Firenze Rocks ha portato in città 33,3 milioni di euro

Firenze Rocks ha portato in città 33,3 milioni di euro

Presentato da Camera di Commercio di Firenze e PromoFirenze il rapporto  sull’impatto economico del Firenze Rocks che tornerà al Visarno dal 13 al 16 giugno e che ha portato alla città ben 33,3 milioni di euro

Il rock fa bene a Firenze. E non solo dal punto di vista musicale. Infatti, quest’anno è stata di oltre 33 milioni di euro la ricaduta economica sulla città e sull’hinterland di Firenze Rocks, la kermesse musicale che nell’ultima edizione ha ospitato Guns N’ Roses, Iron Maiden, Foo Fighters, Ozzy Osbourne e dal 13 al 16 giugno 2019 tornerà alla Visarno Arena con artisti come The Cure, Ed Sheeran, Tool e Smashing Pumpkins. Il festival, sempre a Firenze e dintorni, ha anche generato un’occupazione diretta e nell’indotto paragonabile a 366 assunzioni annuali. Sono questi i dati principali presentati stamani da Camera di Commercio di Firenze, PromoFirenze e Comune di Firenze, insieme al Centro studi turistici e IRPET, sull’impatto economico della manifestazione, calcolati sui 210mila presenti e su 2.275 interviste realizzate durante il festival e online.

«Con l’avvento di Firenze Rocks è come se fosse nata una nuova grande azienda sul territorio e di questo siamo felicissimi. Basta considerare che l’impatto economico ha un valore pari allo 0,1 per cento del PIL della città metropolitana di Firenze. Quindi, anche i rockettari fanno ora parte del partito del PIL. E per i prossimi anni si può fare anche meglio, ad esempio, incoraggiando sempre più turisti ad arrivare direttamente in città con un aeroporto più funzionale e operativo attraverso la nuova pista», ha detto Leonardo Bassilichi, presidente di Camera di Commercio di Firenze.

«Esiste un nuovo modo di portare il nome di Firenze nel mondo ed è quello di Firenze Rocks – ha detto l’assessore allo Sviluppo economico e turismo Cecilia Del Re -. Un evento che ha portato in città tantissimi giovani da tutta Italia e non solo, che hanno giudicato Firenze città ideale per questo tipo di manifestazione. Un riconoscimento che ci fa molto piacere e che si affianca ai numeri importanti sull’occupazione legata a questo evento, come a tutto il settore delle fiere e dei congressi in forte crescita a Firenze».

«Avevamo la percezione che con la nascita di questo festival fosse nato qualcosa di importante per l’immagine e l’economia di Firenze, l’indagine che abbiamo commissionato ne certifica l’utilità e rilancia l’importanza di rafforzare il legame fra la manifestazione e la città», ha sottolineato Claudio Bianchi, presidente di PromoFirenze.

Il report ha prima di tutto identificato il profilo del rocker:32enne, arrivato soprattutto da fuori Toscana (72%), con amici (40,7%) o in coppia (38,3%). Per raggiungere Firenze ha usato l’auto nel 51,3% dei casi, oppure il treno (24,5%) e il pullman (14,9%), mentre fra i 9mila partecipanti giunti da altre Nazioni l’aereo ha prevalso con il 39,1%.

Spostarsi in città non è stato un problema, considerando che il 48,8% è andato ai concerti a piedi e la tramvia (23,2%) ha battuto l’auto (13,8%): merito anche della collocazione del festival all’interno del parco delle Cascine, a poca distanza dal centro storico e dalle principali attrazioni cittadine.

Infatti, chi è venuto al festival organizzato da Live Nation e LNDF (Le Nozze di Figaro) lo ha fatto anche per poter visitare la città. Firenze è stata considerata luogo ideale dal 60% degli intervistati. Solo il 15% ha giudicato ininfluente la località del festival.

Gli spettatori che hanno alloggiato a Firenze o in Toscana sono stati 89mila (il 51%) e la durata media della permanenza è stata di 2,3 notti per 207mila pernottamenti complessivi. Il 28,5% dei turisti ha scelto gli hotel e nella maggior parte dei casi (80%) a tre o quattro stelle. Il 25% si è affidato a bed and breakfast, il 19% ha pernottato in appartamenti affittati.

«Sono felice del successo di Firenze Rocks e del sodalizio che Live Nation è riuscita a instaurare con la città, il sindaco e le istituzioni. In solo due edizioni il festival è diventato uno dei più importanti in Europa e un riferimento imprescindibile per la musica e l’industria dei concerti in Italia, ma è il positivo impatto economico che il nostro lavoro rappresenta per il territorio il punto per me di maggior orgoglio», ha commentato Roberto De Luca, presidente Live Nation Italia.

«Firenze Rocks, per noi che fiorentini siamo, è motivo di grande orgoglio e testimonia che, quando vuole, questa città sa essere viva, dinamica, accogliente e produttiva.
Ed è così che da fiorentini la vogliamo. Il 60% del pubblico ritiene Firenze luogo ideale per un festival di questo tipo: la città monumento da preservare e la città contemporanea da vivere non sono in antitesi, convivono e si parlano straordinariamente bene. Un ringraziamento particolare lo dobbiamo al sindaco e all’amministrazione, che fino dal primo istante hanno sostenuto Firenze Rocks, comprendendone il valore sociale, culturale ed economico», ha detto Alessandro Bellucci, amministratore LNDF e Fratini SRL (Visarno Arena).

Quant’è stata, dunque, la spesa di questi turisti rockettari? Se si escludono i costi dei biglietti del concerto e dei viaggi fuori regione, chi è arrivato dall’Italia ha speso una media di 236,6 euro, i viaggiatori internazionali hanno lasciato sul territorio 387 euro; budget, naturalmente, inferiori per gli spettatori toscani (50,4 euro) e fiorentini (19,2 euro). Complessivamente, sono stati spesi 8,7 milioni per il cibo, 8,5 milioni per i pernottamenti, 2,6 milioni in gadget e 2,5 milioni per gli spostamenti all’interno della regione. E’ stato calcolato che in 40mila, quasi la metà di coloro che hanno pernottato sul territorio, sono anche andati in un museo cittadino o hanno effettuato una spesa culturale, sborsando 585mila euro.

Complessivamente, quindi,l’impatto economico su Firenze e l’hinterland è stato di 33,3 milioni di euro, compreso ciò che è direttamente imputabile all’organizzazione della manifestazione, ma considerando solo i costi per gli acquisti di beni e servizi con ricaduta sul sistema economico locale. Sono stati, per esempio, esclusi i compensi degli artisti e tutte le altre spese che hanno generato produzione o trasferimento di redditi nel resto d’Italia o all’estero. Se poi dall’area fiorentina allarghiamo l’impatto a tutta la Toscana gli effetti benefici sull’economia salgono a 42,1 milioni.

Infine, il fronte dell’occupazione: grazie alle decine di migliaia di lavoratori impiegati direttamente e indirettamente per alcune settimane è come se l’evento avesse fatto lavorare 366 persone per tutto l’anno a Firenze e 444 in tutta la Toscana. Ipotizzando che l’intero indotto legato a Firenze Rocks fosse una sola grande azienda, questa sarebbe già classificata fra le prime cento della città per valore della produzione e numero di occupati.

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Turismo, firmato il patto tra Firenze e 17 comuni dell’area metropolitana

Turismo, firmato il patto tra Firenze e 17 comuni dell’area metropolitana

Firmato il patto tra Firenze e 17 comuni dell’area metropolitana oggi in Palazzo Vecchio. Lo scopo è quello di gestire i flussi turistici e promuovere il territorio

Itinerari culturali, verdi, sportivi ed enogastronomici per gestire i flussi turistici e promuovere il territorio metropolitano fiorentino. È l’obiettivo del patto tra Comune di Firenze e 17 comuni dell’area metropolitana che è stato siglato oggi in Palazzo Vecchio alla presenza dell’assessore al Turismo del Comune di Firenze Cecilia Del Re, dell’assessore regionale al Turismo Stefano Ciuoffo e dei sindaci e assessori dei comuni inseriti nell’ambito turistico.

Obiettivo: dar vita a una programmazione forte e congiunta in materia di turismo, attuando quanto previsto dalla legge regionale per gli ambiti turistici. Con la firma dell’accordo, nasce un coordinamento di sindaci (la ‘Conferenza’) che avrà il compito di approvare i piani triennali e i progetti straordinari.

“Uno strumento concreto – ha spiegato l’assessore Del Re – per condividere le strategie a livello metropolitano e gestire in modo coordinato le funzioni di accoglienza, informazione e promozione turistica. Siamo orientati a promuovere in particolare il turismo culturale, verde, esperienziale, itinerante, sportivo ed enogastronomico. Un modo per valorizzare le opportunità turistiche del territorio, contribuire a gestire i flussi e a contenere la pressione turistica registrata negli ultimi anni su alcune aree delimitate. Questo accordo – ha concluso l’assessore Del Re – è anche la base per accedere ai contributi regionali messi a bando per gli ambiti e i prodotti turistici”.

I comuni dell’ambito turistico individuati dalla Regione Toscana sono Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Figline e Incisa Valdarno, Firenze, Impruneta, Lastra a Signa, Londa, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rignano sull’Arno, Rufina, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa e Vaglia.

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Firenze: riscoperte le antiche vie del Mercato Centrale

Firenze: riscoperte le antiche vie del Mercato Centrale

La storia di Firenze ritorna. Quella della gente della nostra città. Quella di famiglie e generazioni che hanno vissuto e vivono le botteghe del Mercato Centrale. La storia di un luogo che è antico, ma non è mai vecchio, che ha aperto le sue porte nel 1874 e ora fa riemergere uno dei punti di riferimento che si era perso negli anni: le antiche vie, dove le persone si ritrovavano e si davano appuntamento alla loro bottega preferita: all’ortofrutta, dai pescivendoli, nella zona dei beccai.

Si tratta di un importante progetto di recupero e valorizzazione storica che ha permesso di ricollocare, al piano terra del Mercato Centrale di Firenze, le antiche targhe con i nomi delle vie ottocentesche che erano presenti originariamente, quando venne realizzato dallarchitetto Mengoni e inaugurato nel 1874.

La prima targa, quella della centralissima via di Firenze, la principale di tutto il mercato, è stata scoperta dal sindaco di Firenze Dario Nardella, insieme all’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Firenze Cecilia Del Re, al Presidente del Consorzio Mercato Centrale Massimo Manetti, agli storici Luciano e Ricciardo Artusi che hanno collaborato alla ricerca storica di ripristino delle strade e alla preside del Liceo Artistico di Porta Romana e Sesto Fiorentino Laura Lozzi con i professori e gli studenti che hanno realizzato le targhe in ceramica a mano.

Le strade erano nate insieme al nuovo Mercato Centrale nellottocento, per volontà dell’architetto Mengoni. Nel corso degli anni, in seguito all’evoluzione sociale e strutturale del mercato e dei banchi che si modificavano con il cambiamento delle generazioni, era sparite.

Con questo progetto di recupero delle antiche vie, fortemente voluto e sostenuto dal Presidente Massimo Manetti, si ha uneccezionale riscoperta storica di una antica tradizione di Firenze e del quartiere popolare di San Lorenzo, in cui le persone erano abituate a fare la spesa per stradae a darsi appuntamento, ad esempio, al Banco in Via di Fiesole”.

Complessivamente le targhe realizzate dagli studenti del Liceo Artistico di Porta Romana e Sesto Fiorentino, sono 32 e riportano i nomi originali delle 13 strade volute dall’architetto Mengoni nel 1800.

Le strade del Mercato Centrale che si trovano al piano terra della struttura, riportano i nomi delle periferie della città di Firenze, come nell’800: via di Firenze, via di Fiesole, via di Bagno a Ripoli, via del Galluzzo, via di Rovezzano, via di Calenzano, via di Campi, via di Castellina e Torri, via di Settignano, via di San Casciano, via di Sesto, via di Signa e via di Brozzi.

I ragazzi del Liceo Artistico di Porta Romana che hanno partecipato al progetto sono gli studenti della 4°A che frequentano il corso di design della ceramica. Per realizzare le targhe a mano, insieme ai professori, hanno fatto uno studio approfondito sui materiali, sui colori e sul tipo di carattere che replicava in maniera perfetta lo stile dell’800. Ogni ragazzo ha lasciato la sua firma sulla targa che ha realizzato in modo che la loro testimonianza resti per sempre nel cuore di Firenze.

Aver riscoperto le antiche strade del Mercato Centrale, significa aver riscoperto un pezzo di storia di Firenze e della sua gente ha affermato il sindaco di Firenze, Dario Nardella ringrazio il consorzio del Mercato Centrale e gli operatori di tutte le botteghe che si impegnano ogni giorno per rendere questo luogo non solo storico, ma anche un comunità viva di Firenze e un mercato con prodotti di grandissima qualità”.

Si tratta di un progetto di recupero storico che dà valore non solo al Mercato Centrale, bensì all’intera città di Firenze.ha affermato Massimo Manetti Presidente del Consorzio Mercato CentraleLe antiche strade sono state riprodotte fedelmente, così come erano nate nel 1874 l’anno dell’inaugurazione del Mercato Centrale”.

Il progetto di recupero storico è iniziato grazie alla tesi di due studentesse del corso di Disegno Industriale dell’Università di Firenze – continua Manettied in seguito è stato approfondito da Luciano Artusi e Ricciardo Artusi. Le targhe sono state realizzate dagli allievi del Liceo Artistico di Porta Romana e Sesto Fiorentino che, insieme ai professori, hanno realizzato a mano le placche in ceramica delle antiche strade.”  

Vorrei, inoltre, ricordare che la struttura del Mercato Centrale copre circa 5.000 metri quadrati ed ospita circa 100 botteghe tra macellerie, pollerie, tripperie, ortofrutta, alimentari, forni, ristorazione, erboristeria, fiorista e vineria. Ancora oggi è luogo di incontro per la spesa quotidiana con prodotti di altissima qualità.conclude il Presidente del Consorzio Mercato Centrale Un luogo che ha sempre cercato di mantenere viva la sua identità, incontrando le richieste dei clienti e le trasformazioni dei consumi.

Le voci di Massimo Manetti e dell’assessore Cecilia del Re raccolte da Gimmy Tranquillo.

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Regolamento Unesco, ok del Consiglio alle modifiche

Regolamento Unesco, ok del Consiglio alle modifiche

Ok del Consiglio comunale alle modifiche sul regolamento Unesco a Firenze: stop ai ‘bagarini’, risciò consentiti solo in alcune zone e nuova stretta contro i ‘furbetti’ del trasferimento

Stop ai ‘bagarini’ davanti ai musei, risciò consentiti solo in alcune zone del centro e nuova stretta contro i ‘furbetti’ del trasferimento e dell’ampliamento delle attività alimentari in area Unesco. Ma anche un emendamento che introduce limiti alla circolazione dei cosiddetti ‘bussoni’ turistici nelle aree di particolare sensibilità del centro storico. Sono le principali modifiche al regolamento Unesco per la tutela del centro storico che hanno avuto oggi il via libera del Consiglio comunale, dopo l’ok della giunta del 17 ottobre scorso, su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico e turismo Cecilia Del Re.

“Queste modifiche consentiranno di migliorare ulteriormente uno strumento di tutela già molto efficace – ha detto l’assessore Del Re – per alleggerire la pressione sul centro storico e favorire lo sviluppo degli altri quartieri della città. I trasferimenti di attività in centro storico rimarranno ovviamente consentiti, ma nei locali lasciati liberi da queste attività non potranno più aprire ristoranti, bar o altre attività che prevedano la vendita di cibo. Oggi introduciamo anche una novità sui cosiddetti ‘bussoni’ turistici che non potranno più passare dalle zone del centro Unesco di particolare sensibilità: l’obiettivo – ha proseguito l’assessore Del Re – è sempre quello di contribuire a delocalizzare i flussi turistici e promuovere altre aree della città. Le aree vietate saranno decise con un successivo provvedimento della giunta”.

Dall’entrata in vigore del regolamento per la tutela del centro storico Unesco si sono registrate 55 nuove aperture di attività artigianali nei settori dell’arredo, moda, edilizia, manifatturiero, servizi, benessere e artistico. Nei primi sei mesi del 2018, fuori dall’area Unesco hanno aperto 39 nuovi esercizi tra bar e ristoranti a fronte delle 45 nuove aperture registratesi in tutto il 2017.

Per quanto riguarda i cosiddetti ‘bagarini’, viene inserita nel regolamento una norma che vieta (in aggiunta alla vendita, già vietata), anche la mera offerta di pacchetti turistici su suolo pubblico. “La vendita di pacchetti turistici su suolo pubblico è già vietata non solo dalla legge regionale sul turismo ma anche dal nostro regolamento di polizia urbana – ha spiegato l’assessore Del Re – : il divieto veniva però aggirato dalle agenzie di viaggio che concludevano la transazione in locali affittati nei pressi dei grandi musei. Per questo, siamo intervenuti vietando anche la mera offerta dei pacchetti”.

Viene prevista invece la possibilità di stipulare convenzioni tra l’Amministrazione comunale e i musei per permettere che personale del museo (dipendente o tramite appalto a terzi) possa su suolo pubblico e in un’area circoscritta, informare e indirizzare il turista: rimane comunque vietata la vendita. “Una funzione di informazione turistica – ha spiegato l’assessore – fatta da personale abilitato che potrà quindi aiutare non solo a gestire la coda ma anche a orientare su prezzi, orari e modalità. Questo sarà utile al turista, ma potrà rappresentare anche un’occasione di lavoro per agenzie di viaggio e accompagnatori turistici, sempre tramite accordi con il Comune”.

Infine, viene introdotta una regolamentazione per i cosiddetti ‘risciò’, in modo da consentire ai mezzi con più di due ruote utilizzati a fini turistici di entrare e circolare solo in alcune zone dell’area Unesco, che saranno individuate dall’Amministrazione comunale con la Sovrintendenza per contribuire a delocalizzare i flussi turistici e promuovere altre aree della città attraverso percorsi espressamente autorizzati.

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Firenze capitale dell’artigianato 2019

Firenze capitale dell’artigianato 2019

Nel 2019 Firenze diventerà capitale dell’artigianato con la candidatura a città creativa Unesco e una nuova mostra internazionale completamente rivoluzionata ed estesa anche al centro storico

Nel 2019 Firenze diventerà il luogo dell’artigianato di qualità con la candidatura a Città creativa Unesco e una Mostra internazionale dell’Artigianato completamente rinnovata che, ispirandosi alle celebri edizioni degli anni Cinquanta e Sessanta, punterà tutto su un perfetto mix fra storia e nuove tendenze.

«Firenze e il vero artigianato sono da sempre legati indissolubilmente, per questo abbiamo la fortuna di avere professionisti che con innovazione e creatività producono lavorazioni artistiche uniche. Firenze Fiera, con la nuova Mostra, da quest’anno rappresenta una piattaforma per rilanciare lo sviluppo del bello e fatto a mano. Lo possiamo fare perché siamo nella città giusta che, per retaggio e vocazione, tornerà a essere il centro italiano e internazionale di queste lavorazioni», ha detto il presidente di Firenze Fiera, Leonardo Bassilichi.

«Abbiamo lavorato con Firenze Fiera e tutto il mondo dell’artigianato fiorentino per rilanciare e riposizionare la Mostra dell’artigianato», ha aggiunto l’assessora allo Sviluppo economico e turismo del Comune di Firenze, Cecilia Del Re. «Per questo, abbiamo deciso di presentare la nuova edizione della mostra insieme al lavoro fatto per la candidatura di Firenze a Città creativa Unesco per l’artigianato. Un lavoro di squadra, portato avanti con l’Università di Firenze e lo stesso mondo dell’artigianato. Crediamo che questi due lavori debbano andare di pari passo: il rilancio della fiera e la “Mostra in città” sulla candidatura saranno parte dell’insieme di progetti con i quali presenteremo Firenze per arrivare a questo importante riconoscimento», ha sottolineato l’assessora Del Re.

Sei progetti per diventare Città creativa Unesco 2019

La candidatura di Firenze a Città creativa Unesco, portata avanti dall’assessorato allo Sviluppo economico del Comune di Firenze con il dipartimento Dida della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, punta a valorizzare le competenze artigiane del territorio e promuovere, su scala internazionale, l’artigianato fiorentino. In totale sono sei le idee progettuali elaborate, corredate da un piano finanziario, che prevedono la creazione di una ‘casa delle eccellenze’ nel centro storico per esporre e vendere i prodotti degli artigiani fiorentini, uno sportello di assistenza per le nuove imprese artigiane, ma anche l’Erasmus degli artigiani, la realizzazione di una mappa e di un archivio digitali delle realtà attive sul territorio metropolitano e la creazione di una rete turistica diffusa lungo i luoghi dell’artigianato.

I progetti, già condivisi con i comuni della Città metropolitana, sono sviluppati da sei gruppi di studenti selezionati dalle cinque scuole legate alla creatività presenti in città: Ied, Isia, Polimoda, Università di Firenze e Accademia di belle arti. La candidatura coinvolge inoltre le associazioni, gli organismi e i soggetti legati al settore dell’artigianato nel territorio fiorentino. Sono circa 50 i soggetti che hanno partecipato attivamente agli incontri e agli otto tavoli tematici che si sono svolti a partire dall’aprile scorso per l’individuazione delle sei linee progettuali da proporre per il bando 2019.

Una Mostra che cambia e punta tutto sull’eccellenza

Nei 55mila metri quadri espositivi dell’83esima edizione della Mostra Internazionale dell’Artigianato, MIDA2019, ci sarà spazio esclusivamente per 600 aziende, molte delle quali per la prima volta in fiera, selezionate in base a principi di alta artigianalità e innovazione delle lavorazioni. Inoltre, la durata della manifestazione alla Fortezza da Basso passerà da dodici a otto giorni: dal 24 aprile al primo maggio.

Queste trasformazioni creano una nuova piattaforma e servono per garantire la qualità degli espositori, in linea con la politica industriale del territorio indirizzata da Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Regione Toscana e dal conseguente nuovo piano strategico di Firenze Fiera. Un passaggio indispensabile anche per attrarre un pubblico più qualificato e internazionale.

Per tutti gli espositori delle precedenti edizioni che non troveranno spazio all’interno della mostra, Firenze Fiera attiverà una serie di convenzioni per il riposizionamento in eventi e manifestazioni sul territorio, come per esempio la fiera di Scandicci e la Biennale enogastronomica.

Dentro la Fortezza caratterizzata da un allestimento contemporaneo, sostenibile e dal forte impatto scenico, per la prima volta non ci sarà una nazione ospite, ma ospiti saranno le eccellenze artigiane di Firenze e della Toscana, anche in omaggio alle creazioni di Leonardo Da Vinci, a 500 anni dalla morte. Fra le tante novità, la valorizzazione del su misura e delle lavorazioni dal vivo, lo spazio riservato all’artigianato digitale e ai maker, attività didattiche, gli incontri con i protagonisti dell’artigianato e del design.

Inoltre, ci sarà il progetto “Del mestiere di Leonardo: immaginare, progettare e realizzare il futuro”, che sonda nuovi modelli di sviluppo in parallelo fra artigiani e designer, a cura di Fondazione Architetti Firenze e Fondazione Giovanni Michelucci.

Fuori dalla Fortezza, la mostra continuerà in città con manifatture aperte, installazioni ed eventi nelle piazze. L’edizione 2019 diventerà ancora più social coinvolgendo blogger e gli stessi artigiani digitali che saranno i veri protagonisti di una nuova community.

La partnership con destinationflorence.com, il portale ufficiale per la promozione e commercializzazione dell’offerta culturale e turistica di Firenze, consentirà azioni mirate di promozione rivolte a turisti italiani e internazionali, anche con pacchetti personalizzati che includeranno visite ai principali musei fiorentini. Inoltre, la mostra sarà promossa fra gli operatori del settore con eventi calendarizzati B2B e B2C.

A garanzia del lavoro di reinvenzione e riposizionamento della fiera è stato costituito un Comitato scientifico composto da esperti di settore. Ne fanno parte: Andrea Aleardi (direttore della Fondazione Michelucci), Jean Blanchaert (gallerista di arti applicate), Carlo Francini (responsabile UNESCO per il Comune di Firenze), Elisa Guidi (direttrice di Artex), Maria Pilar Lebole (responsabile di OMA, Osservatorio mestieri d’arte), Alberto Nespoli e Domenico Rocca (architetti d’interni di EligoStudio e ambasciatori di wellmade). Coordina il comitato scientifico Massimo Torrigiani (curatore e fondatore dell’agenzia creativa Boiler).

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