Sciopero nei punti vendita del commercio in Toscana

Sciopero nei punti vendita del commercio in Toscana

Firenze, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil dichiarano per i punti vendita del settore commercio situati nel territorio regionale, lo sciopero per l’intera giornata domenica 29 marzo 2020.

Secondo un comunicato unitario, la dichiarazione dello sciopero “Deriva dal fatto che molte aziende del settore non hanno preso in considerazione le richieste del sindacato, sia a livello nazionale che regionale, di ridurre, in questa fase, le fasce orarie di apertura al pubblico e di prevedere la chiusura di tutti i punti vendita nelle giornate domenicali collocate nella vigenza dei decreti legislativi emanati dalla Presidenza del Consiglio in merito alla difficile situazione sanitaria”.

“Queste nostre richieste hanno avuto nel corso della scorsa settimana, una parziale risposta da parte di alcune aziende, che hanno deciso ridurre le loro fasce di apertura e per la domenica di chiudere alle ore 15. Resta inteso che rimane centrale il problema di in un sovraffollamento nei punti vendita che rimarranno aperti, con evidenti e gravi problemi di contagio”.

“Le nostre richieste continuano a ricercare soluzione e proposte volte alla salvaguardia dei lavoratori e delle lavoratrici del settore, ancora troppo spesso in condizioni di sicurezza precaria, dovute in parte alle negligenze aziendali e in parte all’eccessivo ricorso alla spesa giornaliera – continua il comunicato – Le lavoratrici ed i lavoratori del terziario/commercio e della cooperazione, hanno garantito in questa fase un servizio fondamentale e lo continueranno a fare, ma è necessario garantire anche a loro il dovuto recupero psico fisico. Per questo continuiamo a chiedere che ci sia un equiparazione degli orari commerciali e delle chiusure dei punti vendita, in modo tale da garantire ad aziende, clienti e lavoratori un trattamento univoco”.

Per questi motivi -Conclude il comunicato – ritenendo irresponsabile il comportamento di quelle aziende che continuano a privilegiare il profitto al senso di responsabilità collettiva di cui il paese ha bisogno, dichiariamo lo sciopero per domenica 29 marzo 2020. Le modalità dello sciopero sono a disposizione delle singole strutture sindacali territoriali”.

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Commercio, a Firenze proclamato sciopero domenica 22 marzo

Commercio, a Firenze proclamato sciopero domenica 22 marzo

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil: “Inaccettabile continuare a privilegiare il profitto alla responsabilità”

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Firenze, preso atto della proclamazione (a opera delle segreterie regionali delle tre sigle) dello stato di agitazione di tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici che operano in ogni realtà commerciale presente in Toscana, ritengono irresponsabile il comportamento di quelle aziende che continuano a privilegiare il profitto al senso di responsabilità e proclamano lo sciopero di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori nei punti vendita di Firenze e provincia per tutte le ore che eccedono dalla fascia oraria 8-19 e per la giornata di domenica 22 marzo. Da tempo ormai le tre sigle chiedono di ridurre le fasce orarie di apertura al pubblico e la chiusura dei punti vendita la domenica, nel rispetto dei decreti legislativi emanati dalla Presidenza del Consiglio in merito alla difficile situazione sanitaria, al fine di porre sia i lavoratori che le lavoratrici del settore in una condizione di estrema sicurezza, anche da un punto di vista psicologico.

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Stato agitazione lavoratori del settore commercio

Stato agitazione lavoratori del settore commercio

Firenze, “Le segreterie regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil sono, per i punti vendita del settore commercio situati nel territorio regionale, dichiarano lo stato di agitazione dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Così si legge in un comunicato che continua: “Tale dichiarazione deriva dal fatto che molte aziende del settore commercio non hanno preso in considerazione le richieste che le scriventi hanno inviato, sia a livello nazionale che regionale, dove si chiedeva, in questa fase, di ridurre le fasce orarie di apertura al pubblico e di prevedere la chiusura di tutti i punti vendita nelle giornate domenicali collocate nella vigenza dei decreti legislativi emanati dalla Presidenza del Consiglio in merito alla difficile situazione sanitaria”.

“Tali richieste, più volte reiterate, hanno visto in questa fase alcune aziende raccogliere le nostre sollecitazioni, anticipando l’orario di chiusura serale e chiudendo la domenica ed altre decidere, ad oggi, di non prevedere alcuna riduzione e neppure alcuna chiusura domenicale. Si sta quindi determinando un quadro di non omogeneità e confusione del settore che, oltre a creare uno svantaggio per le aziende più virtuose, potrebbe sfociare in un sovraffollamento nei punti vendita che rimarranno aperti, con evidenti e gravi problemi di contagio”.

“Per questi motivi, ritenendo irresponsabile il comportamento di quelle aziende che continuano a privilegiare il profitto al senso di responsabilità collettiva di cui il paese ha bisogno – conclude il comunicato – dichiariamo a partire dalla presente lo stato di agitazione di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori occupati nei punti vendita della toscana, ponendo a disposizione delle nostre strutture territoriali un pacchetto di 16 ore di sciopero, che saranno utilizzate unitariamente a discrezione delle stesse”.

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Firenze, sindacati: “Vigili urbani senza protezioni, loro sicurezza è in pericolo”

Firenze, sindacati: “Vigili urbani senza protezioni, loro sicurezza è in pericolo”

“Continuano a mancare i dispositivi di protezione individuale per la Polizia Municipale del Comune di Firenze.” Ad annunciarlo, in un comunicato, le sigle dei sindacati di Cgil, Cisl e Uil.

Così continua la denuncia delle sigle dei sindacati: “Come già denunciato nei giorni scorsi, non viene consentito di lavorare in sicurezza e viene quindi messa a repentaglio la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. Mancano mascherine, guanti e soluzioni disinfettanti. Se l’amministrazione non riesce a reperire i dispositivi, deve rimodulare i servizi.”

“Bisogna evitare il contagio degli operatori della Polizia Municipale per garantire il proseguimento dei servizi – continuano i sindacati -. L’eventuale messa in quarantena delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia municipale, infatti, potrebbe portare gravi conseguenze per tutta la città di Firenze. Per questo motivo oggi come sindacati abbiamo scritto al sindaco Nardella,  diffidandolo dal far continuare a lavorare gli operatori della Polizia Municipale in carenti condizioni di sicurezza.”

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Coronavirus: “in Toscana personale sanitario è allo stremo”

Coronavirus: “in Toscana personale sanitario  è allo stremo”

“Personale sanitario allo stremo delle forze. Mettete le lavoratrici e i lavoratori in condizione di sicurezza”. Questo è quanto chiedono, in una nota, le categorie di Cgil e Cisl che operano all’interno del sistema sanitario delle province di Firenze, Prato e Pistoia.

“La situazione nei nostri ospedali rischia a breve – dichiarano i sindacati – di non essere più gestibile; dall’inizio dell’emergenza Coronavirus stiamo ricevendo quotidianamente centinaia di telefonate da parte dei lavoratori preoccupati per la situazione, soprattutto a causa della forte carenza dei dispositivi di protezione individuale. Al personale è stato distribuito materiale in quantità non ancora sufficiente, con l’indicazione di farselo durare il più possibile”.

I sindacati inoltre denunciano che “in queste ultime ore abbiamo appreso che circolano tra i lavoratori delle fake news che insisterebbero sul riciclo, previo lavaggio, delle mascherine monouso; come organizzazioni sindacali stigmatizziamo qualunque utilizzo o suggerimento di uso improprio dei Dpi. Questi sono solo alcuni esempi di come gli operatori della
sanità sono costretti ad operare”.
“Come organizzazioni sindacali, chiediamo di aumentare, nel più breve tempo possibile – concludono Cgil e Cisl -, le forniture dei dispositivi protezione individuali, consegnandoli
a partire dagli operatori che lavorano in costante esposizione di rischio. I lavoratori ne hanno diritto per la propria salvaguardia e per quella delle proprie famiglie e il sistema di
tutela lo richiede per l’intera collettività. Riteniamo che a questo punto non rimanga altro che applicare lo smart working ai lavoratori amministrativi, l’applicazione di paratie agli
operatori di front office e la chiusura, almeno fino all’arrivo di idonei e sufficienti Dpi, di tutti quei servizi non essenziali all’interno dei presidi ambulatoriali e territoriali
di cui non si ravvede la necessità di apertura per affrontare l’emergenza Covid-19, consentendo in questo modo la fornitura di sufficiente materiale ai servizi più a rischio”.

La regione Toscana, da parte sua, fa sapere che, nelle ultime 24 ore sono 141.816 le mascherine distribuite alle strutture sanitarie del Servizio sanitario regionale dalla Regione Toscana. Di queste, riferisce un comunicato della Regione, 39.500 sono ‘made in
Tuscany’, mentre le altre 102.316 provengono dalla Protezione Civile nazionale. A questi numeri si aggiungono 5.330 protezioni facciali, sempre provenienti dalla protezione civile.
Tutto il materiale distribuito, riporta la stessa nota, “è idoneo”.

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