Piazza del Carmine festeggia la pedonalizzazione

Piazza del Carmine festeggia la pedonalizzazione. Domenica 11 gennaio 2015, dalle ore 10.00 alle ore 20.00, festa in Piazza del Carmine a Firenze per festeggiare con tutti i cittadini la pedonalizzazione della Piazza. Per animare la giornata sono previsti in programma spettacoli, animazione, laboratori per bambini, musica, libri e stand gastronomici degli esercenti dell’oltrarno.

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Domenica 11 gennaio 2015, dalle ore 10.00 alle ore 20.00, festa in Piazza del Carmine a Firenze per festeggiare con tutti i cittadini la pedonalizzazione della Piazza. Per animare la giornata sono previsti in programma spettacoli, animazione, laboratori per bambini, musica, libri e stand gastronomici degli esercenti dell’oltrarno.

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Riassetto Piazza del Carmine

Riassetto Piazza del Carmine. In vista della pedonalizzazione dell’area centrale prospiciente alla Basilica del Carmine in programma a partire dal 11 gennaio, sono stati predisposti dagli uffici della mobilità gli atti propedeutici alla nuova organizzazione della sosta e della viabilità nella zona.


Si inizia lunedì 15 dicembre con gli interventi per la revoca del parcheggio a pagamento in piazza Cestello, che diventerà ad uso esclusivo dei residenti (un’ottantina di posti) dopo alcuni interventi per la riorganizzazione degli spazi destinati alla sosta. Dalle 8 quindi scatterà il divieto di sosta per tutti i veicoli: una volta terminati i lavori la sosta continuerà ad essere vietata eccetto che per residenti Ztl settori A e B muniti di contrassegno, dei mezzi degli invalidi e di quelli per i trasporto merci con contrassegno negli spazi loro riservati. Previste inoltre alcune modifiche della viabilità nella zona intorno alla piazza. Prima di tutto sarà riaperta al transito via del Cestello: saranno infatti rimossi i paletti e le catene in modo che da consentire la svolta dei veicoli da Borgo San Frediano verso la piazza. Cambieranno senso di marcia via del Piaggione (senso unico da piazza del Cestello verso via del Tiratoio in modo che l’accesso sia consentito soltanto attraverso un itinerario sorvegliato dalla porta telematica di Borgo San Frediano), via del Tiratoio (nel tratto tra via del Piaggione-lungarno Soderini si circolerà da piazza del Tiratoio verso lungarno Soderini). La nuova organizzazione della sosta scatterà non appena saranno terminati i lavori di segnaletica orizzontale e verticale.
Scatteranno mercoledì 17 dicembre i primi provvedimenti in piazza del Carmine per consentire l’esecuzione di alcuni interventi propedeutici alla riorganizzazione della piazza e al riassetto complessivo della viabilità della zona. In concreto nella corsia di transito tra Borgo San Frediano-Borgo la sosta sarà riservata ai residenti Ztl settori A-B. Nella corsia di transito da Borgo Stella a piazza Pialtellina sarà istituito un senso unico di marcia verso piazza Pialtellina: sul lato edifici saranno collocati posti auto per residenti, come pure sulla striscia opposta alla chiesa. Senso unico anche nella corsia di transito da via Santa Monaca a Borgo Stella e delimitazione di posti per residenti sempre sul lato edifici. Nella complessiva riorganizzazione della sosta sono previsti anche posti per invalidi e per il carico e scarico delle merci.
Modifiche per la sosta anche in via Santa Monaca (sul lato numero civici pari), dove potranno parcheggiare, negli spazi loro dedicati, i residenti, i mezzi del trasporto merci e gli scooter.

Santa Maria Del Carmine e Cappella Brancacci

La fondazione della chiesa, dedicata alla Beata Vergine del Carmelo, risale al 1268, ma la sua costruzione si protrasse fino al XV secolo. Poco rimane della struttura antica, non solo per ampie modifiche cinquecentesche, ma anche e soprattutto a causa di un terribile incendio che nel 1771 provocò la perdita di gran parte dell’edificio originario. La chiesa di oggi è in massima parte frutto della ricostruzione settecentesca in forme tardo barocche, affidata a Giuseppe Ruggieri. A quell’epoca risalgono le pitture del soffitto (Ascensione di Cristo) e della cupola (La Trinità e la Vergine in Gloria fra i Santi dell’Antico e Nuovo Testamento) eseguite da Giuseppe Romei e Domenico Stagi. L’incendio non investì l’antica sagrestia, che conserva nella cappella le Storie di Santa Cecilia attribuite a Lippo d’Andrea (1400 circa), la Cappella Brancacci nella testata del transetto destro, e la Cappella Corsini in quello di sinistra. La Cappella Brancacci accoglie il capolavoro della pittura rinascimentale, la decorazione ad affresco con le Storie di San Pietro, realizzate per la massima parte in collaborazione da Masaccio e Masolino fra il 1425 e il 1427. Gli affreschi presentano nel registro superiore: Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre e il Peccato Originale di Masolino e La cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre col Tributo ed Il Battesimo dei neofiti di Masaccio, mentre di Masolino sono anche La predicazione di San Pietro con La guarigione dello storpio e la resurrezione di Tabita; in quello inferiore sono di Masaccio le due scene dipinte sulla parete della finestra: San Pietro risana gli infermi con l’ombra e La distribuzione dei beni e la morte di Anania.

I lavori furono lasciati incompiuti da Masolino, partito per l’Ungheria, e da Masaccio, recatosi a Roma, ove morì nel 1428. Fra il 1435 e il 1458, quando il committente Felice Brancacci cadde politicamente in disgrazia, i frati cambiarono il titolo della cappella che venne dedicata alla ‘Madonna del Popolo’, spostandovi dall’altar maggiore l’ancona duecentesca raffigurante la Madonna col Bambino. Fu forse in quell’occasione distrutto parte dell’affresco di Masaccio recante in origine i ritratti dei committenti, in una sorta di damnatio memoriae. Gli affreschi della Brancacci furono portati a termine da Filippino Lippi, che negli anni fra il 1481 e il 1485 lavorò sul registro inferiore della parete sinistra, proseguendo l’affresco con La resurrezione del figlio di Teofilo e il San Pietro in cattedra iniziato da Masaccio, e dipingendo ex novo San Pietro in carcere visitato da San Paolo sull’attiguo pilastro; sulla parete di fronte eseguì la scena della Disputa dei Santi Pietro e Paolo con Simon Mago e la Crocifissione di San Pietro e sul pilastro il San Pietro liberato dal carcere. Fra il 1746 e il 1748 la cappella fu ampiamente rimaneggiata: in quell’occasione Vincenzo Meucci affrescò nella volta la Vergine che dà lo scapolare a San Simone Stock; andò così perduta la decorazione originale con gli Evangelisti di Masolino, e nelle lunette il Naufragio degli Apostoli e la Vocazione degli Apostoli. Dalle fiamme del 1771 si salvò anche la cappella Corsini, uno dei gioielli del barocco a Firenze, nella quale sono venerate le spoglie di Sant’Andrea Corsini (1301-1374), canonizzato nel 1629. Su disegno dell’architetto Pier Francesco Silvani, la cappella impegnò fra il 1675 e il 1683 Luca Giordano per gli affreschi della cupola (Gloria di Sant’Andrea Corsini) e Giovanni Battista Foggini per i rilievi marmorei (Sant’Andrea Corsini e la Battaglia d’Anghiari, la Messa di Sant’Andrea e l’Apoteosi di Sant’Andrea Corsini). Si salvò anche il monumento funebre in marmo di Pier Soderini, opera di Benedetto da Rovezzano (1512-1513), posto all’interno del coro, dietro l’altar maggiore. Accanto alla chiesa si estende il convento, assai ricco di opere d’arte. Nella Sala della Colonna, che dà sul chiostro, sono stati collocati frammenti di affreschi attribuiti a Pietro Nelli (1385 circa), altri provenienti dalla cappella Del Pugliese eseguiti dallo Starnina (1404 circa), e l’affresco staccato con la Conferma della Regola di Filippo Lippi (1432). Nell’antico refettorio è il Cenacolo di Alessandro Allori (1582), mentre il secondo refettorio è affrescato con la Cena in casa di Simone Fariseo di Giovan Battista Vanni (1645 circa) e raccoglie anche affreschi staccati provenienti dalla cappella Nerli raffiguranti Storie della Passione di Cristo attribuiti a Lippo d’Andrea (1402).