Vende polizze auto contraffatte, a processo ex assicuratore

Vende polizze auto contraffatte, a processo ex assicuratore

A processo un ex assicuratore che vendeva polizze auto contraffatte, incassava i soldi dei clienti in cambio di contrassegni falsi

Avrebbe continuato a vendere polizze Rc auto nonostante fosse stato radiato dal registro degli intermediari, incassando il denaro degli ignari clienti e fornendo loro contrassegni assicurativi contraffatti.

Per questo un 50enne di Firenze andrà a processo con citazione diretta in giudizio, con le accuse di truffa aggravata e esercizio abusivo dell’attività. In base alle indagini, coordinate dalla pm Christine Von Borries, tra aprile e dicembre 2017 l’uomo avrebbe truffato almeno quattro persone, incassando il denaro di polizze rivelatesi false.

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Firenze: fallimento società consulenza, due arresti per bancarotta

Firenze: fallimento società consulenza, due arresti per bancarotta

Da un’inchiesta per bancarotta fraudolenta della Procura di Firenze sul fallimento di una società di consulenza sono emersi due arresti e una misura interdittiva

Due arresti e una misura interdittiva nell’ambito di un’inchiesta per bancarotta fraudolenta sul fallimento, nel 2016, di una società di consulenza aziendale, la Soloazienda & Management srl di Firenze.

Secondo quanto spiegato dalla guardia di finanza – che ha condotto le indagini coordinate dal pm di Firenze Christine Von Borries ed eseguito, in collaborazione con i colleghi di Sant’Angelo dei Lombardi (Avellino), le misure cautelari -, agli arresti domiciliari sono finiti l’amministratore di fatto e quello di diritto dell’azienda, il primo domiciliato a Firenze, il secondo residente nell’Avellinese. Sospeso per sei mesi dall’attività un consulente finanziario fiorentino.

L’inchiesta, si spiega in una nota delle fiamme gialle, avrebbe permesso di “ricostruire gravi fatti di bancarotta” finalizzati “alla distrazione di circa 4 milioni di euro che la società fallita ha richiesto ed ottenuto da vari istituti di credito”. Per gli inquirenti ci sarebbe stato “un piano precostituito” degli indagati, “consistente nell’acquisizione delle quote di una società dormiente da parte del soggetto rivelatosi poi una mera ‘testa di legno’ e coinvolto nelle illecite attività dall’amministratore di fatto e dal consulente finanziario del quale la rinnovata società si avvaleva”.

Acquisita l’azienda gli indagati avrebbero “falsificato i bilanci”, depositandoli poi alla Camera di commercio di Firenze, in modo da utilizzarli con le banche e ottenere “mutui, e anche anticipi su fatture attive, poi rivelatesi inerenti a operazioni inesistenti”. I fondi sarebbero stati “trasferiti ad altre entità italiane e/o estere a giustificazione di operazione d’acquisto altrettanto fittizie, in tal modo depauperando e portando al dissesto la società, poi dichiarata fallita”

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Genitori Renzi: fatture false, gup li rinvia a processo

Genitori Renzi: fatture false, gup li rinvia a processo

“Era una decisione scontata, da quando abbiamo scelto di chiedere il processo nel marzo 2018”. E’ quanto si legge in una nota dei legali dei genitori dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Le fatture finite sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti sono due, da 20.000 e 140.000 euro più Iva. La prima udienza del processo è fissata per il 4 marzo 2019.

L’avvocato Federico Bagattini e i legali dello studio Miccinesi, che compongono il collegio difensivo di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, rinviati oggi a giudizio dal gup di Firenze per emissione di fatture false da parte di loro società hanno dichiarato in una nota: “Vogliamo difenderci in un processo e non nel tritacarne mediatico, anche perché le fatture ci sono, sono state regolarmente pagate e il progetto per il quale Renzi ha lavorato è in corso di realizzazione. Siamo dunque molto fiduciosi sul merito del procedimento”.

Le due fatture, risalenti al 2015, riguardavano studi di fattibilità di cui Tramor – società di gestione dell’outlet The Mall di Reggello (Firenze) e di cui era all’epoca amministratore Dagostino – aveva incaricato le società Party ed Eventi 6 facenti capo ai Renzi. Secondo i pm Luca Turco e Christine von Borries le consulenze per la Tramor, che si è costituita parte civile, non sarebbero però mai state eseguite, circostanza negata dalle difese degli imputati. Nelle indagini gli investigatori della guardia di finanza non avrebbero trovato riscontri convincenti all’oggetto del prezzo. Gli studi dovevano riguardare uno l’ampliamento al ‘food’ dell’offerta dell’outlet, l’altro per incentivare la logistica in modo da portare turisti giapponesi a fare acquisti nel centro commerciale.

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Chiesto processo per sieropositivo che si è finto sano col partner

Chiesto processo per sieropositivo che si è finto sano col partner

La procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per un 24enne, finito in manette lo scorso novembre con l’accusa di aver infettato il partner col virus dell’hiv, facendogli credere di essere sano pur sapendo di essere sieropositivo, e pretendendo rapporti sessuali non protetti con la scusa di una presunta allergia al lattice.

Le accuse contestate sono lesioni gravissime e tentate lesioni gravissime. L’udienza preliminare è stata fissata per il 17 settembre prossimo. Secondo quanto accertato nel corso delle indagini, coordinate dalla pm Christine Von Borries, oltre a quello dell’ex fidanzato i casi accertati sono due.

Entrambi gli uomini, con i quali il 24enne avrebbe avuto rapporti sessuali non protetti nascondendo loro la malattia, si sono sottoposti ai test di controllo, risultati negativi. Le indagini erano partite nell’agosto del 2017, dopo una denuncia presentata dal compagno.

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PM: a coniugi Renzi pagati studi mai fatti

PM: a coniugi Renzi pagati studi mai fatti

La procura di Firenze ha notificato oggi l’avviso di conclusione delle indagini ai genitori dell’ex Presidente del Consiglio. Al centro dell’inchiesta una vicenda di fatture false per operazioni inesistenti basate su due incarichi  per studi di fattibilità relativi all’outlet The Mall di Reggello.

Secondo i pm Christine von Borries e Luca Turco tali studi di fattibilità in realtà non sono mai stati effettuati mentre invece sarebbe corso il pagamento a favore delle società dei Renzi, in particolare alla Eventi6 “procurando a Laura Bovoli amministratore di diritto e a Tiziano Renzi amministratore di fatto un ingiusto profitto” con pari danno per la Tramor srl. I fatti risalgono al 2015. Luigi Dagostino era amministratore di  Tramor srl, mentre  la Party e la Eventi6 facevano capo a Tiziano Renzi moglie Laura Bovoli.

La fattura per la Party è di 20.000 euro più 4.400 euro di Iva per lo studio di un’area destinata al ‘food’ in un nuovo insediamento commerciale nei pressi di The Mall; l’altra fattura, a favore della Eventi6, è di 140.000 euro più 30.800 di Iva e riguarda lo studio di una “struttura ricettiva e food con i relativi incoming asiatici e la logistica da e per i vari trasporti pubblici (Ferrovie-Aeroporti)”. Dagostino, indagato nel ruolo di amministratore di fatto della Tramor, è accusato anche di truffa per aver attestato la veridicità della fattura da 140.000 euro più Iva con il successivo amministratore della Tramor, Remì Leonforte, il quale fu così indotto ad autorizzare il pagamento.

L’avviso di conclusione delle indagini riporta anche il testo di una e-mail del 6 luglio 2016 inviata da Dagostino al manager Carmine Rotondaro, all’epoca procuratore speciale del gruppo Kering, di cui la Tramor faceva parte. Dagostino, ormai non più amministratore della Tramor, scriveva nell’e-mail a cui era allegata la fattura emessa dalla Eventi6: “Buongiorno caro, ti pregherei di mettere in pagamento urgentemente per i motivi che ti ho spiegato. Un abbraccio. Luigi”.

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