Panificio Toscano: incontro con sindacati per assunzioni

Panificio Toscano: incontro con sindacati per assunzioni

Il percorso avviato dal Panificio Toscano per arrivare all’assunzione dei lavoratori della Cooperativa Giano prosegue e questa mattina ( 6 settembre 2018) si è svolto un incontro con le organizzazioni sindacali. L’azienda ha ribadito la volontà di procedere all’assunzione dei soci lavoratori della Cooperativa Giano e a tal fine di avviare una trattativa con la Cooperativa per tutte le questioni attinenti ai rapporti contrattuali.

Alle rappresentanze sindacali presenti (UIL, CGIL, SiCobas) all’incontro con il Panificio Toscano, è stata data notizie dell’immediato avvio della procedura (prevista dall’articolo 47 legge 428/1990). I rappresentanti SiCobas hanno posto come pregiudiziale la revoca dei licenziamenti di due lavoratori effettuati dalla Cooperativa Giano, in tempi e per ragioni che niente hanno a che fare con la trattativa in corso.

A tal proposito il Panificio Toscano osserva che la questione dei soci esclusi e licenziati riguarda la Cooperativa Giano, ma fa presente che qualora la maggioranza dei soci lavoratori della Cooperativa si esprima in senso favorevole alla riammissione dei soci espulsi, agirà di conseguenza dando corso all’assunzione . Invita pertanto Cooperativa Giano ad attivarsi per le consultazioni del caso.

L’azienda si augura infine che vista l’importanza della fase che si è aperta ci possa essere da parte di tutti il massimo senso di responsabilità agevolando così il processo in corso, nell’interesse comune di azienda e lavoratori.

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Lidl, indetto da Filcams Cgil uno sciopero nazionale

Lidl, indetto da Filcams Cgil uno sciopero nazionale

Lidl, domani venerdì 13 luglio sciopero nazionale dei lavoratori indetto dalla Filcams Cgil: in Toscana è previsto un presidio regionale a Pontedera (Pisa) davanti al magazzino in via Alberto Carpi 29 dalle 8:30 fino alla sera (l’altro è a Massa Lombarda, in provincia di Ravenna).

Si tratta di uno sciopero nazionale dichiarato dopo la firma separata del contratto integrativo aziendale avvenuta in data 6 marzo 2018. La Filcams non ha sottoscritto il contratto in quanto l’accordo siglato da Fisascat Cisl e Uiltucs Uil si discosta in modo rilevante dalle richieste presentate unitariamente.

Dice la Filcams Cgil Toscana: ”E’ un accordo che, pur in presenza di un andamento e di risultati economici estremamente positivi da parte di Lidl, determina un complessivo e sostanziale arretramento della qualità dell’occupazione nei punti di vendita”.

“C’è grande disappunto nel merito e nel metodo su questa intesa che non abbiamo firmato, siamo a fianco dei lavoratori Lidl”, fa sapere la Filcams Cgil Firenze che porterà ben oltre 100 lavoratori fiorentini – che arriveranno in pullman organizzati o mezzi propri – al presidio di Pontedera di domani.

Anche dal resto della Toscana sono attesi tantissimi lavoratori.

La Filcams si era data l’obiettivo di dare ai lavoratori un accordo che valorizzasse il fondamentale contributo apportato dai lavoratori ai fini dei considerevoli risultati raggiunti da Lidl in questi anni in termini di fatturato e utili.

Il rinnovo siglato desta perplessità, avendo inserito nel contratto integrativo importanti deroghe al contratto nazionale in materia di flessibilità, inserendo il riferimento all’Art. 8 della Legge 148/2011 che consentirà a Lidl di derogare al contratto nazionale, determinando un forte peggioramento delle condizioni di lavoro.

Anche la richiesta di definire un sistema che disciplinasse la questione del consolidamento dell’orario di lavoro dei tantissimi lavoratori part time, non è stata accolta.

Nell’accordo si introduce una sperimentazione che coinvolge un numero limitato di lavoratori part time, con un aumento non rilevante di ore, al quale però si aggiunge l’accettazione da parte del lavoratore di una flessibilità incontrollata.

L’azienda potrà decidere unilateralmente gli orari in cui i lavoratori sono tenuti a prestare la loro opera, restando a completa disposizione della Lidl.

Inoltre l’azienda si è rifiutata di discutere di qualsiasi forma di incentivazione salariale, pur in una situazione economica positiva.

Per queste ragioni la Filcams, dopo la firma separata, ha convocato le assemblee in tutti i posti di lavoro, per informare i lavoratori, dalle assemblee sono usciti diffusamente ordini del giorno che sono stati inviati all’azienda, chiedendo di riaprire la trattativa e minacciando una giornata di sciopero per il 7 giugno.

Durante i successivi incontri l’azienda ha assunto un atteggiamento di complessiva indisponibilità ad entrare nel merito delle richieste, al termine dei quali si è deciso di proclamare per venerdì 13 luglio lo sciopero nazionale dei dipendenti Lidl.

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Cgil su incidente mortale a Massa Carrara: “un fallimento di tutta la comunità”

Cgil su incidente mortale a Massa Carrara: “un fallimento di tutta la comunità”

La Cgil di Massa Carrara ha commentato con dolore e amarezza l’ennesimo incidente mortale sul lavoro: “La tragedia di oggi è indice di fallimento di tutta la nostra comunità”.

Massa Carrara, la Cgil si è espressa riguardo all’incidente mortale avvenuto questa mattina in un deposito di marmo. La vittima si chiamava Luca Savio, aveva 37 anni, era sposato e aveva un figlio piccolo.

Solo due mesi fa, sempre a Carrara, un altro incidente mortale.

A rendere ancora più intollerabile la scomparsa di Luca Savio c’è il particolare, diffuso dal sindacato, che l’operaio aveva un contratto per soli sei giorni di lavoro: l’aveva firmato il 6 Luglio e aveva cominciato a lavorare il 9, lunedì scorso.

Sempre la Cgil ha scritto in una nota: “Dalle prime notizie sembra che l’operaio stesse lavorando intorno a un blocco di marmo in un deposito vicino al porto che improvvisamente lo ha colpito mentre lo stava movimentando.

Appresa la notizia, nelle cave è scattata la solidarietà di tutti i cavatori che hanno immediatamente abbandonato il lavoro, come tanti lavoratori del settore lapideo”.

Prosegue la Cgil: “Le imprese che non rispettano le leggi in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro devono essere chiuse.

Tutti gli attori coinvolti devono riflettere sull’opportunità di consorziare le piccole imprese in modo tale da avere più tutele per lavoratori e lavoratrici.

Esprimiamo cordoglio ai familiari del ragazzo e lanciamo ancora una volta un appello affinchè le istituzioni si impegnino a fermare questa strage”.

 

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Massa Carrara: Spinelli su operaio schiacciato da blocco marmo

Massa Carrara: Spinelli su operaio schiacciato da blocco marmo

Serena Spinelli, capogruppo Articolo Uno Mdp in Consiglio regionale interviene sull’incedente mortale di questa mattina a Marina di Carrara, dove un operaio ha perso la vita : ”Morire sul lavoro con un contratto di cinque giorni è una grande ingiustizia sociale. La più grande dei nostri tempi”.

La capogruppo di Mdp Spinelli si unisce inoltre alla denuncia della Cgil di Massa Carrara che sottolinea la durata del contratto di lavoro dell’operario, di soli cinque giorni.

”Un altro grande dramma quello di Luca Savio, 37 anni, morto questa mattina a Marina di Carrara, schiacciato da un blocco di marmo presso il deposito in cui lavorava. Esprimo tutto il mio cordoglio alla famiglia e ai suoi cari. Le forze dell’ordine e i tecnici dell’Asl ricostruiranno la dinamica della vicenda.

Ma leggo con sconcerto quanto riportato dalla Cgil di Massa Carrara, secondo la quale risulta che Luca Savio avesse un contratto di lavoro iniziato il 6 luglio e della durata di cinque giorni.

Morire sul lavoro con un contratto di cinque giorni è una grande ingiustizia sociale. La più grande dei nostri tempi.

Mi chiedo come, con un contratto di soli cinque giorni, un’azienda possa rispettare leggi e regole in materia di salute e sicurezza, così come sottolinea la Cgil di Massa  Carrara.

La degenerazione del precariato esplosa nel nostro Paese deve finire.

Ripetiamo costantemente la necessità di investimenti su sicurezza, formazione e un maggior numero di ispettori del lavoro; ma di fronte a tragedie come quella di oggi la realtà del mondo del lavoro si presenta ancora più grave di come viene descritta.

La Regione Toscana per la sicurezza nel settore del marmo ha messo a punto un piano specifico, con competenze e risorse.

Ma serve di più, serve l’impegno del Governo su sicurezza e formazione, aumento del numero degli ispettori e dunque dei controlli. Per ridare dignità al lavoro bisogna ripartire dalle fondamenta, dalla struttura del rapporto di lavoro stesso; oggi troppo debole, svuotato di regole e diritti”.

È quanto dichiara Serena Spinelli, capogruppo Articolo Uno Mdp in Consiglio regionale a seguito dell’incidente mortale sul lavoro avvenuto questa mattina a Marina di Carrara.

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Centinaia a Scandicci per chiedere la chiusura di CasaPound

Centinaia a Scandicci per chiedere la chiusura di CasaPound

🔈Scandicci, a quattro settimane dall’apertura della sede di CasaPound, alcune centinaia di persone hanno partecipato al corteo di protesta contro la presenza della sede di CasaPound nella zona di San Giusto.

“Quello che offende di più – fanno notare i manifestanti – è che la sede di CasaPound sia proprio nella via intitolata al martire della Resistenza Elio Chianesi”.

La manifestazione ha avuto qualche momento di tensione quando il corteo è passato per due volte all’incrocio con via Chianesi dove, fuori della sede, stazionavano una dozzina di appartenenti a CasaPound con bandiere italiane, a quel punto dal corteo sono partiti slogan e canti antifascisti che presto sono degenerati in insulti, ma la presenza delle forze dell’ordine e di un servizio d’ordine degli organizzatori ha calmato gli animi e la manifestazione è continuata pacificamente.

Fra i molti manifestanti, anche l’ex partigiano Moreno Cipriani, ed in prima fila del corteo, c’era anche Ida Chianesi, figlia del partigiano martirizzato dai fascisti Elio Chianesi, che aveva già dato il suo contributo alla causa firmando la petizione con la quale si chiede al sindaco di Scandicci la chiusura della sede di CasaPound di San Giusto.

La manifestazione era promossa dal Comitato Antifascista di Scandicci per ribadire:
– il rispetto della Costituzione e della legge Italiana che vieta l’apologia del fascismo, reato previsto dall’art. 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645;
– la condanna di una politica che cerca di orientare la rabbia della gente contro le fasce deboli della popolazione: gli immigrati, i disoccupati, i poveri.

Hanno dato la loro adesione alla manifestazione l’ANPI provinciale e i circoli ANPI del circondario, l’ARCI provinciale e i circoli ARCI della zona, Camera del lavoro Cgil Scandicci, Flc Cgil, Fiom Cgil, Usb, Cobas, Presidio Libera di Scandicci, Rete Studenti Medi, Firenze Antifascista, Associazione Vita Indipendente, Pd, SI, Art.1-Mdp, Pap, Pci, Pmli. 

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Gimmy Tranquillo ha intervistato alcuni partecipanti alla manifestazione:

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