Coldplay “A Head Full of Dreams” il documentario al Cinema Odeon

Coldplay  “A Head Full of Dreams” il documentario al Cinema Odeon

Mercoledì 14 Novembre ore 21.00 Il docu-film sulla carriera e i concerti di una delle band più famose al mondo. Coldplay “A Head Full of Dreams” (versione originale con sottotitoli in italiano).

Due decenni di musica e sogni per i Coldplay, vent’anni di prove e concerti i cui momenti salienti sono custoditi in un archivio inedito. Materiale prezioso che racconta episodi della storia della band di fama mondiale cui si sommano le riprese girate durante il tour A Head Full of Dreams, il terzo più grande di tutti i tempi che ha incantato e fatto e cantare oltre 5,5 milioni di fan negli stadi di tutto il mondo. Questi i contenuti esplosivi del nuovo film annunciato dalla band, a cui il glorioso tour ha dato il nome: A Head Full of Dreams, che spalanca le porte sui loro 20 anni di storia ricca di colori e sfumature.

L’appuntamento sarà un’occasione unica per restituire un ritratto intimo e profondo della band e della sua spettacolare ascesa, dalle backroom dei pub di Camden fino agli stadi di tutto il pianeta. ll film è diretto da Mat Whitecross – regista di Supersonic, l’acclamato documentario degli Oasis del 2016 – che ha incontrato i quattro amici del college a Londra, prima ancora che formassero la band. Sin dalla prima prova in una camera studentesca, Whitecross era presente per catturare la loro musica e le loro relazioni. Da allora Whitecross ha diretto molti dei video più iconici dei Coldplay (tra cui Paradise, A Sky Full Of Stars e Adventure Of A Lifetime) e ha continuato a documentare l’evoluzione musicale e personale della band.

Cinema Odeon | Piazza Strozzi | Firenze

Tel. 055/214068

Biglietto: euro 13

www.odeonfirenze.com

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L’omaggio a Bergman, all’Odeon “Il settimo sigillo” in versione restaurata

L’omaggio a Bergman, all’Odeon “Il settimo sigillo” in versione restaurata

Lunedì 5 novembre al Cinema Odeon di Firenzein collaborazione con la Cineteca di Bologna, in occasione del 100° anniversario della nascita di Ingmar Bergman, si presenta uno dei più grandi capolavori della storia del cinema, IL settimo sigillo, in versione restaurata (originale con sottotitoli in italiano). Il film sarà presentato dal prof. Marco Vannini, tra i maggiori esperti italiani di mistica occidentale.

Realizzato nel 1957, il film racconta del cavaliere Antonius Block (Max von Sydow) e del suo scudiero Jöns (Gunnar Björnstrand): i due, reduci disillusi delle Crociate, fanno ritorno nella Svezia del Trecento e la trovano in balia della peste e della disperazione. Su una spiaggia Block incontra la Morte e, in una delle più efficaci alternanze campo/controcampo mai realizzate, la sfida a una partita a scacchi per prendere tempo e poter compiere un’azione che dia un senso alla sua vita.

Da bambino mi capitava talvolta di seguire mio padre nei suoi spostamenti quando doveva officiare messa nelle piccole chiese di campagna dei dintorni di Stoccolma. […] Mentre mio padre parlava dal pulpito, e i fedeli pregavano, cantavano o ascoltavano, io concentravo la mia attenzione sul mondo segreto della chiesa, costituito da volte basse, mura spesse, profumo di eternità, luce solare che tremava sulla strana vegetazione dei dipinti medioevali e sulle figure scolpite sul soffitto e sulle mura. C’era tutto ciò che la fantasia può desiderare: angeli, santi, dragoni, profeti, demoni, bambini. C’erano animali estremamente spaventosi: i serpenti del Paradiso, l’asino di Balaam, la balena di Jonas, l’aquila dell’apocalisse… In un bosco, la Morte era seduta e giocava a scacchi con un cavaliere… una creatura dagli occhi spalancati si attaccava ad un albero mentre in basso la Morte si accingeva a segare l’albero. Sulle colline in lieve pendenza la Morte conduceva la danza finale verso il paese delle tenebre”. Come dimostrano queste parole di Bergman, l’evocazione visionaria del XIV secolo racchiusa nel Settimo sigillo ha origini remote che affondano nelle fantasie dell’infanzia. Il Medioevo di Bergman è una dimensione dove proiettare fantasmi e angosce che assediano l’individuo nel profondo.

“L’idea di realizzare Il settimo sigillo – raccontava Ingmar Bergman – è scaturita in me dalla visione dei temi trattati negli affreschi e nelle pitture medievali: i buffoni girovaghi, la peste, i flagellanti, la Morte che gioca a scacchi, i roghi delle streghe e le Crociate. Il film non ha però l’ambizione di restituire un’immagine realistica della vita in Svezia durante il Medioevo: è un saggio di poesia moderna, che traduce le esperienze della vita di un uomo moderno, un saggio tuttavia modellato, sia pure molto liberamente, su spunti medievali. Il mio intento è stato quello di dipingere come dipingevano i pittori del Medioevo, con lo stesso impegno oggettivo, con la stessa sensibilità e la stessa gioia. I miei personaggi ridono, piangono, urlano, hanno paura, parlano, rispondono, recitano, soffrono, interrogano. Il loro terrore è la Peste, il Giorno del Giudizio, la Stella il cui nome è Assenzio”.

Cinema Odeon  Piazza Strozzi  Firenze

Tel. 055/214068

Ingresso: euro 10

www.odeonfirenze.com

 

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Al cinema Odeon Klimt & Schiele: Eros e psiche da lunedì 22 ottobre

Al cinema Odeon Klimt & Schiele: Eros e psiche da lunedì 22 ottobre

Da Lunedì 22 a mercoledì 24 ottobre (ore 16.30 – 18.30 – 21)  al Cinema Odeon di Firenze che presenta il film-evento “Klimt & Schiele: Eros e psiche” che verrà proposto in occasione del 100° anniversario della morte dei due grandi artisti. Nei tre giorni di programmazione del film saranno esposti in sala “Gli amori di Klimt”, 4 dipinti ispirati all’opera di Klimt, realizzati dalla giovane artista fiorentina Veronica Aguilar.

1918. Mentre i boati della Prima Guerra Mondiale si vanno spegnendo, a Vienna, nel cuore della Mitteleuropa, un’epoca dorata è ormai al tramonto. L’Impero Austro-Ungarico comincia a disgregarsi. È il 31 ottobre. Quella notte, nel letto della sua casa, muore Egon Schiele, una delle 20 milioni di vittime causate dall’influenza spagnola. Se ne va guardando in faccia il male invisibile, come solo lui sa fare: dipingendolo. Ha 28 anni. Solo pochi mesi prima, il salone principale del palazzo della Secessione si era aperto alle sue opere: 19 oli e 29 disegni. La sua unica mostra di successo, celebrazione di una pittura che rappresenta le inquietudini e i desideri dell’uomo. Qualche mese prima era morto il suo maestro e amico Gustav Klimt, che dall’inizio del secolo aveva rivoluzionato il sentimento dell’arte, fondando un nuovo gruppo: la Secessione viennese. Oggi i suoi capolavori attirano visitatori da tutto il mondo o diventano star al cinema in film come Woman in Gold, ma sono anche immagini pop che accompagnano la nostra vita quotidiana su poster, cartoline e calendari. Ora, cent’anni dopo, le opere di questi artisti visionari – tra Jugendstil ed espressionismo– tornano protagoniste assolute nella capitale austriaca, insieme a quelle del designer e pittore Koloman Moser e dell’architetto Otto Wagner, morti in quello stesso 1918 nella stessa Vienna.

Nasce da qui, prendendo spunto da alcune delle numerose mostre organizzate in occasione del centenario, il film-evento ideato per guidare lo spettatore tra le sale dell’Albertina, del Belvedere, del Kunsthistorisches Museum, del Leopold Museum, del Sigmund Freud Museum e del Wien Museum, ripercorrendo un periodo straordinario: un momento magico per arte, letteratura e musica, in cui circolano nuove idee, si scoprono con Freud i moti della psiche e le donne cominciano a rivendicare la loro indipendenza.

A ogni epoca la sua arte, all’arte la sua libertà”. È il motto che campeggia a lettere d’oro sull’ingresso del palazzo della Secessione e inaugura un tempo nuovo. Proprio quest’epoca rivive nel film, raccontata dalla voce dell’attore Lorenzo Richelmy: una città negli anni in cui per le strade o nei caffè si potevano incontrare Hugo von Hofmannsthal, il giovane Ludwig Wittgenstein, i futuri registi Fritz Lang e Erich von Stroheim, a teatro andavano in scena i drammi di Arthur Schnitzler e all’opera si assisteva alla prima de La vedova allegra come alla Salomè di Richard Strauss. Il documentario si arricchirà così di immagini di straordinaria forza, con le decorazioni ammalianti e avvolgenti proprie dei quadri di Klimt fino alle tormentate linee di Egon Schiele. Nei suoi nudi magnetici e nelle figure contorte esplode un erotismo invincibile eppure sofferto. Un tema-scandalo – proprio negli anni in cui si sviluppava la psicoanalisi – che causò al pittore un’incarcerazione e un processo nella cittadina di Neulengbach.

Proprio l’erotismo è il filo segreto di questa storia. Dal simbolico 1900 della pubblicazione dell’Interpretazione dei sogni di Sigmund Freud, l’inconscio sale prepotentemente in superficie.

Cinema Odeon Firenze Tel. 055-214068 Biglietto: euro 10

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All’Odeon il nuovo ciclo “One World University: incontri tra Oriente e Occidente

All’Odeon il  nuovo ciclo “One World University: incontri tra Oriente e Occidente

Dal 10 Ottobre al 23 Gennaio, arriva al Cinema Odeon di Firenze la prima parte del nuovo ciclo “One World University: incontri tra Oriente e Occidente”,  diretti da Gloria Germani e in collaborazione con One World University – Kerala India. 4 appuntamenti per aprire un dialogo e un confronto con idee e saperi orientali

Oggi assistiamo al dominio globale della modernità occidentale sorta verso la fine del Settecento, ma anche a una terribile crisi che è insieme ecologica, economica ed esistenziale insieme. Il ciclo è composto da 4 conferenze, con interventi di studiosi ed esperti, seguite da altrettanti film (tutti in prima nazionale), per aprire un dialogo e un confronto con idee e saperi che provengono dall’Oriente.

Mercoledì 10 Ottobre ore 18.30

con Diego Manzi (studioso di mitologia indiana e Tantrismo) e Purnananda Zanoni (studioso di lingua e filosofia sanscrita): “Tantra” significa letteralmente “telaio” e “continuità, flusso ininterrotto”. L’essenza della realtà è vista nell’istante vibrazionale (che richiama molto il concetto di Entaglement scoperto oggi dalla Fisica Quantistica) e le pratiche che vi conducono consentono oggi di raggiungere l’Illuminazione.

Film ore 21 – Krishnamurti: la sfida del Cambiamento (USA, 80′) – diretto da Michael Mendizza – Versione originale con sottotitoli in italiano

Attraverso rari filmati e documenti d’archivio, il film racconta la straordinaria vita e il pensiero di J. Krishnamurti. Riconosciuto dalla Società Teosofica come il nuovo Cristo, egli si rifiutò di incarnare questo ruolo. Il suo insegnamento insiste, tra le altre cose, sul fatto che “la Verità è una strada senza sentieri”. Amico tra gli altri del fisico David Bohm, contribuì a costruire un “ponte” tra il cosiddetto misticismo e la scienza: si parla in proposito di “misticismo quantico”.

Lunedì 12 Novembre ore 18.30

con Radha Batt (attivista gandhiana – Gandhi Peace Foundation) e Rocco Altieri (Presidente del Centro Gandhi e direttore dei Quaderni di Satyagraha). Forse è giunta l’ora di considerare Gandhi e il suo swaraj come un modello di sviluppo economico. Non solo Gandhi ma anche Buddha e gli altri dovrebbero essere liberati dalla nicchia spirituale in cui sono stati confinati. Dovrebbero tornare a servire ed ispirare come modelli di vita collettiva, sociale ed economica.  Film ore 21 – The Making of the Mahatma (India, 150′) – diretto da Shyam Benegal – Versione originale con sottotitoli in italianoMohandas Karamchand Gandhi, giovane avvocato specializzato in Inghilterra, che esercita la sua professione a Rajkot,in India, è invitato da un’azienda indiana in Sud Africa a occuparsi di una causa legale. Il film racconta la storia della formazione di Gandhi, ovvero la vicenda di un uomo di ha affrontato le leggi inglesi discriminanti e ha costruito una nuova arma per lottare: la Forza della verità, usando la non violenza, la divinità e la dignità dell’uomo.

Venerdì 6 Dicembre ore 18.30

con Giuseppe Cognetti (Filosofia Interculturale all’Università di Siena) e Loris Falconi (Conselor filosofico) E’ possibile distinguere il vero dai sogni ad accedere ad una conoscenza scevra da illusioni? Può il pensiero sgombrare la mente dai fantasmi e dalle apparenze e giungere a una visione nitida delle cose? Interrogarsi sulla Verità mette in gioco noi stessi, facendoci percepire le nostre possibilità e i nostri limiti. Film ore 21 – Monk With A Camera (USA/India, 90′) diretto da Tina Mascara e Guido Santi – Versione originale con sottotitoli in italiano La vita di Nicholas Vreeland che ha lasciato i privilegi del jet-set e di una vita internazionale da fotografo di successo (era nipote di Diane, celebre direttrice di Vogue), per diventare un monaco buddista. Chiamato dal Dalai Lama, Vreeland è stato il primo abate occidentale a dirigere un monastero buddista, quello di Rato Dratsang in India. Il film mostra l’autenticità, la pace e la profonda felicità nel qui e ora raggiunta da Richy.

Mercoledì 23 Gennaio ore 18.30

con Maria Angela Falà (presidente della Fondazione Maitreya, già presidente UBI), Giorgio Raspa (Presidente UBI) e Diego Infante (scrittore) Anticipato dalla visita a Firenze di S.S. il Dalai Lama nel settembre 2017, affrontiamo il tema dell’unione mente e materia e dell’incontro tra le moderne scoperte delle neuroscienze e le antiche conoscenze del buddismo o del pensiero indiano. Da queste convergenze o “Ragioni del Buddha” scaturiscono orizzonti molto importanti, da non confondere con la Robotica.  Film ore 21 – Monte Grande: What is Life? (Svizzera, 80′) – Versione originale con sottotitoli in italianoCom’è possibile che il corpo e la mente esistano come un tutt’uno? Il neurobiologo cileno Francisco Varela ha dedicato tutta la sua vita a rispondere a questa domanda. Il film illustra il pensiero del neurobiologo che ha dedicato tuta la vita a rispondere a questa domanda. Il film include riflessioni tra cui Sua Santità il XIV Dalai Lama, Heinz von Foerster (il padre della cibernetica), Jean-Pierre Dupuy e Humberto Maturana.

Info:

Cinema Odeon | Piazza Strozzi | Firenze

Biglietto conferenza + film: euro 10

Apericena indiano (ore 20): euro 10 (facoltativo e su prenotazione obbligatoria)

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“Papa Francesco: un uomo di parola” all’Odeon la prima di Wim Wenders

“Papa Francesco: un uomo di parola” all’Odeon la prima di Wim Wenders

Giovedì 4 Ottobre al Cinema Odeon di Firenze, che presenta (versione originale con sottotitoli in italiano), “Papa Francesco: un uomo di parola” il nuovo film del grande regista tedesco Wim Wenders, presentato con grande successo all’ultimo Festival di Cannes.

Il film sarà presentato da Guidalberto Bormolini (monaco, scrittore, tanatologo della comunità dei Ricostruttori), da Gloria Germani (scrittrice ed ecofilosofa) e da Giannozzo Pucci (direttore della LEF – Libreria Editrice Fiorentina).

l film di Wenders è un percorso personale con Papa Francesco e non un documentario biografico. Le idee del pontefice e il suo messaggio politico e spirituale sono centrali grazie al materiale di archivio ma soprattutto a quattro lunghe interviste condotte nell’arco di due anni. Avvicinato dal Vaticano già nel 2013, Wim Wenders dichiara di avere avuto una completa libertà nell’elaborazione del progetto, ivi compresa quella del montaggio finale e dell’accesso all’archivio foto e video del Vaticano. Tutto ciò gli ha consentito di operare così come solo i veri Maestri sanno fare: tenendosi un passo indietro.

Il film si basa visivamente e narrativamente sull’interazione del pubblico face-to-face con il Papa, instaurando un dialogo tra lui e, letteralmente, con il mondo. Disponibile nel rispondere alle domande di persone provenienti da ogni paese, Papa Francesco risponde a contadini, lavoratori, rifugiati, bambini ed anziani, detenuti, a coloro che vivono nelle favelas e nei campi di rifugiati. Tutte queste voci e facce sono uno spaccato di umanità che partecipa a una conversazione con Papa Francesco. Mentre questa vera e propria “sinfonia di domande” fornisce il materiale per il film, allo stesso tempo esso mostra il Papa nel corso dei suoi numerosi viaggi per il mondo, con immagini che lo riprendono mentre parla alle Nazioni Unite, affrontando il Congresso degli Stati Uniti, o mentre si unisce al lutto per tutte le vittime a Ground Zero e presso lo Yad Vashem, il monumento in memoria dell’Olocausto. Parla ai carcerati presso i penitenziari e ai rifugiati nei campi affacciati sul Mediterraneo. Lo vediamo viaggiare in Terra Santa (Palestina ed Israele) così come in Africa, Sud America ed Asia.

Per tutto il film, Papa Francesco condivide la sua visione della Chiesa e la sua profonda preoccupazione per la situazione dei poveri, il suo coinvolgimento nelle tematiche ambientali e di giustizia sociale, e la sua invocazione di pace nelle aree di conflitti e tra diversi mondi religiosi. Nel film viene richiamata anche la figura di San Francesco, alla quale si ricollega la scelta del nome del Papa, attraverso resoconti dei momenti leggendari nella vita privata del Santo, riformatore ed ecologista. In un’epoca di profonda sfiducia nella politica e nel potere, nel momento in cui bugie e corruzione sono all’ordine del giorno, il film mostra un uomo che vive esattamente nel modo che predica e che si è guadagnato la fiducia del popolo di tutte le fedi, tradizioni e culture del mondo.

Il film sarà in programmazione al Cinema Odeon di Firenze fino a Domenica 7 Ottobre.

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