Coop, incendio: operai sentiti in procura

Coop, incendio: operai sentiti in procura

Nei prossimi giorni consulenza per verifica correttezza lavori in corso sul tetto del centro commerciale Coop di Ponte a Greve

Sono stati sentiti in procura, come testimoni, alcuni degli operai impegnati nei lavori di impermeabilizzazione del tetto durante i quali è scaturito l’incendio che ha interessato il centro commerciale di Ponte a Greve a Firenze.

Altri, secondo quanto appreso, saranno ascoltati oggi e lunedì. Al momento l’inchiesta sulle cause del rogo, coordinata dal pm Christine Von Borries e nella quale è ipotizzato il reato di incendio colposo, resta a carico di ignoti.

Nei prossimi giorni la procura nominerà dei tecnici che avranno il compito di effettuare una consulenza per accertare eventuali scorrettezze nell’esecuzione dei lavori di posa sul tetto della guaina bituminosa che sarebbe dovuta servire all’impermeabilizzazione.

La procura di Firenze ha aperto un fascicolo per incendio colposo, al momento a carico di ignoti, sul caso dell’incendio divampato nel centro commerciale Coop di Ponte a Greve, ai confini col Comune di Scandicci.

Disposto dalla pm titolare delle indagini, Christine Von Borries anche il sequestro della parte della struttura interessata dalle fiamme, divampate durante lavori di impermeabilizzazione del tetto. Secondo quanto spiegato, le fiamme hanno interessato in particolare il supermercato Coop e il relativo magazzino, oltre ad alcuni negozi. Al vaglio degli inquirenti anche la possibilità di nominare dei consulenti tecnici per fare luce sulle cause del rogo.

L'articolo Coop, incendio: operai sentiti in procura da www.controradio.it.

Coop, Incendio: pm apre fascicolo per incendio colposo e sequestra

Coop, Incendio: pm apre fascicolo per incendio colposo e sequestra

Disposto dalla pm titolare delle indagini, Christine Von Borries anche il sequestro della parte del centro commerciale Coop di Ponte a Greve

La procura di Firenze ha aperto un fascicolo per incendio colposo, al momento a carico di ignoti, sul caso dell’incendio divampato nel centro commerciale Coop di Ponte a Greve, ai confini col Comune di Scandicci.

Disposto dalla pm titolare delle indagini, Christine Von Borries anche il sequestro della parte della struttura interessata dalle fiamme, divampate durante lavori di impermeabilizzazione del tetto. Secondo quanto spiegato, le fiamme hanno interessato in particolare il supermercato Coop e il relativo magazzino, oltre ad alcuni negozi. Al vaglio degli inquirenti anche la possibilità di nominare dei consulenti tecnici per fare luce sulle cause del rogo.

I Vigili del Fuoco sono stati impegnati per tutta la notte nelle operazioni di spegnimento del tetto del centro commerciale di Ponte a Greve, scoppiato ieri mattina durante alcuni lavori alla stessa copertura, ma nonostante gli l’impegno dei pompieri i danni sono ingenti.

L’incendio, secondo quello che fanno sapere i Vigili del Fuoco, al momento risulta circoscritto solo ad alcuni focolai, ma i danni alla struttura hanno fatto si che la copertura sia per buona parte crollata coinvolgendo l’area del supermercato ed alcuni locali limitrofi.

L’intervento delle squadre dei vigili del fuoco, arrivati anche da fuori provincia, è valso a contenere l’incendio e a evitare che lo stesso coinvolgesse anche i rimanenti negozi, che sembra non abbiano subito danni. In corso ulteriori verifiche strutturali da parte dei tecnici. Sul posto rimangono uomini e mezzi del comando dei pompieri di Firenze, mentre ha fatto rientro il personale intervenuto da altri comandi.

 

L'articolo Coop, Incendio: pm apre fascicolo per incendio colposo e sequestra da www.controradio.it.

22 indagati bancarotta a Centro ippico vip, cavalli svenduti

22 indagati bancarotta a Centro ippico vip, cavalli svenduti

Firenze, procura indaga imprenditori, professionisti e nobiltà al Centro Ippico Toscano

E’ ipotizzato il reato di bancarotta fraudolenta nel fallimento del Centro Ippico Toscano di Firenze e della consorella Società toscana per il cavallo da Sella, due enti ai cui vertici figurano esponenti dell’imprenditoria, della nobiltà e delle professioni in città.

Sono 22 gli indagati, che, secondo quanto riportato oggi da La Nazione e dal Corriere Fiorentino, hanno ricevuto l’avviso di conclusione indagini firmato dai pm Luca Turco e Christine von Borries. Tra le persone coinvolte risultano Oliviero Fani, Guo Shenz Zheng, Margherita Giannini, Ferruccio Ferragamo, Albiera Antinori, Piero Angeletti, Stefano Rosselli del Turco, Guido Francesco Poccianti, Carlo Meli, Agnese Mazzei, Paolo Borghini, Guido Navarrini, Giuseppe Urso, Romolo Scarsella, Massimo Berni, Carlo Comparini, Bruna Fanciullo, Adolfo Stefano Paulgross, Enrico Poli, Marco Papucci, Alessandro Burberi, Maurizio Lazzarini. Parte degli indagati lo sono in quanto componenti dei cda o sindaci revisori.

Per quanto riguarda la Società toscana per il cavallo da sella, l’accusa sostiene che la srl abbia conseguito ingiusti profitti esponendo nei bilanci sociali, dal 2008 al 2016, fatti non veritieri sulla situazione finanziaria della srl. In merito al fallimento del Centro Ippico Toscano, una associazione sportiva dilettantistica (Asd), i pm contestano tra l’altro la distrazione di diversi beni, tra cui lo stesso parco cavalli: nel 2018 secondo l’accusa il valore dei cavalli venne indicato inizialmente in 418.335 euro, ma il saldo finale venne chiuso a 51.835 euro.

L'articolo 22 indagati bancarotta a Centro ippico vip, cavalli svenduti da www.controradio.it.

Youtuber St3pny condannato a 8 mesi per evasione fiscale

Youtuber St3pny condannato a 8 mesi per evasione fiscale

In base alle indagini della guardia di finanza, nel 2017 avrebbe evaso Iva per circa 76mila euro, omettendo di presentare dichiarazione a fini Iva per redditi pari a 344mila euro.

La star di Youtube Stefano Lepri, 25enne, noto sul web col nickname di St3pny, è stato condannato a 8 mesi di reclusione per evasione fiscale dal tribunale di Firenze. Il pm Christine Von Borries nella sua requisitoria aveva chiesto per il giovane youtuber una pena di 1 anno e 4 mesi. La difesa aveva chiesto l’assoluzione, alla luce del fatto che il 25enne nei mesi scorsi aveva versato al Fisco quanto dovuto. In base alle indagini della guardia di finanza, nel 2017 avrebbe evaso Iva per circa 76mila euro, omettendo di presentare dichiarazione a fini Iva per redditi pari a 344mila euro.

Per l’accusa St3pny avrebbe stipulato con le agenzie pubblicitarie contratti per la
pubblicazione di banner sui propri video usando la cosiddetta cessione del diritto di autore che non prevede versamento di Iva. Pero’ lo youtuber, in base a quanto accertato dalle fiamme gialle, avrebbe svolto attivita’ continuativa professionale non compatibile coi contratti da lui stipulati. Secondo quanto appreso da fonti vicine agli inquirenti, si tratterebbe del primo caso di youtuber a processo per questo tipo di accusa.

In base agli accertamenti della finanza, tra 2013 e 2018 lo youtuber avrebbe omesso di versare Iva complessivamente per centinaia di migliaia di euro. Il decreto di citazione diretta che lo ha portato al processo nel quale è stato condannato si riferisce però solo al 2017, anno fiscale in cui Lepri avrebbe superato la quota di evasione penalmente rilevante.

L'articolo Youtuber St3pny condannato a 8 mesi per evasione fiscale proviene da www.controradio.it.

Pestaggi a Sollicciano: tre agenti arrestati ai domiciliari

Pestaggi a Sollicciano: tre agenti arrestati ai domiciliari

Tre agenti penitenziari del carcere di Sollicciano a Firenze sono stati arrestati ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze che ipotizza i reati di tortura e falso ideologico in atto pubblico.

Tre agenti penitenziari del carcere di Sollicciano a Firenze sono stati arrestati ai domiciliari nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze che ipotizza i reati di tortura e falso ideologico in atto pubblico. Altri sei agenti sono stati interdetti dall’incarico per un anno e sottoposti a obbligo di dimora nel comune di residenza. Ci sarebbero altri indagati. Le misure cautelari sono state disposte dal gip su richiesta del pm Christine Von Borries. Secondo quanto appreso le indagini riguardano due presunti episodi di pestaggi a Sollicciano nel 2018 e nel 2020.

L’inchiesta sui pestaggi a Sollicciano, condotta anche attraverso intercettazioni ambientali nel carcere, sarebbe nata dagli accertamenti su alcune denunce per resistenza a pubblico ufficiale a carico dei detenuti presentate dagli stessi agenti, che per l’accusa sarebbero risultate false. I detenuti vittime dei presunti pestaggi, avvenuti uno nel 2018 e un altro del 2020, sarebbero uno di nazionalità italiana e uno marocchina. Le indagini sono state condotte dal nucleo investigativo della polizia penitenziaria.

La più alta in grado sarebbe un’ispettrice finita ai domiciliari. Secondo le indagini l’ispettrice avrebbe avuto un ruolo rilevante nella vicenda.
Inoltre, risulta indagata anche un’altra donna in servizio come agente penitenziaria a Sollicciano, nei confronti della quale però al momento non sono stati emessi provvedimenti.

 

L'articolo Pestaggi a Sollicciano: tre agenti arrestati ai domiciliari proviene da www.controradio.it.