Lavoro: due morti in un solo giorno in Toscana

Lavoro: due morti in un solo giorno in Toscana

A Pietrasanta la prima morte sul lavoro: un uomo muore travolto da due lastre di marmo, poco dopo a Castiglion Fiorentino un’altra vittima, stava tagliando un ramo ed è caduto

Incidente mortale sul lavoro a Pietrasanta (Lucca) in un laboratorio di marmo. Secondo una ricostruzione un addetto, tra i 50 e i 60 anni di età, è rimasto travolto da due lastre di marmo in una ditta sulla via Aurelia. Sul posto l’automedica del 118. Intervenuti anche gli operatori della Prevenzione Igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro della Asl (Pisll), oltre alle forze dell’ordine per gli accertamenti del caso.

Cade da un albero facendo un volo di sei metri e muore: così invece un 73enne nell’Aretino che stava potando i rami. L’incidente è accaduto in un’azienda agricola di Castiglion Fiorentino (Arezzo). Sul posto sono arrivate automedica ed ambulanza del 118. I sanitari hanno effettuato tutte le operazioni per rianimare il paziente ma il 73enne è deceduto. I carabinieri e la polizia municipale, vista la dinamica e il luogo dell’incidente, e su disposizione del pm Elisabetta Iannelli hanno chiesto l’intervento degli ispettori Asl, ipotizzando che l’accaduto possa essere un incidente sul lavoro, ipotesi che al momento è da chiarire.

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Lapide per morti Covid, come caduti di guerra

Lapide per morti Covid, come caduti di guerra

Castiglion Fiorentino, in provincia di Arezzo, i morti di Covid come i caduti in guerra, infatti nel cimitero del comune toscano, c’è una lapide coi nomi di tutti i morti nel periodo del primo lockdown per Coronavirus, per i quali non era stato possibile fare i funerali.

La lapide è stata installata, a loro memoria, per volontà dell’amministrazione comunale. “A perenne ricordo dei miei concittadini defunti da marzo ad aprile di quest’anno a cui non fu possibile celebrare neanche i funerali e per i quali non furono affissi neanche i manifesti funebri a causa del lockdown – spiega il sindaco Mario Agnelli – ho deciso di dedicare loro una lapide all’ingresso del cimitero. Mi auguro fortemente che non sia più riproponibile una misura restrittiva del genere, disposta da qualunque Presidente del Consiglio o Governatore di turno. L’estremo saluto ai nostri cari rivolto in qualunque forma è un diritto di cui nessuno ci dovrà privare”.

Nei mesi scorsi, peraltro, il sindaco Agnelli, in accordo con i parroci, aveva firmato un’apposita ordinanza nella quale venivano indicate le chiese più capienti e gli spazi aperti più idonei dove poter celebrare i funerali religiosi al fine di renderli sempre e comunque possibili.

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