Pisa: approvata mozione contro depotenziamento stazione ferroviaria

Pisa: approvata mozione contro depotenziamento stazione ferroviaria

Ieri in Consiglio comunale a Pisa è stata approvata all’unanimità la mozione presentata contro il piano di RFi di depotenziamento della stazione ferroviaria di Pisa con il trasferimento a Firenze del Dirigente operativo Trazione Elettrica.

Nel documento, che vede come primo firmatario il capogruppo di ‘Diritti in comune: una città in comune’ Ciccio Auletta, il Consiglio comunale “esprime la propria contrarietà rispetto al piano di depotenziamento della stazione ferroviaria di Pisa presentato da Pisa e condivide le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali per quanto riguarda le possibili ricadute occupazioni” e invita il sindaco a convocare un tavolo con tutti i soggetti interessati (la Regione, Rfi, le organizzazioni sindacali), al fine di trovare una soluzione alternativa al ridimensionamento, prospettato da Rete Ferroviaria Italiana, della Sala di comando e controllo della circolazione ferroviaria di via Quarantola a Pisa.

Dal Consiglio comunale di Pisa arriva un segnale importante di sostegno alla mobilitazione rispetto ad una scelta che potrebbe rappresentare il primo passo di un progressivo smantellamento del Centro di controllo pisano, e che al contempo mette a rischio circa 20 dei 150 lavoratori altamente specializzati impiegati nella struttura che andranno incontro a trasferimenti o ricollocamenti in altri settori.

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Nel documento, che vede come primo firmatario il capogruppo di ‘Diritti in comune: una città in comune’ Ciccio Auletta, il Consiglio comunale “esprime la propria contrarietà rispetto al piano di depotenziamento della stazione ferroviaria di Pisa presentato da Pisa e condivide le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali per quanto riguarda le possibili ricadute occupazioni” e invita il sindaco a convocare un tavolo con tutti i soggetti interessati (la Regione, Rfi, le organizzazioni sindacali), al fine di trovare una soluzione alternativa al ridimensionamento, prospettato da Rete Ferroviaria Italiana, della Sala di comando e controllo della circolazione ferroviaria di via Quarantola a Pisa.

Dal Consiglio comunale di Pisa arriva un segnale importante di sostegno alla mobilitazione rispetto ad una scelta che potrebbe rappresentare il primo passo di un progressivo smantellamento del Centro di controllo pisano, e che al contempo mette a rischio circa 20 dei 150 lavoratori altamente specializzati impiegati nella struttura che andranno incontro a trasferimenti o ricollocamenti in altri settori.

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Dal Consiglio comunale di Pisa arriva un segnale importante di sostegno alla mobilitazione rispetto ad una scelta che potrebbe rappresentare il primo passo di un progressivo smantellamento del Centro di controllo pisano, e che al contempo mette a rischio circa 20 dei 150 lavoratori altamente specializzati impiegati nella struttura che andranno incontro a trasferimenti o ricollocamenti in altri settori.

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La Toscana dice ‘no’ al Cpr a Coltano

La Toscana dice ‘no’ al Cpr a Coltano

“Mai un lager a Coltano, né altrove in Toscana. La mobilitazione messa in campo in queste settimane dopo l’annuncio del ministro Salvini di aprire un Cpr a Coltano con il gravissimo via libera da parte del sindaco Conti inizia a dare i primi risultati”.

Lo afferma in una nota il capogruppo di Diritti in comune, Ciccio Auletta, dopo l’approvazione in consiglio regionale della mozione contro l’apertura di un Cpr in Toscana presentata dai consiglieri di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti.

“E’ una nostra prima vittoria – prosegue Auletta – in quanto la Regione Toscana afferma la propria contrarietà, senza se e senza ma, ai Centri permanenti per il Rimpatrio, orribili luoghi di detenzione per persone la cui unica colpa è non avere un permesso di soggiorno. La mozione approvata dal Consiglio regionale, anche con i voti del Pd e del M5S, impegna la Giunta regionale a confermare la propria contrarietà rispetto all’apertura di un centro per il rimpatrio nel territorio della Regione”.

Soddisfatti anche Fattori e Sarti: “In quei posti finiscono normalissime persone, provenienti da paesi extra Ue, che vengono detenute pur non avendo compiuto alcun reato penale solo perché presenti irregolarmente nel nostro paese: una forma incivile di detenzione amministrativa. E ci finiscono perché da anni è impossibile entrare legalmente in Italia, per cercare lavoro, oggi persino per studiare. Addirittura i ricongiungimenti familiari sono ostacolati dalla burocrazia e da costi esorbitanti”.

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