🎧 Geologia, sulle tracce di Tetide, l’Oceano scomparso

🎧 Geologia, sulle tracce di Tetide, l’Oceano scomparso

Firenze, importante scoperta nel campo della Geologia a cui ha partecipato l’Università di Firenze, scoperto infatti un nuovo meccanismo con cui si origina la crosta continentale, cioè quella parte di crosta terrestre che forma i continenti.

La ricerca è stata realizzata da Paola Vannucchi, ordinario di Geologia Strutturale presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, e da Jason P. Morgan di Southern University of Science Technology Cina.

In podcast l’intervista alla Prof.ssa Paola Vannucchi, ordinaria di Geologia Strutturale presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, a cura di Chiara Brilli e Gimmy Tranquillo.

Lo studio trae origine dalla domanda che i ricercatori si sono posti sul destino geologico del Mar Ionio, la cui crosta oceanica è il più antico frammento rimasto al mondo dell’Oceano Tetide, che separava i due grandi blocchi delle terre emerse nella Pangea.

“Per capire i termini della questione – spiega Paola Vannucchi – occorre ricordare che la crosta della Terra è di due tipi: mentre la crosta oceanica deriva dalla risalita di materiale magmatico direttamente dal mantello del pianeta, la crosta continentale viene formata dai cosiddetti vulcani di arco e deriva dalla subduzione, cioè dallo sprofondamento di una parte della crosta oceanica che crea come una distillazione di crosta meno densa, più silicea, che dà forma appunto alla crosta continentale”.

Ma se è proprio la maggiore densità della crosta oceanica che provoca il suo inabissamento in occasione della collisione con la crosta continentale, perché la crosta oceanica di Tetide del Mar Ionio non è sprofondata e così hanno fatto anche il Mar Caspio, il Mar Nero e alcuni immensi bacini dell’Asia?

“Questi frammenti di Tetide – spiega Vannucchi – diventano luoghi preferenziali per la sedimentazione marina e terrestre. Basti pensare che sopra la crosta oceanica del Mar Ionio ci sono 10.000 metri di sedimenti derivanti dall’erosione e non solo. Ebbene, con il tempo – circa 500 milioni di anni – il calore che si sprigiona da questi sedimenti rende la crosta meno densa e gli impedisce di subdurre, cioè di sprofondare. In questo modo i sedimenti trasformano l’ex fondale marino in una forma unica di crosta continentale e litosfera sottostante”.

Gli studiosi hanno chiamato questo processo “transmogrificazione”. Questa dinamica spiega anche perché i bacini come Mar Nero o Mar Caspio siano ricchi di gas e risorse naturali, ma anche elementi utili per prodotti di alta tecnologia come le terre rare: quando gli spessi sedimenti depositati su crosta “transmogrificata” iniziano a scaldarsi così tanto da fondere possono infatti concentrare questi elementi.

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🎧 Storie di stoffa: tre mamme ripartono con tessuti, colori e fantasia

🎧 Storie di stoffa: tre mamme ripartono con tessuti, colori e fantasia

Dal lockdown pandemico alla voglia di rimettersi in gioco attraverso la creatività e la condivisione al femminile. E’ un po’ il senso del progetto ‘Storie di stoffa’ ideato da tre donne, amiche e mamme, ognuna con le proprie difficoltà lavorative durante l’emergenza Covid. Ognuna con la voglia di riprendere in mano i propri sogni.

Chiara Brilli ha intervistato una di loro, Claudia

Fantasia, colori e un’idea ben precisa: fare indossare ai bambini delle storie. Così i tessuti prendono vita e avvicinano i piccoli alla lettura.

Claudia, Viola e Camille (foto) creano stoffe animate da disegni originali che realizzano partendo dalla scrittura di storie per bambini. Si trovano in via Montebello a Firenze e sui canali social a storiedistoffafirenze.

Partite con delle magliette unisex in cotone organico o lino hanno l’ambizione di creare delle vere e proprie linee di accessori utili per i più piccoli e da usare nel tempo libero.

“Storie di stoffa è un progetto che nasce in un momento storico molto importante, dove siamo stati obbligati a fermarci per riflettere. A marzo 2020 una pandemia mondiale ci ha costretti a rifugiarci nelle nostre case ed ha completamente rivoluzionato il modo di vivere di tutti. Abbiamo cercato di sfruttare questa rivoluzione per far nascere qualcosa di positivo che ci aiutasse ad andare avanti con la fantasia e i colori che servono per vivere ogni giorno con entusiasmo. Trovare delle soluzioni è la cosa più intelligente che gli individui possano fare! Ci abbiamo creduto proprio come fanno i bambini con le favole, perché
anche gli adulti hanno bisogno di tornare a crederci e, perché no, anche di tornare ad essere un po’ bambini”, si legge in uno stralcio della loro presentazione.
Il progetto è stato illustrato il 16 giugno scorso attraverso anche un laboratorio animato per bambini e bambine negli spazi del Giardino dell’Ardiglione in Oltrarno.

 

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🎧 “Ci sarà una volta”, il rilancio di Firenze con i giovani al centro

🎧 “Ci sarà una volta”, il rilancio di Firenze con i giovani al centro

Si chiama “Ci sarà una volta” ed è un progetto ideato da tre giovani fiorentini che con gli strumenti digitali e social stanno portando avanti un percorso di ascolto ed elaborazione di proposte ripartenza e rilancio di Firenze, soprattutto a livello culturale ed artigianale. Intervista a cura di Chiara Brilli

Sono partiti da un video sulle piattaforme social degli ideatori e che ha come obiettivo quello di coinvolgere varie categorie, quelle più colpite dalla crisi, artigiani, operatori culturali, ristoratori, “per lanciare un messaggio di speranza e ripartenza” cercando di intercettare soprattutto la fascia under 30.

Sono tre, giovani, amici e molto convinti: Edoardo de Biasi, 19 anni studente del Progeas, Leonardo Margarito (ASCOLTA L’INTERVISTA), 18 anni studente di Giurisprudenza e Samuele Lastrucci giovane direttore ventisettenne del Museo dei Medici.

I tre ragazzi hanno lavorato a questo progetto per raccontare le storie e le difficoltà della crisi derivante dalla gestione Covid ma soprattutto formulare una piattaforma di proposte ed iniziative di rilancio.

“L’obiettivo di questa pubblicazione assume una duplice valenza: da un lato promuovere un messaggio di rilancio culturale che vada a ricostruire programmaticamente il futuro di questo imprescindibile settore; dall’altro, invece, permettere alle nuove generazioni di conoscere ed essere protagonisti nel mondo della cultura, attraverso interessanti iniziative ed eventi. A tal proposito abbiamo deciso che tanto nella fase preliminare quanto in quella realizzativa fossero coinvolti esclusivamente volti under 30, proprio a dimostrazione del fine che vogliamo perseguire. In un momento storico particolarmente critico e precario della nostra vita, è nostro dovere sensibilizzare ad una prospettiva futura più prospera e proficua per la (ri)partenza; il nostro prodotto dovrà essere sia un punto di riferimento per tante persone che vogliono – pacificamente e costruttivamente – tirare fuori la loro voce, sia lanciare un messaggio forte e impattante a chi prenderà le scelte per il nostro futuro.

Noi vogliamo essere parte di questa scelta, non ignari spettatori passivi di questo spettacolo. Ringrazio di cuore – già da ora – tutte/i coloro che stanno cooperando con noi e che ci offrono volontariamente il loro importante ausilio per realizzare questa iniziativa.

Si sono frapposti, e probabilmente si frapporranno, numerosi ostacoli di vario rango: dal contesto pandemico, quindi di ordine naturale, a chi vorrebbe distruggere spregiudicatamente – senza alcun motivo – il nostro operato; noi in risposta a ciò facciamo nostre la parole di Lorenzo de’ Medici, che in un celebre passaggio disse: “l’ostacolo non ferma il cammino, nel cuore di ognuno alberga il Magnifico”.

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🎧 “Ci sarà una volta”, il rilancio di Firenze con i giovani al centro

🎧 “Ci sarà una volta”, il rilancio di Firenze con i giovani al centro

Si chiama “Ci sarà una volta” ed è un progetto ideato da tre giovani fiorentini che con gli strumenti digitali e social stanno portando avanti un percorso di ascolto ed elaborazione di proposte ripartenza e rilancio di Firenze, soprattutto a livello culturale ed artigianale. Intervista a cura di Chiara Brilli

Sono partiti da un video sulle piattaforme social degli ideatori e che ha come obiettivo quello di coinvolgere varie categorie, quelle più colpite dalla crisi, artigiani, operatori culturali, ristoratori, “per lanciare un messaggio di speranza e ripartenza” cercando di intercettare soprattutto la fascia under 30.

Sono tre, giovani, amici e molto convinti: Edoardo de Biasi, 19 anni studente del Progeas, Leonardo Margarito (ASCOLTA L’INTERVISTA), 18 anni studente di Giurisprudenza e Samuele Lastrucci giovane direttore ventisettenne del Museo dei Medici.

I tre ragazzi hanno lavorato a questo progetto per raccontare le storie e le difficoltà della crisi derivante dalla gestione Covid ma soprattutto formulare una piattaforma di proposte ed iniziative di rilancio.

“L’obiettivo di questa pubblicazione assume una duplice valenza: da un lato promuovere un messaggio di rilancio culturale che vada a ricostruire programmaticamente il futuro di questo imprescindibile settore; dall’altro, invece, permettere alle nuove generazioni di conoscere ed essere protagonisti nel mondo della cultura, attraverso interessanti iniziative ed eventi. A tal proposito abbiamo deciso che tanto nella fase preliminare quanto in quella realizzativa fossero coinvolti esclusivamente volti under 30, proprio a dimostrazione del fine che vogliamo perseguire. In un momento storico particolarmente critico e precario della nostra vita, è nostro dovere sensibilizzare ad una prospettiva futura più prospera e proficua per la (ri)partenza; il nostro prodotto dovrà essere sia un punto di riferimento per tante persone che vogliono – pacificamente e costruttivamente – tirare fuori la loro voce, sia lanciare un messaggio forte e impattante a chi prenderà le scelte per il nostro futuro.

Noi vogliamo essere parte di questa scelta, non ignari spettatori passivi di questo spettacolo. Ringrazio di cuore – già da ora – tutte/i coloro che stanno cooperando con noi e che ci offrono volontariamente il loro importante ausilio per realizzare questa iniziativa.

Si sono frapposti, e probabilmente si frapporranno, numerosi ostacoli di vario rango: dal contesto pandemico, quindi di ordine naturale, a chi vorrebbe distruggere spregiudicatamente – senza alcun motivo – il nostro operato; noi in risposta a ciò facciamo nostre la parole di Lorenzo de’ Medici, che in un celebre passaggio disse: “l’ostacolo non ferma il cammino, nel cuore di ognuno alberga il Magnifico”.

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🎧 @donnexstrada: se hai bisogno, parte la diretta Instagram e non sei più sola

🎧 @donnexstrada: se hai bisogno, parte la diretta Instagram e non sei più sola

@donnexstrada: una pagina Instagram che attiva, su richiesta, delle dirette alla tutela delle donne che, camminando per strada, si sentono minacciate o in pericolo. Intervista di Chiara Brilli ad Ilaria Saliva, 28 anni, psicologa e volontaria di donnexstrada.

La richiesta è così alta che la pagina, in poco tempo, ha raggiunto migliaia di followers. L’idea è nata a marzo da una psicologa clinica romana di 26 anni, Laura de Dilectis, che, a seguito dell’omicidio di Sarah Everard, ha pensato fosse necessario creare un progetto a tutela delle donne. Uno strumento di prevenzione che utilizza i social come amplificatore di aiuto.

Un progetto che nasce per la sicurezza delle donne in strada. Ha scopi preventivi  ed offre la possibilità di fare delle dirette pubbliche o private nel momento in cui una donna non si sente sicura in un tratto buio, tornando a casa, uscendo da lavoro o in qualsiasi contesto in cui si trovi a fare un tragitto da sola in fascia serale ed in un contesto isolato.

Una volta che su Instagram arriva la richiesta tramite messaggio, una delle volontarie si attiva e prende in carico la persona facendole compagnia durante il percorso.

“Sappiamo tutti quanto possa essere fonte di stress fare dei tragitti in completa solitudine con la paura di essere aggredite. Vogliamo prevenire la paura o comunque contribuire ad evitare le aggressioni utilizzando un social che possa amplificare e documentare casi di bisogno”.

Nata il 21 marzo 2021, la pagina ha già superato i 70 mila followers e questo “è un dato negativo perché testimonia la forte domanda di sicurezza per strada. Le richieste aumentano esponenzialmente alla conoscenza del servizio. Spesso vengono fatte dirette private previa raccolta di  tutti i dati del tragitto, utili nel caso in cui nell’arco della diretta succeda qualcosa. Anche se poi la diretta non viene attivata perché le donne possono organizzarsi altrimenti o trovare che l’accompagna fisicamente c’è comunque molta voglia di farci sapere che probabilmente ne hanno bisogno. Riceviamo tante  storie di esperienze terribili e messaggi di richiesta di collaborazione per offrirsi volontari”.

La video chiamata non è la garanzia affinché non succeda nulla ma può abbassare la probabilità di un approccio indesiderato soprattutto se si sa che c’è questo strumento attivabile.

Messaggi di supporto arrivano anche dagli uomini per un servizio che è rivolto anche a loro e a chiunque si trovi in un contesto di possibile esposizione al pericolo.

Al momento donnexstrada è composto da 10 volontarie  ma con l’obiettivo di integrarle anche in previsione della fine del coprifuoco “quando prevedibilmente aumenteranno le richieste”.

E’ possibile aderire da tutte le parti d’Italia scrivendo a collaborazioni.donnexstrada@gmail.com fornendo la propria adesione, la città di provenienza, numero telefonico e  breve presentazione.

 

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