Prato, Landini: “Salvini giurato su costituzione, ma permette apologia fascismo”

Prato, Landini: “Salvini giurato su costituzione, ma permette apologia fascismo”

Maurizio Landini, segretario nazionale Cgil: ‘Salvini chiede di arrestare chi salva persone in mare e permette iniziative di questo genere’ riferendosi alla manifestazione organizzata da Forza Nuova a Prato nel giorno del centenario dei Fasci di Combattimento.

Con la manifestazione di Forza nuova indetta domani a Prato “siamo in presenza di un’apologia del fascismo, che è una cosa vietata”, “è un reato, e le organizzazioni che lo fanno vanno sciolte. Trovo singolare che abbiamo un ministro dell’Interno che chiede di arrestare quelli che salvano le persone in mare ma che non dice una parola su questo, e anzi permette che ci siano iniziative di questo genere”. Lo ha detto il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini parlando con i giornalisti a margine di un ‘Dialogo sui temi del lavoro’ presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali della Scuola Normale a Firenze.

“Salvini ha giurato sulla Costituzione – ha aggiunto Landini -. E la nostra Costituzione c’è perché abbiamo cacciato i fascisti, i nazisti, e il nostro Paese è antifascista e democratico”. Per Landini, “quando si fa un’apologia del fascismo si fa una cosa che è contro la nostra storia e la nostra democrazia. Da quel punto di vista è un dovere di qualsiasi cittadino italiano, di qualsiasi istituzione e difendere pienamente la nostra Costituzione. È molto importante – ha concluso – la reazione democratica che c’è domani, perché la democrazia si difende anche praticando queste libertà”.

Landini ha parlato anche di altro durante l’incontro, come della Via della Seta. “Siamo in presenza di un riequilibrio dei rapporti mondiali – dice il sindacalista -, perché la Via della seta nasce da una scelta che la Cina ha fatto nel 2013 per avviare un piano straordinario di investimenti e di azioni a cui gli Stati uniti hanno risposto con i dazi, e in cui sono in gioco i nuovi equilibri internazionali nel rapporto anche tra i paesi. Occorre avere quindi questa dimensione generale. Non credo che il problema sia solo cosa fa l’Italia ma di cosa fa l’Europa in questa dimensione”.

“Bisognerebbe che si discutesse non se si esce dall’euro o se si chiudono le frontiere – ha aggiunto Landini – ma di che Europa ci servirebbe per fare i conti con quello che sta succedendo in giro per il mondo, in cui al centro ci deve essere un’idea di giustizia sociale, di lavoro, di diritti. Per me il problema non è se i cinesi fanno gli investimenti, che da una parte hanno già iniziato a fare, ma su cosa si fanno, perché si fanno, e come si tutelano i diritti nel lavoro, anche in Cina. E quindi affermare un’altra idea. Penso che questa debba essere la dimensione”.

Landini ha voluto discutere anche della situazione dei lavoratori di Opera che da tempo protestano perché i bandi di gara Consip non garantirebbero il mantenimento delle attuali condizioni economiche e normative. “Stiamo sostenendo la richiesta dei lavoratori di Opera e abbiamo chiesto al ministro dei Beni culturali che ci sia una convocazione. A parole, dal ministero ci è stato fatto sapere che a breve dovrebbe arrivare la convocazione: se questa arriverà bene, altrimenti decideremo con i lavoratori delle iniziative”.

“Questa non è una questione che riguarda solo i lavoratori – ha aggiunto Landini -. Non ha senso che ci siano condizioni di lavoro e rischi per i posti, specialmente se parliamo di un lavoro che è anche la valorizzazione di un patrimonio culturale e una qualità del servizio che diamo alla città e alla cultura stessa. Verificheremo cosa farà il ministero nei prossimi giorni”.

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Firenze: si gira il reality sino-taiwanese “I fiori delle sorelle”

Firenze: si gira il reality sino-taiwanese “I fiori delle sorelle”

Proseguono a Firenze le riprese, iniziate lo scorso 14 novembre, del reality sino-taiwanese “I fiori delle sorelle” (Venus Flower Shop), principalmente nel centro storico della città – dove un fondo commerciale, allestito come un vero negozio di fiori, è utilizzato come set – dopo che al Mercato dei Fiori di Pescia e nel centro storico di Pisa si svolti alcuni ciak.

 

A fornire appoggio alle produzioni cinesi e taiwanesi in Italia è la padovana Imago Communication, azienda forte di un’esperienza ormai consolidata nei media e nella comunicazione cinesi. Imago, tra produzioni pubblicitarie e televisive, ha imparato a conoscere la realtà cinese e a interpretare le esigenze di un mercato tanto complesso quanto affascinante.

L’affidabilità in questo campo ha permesso alla Casa di produzione, a partire dal 2015, di crescere e fornire i propri servizi a produzioni televisive sempre più impegnative. I Fiori delle Sorelle ne è un esempio. Le sole maestranze provenienti dal territorio fiorentino contano
25 unità, che, sommate alle maestranze cinesi e taiwanesi, oltrepassano le 100 unità. A fornire supporto alle riprese, anche lo sportello di accoglienza regionale alle produzioni, Toscana Film Commission.

I cinque protagonisti, veri e propri idoli in patria, hanno attirato in Toscana fans anche dalla Sicilia e addirittura dalla Francia, che si sono recati in visita sul set. Le “sorelle” del titolo sono le protagoniste del reality, Dee Hsu, Ouyang Nana e Audrey Song, che interpretano le responsabili del (finto) negozio. Ad aiutarle nel lavoro, ci sono due ragazzi, Xiao Gui e
Evan Lin, facenti parte di una boyband chiamata 9 Percent, che gode di una diffusa popolarità.

Il negozio di fiori è stato allestito in un fondo commerciale in via Ghibellina a Firenze dove, dietro le quinte, sono al lavoro tecnici, truccatori, registi, e 30 telecamere, per cogliere, da ogni angolazione, i momenti salienti della vita del negozio.

La preannunciata iniziativa di solidarietà tra la produzione de I Fiori delle Sorelle e la Fondazione Ospedale Pediatrico Meyer è stata ufficializzata: le riprese del reality televisivo si tradurranno infatti in un evento di raccolta fondi per la fondazione. I ricavi del finto negozio di fiori, donati nelle settimane comprese tra il 14 novembre e il 30 novembre, saranno interamente devoluti alla Fondazione Meyer, in quello che vuole essere un gesto di solidarietà per una realtà importante della città che ospita la produzione.

La produzione continua a impegnarsi anche nell’iniziativa del turismo sostenibile, tematica sensibile per il Comune di Firenze e per i suoi abitanti. Lo stile di vita attento dei Vip, servirà da modello per i numerosi spettatori del programma, che poi vorranno potenzialmente a visitare i luoghi frequentati dai loro beniamini durante il loro soggiorno nel capoluogo toscano. La volontà di portare avanti un’armoniosa convivenza con la città e le sue realtà è quindi sempre una priorità della produzione, cosa non scontata in progetti di questa portata.

Il programma sarà trasmesso dalla piattafomra iQIYI, emittente leader dell’intrattenimento OnDemand cinese. iQIYI produce e distribuisce molti tra i contenuti multimediali di maggior successo in Cina, spaziando tra film, serie televisive e variety show. Nel 2017 è diventata la piattaforma Vod più visitata dagli utenti cinesi.

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Chianti in cinese si dice “Shiandi”

Chianti in cinese si dice “Shiandi”

Firenze, il Chianti parla e scrive cinese, dopo una lunghissima trafila burocratica infatti, il marchio vino Chianti docg è stato registrato in caratteri cinesi e verrà utilizzato per le etichette esportate in Oriente.

La traslitterazione ha una fonetica molto simile all’originale, il nome Chianti si pronuncia si pronuncia quindi “Shiandi”.

Un risultato importante ottenuto dopo un lungo lavoro sul posto e dopo una difficile fase istruttoria legata alla particolare complessità amministrativa delle istituzioni cinesi.

Il marchio, nella sua traduzione, ha un significato molto positivo, soprattutto per le sensazioni che riesce a evocare: il primo carattere è utilizzato per indicare una attività a favore di terzi, il secondo è la pace e il terzo carattere è quello utilizzato per indicare le radici di un fiore.

“E’ un passo epocale per il marchio – commenta il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi – che sancisce il radicamento nel mercato cinese. Grazie ad un inteso lavoro di promozione, il vino Chianti Docg è amato e da oggi sarà ancora più apprezzato in un paese che conta 1,3 miliardi di persone, con un mercato dalle potenzialità enormi. Con questa registrazione abbiamo realizzato uno step importante del nostro progetto a lungo termine di internazionalizzazione a favore delle imprese toscane. Le aziende associate interessate all’utilizzo sulle proprie etichette ne potranno fare richiesta direttamente al Consorzio Vino Chianti Docg”

Il mercato cinese si conferma un terreno favorevole per il vino. Secondo i dati Nomisma si parla di una crescita del 3,3% rispetto allo scorso anno dell’export del vino italiano. Per i rossi Dop della Toscana l’aumento è addirittura dell’11,3%.

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Mafia cinese a Prato, arrestato ‘capo dei capi’

Mafia cinese a Prato, arrestato ‘capo dei capi’

?Prato, un’organizzazione, che gli inquirenti non hanno dubbi nel definire ‘mafiosa’ che aveva imposto la propria egemonia con la violenza intimidendo le aziende cinesi in Italia e in Europa, è stata sgominata dalla Polizia con un’operazione che ha portato all’arresto di decine di persone.

L’associazione era composta da soggetti originari di due regioni della Cina, lo Zhejiang e il Fujian, ed operava oltre che in Italia anche a Parigi, Neuss, in Germania ed a Madrid.

Complessivamente sono 54 gli indagati: 33 destinatari della misura cautelare in carcere emessa dal Gip di Firenze Alessandro Moneti, con l’accusa di 416 bis e altri reati, e 21 indagati a piede libero, di cui 10 sempre per associazione a delinquere di stampo mafioso e 11 per altri reati.

La maggior parte dei provvedimenti sono scattati a Prato: 25 indagati, di cui 16 arrestati e 9 denunciati a piede libero mentre sono otto gli arrestati a Roma (dove sono 10 gli indagati).

A Milano e Padova sono state arrestate due persone mentre tra Firenze e Pisa gli indagati a piede libero sono 7. Altre 4 persone si trovavano invece già in carcere per altri motivi e due sono i soggetti di origine cinese arrestati in Francia (dove ci sono anche altri due indagati). Infine, due destinatari del provvedimento si trovano attualmente in Cina.

Nell’ambito dell’indagine è anche stato disposto il sequestro di 8 società, 8 veicoli, due immobili e una sessantina tra conti correnti e deposito titoli per un valore di diversi milioni.

Zhang Nai Zong, 57 anni, il ‘capo dei capi’ della potentissima organizzazione mafiosa cinese è stato invece arrestato a Roma, in un condominio di viale Marconi.

Zhang Nai Zong aveva scalato il vertice della mafia cinese in Italia, imponendo la ‘pace’ a Prato dopo una sanguinosa guerra fra bande, costata numerosi morti ammazzati in città nel corso degli anni 2000.

La sua organizzazione ha potuto così dedicarsi a promuovere infiltrazioni nell’economia legale e a controllare attività criminali in usura, prostituzione, droga, estorsioni, racket. Tanto era il suo carisma criminale che appena ieri la polizia nell’ultimo pedinamento lo ha visto ricevere in un ristorante a Prato numerosi cinesi che lo hanno onorato anche con inchini.

“L’operatività di questa organizzazione mafiosa sconvolge, da un lato controlla locali notturni, prostituzione, spaccio, usura ed estorsioni, dall’altro con i metodi della violenza si accaparrava aziende nei trasporti infiltrando l’economia pulita legale”. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho in conferenza stampa a Firenze per illustrare l’operazione che tra l’Italia e l’Europa ha messo in luce un potente sodalizio criminale cinese.

“E’ un’operazione eccezionale – ha proseguito Cafiero De Raho – che identifica la composizione dell’associazione mafiosa cinese e ricostruire la sua operatività, riconoscendovi i caratteri della mafiosità. Tutto ciò è frutto di una indagine di altissimo livello”.

“La criminalità cinese, come quelle albanesi e romene cominciano a profilarsi come organizzazioni criminali sul territorio italiano”, ha anche osservato il procuratore nazionale antimafia.

Mentre il sindaco di Prato Matteo Biffoni ha così commentato l’operazione: “Inchieste di questo spessore dimostrano come l’attenzione sia alta da parte di tutti”.

Operazioni come questa, spiega Biffoni in una nota, sono “un esempio evidente dell’impegno di tutte le istituzioni e le forze dell’ordine nel tutelare la legalità. Abbiamo ribadito in ogni occasione che chi sceglie Prato per il proprio futuro trova qui una città aperta e inclusiva, ma solo nel massimo rispetto delle regole”.

Secondo il sindaco, “la forza di questa città sta nei suoi anticorpi, nella capacità di contrastare ogni forma di illegalità per ribadire sempre l’indiscutibile necessità del rispetto delle regole”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho:


e Giuseppe Creazzo, Procuratore Capo della Procura di Firenze:

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