Erp Massa: nessuna marcia indietro dalla Regione

FIRENZE – Nessuna marcia indietro della Regione Toscana sulla costruzione di alloggi di edilizia popolare in via Pisacane a Massa. La Regione finanzierà il progetto, così come da accordi con il soggetto gestore Erp.

"Siamo piuttosto stupiti - ha detto l'assessore regionale alla casa Vincenzo Ceccarelli - da quanto attribuito oggi dalla stampa ai vertici di Erp Massa  la Regione, infatti, ha già concordato con il soggetto gestore di finanziare la progettazione esecutiva e il successivo intervento degli alloggi di via pisacane con variazione di bilancio regionale.  

"Mi sembra del tutto fuorviante – prosegue Ceccarelli  - anche spostare l'attenzione sul tema del mutuo con la Bei. Come ho recentemente  ricordato in Consiglio regionale, per noi il mutuo Bei rappresenta soltanto uno dei possibili strumenti da utilizzare per raggiungere il nostro scopo di portare a termine gli interventi Epr iniziati e realizzare quelli programmati. Il nostro impegno su questo fronte non è cambiato e neppure la nostra volontà. Stiamo lavorando per rendere possibile la realizzazione di questo e degli altri interventi previsti e questo i Comuni e soggetti gestori lo sanno bene".

Fin dall'inizio della nuova legislatura, infatti, la Giunta Regionale si è posta l'obiettivo di una riforma del sistema Erp, in modo da ottimizzare le risorse e migliorare i sistemi di gestione, garantendo una maggiore omogeneità in tutta la Regione. Per ottenere questo risultato  si sta lavorando ad una serie di azioni da attuare:  a cominciare dal testo unico sull'edilizia popolare, che riordini e semplifichi la normativa di settore; la revisione del sistema dei LODE e la riduzione del numero dei soggetti gestori; il mantenimento della capacità di investimento nell'edilizia residenziale pubblica, per completare i progetti in corso ed avviare quelli già programmati.

 

Ceccarelli: “Casa servizio essenziale, seguiti i principi fissati dalla Corte costituzionale”

FIRENZE - "Mi sorprende che il sindaco Nardella contesti così duramente la legge 41 del 2015, approvata con il parere favorevole dell'ANCI. Mi risulta che, già all'epoca, l'assessore Saccardi avesse seguito sulla questione le indicazioni riconducibili alla sentenza della Corte costituzionale n.40 del 2011, in relazione ad una legge regionale del Friuli-Venezia Giulia sull'accesso ai servizi essenziali, nella quale si diceva che prevedere limitazioni di tale diritto, utilizzando il criterio della storicità, non doveva tradursi in norme discriminatorie".

 

Risponde così l'assessore alle politiche abitative, Vincenzo Ceccarelli, alle dichiarazioni rilasciate nel corso di una trasmissione radio dal primo cittadino di Firenze sulle case popolari .

 

"Come Dario sa bene – prosegue -, noi da più di un anno siamo impegnati in una importante opera di riforma delle politiche della casa, che tenga conto dell'emergenza abitativa e delle questioni sociali che il sindaco di Firenze evidenzia. Su questi temi, è aperto da mesi un tavolo di confronto con ANCI e tra pochi giorni sarà in discussione in Consiglio regionale il documento preliminare alla proposta di legge sul Testo Unico in materia di edilizia residenziale pubblica. Registro il fatto che fino ad oggi i Comuni non hanno mai posto il problema nei termini che leggo sulle agenzie di stampa essere attribuiti a Nardella. In ogni caso, questo è il momento giusto per discutere anche delle questioni sollevate dal sindaco, nelle sedi istituzionali, ancora prima che la legge arrivi all'esame del Consiglio, che deciderà nell'esercizio del potere che gli è riservato".

 

La scelta di redigere un Testo Unico delle politiche abitative è motivata dall'esigenza di conferire alla materia la massima organicità possibile, sia sotto il profilo istituzionale sia sotto quello prettamente gestionale. Il nuovo testo inciderà in modo significativo sulla governance del sistema di Erp, confermando comunque l'attribuzione ai comuni delle relative funzioni, da esercitare in forma associata in un numero di ambiti notevolmente ridotto rispetto agli 11 livelli ottimali di esercizio, e introducendo importanti novità nella parte relativa ai criteri di accesso, di assegnazione e di utilizzo degli alloggi.

 

Quanto alla questione immigrati negli alloggi Erp, gli ultimi dati disponibili dell'Osservatorio Sociale Regionale ci dicono che questi rappresentano l'8,6% della popolazione assegnataria.

 

"Su questi temi serve maggiore cautela – conclude Ceccarelli – perché il rischio che paventa il sindaco di Firenze si affronta anche, ad esempio, con scelte urbanistiche e non solo con i criteri di accesso alle graduatorie per un alloggio pubblico, come dimostra l'eccellente intervento realizzato a Firenze in zona Gavinana. Per quanto mi riguarda, sono abituato a partire dalla considerazione che la difficoltà e l'indigenza non hanno colore o nazionalità e ricordo che chi si trova ad avere nella disponibilità un alloggio popolare lo ha ottenuto secondo le leggi vigenti, salvo che non lo abbia occupato abusivamente. Quanto ai controlli ed al contrasto di eventuali abusi, come tutti ben sanno, questi sono e resteranno una competenza dei Comuni e dei soggetti gestori, non della Regione".

Erp, Ceccarelli: “La Regione manterrà gli impegni presi”

FIRENZE - "Da qualche mese stiamo lavorando, compresa la trattativa con Bei, per definire  la migliore soluzione tecnica che possa consentire di finanziare la realizzazione del programma di edilizia residenziale pubblica in Toscana, a partire dagli interventi già avviati, fino a quelli comunque approvati. Mi sembra del tutto irresponsabile, in una fase non semplice e di fronte a quella che viene descritta spesso come una vera emergenza abitativa, fare allarmismo inutile, con il solo obiettivo di strumentalizzazione politica".

Così l'assessore regionale alle politiche abitative Vincenzo Ceccarelli replica ai consiglieri regionali del M5s a proposito del finanziamento Bei per la realizzazione di abitazioni di edilizia residenziale pubblica.

"La Regione - conclude Ceccarelli - non ha da dire niente che non abbia già detto e soprattutto fatto. Abbiamo detto che saranno finanziati tutti gli interventi programmati e quello faremo, indipendentemente dalle polemiche pretestuose".

Casa, via libera alla ristrutturazione di 551 alloggi erp nell’area fiorentina

FIRENZE - Interventi di manutenzione straordinaria in 551 alloggi di edilizia popolare del Lode fiorentino saranno realizzati grazie al via libera concesso dalla Regione all'utilizzo di quasi 2,5 milioni di euro ottenuti attraverso economie e dalla cessione di alloggi erp.

La normativa regionale prevede che le risorse derivate dalla vendita e dalla gestione del patrimonio di edilizia popolare debbano essere riutilizzate per Piani di reinvestimento che prevedono, previa autorizzazione regionale, ristrutturazioni o nuove costruzioni. Il Piano di reinvestimento delle risorse relative all'anno 2015 del Lode di Firenze è stato approvato nella seduta di Giunta di ieri, martedì 17 gennaio. In virtù di questo 2.475.000 euro saranno destinati a recupero di oltre 500 alloggi, con un significativo miglioramento della qualità della vita per le famiglie assegnatarie. Le risorse derivano dalla vendita di alloggi erp per 1.021.000 euro, per 1.291.000 dal residuo dei canoni di locazione e infine per 163.000 dalle economie di precedenti interventi conclusi.

"Facciamo quanto in nostro potere - ha detto l'assessore regionale alla casa Vincenzo Ceccarelli - per dare risposte al problema della casa. In questo caso, grazie al riutilizzo dei proventi della gestione del patrimonio immobiliare pubblico, possiamo consentire al Lode Fiorentino, area dove l'emergenza casa si fa sentire maggiormente, interventi di manutenzione straordinaria per centinaia di alloggi popolari".

Ecco come saranno ripartiti i fondi tra i Comuni dell'area fiorentina:
- Bagno a Ripoli, 187.387 euro;
- Barberino di Mugello, località Cavallina, 29.019 euro;
- Calenzano, località Carraia, 4.073 euro;
- Campi Bisenzio, 135.720 euro;
- Fiesole, 25.721 euro;
- Figline e Incisa, 34.880 euro;
- Firenze, 1.031.861 euro;
- Greve in Chianti, 48.194 euro;
- Impruneta, 12.994 euro;
- Lastra a Signa, localià Malmantile, 70.288 euro;
- Londa, 27.747 euro;
- Palazzuolo sul Senio, 12.657 euro;
- Pelago, località S.Francesco, 22.589 euro;
- Pontassieve, località Le Sieci, 102.464euro;
- Reggello, 7.984 euro;
- Rignano sull'Arno, 22.163 euro;
- San Piero a Sieve, 32.818 euro;
- Scandicci, 168.074 euro per via Pacchi e 150.000 euro per via Frazzi;
- Sesto Fiorentino, 236.182 euro;
- Signa, località Crocifisso, 73.820 euro;
- San Casciano in Val di Pesa, 39.148 euro.

Giovanisì, Rossi: “Meno risorse dallo Stato, ma riproporremo il bando sugli affitti”

FIRENZE - Nel 2017 torneranno gli aiuti per gli affitti di Giovanisì, che in quattro anni e cinque bandi, dal 2012 al 2015, hanno permesso a più di cinquemila giovani di andare a vivere da soli e lasciare la casa dei genitori. Una misura su cui, tra fondi della Regione e dello Stato, sono stati investiti oltre 54 milioni di euro fino ad ora.

"Le risorse per il 2017 (e per i prossimi tre anni) saranno trovati con la prima variazione di bilancio" assicura il presidente della Toscana, Enrico Rossi. Nuovi bandi nel 2016 non ne erano usciti e c'è un motivo: l'anno prima è come se di bandi ne fossero stati pubblicati due; ben 1476 domande erano risultate idonee, ma i contributi bastavano solo per mille e per non escludere nessuno la Regione decise allora di anticipare le risorse del 2016.

"Ma nel 2017 vogliamo riproporre il bando, che è stato un successo - conferma Rossi – . Molti giovani ci hanno scritto e a loro dico che lo faremo nonostante la riduzione dei contributi statali sul fondo per l'integrazione ai canoni di affitto e le minori risorse a disposizione". Il bilancio 'tecnico' presentato al consiglio ed approvato prima della fine dell'anno garantisce ad oggi la sola copertura finanziaria integrale delle spese di funzionamento e delle spese incomprimibili. "Tolta la sanità e gli altri fondi vincolati – spiega Rossi - , dal 2010 a oggi siamo passati da un bilancio regionale di 2,25 miliardi a 1,2, quasi dimezzato. Nel 2016 era di 1,4 miliardi e la trattativa in corso con il governo è per cercare di tornare almeno a quella cifra, per recuperare i 210 milioni che mancano". "Per questo - conclude - il bando per la casa di Giovanisì non può uscire adesso e dovremo aspettare le successive variazioni di bilancio in corso d'anno. Abbiamo comunque già individuato le risorse e lo faremo".

Cinque anni per i giovani

Giovanisì, il progetto voluto proprio da Rossi nel 2011 e nato per aiutare i giovani a rendersi autonomi, conta oggi oltre quaranta diverse opportunità rivolte agli under 40, con quasi 230 mila beneficiari e oltre 690 milioni di euro stanziati, comprese risorse europee. Quella della casa, accanto ai tirocini e al servizio civile regionale, il sostegno all'imprenditoria giovanile e femminile, le diverse borse di studio e formazione, gli incentivi sulle assunzioni, le opportunità per i giovani professionisti o gli aiuti ai giovani musicisti, è solo una delle misure messe in campo. Ma è una parte sicuramente importante del progetto.

I precedenti bandi sulla casa: numeri e beneficiari tipo

Rivolti ai giovani tra 18 e 34 anni, dal 2012 in 5301 hanno beneficiato dei contributi toscani (con 4138 contratti di affitti finanziati). C'è chi va a vivere da solo, chi con il proprio compagno o compagna, a volte anche tra amici. Il profilo più ricorrente è quello dei laureati con occupazioni precarie e che per lo più scelgono di abitare in città. I cinque bandi passati avevano previsto alcuni paletti: il primo è che nei due anni precedenti chi richiedeva il contributo doveva vivere ancora in famiglia e naturalmente non possedere immobili o quote significative di immobili. C'era anche un soglia di reddito - della famiglia di origine (al massimo 40 mila euro Isee) e dei giovani – ma la condizione economica raramente ha rappresentato un motivo di esclusione. Così dal 2012 il 65 per cento delle domande è stata ammessa, con un contributo medio di 4100 euro l'anno a contratto per tre anni, non rinnovabili, da un minimo di 150 ad un massimo di 350 euro al mese. Che per uscire di casa è sicuramente un bel aiuto.