Empoli, caporalato: turni di 10 ore per 1,28 euro l’ora

Empoli, caporalato: turni di 10 ore per 1,28 euro l’ora

Una coppia di imprenditori di una ditta calzaturificia di Empoli è stata arrestata per bancarotta fraudolenta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e caporalato. Costringevano a lavorare operai africani, tra cui divesi dal Gambia, fino a 10 ore al giorno sei giorni la settimana per una paga oraria di circa 1,28 euro.

Secondo le indagini della Guradia di Finanza, gli operai erano assunti completamente al nero o con contratti formalmente part-time ma poi lavoravano 10 ore al giorno, festivi compresi. “Nel contratto di lavoro c’è scritto che lavoro due ore al giorno, dalle 9 alle 11 –  in realtà lavoro dalle 9 alle 19 dal lunedì al sabato”, la testimonianza di uno dei lavoratori. “All’inizio percepivo 650 euro mensili, ore 800 – racconta un altro – lavoro tutti i giorni domenica compresa dalle 8 alle 20, con una pausa di 15 minuti per poter mangiare”.
I migranti africani sono preferiti come operai poiché considerati più facilmente sfruttabili in quanto privi di alternative lavorative, di quelle necessarie per denunciare un eventuale sfruttamento sul luogo di lavoro, essendo meno consapevoli dei propri diritti sindacali rispetto a lavoratori provenienti da altri continenti. Questa è la realtà emersa dalle indagini della Guardia di finanza.
Il gip di Firenze, su richiesta del pm Christine Von Borries, aveva disposto l’arresto in carcere anche per il figlio della coppia, che tuttavia al momento è irreperibile, si troverebbe in Cina.

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Fatture false: Pm chiede 1 anno e 9 mesi per genitori Renzi

Fatture false: Pm chiede 1 anno e 9 mesi per genitori Renzi

Il pm di Firenze Christine von Borries ha chiesto una condanna a un anno e nove mesi di reclusione per Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori di Matteo Renzi, al processo per le fatture false in corso nel capoluogo toscano. Lo stesso pm ha chiesto la condanna a due anni e tre mesi per il terzo imputato, l’imprenditore Luigi Dagostino.

E’ cominciata al tribunale di Firenze l’udienza del processo per fatture false in cui il pm Christine von Borries ha pronunciato la requisitoria contro gli imputati Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori dell’ex premier e attuale leader di Italia Viva Matteo Renzi, e l’imprenditore pugliese Luigi Dagostino, il ‘re degli outlet’. Quest’ultimo era presente in aula, assenti invece Tiziano Renzi e Laura Bovoli. Dopo la discussione del pm, sono intervenute le parti civili e i difensori quindi ci sarà la camera di consiglio, per la sentenza, tenuta dal giudice Fabio Gugliotta.

Il processo riguarda il pagamento di fatture emesse da società dei Renzi nel 2015 – una da 20.000 euro dalla società Party, un’altra da 140.000 euro più Iva dalla Eventi 6 – per consulenze a società riferibili a Dagostino. Le consulenze riguardavano studi per un’attività di ristorazione e per potenziare il flusso di turisti, in particolare orientali, verso l’outlet The Mall nel Valdarno. Ma per l’accusa si trattò di pagamenti per operazioni inesistenti e le fatture, pertanto, erano false. I coniugi Renzi sono imputati della loro emissione, Dagostino dell’utilizzo. Dagostino, interrogato nel processo, ha detto di averle pagate per “sudditanza psicologica” essendo Tiziano Renzi e Laura Bovoli genitori dell’ex premier.

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Duplice omicidio Sesto F.no: ergastolo per il vicino di casa

Duplice omicidio Sesto F.no: ergastolo per il vicino di casa

E’ stato condannato all’ergastolo, nel processo con rito abbreviato celebrato a Firenze, Fabrizio Barna, il 54enne che il 21 ottobre 2018 a Sesto Fiorentino (Firenze) uccise a colpi di pistola i vicini di casa Salvatore Andronico, 66 anni, e il figlio di quest’ultimo Simone, di 31. Interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, Barna è stato anche condannato dal gup Federico Zampaoli al pagamento di provvisionali per 300 mila euro alle parti civili.

Secondo le indagini coordinate dalla pm Christine Von Borries, Barna, vicino di casa delle vittime, sparò ai due uomini con una pistola Beretta 98 semiautomatica regolarmente denunciata per uso sportivo. Interrogato dopo l’arresto, disse al giudice di non ricordare nulla del momento del duplice omicidio; in base alla perizia disposta dal gip nel corso delle inchiesta, quando uccise era capace di intendere e di volere.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il 21 ottobre dello scorso anno il 54enne uscì di casa infastidito dai rumori, impugnando la pistola: uccise prima Salvatore Andronico,  66 anni, ingegnere di Trenitalia in pensione (l’uomo era tra i condannati in primo grado per la strage ferroviaria di Viareggio); poi freddò con più colpi il figlio Simone Andronico, 31 anni, ingegnere in un’azienda del settore aerospaziale.

Barna, disoccupato, viveva da solo nella casa di Sesto Fiorentino dal 2008, dopo la morte degli anziani genitori. Aveva iniziato a lamentarsi dei rumori per i lavori di ristrutturazione diversi mesi prima di commettere il duplice omicidio. Nel tentativo di risolvere la controversia, Salvatore Andronico e il figlio si erano anche rivolti a uno sportello di mediazione sociale, un servizio privato in convenzione col Comune di Sesto Fiorentino che ha lo scopo di comporre le criticità tra i cittadini; gli operatori scrissero a Barna per avviare una mediazione, ma lui non avrebbe mai risposto.

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Cerca di strangolare e violentare la vicina, arrestato

Cerca di strangolare e violentare la vicina, arrestato

Decisiva è stata la testimonianza della vicina 35enne che, lo scorso 27 agosto, ha subito un’aggressione durante la notte. L’uomo, un 22enne peruviano si è introdotto in casa della vittima a Firenze sorprendendola nel sonno cercando di violentarla e strangolarla.

Questi sono i fatti che emergono dalla testimonianza che la 35enne ha rilasciato oggi nel corso dell’incidente probatorio disposto dal gip Maurizio Caivano su richiesta della pm Christine Von Borries. La donna ha confermato la versione resa il giorno dopo l’accaduto ma aggiungendo che l’aggressione sarebbe durata 5/6 minuti, tempo durante il quale l’uomo l’avrebbe afferrata per il collo costringendola con violenza.
L’uomo era un conoscente della donna che lo descriveva come “taciturno e gentile”, temperamento che non avrebbe fatto sospettare un simile comportamento. Secondo quanto affermato dal 22enne, assistito dall’avvocato Nicola Muncibì, non ci sarebbero riscontri investigativi all’ipotesi che egli possa aver anche tentato di sedarla usando un panno imbevuto di cloroformio.
La difesa ha chiesto al gip l’attenuazione della misura della custodia cautelare in carcere, alla quale il 22enne è attualmente sottoposto, in quella degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

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Tenta violentare vicina di casa, arrestato 22enne a Firenze

Tenta violentare vicina di casa, arrestato 22enne a Firenze

Un 22enne è stato arrestato dai carabinieri, in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere, con le accuse di violenza sessuale e violazione di domicilio. Secondo i militari, il 24 agosto scorso si sarebbe introdotto nell’abitazione di una 35enne, a Firenze, e l’avrebbe sorpresa nel sonno cercando di violentarla. Il giovane, che è il figlio della domestica della vittima e che abita nel suo stesso condominio, avrebbe usato per entrare nell’abitazione le chiavi che erano nella disponibilità della madre per quando avrebbe dovuto rassettare la casa. Il provvedimento è stato disposto dal gip di Firenze su richiesta della pm Christine Von Borries.

Secondo quanto ricostruito, il 22enne, incensurato, avrebbe aggredito la vittima salendo sul letto, afferrandole la gola con una mano e premendole sul viso con l’altra un panno probabilmente imbevuto di cloroformio, con l’intenzione di narcotizzarla. La donna avrebbe reagito e i due sarebbero caduti dal letto. La colluttazione sarebbe continuata a terra, fino a che il giovane non sarebbe fuggito a causa della reazione della donna. Sul corpo del 22enne, portato in caserma poche ore dopo il fatto, i carabinieri hanno trovato evidenti segni della colluttazione, tra cui vari graffi al volto. Sempre secondo quanto emerso, il 22enne in questi giorni dormiva a casa del proprietario dell’abitazione presa in affitto dalla 35enne, un appartamento sullo stesso pianerottolo di quello dove si è consumata la violenza. Passava la notti lì col consenso del proprietario, che conosceva da tempo ed era fuori per le ferie.
Dopo il fatto, probabilmente ubriaco al termine di una notte passata in discoteca, sarebbe tornato nell’appartamento, addormentandosi sul divano. La madre del 22enne, che vive nello stesso condominio e che sarebbe stata subito informata di quanto avvenuto dalla vittima, per svegliarlo sarebbe stata costretta a trascinarlo in una vasca piena di acqua fredda. Il giovane, scrive il gip Maurizio Caivano nell’ordinanza che dispone l’arresto, si sarebbe reso protagonista di una condotta “sintomatica di un’indole morbosa e perversa diretta a ottenere un appagamento sessuale nei confronti delle donne facendo uso di mezzi violenti”, rivelando “una notevole propensione a delinquere che può essere fronteggiata esclusivamente con la misura custodiale” in carcere.

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