Musei, Galleria Accademia chiusa nel pomeriggio causa scioero no green pass

Musei, Galleria Accademia chiusa nel pomeriggio causa scioero no green pass

“La decisione della chiusura – ha spiegato la direttrice della Galleria dell’Accademia, Cecilie Hollberg – è stata presa in base al numero ridotto del personale nelle domeniche e quindi si è optato per l’apertura mattutina”

Niente David dunque. “A causa dello sciopero generale dal 15 al 20 ottobre 2021 di tutti i settori pubblici e privati proclamato dall’Associazione Sindacale Fisi – si legge sul sito della Galleria dell’Accademia – nei giorni indicati l’apertura del museo sarà garantita dalle 9 alle 13.30. Ci scusiamo per il disagio”. Fino ad ora, precisano dalla direzione, le aperture erano sempre state regolari.

La Galleria dell’Accademia di Firenze nel pomeriggio di oggi, domenica 17 ottobre, è invece rimasta  chiusa per mancanza di personale per lo sciopero indetto dal sindacato Fisi (Federazione italiana sindacati intercategoriali) contro l’obbligo di Green pass sui luoghi di lavoro.

“La decisione della chiusura – ha spiegato la direttrice della Galleria dell’Accademia, Cecilie Hollberg – è stata presa in base al numero ridotto del personale nelle domeniche e quindi si è optato per l’apertura mattutina”. Le prenotazione delle visite saranno rimborsate.

La Galleria dell’Accademia di Firenze èsenza dubbio famosa per le sue sculture del grande artista rinascimentale Michelangelo. I suoi Prigionieri (o Schiavi),il suo San Matteo e, soprattutto, la magnifica statua del Davidall’interno della Tribuna sono ciò che per primo attira la maggior parte delle centinaia di migliaia di visitatori che il museo accoglie ogni anno.

Le sale principali dell’Accademia offrono inoltre ai visitatori opere di grandi artisti italiani come Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Pontormo, Andrea del Sarto, Allessando Allori e Orcagna,per citare solo alcuni dei pittori. Molte delle opere d’arte che furono commissionate e facevano parte della collezione della potente famiglia dei Medici furono donate al Granducato di Toscana dall’ultimo dei Medici in modo che queste magnifiche opere potessero essere godute da tutti e fanno parte del patrimonio culturale dell’umanità.

La sezione più recente, il Museo degli Strumenti Musicali,espone antichi capolavori di Stradivari e Bartolomeo Cristofori,inventore del pianoforte, anch’essi commissionati dai Medici.

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🎧 L’Accademia riapre con un nuovo percorso con più opere in bella vista

🎧 L’Accademia riapre con un nuovo percorso con più opere in bella vista

Firenze, presentato in anteprima per la stampa il nuovo allestimento ed il nuovo percorso della Galleria dell’Accademia, in occasione della riapertura ufficiale al pubblico.

Dal 6 maggio quindi, dal giovedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle 18.45, L’Accademia riparte con molte, importanti novità che riguardano il suo allestimento.

Il lungo periodo di chiusura dovuto all’emergenza Covid ha visto infatti il museo impegnato in grandi cantieri di ristrutturazione che hanno richiesto la movimentazione di oltre 600 opere, rivoluzionando il percorso espositivo e dando vita a un nuovo allestimento.

Sarà finalmente visibile la sezione dedicata agli Strumenti Musicali, un vero gioiello che raccoglie rari pezzi unici, e che è ora collegata direttamente, tramite un nuovo varco, alle sale delle mostre temporanee, ambienti dove sarà possibile immergersi nella magia del Rinascimento, grazie ai dipinti che arrivano dalla Sala del Colosso.

Con questo nuovo allestimento anche chi già conosce L’Accademia, avrà la sensazione di entrare in un nuovo museo, entrando verso la Tribuna, dove campeggia il David, il visitatore sarà accompagnato, nel cammino tra I Prigioni di Michelangelo, da una folla di statue di personaggi, sono i gessi di Lorenzo Bartolini, solitamente conservati nella Gipsoteca, capolavori della collezione del Museo che fino ad oggi potevano passare inosservati.

Per l’occasione, riapre il dipartimento degli Strumenti Musicali, ed è da qui che inizia la visita al museo. Inaugurato nel 2001, ospita la collezione del Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze con circa cinquanta strumenti musicali provenienti dalle collezioni private dei granduchi di Toscana, i Medici e i Lorena, raccolti tra la seconda metà del secolo XVII e la prima metà del XIX.

Spiccano tra di essi, la viola tenore e il violoncello di Antonio Stradivari, entrambi parte del quintetto realizzato nel 1690 per il Gran Principe Ferdinando de’ Medici, un violino Stradivari del 1716, un violoncello Nicolò Amati del 1650, una spinetta ovale e un clavicembalo in ebano, entrambi costruiti da Bartolomeo Cristofori.

La raccolta conserva anche dipinti di autori come Anton Domenico Gabbiani e Bartolomeo Bimbi, che hanno rappresentato la vita musicale alla corte in quegli stessi anni.

Grazie alla riapertura di un passaggio, da questa sezione, passiamo direttamente, agli ambienti delle ex-Fiorentine, solitamente destinati alle esposizioni temporanee, dove adesso sono allocati i dipinti che si trovavano nella Sala del Colosso, ancora chiusa per i lavori.

Una raccolta straordinaria, una vera e propria summa della pittura fiorentina del Quattrocento e del primo Cinquecento che, in questa sistemazione, grazie anche ad una illuminazione più accurata, riacquista tutta la sua preziosità, facendo emergere particolari che sfuggivano nella precedente collocazione. Pensiamo, per esempio, alla Tebaide, di Paolo Uccello, di cui possiamo finalmente godere le delicate sfumature dei colori che fino adesso si erano perdute.

©Controradio

In questo contesto troviamo, inoltre la meraviglia del cosìdetto Cassone Adimari dello Scheggia, fratello del ben più celebre Masaccio, specialista nella decorazione di arredi domestici e di deschi da parto; Sandro Botticelli, con la Pala del Trebbio, dal nome del Castello mediceo dal quale proviene; mirabili esempi degli esponenti delle più importanti botteghe fiorentine del Rinascimento come, per citarne alcuni, Domenico Ghirlandaio, Lorenzo di Credi, Jacopo del Sellaio, Filippino Lippi e Mariotto Albertinelli.

©Controradio

Sono intervenuti alla presentazione Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia e Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del Comune di Firenze, nel podcast l’intervista ad entrambi a cura di Gimmy Tranquillo.

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Accademia, parte il restauro della Sala del Colosso

Accademia, parte il restauro della Sala del Colosso

🔈Firenze, parte un altro grande cantiere alla Galleria dell’Accademia. Come già annunciato dal Direttore Cecilie Hollberg nella presentazione dei lavori fondamentali al risanamento della Galleria stessa, il 5 ottobre 2020 avrà inizio un importante intervento alla Sala del Colosso, la prima grande sala che si incontra nel percorso espositivo del museo, caratterizzata, al centro, dall’imponente bozzetto in terra cruda del Ratto delle Sabine, capolavoro del Giambologna.

A partire da ottobre, questo ambiente del complesso dell’Accademia, sarà momentaneamente chiuso al pubblico per essere oggetto di un restauro architettonico-strutturale con il consolidamento delle strutture lignee a copertura della sala. Sarà inoltre sottoposto ad un restyling che riguarderà la completa ritinteggiatura ed un nuovo, moderno ed adeguato impianto di illuminazione, studiato per esaltare le opere esposte.

Si ricorda che questi lavori fanno seguito a quelli relativi al nuovo impianto di areazione, appena inaugurato, il 2 giugno scorso.

“Sono molto contenta di poter annunciare finalmente l’apertura di questo nuovo cantiere che fa parte degli impegni che ho assunto da quando ho accettato il ruolo di direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze.” Dichiara Cecilie Hollberg. “Sono lavori di grande importanza, che consentiranno di risanare i gravi problemi di ordine strutturale delle capriate settecentesche della Sala del Colosso, e non solo. Gli interventi riguarderanno anche l’illuminazione e l’allestimento al fine di valorizzare al massimo gli splendidi dipinti, poco visibili, conservati in questo ambiente che introduce al percorso espositivo del museo.”

In una prima fase di questa delicata operazione, si provvederà al disallestimento dei dipinti esposti, che consentirà una rivalutazione e documentazione del loro stato di conservazione, utile a migliorare la qualità del patrimonio del museo. Saranno programmati interventi mirati di manutenzione, imprescindibili data la straordinarietà delle movimentazioni previste e, ove necessario, veri e propri restauri, realizzati da restauratori professionisti che vi lavoreranno nell’ambito di un piano specifico gestito e coordinato dal Direttore e dai funzionari competenti del Museo stesso, come Eleonora Pucci, responsabile dell’ufficio restauro.

Queste opere saranno successivamente trasferite negli ambienti adiacenti, normalmente dedicati alle esposizioni temporanee, per permettere, con un nuovo allestimento, di essere godute comunque da parte del pubblico con visite particolari e modalità che saranno rese note successivamente.

Gimmy Tranquillo ha intervistato la direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze, Cecilie Hollberg:

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Musei, Franceschini blocca la riforma Bonisoli

Musei, Franceschini blocca la riforma Bonisoli

Il neo ministro ai Beni Culturali, Dario Franceschini, ha ritirato “in via cautelativa”, spiegano dal ministero, i decreti che Alberto Bonisoli aveva inviato alla Corte dei Conti poco prima della crisi di governo.

Questi decreti presentati da Bonisoli prevedevano l’accorpamento della Galleria dell’Accademia e del Museo San Marco alle Gallerie degli Uffizi, e tutto il comparto archeologico di Chiusi ai nascituri Musei nazionali etruschi con sede a Roma, oltre all’azzeramento dei consigli di amministrazione dei musei autonomi per riportarli nell’alveo del ministero.

Tutto ciò è stato possibile perchè gli accorpamenti e l’abolizione dei Cda era stata promulgata in virtù di tre decreti attuativi firmati dall’ex ministro Bonisoli a cavallo di Ferragosto, per arrivare in dirittura d’arrivo prima della crisi di governo, e inviati subito alla Corte dei Conti che non li aveva ancora approvati.

Inoltre, visto che in quei testi vi si leggevano anche una serie di regolamenti sulla gestione corrente dei musei che riportavano quasi ogni scelta in capo alle soprintendenze, anche in questo caso la situazione a Roma e Firenze resta sospesa. In sostanza a Firenze non si sa come procedere anche per avviare lavori normalmente firmati dai direttori, compreso il riallestimento di sale espositive.

Al ministero sanno che “regna una grande confusione”, per questo motivo Franceschini ha in mente di prendere la situazione in mano già nei prossimi giorni e di inserire nuovi regolamenti, da promulgare al posto di quelli firmati dal suo predecessore, molto presto.

Al momento resta tutto congelato e dunque non ci saranno ulteriori passaggi di consegne: il direttore degli Uffizi Eike Schmidt che si era già messo alla guida anche dell’Accademia per ora ne resterà responsabile. Il destino dell’ex direttrice, Cecilie Hollberg, resta ancora appeso ad un filo dopo che il 22 agosto le era stato dato il benservito.

“Il congelamento dei decreti del precedente ministro non significa che abbiamo varato la riforma delle riforme – spiegano dal Collegio Romano, sede del Mibac – Non è che arriviamo e buttiamo via tutto, non può funzionare così in un’amministrazione pubblica…”.

La mossa di Franceschini, quindi, non riporta Cecilie Hollberg in sella alla Galleria dell’Accademia; per il principio di continuità amministrativa occorrerebbe un nuovo decreto per modificare, nuovamente, la geografia museale fiorentina.

I nuovi provvedimenti arriveranno, fanno sapere dal Collegio Romano, il più presto possibile, perchè con il ritorno del Turismo tra le deleghe del ministero bisogna varare una riorganizzazione e l’operazione riguarderà di conseguenza anche l’autonomia dei musei, tanto cara all’attuale ministro ai Beni Culturali.

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Musei, Franceschini blocca la riforma Bonisoli

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Il neo ministro ai Beni Culturali, Dario Franceschini, ha ritirato “in via cautelativa”, spiegano dal ministero, i decreti che Alberto Bonisoli aveva inviato alla Corte dei Conti poco prima della crisi di governo.

Questi decreti presentati da Bonisoli prevedevano l’accorpamento della Galleria dell’Accademia e del Museo San Marco alle Gallerie degli Uffizi, e tutto il comparto archeologico di Chiusi ai nascituri Musei nazionali etruschi con sede a Roma, oltre all’azzeramento dei consigli di amministrazione dei musei autonomi per riportarli nell’alveo del ministero.

Tutto ciò è stato possibile perchè gli accorpamenti e l’abolizione dei Cda era stata promulgata in virtù di tre decreti attuativi firmati dall’ex ministro Bonisoli a cavallo di Ferragosto, per arrivare in dirittura d’arrivo prima della crisi di governo, e inviati subito alla Corte dei Conti che non li aveva ancora approvati.

Inoltre, visto che in quei testi vi si leggevano anche una serie di regolamenti sulla gestione corrente dei musei che riportavano quasi ogni scelta in capo alle soprintendenze, anche in questo caso la situazione a Roma e Firenze resta sospesa. In sostanza a Firenze non si sa come procedere anche per avviare lavori normalmente firmati dai direttori, compreso il riallestimento di sale espositive.

Al ministero sanno che “regna una grande confusione”, per questo motivo Franceschini ha in mente di prendere la situazione in mano già nei prossimi giorni e di inserire nuovi regolamenti, da promulgare al posto di quelli firmati dal suo predecessore, molto presto.

Al momento resta tutto congelato e dunque non ci saranno ulteriori passaggi di consegne: il direttore degli Uffizi Eike Schmidt che si era già messo alla guida anche dell’Accademia per ora ne resterà responsabile. Il destino dell’ex direttrice, Cecilie Hollberg, resta ancora appeso ad un filo dopo che il 22 agosto le era stato dato il benservito.

“Il congelamento dei decreti del precedente ministro non significa che abbiamo varato la riforma delle riforme – spiegano dal Collegio Romano, sede del Mibac – Non è che arriviamo e buttiamo via tutto, non può funzionare così in un’amministrazione pubblica…”.

La mossa di Franceschini, quindi, non riporta Cecilie Hollberg in sella alla Galleria dell’Accademia; per il principio di continuità amministrativa occorrerebbe un nuovo decreto per modificare, nuovamente, la geografia museale fiorentina.

I nuovi provvedimenti arriveranno, fanno sapere dal Collegio Romano, il più presto possibile, perchè con il ritorno del Turismo tra le deleghe del ministero bisogna varare una riorganizzazione e l’operazione riguarderà di conseguenza anche l’autonomia dei musei, tanto cara all’attuale ministro ai Beni Culturali.

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