Centinaia a Scandicci per chiedere la chiusura di CasaPound

Centinaia a Scandicci per chiedere la chiusura di CasaPound

🔈Scandicci, a quattro settimane dall’apertura della sede di CasaPound, alcune centinaia di persone hanno partecipato al corteo di protesta contro la presenza della sede di CasaPound nella zona di San Giusto.

“Quello che offende di più – fanno notare i manifestanti – è che la sede di CasaPound sia proprio nella via intitolata al martire della Resistenza Elio Chianesi”.

La manifestazione ha avuto qualche momento di tensione quando il corteo è passato per due volte all’incrocio con via Chianesi dove, fuori della sede, stazionavano una dozzina di appartenenti a CasaPound con bandiere italiane, a quel punto dal corteo sono partiti slogan e canti antifascisti che presto sono degenerati in insulti, ma la presenza delle forze dell’ordine e di un servizio d’ordine degli organizzatori ha calmato gli animi e la manifestazione è continuata pacificamente.

Fra i molti manifestanti, anche l’ex partigiano Moreno Cipriani, ed in prima fila del corteo, c’era anche Ida Chianesi, figlia del partigiano martirizzato dai fascisti Elio Chianesi, che aveva già dato il suo contributo alla causa firmando la petizione con la quale si chiede al sindaco di Scandicci la chiusura della sede di CasaPound di San Giusto.

La manifestazione era promossa dal Comitato Antifascista di Scandicci per ribadire:
– il rispetto della Costituzione e della legge Italiana che vieta l’apologia del fascismo, reato previsto dall’art. 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645;
– la condanna di una politica che cerca di orientare la rabbia della gente contro le fasce deboli della popolazione: gli immigrati, i disoccupati, i poveri.

Hanno dato la loro adesione alla manifestazione l’ANPI provinciale e i circoli ANPI del circondario, l’ARCI provinciale e i circoli ARCI della zona, Camera del lavoro Cgil Scandicci, Flc Cgil, Fiom Cgil, Usb, Cobas, Presidio Libera di Scandicci, Rete Studenti Medi, Firenze Antifascista, Associazione Vita Indipendente, Pd, SI, Art.1-Mdp, Pap, Pci, Pmli. 

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Gimmy Tranquillo ha intervistato alcuni partecipanti alla manifestazione:

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Flc Cgil organizza flash mob a Firenze per prof derisa su Facebook

Flc Cgil organizza flash mob a Firenze per prof derisa su Facebook

Una docente del Liceo Galileo di Firenze si è trattenuta a parlare con dei giovani di ‘Azione Studentesca’ che distribuivano volantini all’ingresso, qualche ora dopo si è vista ritratta su Facebook con il volto da maiale ed è stata apostrofata come un “caso patologico totalmente isolato fuori dal tempo e dalla storia”.

La scorsa settimana, dei giovani di Azione Studentesca (organizzazione affiliata a Casaggì, il centro sociale di natura neofascista presente a Firenze) hanno organizzato un volantinaggio davanti al Liceo Galileo, distribuendo materiale inneggiante ai valori tradizionali del loro mondo.

Una docente, peraltro iscritta alla Flc Cgil, prima di entrare a scuola, si è trattenuta all’ingresso per cercare di dialogare con gli studenti del liceo a proposito del materiale che veniva distribuito. Per tutta risposta qualche ora dopo si è vista ritratta su Facebook con il volto da maiale ed è stata apostrofata come un “caso patologico totalmente isolato fuori dal tempo e dalla storia”.

Appreso l’episodio, la Flc Cgil ha voluto reagire immediatamente, per esprimere solidarietà alla docente e dimostrare che i valori dell’antifascismo sono ancora ben vivi, come del resto ci siamo impegnati a fare durante i mesi scorsi, quando abbiamo dato vita alla Campagna #D12 #SottoQualsiasiForma.

Pertanto, la Flc Cgil ha organizzato un flash mob dal titolo “Caso isolato? Fuori dal tempo e dalla storia? Lo vedremo” per domani mercoledì 6 giugno(ore 13) davanti al Liceo Galileo, viaMartelli9, Firenze.

Sarà inscenata una breve manifestazione simbolica per ribadire che, come afferma la nostra Costituzione, il fascismo, sotto qualsiasi forma si ripresenti, è un reato. Aderiscono all’iniziativa: Rete Studenti Medi, Anpi Firenze, Rete antifascista di San Iacopino

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Cgil: precarietà a tempo indeterminato

Cgil: precarietà a tempo indeterminato

Firenze, presentati dalla Cgil i numeri del mercato del lavoro, dell’economia e del credito della Toscana nel Focus Economia 02 2018.

Dai numeri, fa notare la Cgil in un comunicato, il mercato del lavoro toscano ha stabilizzato la precarietà, si può dire la precarietà sia “diventata a tempo indeterminato”.

Sempre dal rapporto della Cgil si evince che si deve al lavoro a termine la crescita delle assunzioni totali.

La quota del lavoro a termine infatti, che nel 2016 era del 62.6%, è salita al 67.9% nel 2017, ed anche il lavoro stagionale nello stesso periodo è passato dal 10.1% al 10.8%. Per quanto riguarda il lavoro a tempo indeterminato invece è passato dal 22.1% al 16.2%.

Tutti i numeri del mercato del lavoro, dell’economia e del credito della Toscana nel Focus Economia 02 2018.

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Intesa Metrocittà-Sindacati sugli Appalti

Intesa Metrocittà-Sindacati sugli Appalti

🔈Firenze, il Sindaco della Città Metropolitana Dario Nardella, il consigliere della Metrocittà delegato al Lavoro Marco Semplici, Paola Galgani e Bernardo Marasco (Camera del Lavoro), Paola Vecchiarino (Uil) e Roberto Pistonina (Cisl), hanno illustrato stamani i contenuti di un protocollo d’intesa tra Città Metropolitana e organizzazioni sindacali territoriali Cgil Cisl e Uil di Firenze in materia di appalti pubblici, concessioni di lavori, forniture e servizi.

L’accordo è stato approvato dal Consiglio della Metrocittà e siglato dai rappresentanti delle varie parti. Con l’intesa approvata Metrocittà e sindacati si propongono di contrastare il ricorso al lavoro non di qualità, non rispettoso delle applicazioni dei contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali  di lavoro firmati dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale, oltre al rispetto e alla piena applicazione delle leggi in materia di lavoro e di salute e sicurezza come deterrente per la criminalità organizzata dal condizionare l’economia legale e del territorio e come incentivo ad un lavoro più sicuro.

Verrà instaurato un sistema di consultazioni continue tra l’amministrazione ed i sindacati per analizzare la programmazione degli appalti e valutare l’andamento degli appalti stessi nell’anno precedente.

Tra i principi fissati da protocollo vi è la clausola sociale (art. 50 codice dei contratti), l’applicazione per i lavoratori dei contratti collettivi di settore, il privilegio per l’offerta economicamente più vantaggiosa rispetto al criterio del prezzo più basso, una premialità per le imprese iscritte nella white list della prefettura (rating di legalità), l’applicazione dell’art. 30 del Codice dei contratti (l’amministrazione può sostituire all’impresa inadempiente nel pagare gli stipendi dei lavoratori), il contrasto al lavoro irregolare con i controlli fatti anche per mezzo della cassa edile prima di effettuare i pagamenti”.

La giurisprudenza di riferimento è in particolare data dal “Codice dei contratti pubblici”, intervenuto proprio per disciplinare gli interventi di contrasto all’illegalità delle procedure e delle attività oggetto di appalti pubblici, e la legge 6 novembre 2012, n. 190, recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” che stabilisce che le stazioni appaltanti possono prevedere negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito, che il mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità costituisce causa di esclusione dalla gara.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il consigliere della Metrocittà Marco Semplici:

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Lavoro: scesi da gru operai che protestavano per mancato pagamento stipendi

Lavoro: scesi da gru operai che protestavano per mancato pagamento stipendi

Sono scesi da pochi minuti i due operai della ‘G Costruzioni’ che stamani erano saliti su una gru nel cantiere della terza corsia autostradale dell’A1 a Cornocchio, a Barberino di Mugello (Firenze) per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi arretrati da parte della loro azienda che lavorava in appalto al cantiere Pavimental.

“Sarà direttamente Pavimental ad anticipare un primo acconto da 2 mila euro ai lavoratori ex G Costruzioni che non ricevevano lo stipendio da novembre scorso.”A riferirlo è Stefano Tesi, segretario della Filca-Cisl Firenze, dopo l’incontro con la società appaltante dei lavori per la terza corsia dell’A/1 e quello successivo svoltosi oggi pomeriggio in comune a Barberino di Mugello tra i rappresentanti sindacali e il sindaco Giampiero Mongatti.Stamani due dei circa 40 lavoratori che attendono il pagamento dello stipendio erano saliti su una gru del cantiere di Cornocchio, scendendo poi nel primo pomeriggio.“E’ una prima boccata di ossigeno per questi lavoratori che non riscuotevano da 6 mesi – continua Tesi -. Ora lavoreremo, con Pavimental, per trovare, al più presto, una soluzione definitiva a questa vertenza.”Tesi ha anche annunciato che Filca, Fillea e Feneal assieme al comune di Barberino hanno chiesto l’apertura di un tavolo urgente in Prefettura e chiederanno a breve anche l’intervento della Regione Toscana.

“E’ inaccettabile che nel cantiere di una grande opera si arrivi a questa situazione. Lo diciamo da tempo, nei giorni scorsi abbiamo organizzato anche un presidio e chiesto a Autostrade a Pavimental di intervenire, come peraltro prevede la legge per quanto riguarda la responsabilità in solido” afferma  Marco Benati della Fillea Cgil.   Benati aggiunge  “se i lavoratori non hanno lo stipendio pagato per mesi nel loro cantiere, Autostrade e Pavimental dovevano intervenire. Gli operai hanno cessato di lavorare a marzo e da novembre non hanno ricevuto lo stipendio”.

Proprio a causa del mancato pagamento degli stipendi da mesi, fa sapere ancora la Fillea Cgil, una parte dei 40 lavoratori della “G Costruzioni” di Fano (Pesaro e Urbino) si erano dimessi, mentre gli altri sono stati licenziati: “la situazione che si è creata oggi è grave, figlia dell’esasperazione dei lavoratori, e i committenti purtroppo non l’hanno affrontata per tempo come chiesto dal sindacato”.

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