Coronavirus, Toscana: dimessi da ospedali con pochi sintomi, ospitati in hotel

Coronavirus, Toscana: dimessi da ospedali con pochi sintomi, ospitati in hotel

Almeno 2mila posti letto, ricavati dall’utilizzo di hotel, residence ed agriturismi attualmente vuoti, saranno riservati dalla Regione Toscana per ospitare persone affette da Coronavirus poco sintomatiche o in via di guarigione, liberando così posti negli ospedali senza far tornare nelle proprie abitazioni i pazienti prima della totale negativizzazione ed evitare contagi dei loro famigliari.

Lo prevede un accordo siglato oggi tra la Regione Toscana e le associazioni categoria. Presenti al tavolo insieme alla Regione, spiega una nota, i rappresentanti di Confcommercio, Confindustria, Confesercenti, Cia e Confagricoltura. Sono stati definiti un contratto tipo e dei compensi standard per l’uso esclusivo da parte della Regione delle strutture ricettive per la gestione dell’emergenza Coronavirus.

Le prime liste con i nominativi delle strutture pronte a mettersi a disposizione saranno trasmesse in serata alle Aziende sanitarie, che progressivamente prenderanno contatti con gli hotel ritenuti più idonei (per numero di posti, localizzazione, tipologia di struttura) alle effettive necessità. I pazienti ospitati nelle strutture recettive riconvertite saranno essenzialmente di tre tipi: persone in isolamento che non hanno, in casa, la possibilità di mantenere effettive distanze dai familiari conviventi, positivi al Coronavirus che non hanno sintomi o hanno sintomatologie non gravi, e persone guarite che escono dal percorso ospedaliero ma non hanno ancora raggiunto la completa negativizzazione e dunque la guarigione virale. Le strutture recettive destinate ad ospitare i malati di Coronavirus dovranno avere almeno 50 posti letto. Saranno utilizzate esclusivamente ed in toto dalla Regione fino alla fine dell’emergenza e sarà completamente evitata la promiscuità tra i pazienti ospitati e i normali villeggianti.

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Toscana: in agricoltura 30% incidenti mortali sul lavoro

Toscana: in agricoltura 30% incidenti  mortali sul lavoro

L’agricoltura è un settore ad alto rischio per gli incidenti sul lavoro e nel quale si conta il 30% degli infortuni mortali in Toscana, la cui causa principale è il ribaltamento dei mezzi meccanici.

Lo sottolinea la Cia Toscana che insieme all’Accademia dei Georgofili, organizza per domani Firenze un convegno su ‘Sicurezza in agricoltura. Reti di Rls per la promozione della salute’. “Il progetto – spiega in una nota Alessandra Alberti di Cia Toscana – ha l’obiettivo principale di favorire lo sviluppo della cultura della prevenzione; favorire la consapevolezza e la chiarezza del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) nel settore agricoltura”. La rete sarà strutturata a livello informatico: con un sito web che farà da portale per la distribuzione delle informazioni e dei materiali e da server per un forum permanente di interscambio fra Rls del settore agricoltura.

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