BYPASS GALLUZZO: SPOSTATO STOP. SINDACI: COSI’ VIA IMBUTO

Bypass del Galluzzo

Via all’adeguamento dell’area del Bypass del Galluzzo per favorire il traffico. Metrocittà e Comuni con Anas e Autostrade per rendere funzionali l’area e segnaletica alla nuova opera.

In occasione dell’inaugurazione del bypass del Galluzzo erano state operate modifiche sulla viabilità e nella segnaletica che regola il traffico nell’area del casello autostradale dell’Impruneta (svincolo Firenze Certosa), tra l’altro con restringimento di carreggiata al termine dell’Autopalio e la determinazione della precedenza in punto della rotonda davanti allo svincolo. Tuttavia già nel pomeriggio di lunedì il Sindaco Metropolitano Dario Nerdella come anche i Sindaci di San Casciano Massimiliano Pescini e di Impruneta Alessio Calamandrei, si sono messi in comunicazione con Anas e Autostrade perchè i provvedimenti adottati venissero aggiornati a fronte delle code che si erano create.

Autostrade e Anas, in particolare, hanno eliminato lo stop in uscita dall’Autopalio Firenze-Siena e così alla fine della superstrada, in corrispondenza della rotonda dove confluiscono anche le auto che arrivano dall’A1, non si crea più un tappo che non consente di superare agevolmente lo svincolo della Certosa. Chi arrivava da Siena, infatti, doveva dare la precedenza rispetto alle vetture che giungono dall’A1, determinando però code per le auto provenienti dall’Autopalio, lungo l’ultimo tratto della superstrada. “In sintesi” hanno fatto sapere “è stato risolto il problema del restringimento dell’Autopalio e si è spostato lo stop sulla rotonda per i veicoli che arrivano da Siena”.

“Il by pass del Galluzzo – spiega Massimiliano Pescini, consigliere delegato alla Viabilità della Città Metropolitana – è un’opera importante e decisiva e come tutte le opere che vengono inaugurate e aperte richiedono la puntualizzazione del loro utilizzo da parte degli utenti, il rilievo di alcune difficoltà e la loro soluzione. Anche nel caso del by pass l’entusiasmo si è accompagnato al rodaggio dell’opera e i problemi che si sono evidenziati sono stati risolti in queste ore”. Adesso il traffico è scorrevole e l’invito è ad utilizzare il by pass e a coglierne i vantaggi per la viabilità e per i trasporti. Le amministrazioni della Città Metropolitana e dei Comuni coinvolti stanno dialogando con gli enti gestori della rotonda, che hanno dato da subito la loro disponibilità, per adeguare l’assetto dell’area e della segnaletica alla funzionalità del bypass.

The post BYPASS GALLUZZO: SPOSTATO STOP. SINDACI: COSI’ VIA IMBUTO appeared first on Controradio.

La Certosa di Firenze

Si erge sul monte Acuto, alla confluenza dell’Ema con la Greve, circondata da un’alta cerchia di mura. Fu edificata nel 1341 da Niccolò Acciaiuoli, gran Siniscalco del Regno di Napoli e membro di una delle più illustri casate fiorentine, ma venne poi ampliata e arricchita da numerose donazioni nel corso dei secoli. Il nome e la tipologia edilizia derivano dalla prima casa dell’ordine dei certosini costruita nel 1084 da San Bruno a Chartreuse, vicino a Grenoble, e come tutte le certose anche questa è ubicata distante dalla città, in un luogo in origine solitario e silenzioso. Dopo le soppressioni degli ordini religiosi nel 1810 e nel 1866, in entrambi i casi i Certosini ripresero possesso del loro convento per essere poi sostituiti nel 1958 dai Benedettini cistercensi, che hanno reso accessibile il vasto complesso. La Certosa è composta da vari edifici: chiesa, sala capitolare, sagrestia, refettorio, chiostri, officine ed abitazioni per i monaci ed i conversi. La fondazione della chiesa dedicata a San Lorenzo risale al Trecento; fu trasformata nel XVI secolo, epoca in cui fu costruita la facciata da Giovanni Fancelli. Fra gli edifici che costituiscono il complesso si distingue il Palazzo Acciaiuoli, eretto da Jacopo Passavanti e Jacopo Talenti per il fondatore della Certosa: rimasto interrotto, fu completato intorno alla metà del Cinquecento e accoglie ora la Pinacoteca, dove sono raccolte opere provenienti dal monastero. Di particolare rilevanza artistica sono i cinque affreschi con Scene della Passione (Preghiera nell’orto degli ulivi, Gesù davanti a Pilato, Salita al Calvario, Deposizione, Resurrezione), staccati dalle lunette del chiostro grande, che furono realizzati dal Pontormo (1523-1525) durante il suo soggiorno alla Certosa per sfuggire all’epidemia di peste che imperversava a Firenze. Dei lunettoni, derivati dalle xilografie di analogo soggetto del Dürer, esistono copie fedeli eseguite dall’Empoli nella seconda metà del Cinquecento. Purtroppo la maggior parte del ricco patrimonio artistico della Certosa andò perduto con la soppressione napoleonica del 1810, quando furono dispersi gli arredi ed importanti tavole d’altare della primitiva decorazione della chiesa voluta dagli Acciaiuoli, che avevano commissionato per l’altare maggiore della loro cappella una Madonna e Santi dipinta da Gherardo Starnina, ora divisa fra musei stranieri e collezioni. Le opere conservate nel coro dei Conversi, nel coro e nel presbiterio dei Monaci sono perlopiù risalenti al tardo Cinquecento e al Seicento, in particolare gli affreschi, molti dovuti a Bernardino Poccetti e ad Orazio Fidani. Il rinnovamento barocco ha riguardato anche le varie cappelle : quella delle Reliquie voluta da Niccolò Acciaiuoli, quella di San Bruno, santo fondatore dell’ordine, affrescata da Giovanni Martinelli, e quella del Beato Niccolò Albergati, morto nel 1425 e beatificato nel 1744, che aveva donato alla Certosa la sua ricca biblioteca poi dispersa. Al piano inferiore gli ambienti sono destinati a sepolcreto, come la cappella di Tobia, che accoglie le sepolture della famiglia Acciaiuoli, unita alla fine del Trecento alla soprastante cappella gotica di Santa Maria. Il complesso visitabile comprende il Colloquio, con vetrate del XVI secolo, il chiostrino dei Monaci, ristrutturato alla fine del Cinquecento da Giovanni Fancelli, la Sala Capitolare con la Crocifissione ad affresco di Mariotto Albertinelli (1506) e la lastra tombale marmorea del priore Leonardo Buonafede eseguita da Francesco da Sangallo nel 1545. La parte più interessante dal punto di vista architettonico è il chiostro grande, realizzato agli inizi del Cinquecento e ornato da 66 busti in terracotta invetriata, raffiguranti personaggi dell’Antico testamento, Apostoli ed Evangelisti, opera della bottega di Giovanni della Robbia. Presso la Certosa ha sede la Fondazione Ezio Franceschini, sorta nel 1987 per conservare il patrimonio librario dello studioso di letteratura latina medievale. Consta di una sezione musicale e di una mariologica e ha in comune con la vicina Società Internazionale per lo studio del Medioevo Latino una sezione agiografica ed esegetica, oltre ad una ricca biblioteca di cultura medievale. Presso la Certosa ha sede anche il Laboratorio di restauro dei libri danneggiati dall’alluvione del 1966.