bis è sintomo di vaga confusione“, innescando il solito dibattito social che ha visto scontrarsi gli ex Pci con gli ex Dc.

INTERVISTA CON LAURA RIMI, EX CONSIGLIERA COMUNALE DI CASTELFIORENTINO CHE ERA PRESENTE ALLA FESTA

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Governo: Nardella, capirne sviluppo, poi valutazioni Regioni

Governo: Nardella, capirne sviluppo, poi valutazioni Regioni

“Non si può escludere che quello che si sta configurando a livello nazionale si possa replicare a livello locale. Ma si deve fare un passo alla volta, prima capire come si svilupperà questo nuovo governo e poi eventualmente tornare a lavorare sui livelli regionali“. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, ospite della trasmissione ‘Omnibus’ su La7, rispondendo ad una domanda sulle prospettive regionali di un governo Pd-M5s.

“Tutto si gioca sui temi”, ha continuato Nardella citando la “questione della riforma delle autonomie, uno degli aspetti su cui si è consumato uno degli strappi più profondi tra Lega e M5s”. “Proprio perché – ha detto Nardella – oggi si dice che il governo Conte-bis sarà tanto più forte e solido quanto più ci sarà chiarezza sui punti, credo ad esempio che tra Pd e M5s ci sia forte convergenza su un modello di riforma delle autonomie che guardi più ai sindaci e ai Comuni. Per questo dico che è fondamentale non solo la composizione dei nomi dei ministri ma anche l’accordo di governo. Il governo gialloverde è finito non tanto sulle incompatibilità personali ma sui nodi e sui punti di merito, sulle cose da fare”.

“Sono rimasto un po’ sorpreso per questa decisione cosi’ radicale e netta”, è questo il commento del sindaco del capoluogo toscano in riferimento alla decisione di Carlo Calenda di lasciare il Partito Democratico. “Appena due mesi fa – continua Nardella – è stato eletto al Parlamento europeo coi voti del Pd e degli elettori del Pd. Detto questo ognuno e’ libero di fare cio’ che ritiene, io penso che oggi il punto non sia la scelta di Calenda, quanto la tenuta di tutto il Pd”.

Infine, il primo cittadino di Firenze ha voluto sottolineare che “Zingaretti esce rafforzato, a lui riconosco l’abilita’ di aver portato avanti un negoziato difficile”.

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Manifesto Calenda: Nardella e Di Giorgi, per Europa più unita

Manifesto Calenda: Nardella e Di Giorgi, per Europa più unita

“Di fronte a una crisi europea la soluzione non è sfasciare l’Europa e neanche difenderla così com’è ma, rilanciarla e costruirla più unita e più forte. Un appello del genere se può servire a questo scopo, ad unire e a guardare all’Europa con intelligenza e con voglia di cambiamento, vale la pena che sia sostenuto”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, a margine di un evento su Giorgio La Pira, in merito al manifesto lanciato da Carlo Calenda per una lista unica delle forze civiche e politiche europeiste alle prossime elezioni europee.

“Io da quando sono sindaco ho sempre lavorato per l’unità – ha aggiunto Nardella -, mi dispiace invece che a sinistra prevalga un sentimento di divisione e di distinzione a tutti i costi. Gli elettori sono un po’ stufi di vedere la politica divisa, soprattutto gli elettori nostri, gli elettori democratici”. In questo senso, per Nardella “l’Europa può essere una grande occasione. Noi non dobbiamo difendere l”Europa così com”è, questo sarebbe un grave errore, però, dobbiamo anche respingere l”aggressione dei sovranisti che vogliono smantellare l’Europa senza proporre alcuna alternativa. Noi dobbiamo avere un”idea nuova di Europa”.

Secondo il sindaco i cittadini vogliono “un’Europa più unita, ad esempio nel campo della difesa, nel campo del fisco, ma anche nel campo del lavoro. Quello che è successo agli operai della Bekaert, a cui è arrivata una lettera di licenziamento prima di Natale, è grave – ha sostenuto Nardella – anche perché la proprietà di questa grande azienda di Figline ha spostato tutto in Romania, un altro Paese europeo, per il semplice fatto che lì il lavoro costa meno e le tasse sono più basse. Ecco, io voglio un’Europa che tuteli tutti, a cominciare dai lavoratori, perché le regole devono essere uguali”.

“Ho firmato Manifesto per la costruzione di una lista unitaria delle forze politiche e civiche europeiste  perché condivido assolutamente  l’idea di creare un’alleanza per la crescita basata sul welfare e sull’affermazione dei diritti, nel rispetto della persona. Bene dunque  Calenda, bene Gentiloni e Zingaretti che hanno immediatamente condiviso questo approccio” dichiara la Deputata  del Partito Democratico Rosa Maria Di  Giorgi.
“Le sconfitte subite nelle recenti elezioni  politiche e amministrative devono spingere tutti noi sull’unica via possibile:  contro i sovranismi e i populismi che vogliono cambiare il dna della nostra Europa  è necessario che tutto il mondo del centrosinistra si saldi  intorno ai  valori di  sviluppo sostenibile, di equità, di  solidarietà nazionale e sovranazionale ” sottolinea Di Giorgi.
Che conclude: “Sono convinta che solo attraverso l’integrazione ed  il confronto fra culture si possa  garantire una crescita duratura ed inclusiva. E sono certa che proprio dall’Italia possa ripartire un movimento plurale che, riaffermando con forza i valori fondanti della Comunità Europea, contribuisca a ridisegnarne il profilo e la missione, per   affrontare le sfide che la  globalizzazione ci pone quotidianamente di fronte”

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Europee: Rossi, “Necessaria unica lista centrosinistra”

Europee: Rossi, “Necessaria unica lista centrosinistra”

“Sono convinto di avere fatto la cosa giusta”. Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, spiega la sua adesione, insieme con altre cento persone della politica e della società civile, al manifesto ‘Siamoeuropei’, promosso da Carlo Calenda, per dar vita ad una lista unitaria delle forze europeiste per le prossime elezioni europee.

“Le elezioni europee hanno un’importanza epocale per la nostra democrazia. Le forze sovraniste e illiberali vogliono portare l’Europa alla paralisi e alla disgregazione; mentre in Italia Salvini domina incontrastato con i suoi gregari del M5stelle, entrambi alleati della peggiore destra europea e internazionale – spiega Rossi in un lungo post sul suo profilo Facebook – Se queste forze vincessero anche in Europa, gli effetti sarebbero disastrosi e incalcolabili sulle vite di milioni di donne e uomini, sul futuro dei giovani, sulla pace. La sinistra deve avere la consapevolezza della partita che si apre”. Osserva Rossi: “Non mi pare che ad oggi ci siano le condizioni per creare due o più liste di area di centrosinistra, divise e in conflitto tra loro, che abbiano qualche possibilità di successo. Anche perché la soglia del 4 per cento farebbe correre il rischio di disperdere i voti”.

“Invece, un messaggio unitario mi convince; può essere la novità di cui ha bisogno una parte importante dell’elettorato italiano, che per ora non si schiera e non trova attrattiva nessuna proposta – sostiene Rossi – L’unità di socialisti, liberali, cattolici democratici e verdi, secondo modalità che toccherà a partiti e movimenti stabilire, è un punto di partenza per una strategia comune, per una lotta che rinnovi i fondamenti della civiltà europea, mettendo al centro la questione sociale e il tema dell’eguaglianza, insieme a quello delle libertà e dell’unità dell’Europa”. “Questo ovviamente non impedisce alla sinistra di organizzarsi autonomamente. Mdp, a mio parere, deve costituirsi in partito del socialismo in grado di intervenire all’interno della lista unitaria e di dialogare con quella parte di sinistra del Pd che si riconosce in Zingaretti – afferma Rossi – Dopo le elezioni del 4 marzo avevo detto che occorreva andare oltre Leu e oltre il Pd per costruire una nuova grande forza socialista in Italia. È un obiettivo che considero ancora valido”.

“Ma oggi, di fronte a scadenze politiche ineludibili, siamo chiamati a conciliare le nostre ragioni con quelle del dialogo con persone diverse da noi e con altre forze democratiche; se vogliamo accettare per vincere, o almeno non essere travolti, una sfida politica che riguarda i fondamenti della nostra civiltà – argomenta il presidente della Regione Toscana – La proposta unitaria per le elezioni europee può inoltre dare un contributo anche alla costruzione di larghe alleanze, aperte anche a forze civiche, per le elezioni amministrative di primavera, nelle quali i democratici devono battersi come un sol di primavera, nelle quali i democratici devono battersi come un sol uomo per impedire che altre città e comuni finiscano nelle mani di una destra estrema e spesso post-fascista”.

“L’opposizione ai nazionalpopulisti della Lega e del M5stelle esiste nel Paese ed è grande. Alle forze politiche democratiche più responsabili spetta il compito di darle punti di riferimento unitari e costruire alternative convincenti – conclude Rossi – La sinistra, se venisse meno a questo dovere, finirebbe per rinnegare tutta la sua storia e si condannerebbe all’irrilevanza”.

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