Pisa, Buscemi (Lega) dopo consiglio comunale: contro di me metodi nazisti

Pisa, Buscemi (Lega) dopo consiglio comunale: contro di me metodi nazisti

L’assessore alla Cultura del Comune di Pisa, Andrea Buscemi, subito dopo il consiglio comunale odierno, ha commentato l’irruzione delle femministe che in aula hanno chiesto le sue dimissioni. “Il comportamento della Casa della Donna di Pisa è nazista.”

Buscemi ha proseguito: ”Loro come il nazismo adottano forme di persecuzione sviluppando campagne d’odio come fecero i nazisti con gli ebrei. Spero che la mia querela per stalking contro di loro possa fermarle, perché sono persone pericolose.

Invito tutti a vigilare su questi comportamenti, perché il nazismo e il fascismo sono partiti supportati da pochi gruppetti e poi hanno attecchito eliminando gli avversari. Voglio ricordare la figura di Giacomo Matteotti, deputato, e fatto oggetto di una campagna analoga, che poi è finito ammazzato”.

Alcune decine di manifestanti stavano partecipando al presidio contro Buscemi, organizzato dalla Casa delle Donne di Pisa. Durante un momento di sospensione dei lavori, hanno approfittato della pausa del Consiglio comunale per salire al quarto piano del palazzo civico e irrompere in aula gridando “dimmissioni”.

L’assessore Andrea Buscemi è rimasto seduto in aula durante la sospensione dei lavori, abbracciato da alcuni sostenitori che indossano la maglietta con la scritta “Io sto con Andrea Buscemi”.

I cori e gli slogan dei contestatori proseguono mentre i lavori del consiglio sono sospesi per un’interruzione precedente dovuta a questioni procedurali legate all’elezione della presidenza del consiglio.

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Roma città chiusa, per la Casa delle Donne

Roma città chiusa, per la Casa delle Donne

Passa la mozione del M5S che prevede la chiusura della Casa Internazionale delle donne di Roma. All'”Adeguamento alle moderne esigenze dell’amministrazione” le attiviste rispondono con un nuovo sit in.

L’Assemblea Capitolina ha approvato nei giorni scorsi, con 27 voti favorevoli e 2 contrari, tra il caos delle proteste delle manifestanti e le richieste di rinvio da parte dei consiglieri di opposizione, la mozione  a prima firma della consigliera Gemma Guerrini. Dopo l’approvazione della mozione, il presidente dell’Aula Marcello De Vito è stato costretto a sospendere i lavori.

Si permette di liquidare il Progetto della Casa Internazionale delle Donne come fallito solo perché non riusciamo a pagare integralmente il canone onerosissimo di affitto. Abbiamo già risposto, contestando le affermazioni inesatte e pretestuose della relazione Guerrini, e abbiamo più volte sollecitato la riapertura del Tavolo di trattativa con la Giunta che è stato inspiegabilmente sospeso da quattro mesi. L’attacco ai luoghi delle donne da parte di questa amministrazione è intollerabile e pericoloso. Viene negata l’importanza della presenza politica e culturale del femminismo e delle donne così come vengono chiusi gli altri spazi di attività sociale“, si legge in una nota che invitava alla mobilitazione.

“Giù le mani dalla Casa”, “La Casa non si tocca” e “vergogna”. Dura protesta in Assemblea capitolina delle attiviste della Casa internazionale delle donne, che al momento della presa di parola della consigliera M5S, Gemma Guerrini per illustrare la mozione a sua firma sul futuro della struttura, sono esplose in grida di contestazione nei confronti della maggioranza, indossando magliette ed esponendo cartelli.

Una vicenda quella della Casa internazionale delle donne che va avanti da mesi. L’avviso di sfratto e versamento di 800mila euro arriva a seguito del  debito sul pagamento del canone d’affitto che ha origine dal contesto innescato dalla  delibera 140 (ex giunta Marino). Il provvedimento negli intenti mirava al riordino del patrimonio pubblico in concessione, ma ha messo di fatto in ginocchio decine di realtà sociali e onlus alle quali gli spazi erano stati accordati in passato a canone ribassato. Tra questi anche il palazzo di via della Lungara.

“Basta all’inerzia, alla negligenza e all’incuria perché il debito più grande verso la città è stato maturato da chi in questi decenni la città l’ha governata. Non c’è mai stato controllo politico e questo è il risultato. Oggi la politica può riappropriarsi delle sue responsabilità”. Lo ha detto la consigliera del M5S, Gemma Guerrini, illustrando  la mozione a sua firma. “Chiediamo in base a delibere e ordinanze sindacali mai abolite di riallineare e promuovere il progetto alle moderne esigenze dell’amministrazione e della cittadinanza e a valutare la creazione all’interno del complesso del Buon Pastore di un centro di coordinamento gestito da Roma Capitale, dei servizi per il sociale e le pari opportunità diffusi, e a prevedere il coinvolgimento delle realtà associative mediante appositi bandi”, ha concluso Guerrini.

Oggi, lunedì 21 maggio  sit in alle 18 davanti all’assessorato alla Roma Semplice in via del Tempio di Giove. 

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Vendita Casa delle Donne: “Vogliamo restare qui”

Vendita Casa delle Donne: “Vogliamo restare qui”

Viareggio, Ersilia Raffaelli, responsabile della Casa delle Donne, dopo la messa in vendita decisa dall’amministrazione comunale: “Chiediamo che le lo stabile dove da 20 anni esercita la propria attività la Casa delle Donne venga tolto dai beni immobili che il Comune ha annunciato di voler vendere.”

La dichiarazione arriva nel corso di una conferenza stampa affollata nella sede nella pineta di Ponente, alla presenza anche di alcuni esponenti dei partiti Pd, Fi, 5 Stelle di alcune associazioni, tra queste il Mondo che vorrei, con il presidente Marco Piagentini, uomo simbolo della strage ferroviaria del 29 giugno 2009.

“Questa sede è un punto di riferimento per tante donne e non va venduta”, ha aggiunto, “Rifiutiamo il trasferimento della nostra sede e chiediamo al Consiglio comunale di annullare la relativa delibera di vendita”, ha proseguito riferendosi a quanto dichiarato ieri dal sindaco Del Ghingaro.

“Siamo disposte a trattare con l’amministrazione pagando anche un affitto simbolico, ma deve sospendere questa delibera – aggiunge Raffaelli – stamani è con noi come nostra volontaria una donna che ha subito violenza, a dimostrare l’importanza di questa struttura. Noi vogliamo rimanere qui, anche se il Comune ha deciso di trasferirla in un’altra sede”.

Solidarietà alla Casa delle donne di Viareggio, è giunta da diverse associazioni a livello nazionale.

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