Il gioco dell’oca dell’economia toscana: i dati per il 2019-2020 confermano un rallentamento

Il gioco dell’oca dell’economia toscana: i dati per il 2019-2020 confermano  un rallentamento

Non lasciano spazio all’ottimismo i dati di previsione sulla crescita dell’economia in Toscana, per quest’anno, e fino al 2020. Infatti, se il 2018 è stato un anno di bassa crescita per la nostra regione (+0,7%), le previsioni per il 2019 (+0,2%) e il 2020 (+0,6%) confermano un rallentamento.

A farlo sapere è Ires che questa mattina ha presentato i dati sull’economia in Toscana, presso la sede della Cgil a Firenze. Sempre restando ai dati di previsione, le unità di lavoro sono previste in calo in tutti i settori tranne che nelle costruzioni. Si prevedono in calo anche nei servizi, settore che negli ultimi anni aveva fatto da cassa di compensazione per gli altri settori.

Un quadro di costante rallentamento, dunque, dell’economia toscana fatto da revisioni al ribasso dei tassi di crescita del prodotto interno lordo che è tornato sensibilmente al di sotto del già non esaltante 1% registrato alla fine del 2017.  Una situazione che pare tutt’altro che scongiurata ancora nel 2019 anche per effetto delle tendenze recessive nazionali. Questo deterioramento delle performances regionali soffre anche il contesto internazionale ancora fortemente segnato dalle controversie commerciali tra USA e Cina che paiono, in questa fase, agire sia da causa che da effetto del rallentamento ciclo economico globale.

Come fosse un gioco dell’oca (tutt’altro che divertente) il 2019 sembra riportare la Toscana al punto di partenza con una crescita prevista del Pil allo 0,2%. Anche le esportazioni e gli investimenti registrano saldi negativi nel 2018 rispetto al 2019: gli investimenti passano da + 5,4% a + 2,8% e le esportazioni da +2,9% a +2,7%.

I consumi delle famiglie cedono l’1,3% passando da 1,8 a 0,5. Una tendenza alla cautela nei consumi confermata anche pe ril 2019 e alimentata da forti elementi di incertezza del contesto come testimonia anche l’ulteriore aumento dei depositi bancari. Prevista anche una diminuzione degli investimenti che si attesteranno a -1,7%.

Un 2019 in cui si prevede un calo generalizzato delle unità di lavoro in tutti i settori produttivi, tranne le costruzioni.

“Sull’economia toscana si conferma un rallentamento del 2018 sul 2017 e anche in prospettiva – dice Claudio Guggiari della segreteria di Cgil Toscana -. Molto dipende da dinamiche nazionali e internazionali, ma anche in Toscana abbiamo il dovere di provare a fare di più e meglio. Intanto bisogna continuare ad agire sulle infrastrutture materiali e digitali, rilanciare gli investimenti pubblici e privati, scommettere sulla formazione e su un turismo più diffuso e sostenibile, spingere per una maggiore dotazione strutturale delle nostre imprese anche attraverso un credito più accessibile, migliorare le condizioni di chi lavora.”

“E, su quest’ultimo punto – conclude Guggiari -, ci auguriamo di arrivare con le nostre controparti a degli avanzamenti contrattuali di sostanza e non a dover contrastare chi vuole fare ribassi sui costi del lavoro. Queste sono solo alcune delle nostre proposte, sappiamo che per ricreare le condizioni per una ripresa servono tanti ingredienti e un lavoro di squadra con gli attori istituzionali, sociali ed economici della Toscana”.

L’intervista di Lorenzo Braccini a Gianfranco Francese presidente di Ires Toscana e Claudio Guggiari, segretario Cgil Toscana.

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Sanità privata: 100 scioperanti davanti a Regione Toscana

Sanità privata: 100 scioperanti davanti a Regione Toscana

La sanità privata toscana si è radunata stamattina in P.za Duomo a Firenze. Erano almeno un centinaio le persone che protestavano per la “situazione di incertezza” del loro settore professionale. Il nodo principale della protesta è il rinnovo del contratto: un problema che riguarda quattromila lavoratori in Toscana. L’iniziativa, che prevede anche uno sciopero per l’intero turno di lavoro nelle strutture private, è stata organizzata da Cgil, Cisl e Uil.

I presenti hanno più volte gridato la parola ‘contratto’, ottenendo così un incontro con alcuni rappresentanti della Regione. “Siamo qui, al palazzo del governo regionale – ha detto Bruno Pacini, segretario generale funzione pubblica Cgil Toscana – per chiedere un intervento e un interessamento della politica sia toscana che nazionale. Chiediamo alla politica di agire”.

“La situazione – ha spiegato Marco Bucci, segretario generale della Cisl funzione pubblica toscana – non è più accettabile, oltre che violare i diritti dei lavoratori mette a rischio anche la tenuta del sistema. Un contratto nazionale – continua Bucci – fermo da 12 anni è una situazione del tutto inaccettabile. Noi chiediamo a parità di prestazioni e a parità di servizi tra pubblico e privati, pari dignità tra i lavoratori”.

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“Da 12 anni i lavoratori aspettano questo rinnovo del contratto, il servizio – ha commentato Fabrizio Grassi, responsabile sanità regionale Uil Fpl – non è peggiorato grazie alla professionalità dei dipendenti. La sanità privata, soprattutto in Toscana, è una realtà importante per i cittadini”.

Stefania Saccardi, assessora toscano al diritto alla salute, rivolgendosi ai lavoratori scesi in piazza per chiedere più certezze per il settore e il rinnovo del contratto nazionale, ha spiegato: “sappiamo bene che sono 12 anni che il contratto nazionale è fermo, sappiamo che per tutti i lavoratori è insopportabile che ci siano per lavori uguali rapporti contrattuali diversi, e sappiamo che c’è bisogno di un nostro impegno su questo fronte. Il nostro impegno c’è”.
Saccardi ha voluto parlare di persona con i manifestanti.
“Qualche settimana fa – ha detto – il presidente Rossi ha scritto una lettera alla conferenza Stato-Regioni per chiedere di occuparsi del tema del rinnovo del contratto della sanità privata”. Saccardi ha ricordato che “il tema è nazionale, non solo della Regione Toscana”.

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Archivio Alinari, vicina cessazione attività: lavoratori chiedono chiarezza su prospettive

Archivio Alinari, vicina cessazione attività: lavoratori chiedono chiarezza su prospettive

L’Archivio della Fratelli Alinari dal 30 giugno 2019 non sarà più presente nella sua sede storica, nel Largo di Firenze che porta il suo nome. L’attuale proprietà ha venduto l’immobile. Per il patrimonio invece, oggetto anch’esso di trattativa per la vendita, il trasloco è già in atto e coinvolge direttamente gli stessi dipendenti, al fine di garantire la temporanea salvaguardia dello stesso, in attesa di una nuova sede.

La raccolta vastissima di positivi, negativi, libri ed apparecchi fotografici, per la conservazione della quale non sono mai stati destinati contributi pubblici, è conosciuta nel mondo per la sua rilevanza culturale. L’attenzione delle istituzioni si è oggi chiaramente espressa con atto di notifica da parte della Soprintendenza Archivistica per la Toscana che ha dichiarato il patrimonio Alinari un unicum di interesse storico e culturale sia a livello nazionale che internazionale.

“Vogliamo rendere pubblicamente noto che – fa sapere il comunicato della Cgil che sta seguendo la vicenda -, dopo una profonda e lunga crisi aziendale, siamo oramai agli atti formali che, per circa il 60% delle lavoratrici e dei lavoratori della Alinari, contengono la certezza di una cessazione dei rapporti di lavoro in tempi brevi. Richiediamo pertanto che, ad ogni livello, si possano ricercare e trovare soluzioni che aiutino il proseguimento delle molteplici e possibili attività produttive con la prospettiva di salvaguardare professionalità acquisite e posti di lavoro.”

“In questo scenario l’unico interessamento istituzionale fattivo che possiamo registrare è quello della Regione Toscana – continua il sindacato -, che ha espresso la volontà di conservare fruibile il Patrimonio, con modalità ancora tutte da stabilire, ma che speriamo possano permettere la continuità di tutte le attività produttive e quindi il mantenimento dei posti di lavoro. Nonostante le Lavoratrici ed i Lavoratori della Fratelli Alinari I.D.E.A. S.p.A. e della Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia stiano vivendo questa difficile situazione lavorativa, l’attuale proprietà ha confermato la volontà di proseguire con la gestione delle immagini, da sempre parte significativa dell’attività aziendale.”

“Vogliamo domandarci pubblicamente quali saranno le sorti del patrimonio e soprattutto delle risorse umane che da anni si sono occupate della sua valorizzazione, sviluppando con esso un forte rapporto identitario”, conclude il comunicato della Cgil.

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Cgil Toscana critica accordo tra Asl e Forum per diritti della famiglia

Cgil Toscana critica accordo tra Asl e Forum per diritti della famiglia

Cgil Toscana, l’accordo con il Forum è indebita ingerenza in percorso di interruzione volontaria di gravidanza.

La Cgil Toscana critica l’accordo siglato tra le Azienda Sanitarie regionali e il Forum Toscano delle associazioni per i diritti della famiglia, definito “indebita ingerenza” nel percorso Ivg, mentre la legge 194 “prevede tutte le tutele di sostegno ed aiuto da parte di personale specializzato” come assistenti sociali, psicologi e psicologhe.

“Oltre alla concessione di un cospicuo finanziamento di 195.000 in tre anni – lamenta la Cgil – ci chiediamo a che titolo, nei consultori e nei percorsi di interruzione volontaria di gravidanza, intervenga un’associazione che nel suo statuto contempla” fra le proprie finalità “‘il diritto fondamentale di ogni essere umano alla vita ed al rispetto della propria dignità, dal concepimento alla morte naturale'”.

Secondo il sindacato “occorrerebbe ripensare rapidamente ruolo e funzione di queste associazioni e sostenere, invece, con maggiori interventi, anche economici, la presenza dei consultori pubblici sul territorio con tutte le strumentazioni e le attrezzature utili a garantirne il buon funzionamento. La libertà di scelta delle donne è il bene supremo da difendere, proprio in ragione di ciò che prevede la legge”.

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Firenze, presidio lavoratori museali: “Senza risposte sarà sciopero”

Firenze, presidio lavoratori museali: “Senza risposte sarà sciopero”

Lavoratori dei servizi museali di Firenze a rischio: stamani presidio con Cgil-Uil di categoria. Venerdì incontro a Palazzo Vecchio con l’amministrazione comunale

Stamani decine di lavoratori di Opera, con Filcams Cgil e UilTucs, hanno fatto un presidio e un volantinaggio a Firenze davanti alla Galleria dell’Accademia.

“L’agitazione è dovuta al fatto che – spiega un comunicato di Cgil Toscana – le gare d’appalto per i servizi museali fiorentini, definite da Consip e relative alle biglietterie, accoglienza e bookshop di Uffizi, Palazzo Pitti, Accademia e Museo di San Marco, “mettono a rischio occupazione, diritti e salario (che potrebbe calare del 30%) dei circa 300 dipendenti di Opera. Una situazione già denunciata dai lavoratori attraverso volantinaggi e altre iniziative di sensibilizzazione di cittadini e visitatori (sul tema c’è stato anche un incontro col direttore degli Uffizi Schmidt). Per il presidio di oggi è stata scelta l’Accademia anche perché la direttrice Cecilie Hollberg, sulla questione dei rischi occupazionali, tace. Al presidio di stamani è arrivato anche l’assessore comunale Federico Gianassi in segno di solidarietà: venerdì 8 marzo lavoratori e sindacati saranno ricevuti alle 10:45 a Palazzo Vecchio da lui e dal sindaco Nardella per discutere della vertenza.”

“Il sindacato – continua Cgil Toscana -, rivendicando il rispetto di quanto sottoscritto con il Mibac stesso in materia di clausole sociali, chiede l’intervento diretto del Ministro per beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli, per evitare che queste gare di appalto, già bandite da Consip o in via di definizione, possano peggiorare le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici impiegati e conseguentemente i servizi per i cittadini. Il sindacato in tal senso fa appello anche al sindaco Nardella e alle sei ditte che hanno superato la preselezione del bando Consip e corrono per l’assegnazione del servizio. Senza risposte, sarà proclamato lo stato di agitazione e successivamente all’orizzonte c’è un grande sciopero dei musei fiorentini”.

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