Firenze, Campari Barman Competition: vince il negroni fruttato

Firenze, Campari Barman Competition: vince il negroni fruttato

Si è svolta a Firenze la finale della sesta edizione della Campari Barman Competition, la competizione rivolta ai bartender d’Italia organizzata da Campari Academy, ha incoronato il miglior barman dell’anno dopo un’emozionante sfida a colpi di shaker incentrata sulle più creative variazioni e twist del Negroni.

Organizzata dalla Campari Academy – il centro di formazione e sperimentazione dedicato al mondo della mixology di Campari Group – la Campari Barman Competition si è tenuta per la prima volta nel capoluogo fiorentino, presso il Cinema Odeon: un omaggio alla città natale del Negroni che, nel 2019, celebra il suo centesimo anniversario. L’iconico cocktail
che ha come ingrediente chiave Campari insieme a gin e vermouth rosso fu infatti ideato nel 1919 presso il Caffè Casoni in Via de’ Tornabuoni dall’eclettico Conte Camillo Negroni e dal bartender Fosco Scarselli.

I tre finalisti della Campari Barman Competition si sono lasciati così ispirare dal fascino di un cocktail classico contemporaneo che, a cento anni dalla sua nascita, sembra non invecchiare mai, raccontandone il mito e interpretandone il futuro.

La competizione promossa dalla Campari Academy si è sviluppata da settembre 2018 ad oggi attraverso tre differenti fasi: la “pre-selezione” on line delle ricette da parte di una giuria composta da professionisti ed esperti di settore che ha decretato i partecipanti, una “selezione a tappe” direttamente sul territorio con presentazione della ricetta selezionata
dalla giuria, e la “semifinale” dove sono stati selezionati i tre bartender che hanno avuto accesso alla finale.

Lo competition ha registrato 1.550 iscritti con un lungo percorso di selezione per arrivare a decretare il vincitore del titolo. Un record assoluto in Italia che conferma quanto la Campari Barman Competition stia diventando, anno dopo anno, un punto di riferimento per il mondo della mixology e un appuntamento imperdibile per tutti i barman e le barlady italiani.

A condurre la sfida finale l’attrice Giulia Elettra Gorietti e il bartender Edoardo
Nono del Rita & Cocktails di Milano. Per il vincitore, Stefano Cattaneo, che ha conquistato il titolo di “Campari Barman of the year 2019”, davanti a Michal Tommasi e Alessandro Fanfani, rispettivamente secondo e terzo: un percorso di collaborazione con Campari Academy lungo un anno che comprende un master di specializzazione sul brand Campari, un tour di guest bartending nei migliori locali italiani ed esterni, e sessioni di
training per educational sul Campari Academy Truck.

La serata ha visto diverse giurie suddivise in base alle competenze. Per la parte di degustazione  presenti il celebre Alex Kratena, mixologist e fondatore di Pour, Leonardo Leuci, mixologist e cofondatore del The Jerry Thomas Project, Matteo Berti, Chef e Direttore Didattico di Alma (Scuola Internazionale di cucina fondata da Gualterio Marchesi), Salvatore Calabrese, Barman Italiano più famoso al mondo, leggenda del Bartending Internazionale nonché inventore di Drink Moderni conosciuti in tutto il mondo, Patrizia Beretta, Media Trade & Special Events Manager e giurata storica della Barman Competition. Per la parte di comunicazione: il responsabile della Campari Academy, Gustavo Calì, Samuele Ambrosi, mixologist e titolare Cloackroom di Treviso, e l’influencer toscana
Marianna Zuliani, content creator, consulente digitale, modella e fondatrice di AccordingToMaryland.

 

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“Another Day Of Life – Un altro giorno” in anteprima al Cinema Odeon di Firenze

“Another Day Of Life – Un altro giorno” in anteprima al Cinema Odeon di Firenze

Mercoledì 16 gennaio ore 21.00 “Another day Of Life – Un altro giorno” in versione originale con sottotitoli in italiano. Il film dedicato al celebre scrittore e reporter Ryszard Kapuscinski. Presentato con successo all’ultimo Festival di Cannes sarà introdotto da Angela Staude Terzani e Folco Terzani

Nel 1975, in piena Guerra Fredda, i portoghesi lasciano le colonie africane. L’Angola, però, non è un territorio facile, il petrolio fa gola, e il paese è spaccato in due. Tra i sostenitori dell’MPLA, il movimento di liberazione marxista-leninista, e quelli dell’UNITA, sostenuti dagli Stati Uniti, scoppia la guerra civile e il conflitto monta rapidamente su scala internazionale. Ryszard Kapuściński, giornalista della Polonia socialista, è lì, nel mezzo dell’assedio di Luanda, dove infuriano il caso e la paranoia, la “confusão”, e dove ama essere, perché quella è la sua missione. Convincerà i suoi superiori a lasciargli tentare di raggiungere il fronte meridionale, dove il generale Farrusco, con un manipolo di pochi uomini, sta portando avanti una resistenza che ha dell’incredibile.

Another day of life è un reportage di guerra, un’immersione nella Storia, ma anche un viaggio nell’anima, tra incancellabili sensi di colpa e risposte esistenziali che soltanto chi ha vissuto così può avere in cambio. È anche un film con una reale ragione di essere, che va oltre la testimonianza. Tutti i personaggi coinvolti hanno una cosa in comune: hanno visto qualcosa che ha cambiato la loro vita. E là dove ci sono delle immagini che hanno questo potere, c’è un film che domanda e merita di venire alla luce.

Il film, presentato con successo, all’ultimo Festival di Cannes, sarà introdotto da Angela Staude Terzani e Folco Terzani.

Cinema Odeon | Piazza Strozzi | Firenze Tel. 055/214068

Biglietto: euro 10 INFO

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Peter Greenaway presenta il film “Metallo umano” al cinema Odeon di Firenze

Peter Greenaway presenta il film “Metallo umano” al cinema Odeon di Firenze

Lunedì 7 Gennaio ore 20.00 al cinema Odeon di Firenze Peter Greenaway presenta il film “Metallo umano” al cinema Odeon di Firenze. Il film che racconta la storia della celebre fabbrica fiorentina di argenteria Pampaloni, con Carlo Monni, Carlo Baku e Sergio Bustric

Lunedì 7 Gennaio (ore 20.00) un importante evento speciale al Cinema Odeon di Firenze che avrà come ospite il grande regista inglese PETER GREENAWAY, che sarà in sala per presentare l’anteprima nazionale del film METALLO UMANO. Il film, per la regia di Vanna Paoli e Costantino Viti, è stato voluto dall’argentiere fiorentino Gianfranco Pampaloni, per celebrare la storia di una fabbrica celebre in tutto il mondo; nel film compaiono come attori Carlo Monni, Sergio Bustric, Carlo Baku e Teodora Pampaloni.

La fabbrica di quattro generazioni di argentieri è il luogo dove si rappresenta il mondo fiorentino di operai e padroni, attori e maghi, amanti e suore, tutti accomunati da una stessa fede: il lavoro. Una donna ricama mentre aspetta in macchina il suo amante, cesellatori e perfino suore sono impegnati tra santi e maiali. Il protagonista, Sergio Bustric, racconta alla giovane Teodora Pampaloni le incredibili vicende accadute in fabbrica dieci anni prima e proprio in dieci anni è stato davvero realizzato il film: nessun trucco si è reso quindi necessario per imbiancare un po’ i capelli del magico attore. Carlo Monni è stato ancora il grande interprete di quella feconda cultura contadina che ha generato i più grandi artisti fiorentini. Carlo Baku ha alternato i tempi della recitazione a quelli della sua reale e intensa vita tra fonderia e palcoscenico, talamo e bicicletta. Sessanta minuti di girato in tre epoche diverse (1961, 2004, 2014) mostrano l’ingegno e la passione che rendono umano il metallo di questa fabbrica di argento e di storie.

Cinema Odeon | Piazza Strozzi | Firenze

Tel. 055-214068

Biglietto: euro 10

www.odeonfirenze.com

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Da domenica 16 a martedì 18 dicembre all’Odeon “Lo sguardo di Orson Welles”

Da domenica 16 a martedì 18 dicembre all’Odeon “Lo sguardo di Orson Welles”

Il documentario applaudito a Cannes sulla vita e i film di un grande maestro, a partire dal ritrovamento dei suoi disegni. Da domenica 16 a martedì 18 dicembre all’Odeon “Lo sguardo di Orson Welles” (versione originale con sottotitoli in italiano)

Presentato con successo all’ultimo Festival di Cannes, il film racconta la vita e i film di Orson Welles, una delle icone più rilevanti del ventesimo secolo, sullo schermo e sul palcoscenico. I suoi film, come regista e attore, Quarto Potere, L’infernale Quinlan, Falstaff solo per citarne alcuni, sono tra i più grandi e innovativi mai realizzati. Welles era un genio che frequentava presidenti, faceva campagne di politica progressista e ha avuto come amanti le donne più belle del mondo. La sua figura, tra le più famose degli ultimi cento anni, può essere paragonata a quella di Picasso, Chaplin e Marilyn Monroe. Ma uno degli aspetti della sua vita non è mai stato discusso. Come Akira Kurosawa e Sergei Eisenstein, Welles amava disegnare e dipingere e da bambino prodigio, si è formato innanzitutto come artista. Ma un solitario viaggio in Irlanda durante l’adolescenza ha portato la sua carriera verso una direzione completamente nuova. Si è fatto strada sul palco del Dublin’s Gate Theatre e lì ha ottenuto un immediato successo. Eppure Welles ha continuato per tutta la vita e per piacere personale a disegnare e dipingere e il suo cinema rivoluzionario, così come i suoi lavori teatrali, sono stati profondamente influenzati dalla sua immaginazione grafica. Quando morì, più di 30 anni fa, lasciò centinaia di schizzi, scenografie, idee di progetti mai realizzati, illustrazioni per intrattenere i suoi figli e amici, scarabocchi ai margini di lettere personali e ritratti delle persone e dei luoghi che lo ispirarono. Dalla sua morte molti di questi sono conservati e un gran numero non è mai stato reso pubblico. Ora, per la prima volta, la figlia di Welles, Beatrice, ha concesso a Mark Cousins l’accesso a questo tesoro di immagini al fine di realizzarne un film. Questi disegni e dipinti sono una finestra sul mondo di Welles e una vivida illustrazione della sua creatività e del suo pensiero visivo.

Il film è raccontato in tre atti centrali – Pawn, Knight e King – con un epilogo sul tema di Jester. La sequenza Pawn guarda alla politica di Welles, alla sua simpatia per la gente comune, a quelle immagini che riguardano la modestia degli esseri umani – bambini, persone oneste che non sono in posizioni di potere.La sezione Knight esamina l’ossessione di Welles per l’amore, le sue storie d’amore con donne del calibro di Dolores del Rio e Rita Hayworth, e il suo attaccamento donchisciottesco a ciò che lui stesso considerava l’ideale cavalleresco antiquato. La sezione King esamina il fascino di Welles per il potere e la sua corruzione, attraverso illustrazioni che trattano di figure come Macbeth, Henry V, Kane e Welles stesso – l’epica degli esseri umani, i legislatori e gli usurpatori. L’epilogo Jester, infine, analizza le immagini sul divertimento e sulla beffa, con un sorprendente intervento dello stesso Orson Welles.

Cousins viaggia anche attraverso i luoghi chiave della vita di Welles – New York, Chicago, Kenosha, Arizona, Los Angeles, Spagna, Italia, Marocco, Irlanda – per catturare quelle immagini che sono state rilevanti per individuare le sue opere d’arte e che contribuiscono alla narrazione di alcuni dei momenti della carriera e della vita personale di Welles. Mark ha girato il film con due camere palmari, una minuscola videocamera HD e una videocamera 4K che offre un nuovo “stile steadicam” per la carrellata senza la necessità di binario o dolly. È il tipo di tecnologia che Welles avrebbe amato e che avrebbe potuto solo sognare in una vita di continua lotta con i limiti creativi e finanziari delle tradizionali tecniche di produzione cinematografica. Questo stile di ripresa riflette l’immediatezza degli schizzi e dei dipinti di Welles nel loro rapido coinvolgimento con il mondo visivo. Queste camere sono come i pennelli di Mark, danno loro un contatto diretto, personale e tattile che si crea tra la sua mano e l’immagine catturata/creata, senza l’intervento ingombrante di attrezzatura e personale. Questo film-saggio è molto più di disegni e dipinti. Proprio come gli album di schizzi di Leonardo Da Vinci che mostrano le sue passioni, i suoi cambiamenti mentali, i suoi pensieri e il suo pensiero visivo, questo film è un incontro con l’immaginazione di un grande artista profondamente politico, impegnato con domande su potere, esistenzialismo, memoria, destino, filiazione, psicologia, spazio e luce, che rivoluzionò il cinema. Questi ingredienti rendono Lo sguardo di Orson Welles non solo un ritratto di un grande uomo, ma un racconto del XX secolo, e una meditazione sulla costante rilevanza del suo genio in ciò che Mark descrive come tempi wellesiani.

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Al Cinema Odeon di Firenze torna L’Appartamento, uno dei grandi capolavori di Billy Wilder

Al Cinema Odeon di Firenze torna L’Appartamento, uno dei grandi capolavori di Billy Wilder

Martedì 4 dicembre (ore 21.15)al Cinema Odeon di Firenze in collaborazione con la Cineteca di Bologna, torna L’Appartamento, uno dei grandi capolavori di Billy Wilder, in versione restaurata.

Tra satira spietata e fascino esuberante, la celebre commedia natalizia con Jack Lemmon e Shirley MacLaine

Protagonista del film è C.C. Baxter è contabile presso una grande compagnia di assicurazioni, a New York. Per tentare di fare carriera, affitta il suo appartamento ai dirigenti per i loro incontri extraconiugali, nonostante in questo modo, tra ritardi e imprevisti, non riesca quasi a vivere a casa propria. Le cose per lui si complicano terribilmente quando si innamora di Fran Kubelik, ascensorista della compagnia, amante del capo del personale.

Mescolare commedia e dramma è notoriamente difficile, ma “L’appartamento” lo fa sembrare facile. Il film ha quel tanto di emozione che basta a compensare il suo paralizzante caustico cinismo. Il risultato è uno dei film più amati e appaganti di Billy Wilder.  Tra satira spietata e fascino esuberante, “L’appartamento” alterna momenti dolorosi come un pugno allo stomaco e scene esilaranti. Ispirandosi a un’idea scribacchiata dopo aver visto “Breve incontro” (1945), Wilder prende la storia pruriginosa di un impiegato che per far carriera presta il suo appartamento ai superiori in vena di scappatelle e la trasforma in una sorprendente e sentita difesa della dignità umana.

Jack Lemmon, mai così divertente e così commovente, è un uomo che fa del suo meglio per conformarsi a una cultura volgare, superficiale e spudoratamente sessista. Shirley MacLaine infonde un brio corroborante in colei che è una vittima di tale cultura, una donna che sembra prendere le distanze da se stessa esprimendo commenti taglienti sul proprio pathos. Sono circondati da un cast di personaggi secondari disegnati con il tratto elastico ed esuberante delle caricature di Al Hirschfeld, cui Wilder e I.A.L. Diamond mettono in bocca battute gioiosamente chiassose e intelligenti. Le scenografie di Alexandre Trauner, valorizzate dall’incisiva fotografia in bianco e nero di Joseph LaShelle in formato widescreen, ricreano con ricchezza e verosimiglianza la New York degli anni Cinquanta. Wilder si portò a casa tre Oscar (sceneggiatura, regia e miglior film) e lasciò agli spettatori la vigilia di Natale più allegramente deprimente, la partita di carte più struggente e forse la più esilarante preparazione di un piatto di spaghetti.

Cinema Odeon | Piazza Strozzi | Firenze

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