Watermark, lo spettacolare viaggio nell’acqua del mondo

Watermark, lo spettacolare viaggio nell’acqua del mondo

In sala in occasione della giornata mondiale dell’educazione ambientale “Watermark – L’acqua è il bene più prezioso”. Documentario fotografico sul  ruolo che l’acqua ricopre nella formazione e nello sviluppo dei Popoli. Cinema Stensen in programma il 14 ottobre alle 17, 19 e 21.00

Dopo aver ricevuto il plauso della critica e ottenuto oltre 50.000 spettatori nei cinema italiani con Antropocene, che indagava l’impatto dell’uomo sul pianeta attraverso straordinarie immagini, Fondazione Stensen e Valmyn sono lieti di portare nei cinema anche il secondo capitolo della colossale opera sull’ambiente realizzata da Jennifer Baichwal ed Edward Burtynsky: Watermark – L’acqua è il bene più prezioso. Uno straordinario documentario fotografico sul fondamentale ruolo che l’acqua ricopre nella formazione e nello sviluppo dei Popoli. 

Il film uscirà nei cinema italiani giovedì 14 ottobre in occasione della Giornata Mondiale dell’Educazione Ambientale (al cinema Stensen in programma il 14 ottobre alle 17, 19 e 21). INFO

L’acqua costituisce oltre il 70% del pianeta e del nostro corpo, attorno a lei sono nate la società e la tecnologia e si sono sviluppate le grandi civiltà. Probabilmente per il suo controllo combatteremo le guerre del futuro. Watermark – L’acqua è il bene più prezioso è un ritratto di grande attualità, che restituisce un quadro visivamente affascinante della complessità della situazione attuale. Spazia dalle gigantesche infrastrutture costruite dall’uomo ai sempre più numerosi disastri ambientali dagli sprechi del mondo ricco fino all’ingegno storico di conservazione e mantenimento di un bene così prezioso per la vita.

Il percorso dei registi porta lo spettatore tra le enormi fattorie galleggianti al largo della costa cinese del Fujian, al cantiere di Xiluodu, la più grande diga ad arco al mondo; nel delta del deserto dove si arena il possente fiume Colorado fino alle concerie di cuoio di Dhaka. Ma anche agli Open di Surf di Huntington Beach negli Stati Uniti e al Kumbh Mela ad Allahabad, dove si radunano 30 milioni di persone per immergersi tutte insieme nel sacro Gange. Ulteriori immagini accompagnano gli scienziati che estraggono carote di ghiaccio dalle profondità del sottosuolo della Groenlandia e tra coloro che esplorano l’incontaminato spartiacque della Columbia Britannica settentrionale.

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Riapre lo Stensen di Firenze giovedì sei maggio

Riapre lo Stensen di Firenze giovedì sei maggio

Dopo 14 lunghi mesi, la sala dello Stensen riapre al pubblico. Da giovedì 6 maggio si riaccenderà lo schermo. Con proiezioni anche mattiniere e un cartello di bentornato su ogni poltrona

Giovedì 6 maggio saranno proiettati In the Mood for Love, il capolavoro sull’amore che ha consacrato Wong Kar-wai e Caro Diario. Il film icona di Nanni Moretti e premio per la regia a Cannes nel 1994. Verrà proiettato anche  Due, un sorprendente esordio candidato dalla Francia agli Oscar, su due donne mature che si amano in segreto finché un imprevisto non le costringerà ad affrontare le rispettive famiglie (presente il regista).

Novità di questa riapertura, sono le proiezioni di mattina, per consentire a un pubblico più eterogeneo possibile di godere dei film. Inoltre, nelle poltroncine dove gli spettatori potranno sedersi, ci sarà un cartello con su scritto “Bentornato”. In alcuni orari, i film saranno in lingua originali con sottotitoli in italiano.

INFO. All’ingresso sarà misurata la temperatura e saranno assegnati i posti dal personale. La capienza è ridotta al 40%, secondo uno schema di distanziamento che tutela la sicurezza di tutti. Sono previsti posti a sedere attigui per i congiunti. E’ consigliabile acquistare i biglietti online sulla nostra pagina LIVETICKET. In alternativa, la cassa del cinema è comunque in funzione dalla mezzora precedente il primo spettacolo.

Di seguito il calendario delle prossime giornate:

giovedì 6 maggio

In the mood for love (16.30 – 19.00)

venerdì 7 maggio

In the mood for love (10.30)

Caro Diario (16.30)

In the mood for love (19.00) vo sott ita

sabato 8 maggio

Caro Diario (10.30 – 16.30)

In the mood for love (19.00)

domenica 9 maggio

Due (11.00 – 16.30) vo sott ita – alla presenza del regista Filippo Meneghetti

In the mood for love (19.00) vo sott ita

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Intervista al direttore del Cinema Stensen su riaperture, mercato e streaming

Intervista al direttore del Cinema Stensen su riaperture, mercato e streaming

Abbiamo intervistato Michele Crocchiola, direttore del Cinema Stensen, interrogandolo sullo stato della distribuzione cinematografica, sulla situazione delle sale a Firenze e sui progetti futuri per il suo cinema.

I cinema di tutta Italia sono chiusi dall’8 marzo del 2020. Com’è andata per lo Stensen?

Alcuni cinema hanno riaperto da settembre fino alla nuova chiusura del 24 ottobre. A differenza di alcuni colleghi noi non abbiamo mai riaperto. Di fatto lo Stensen è chiuso da più di un anno. Per fortuna durante l’estate siamo riusciti a curare la programmazione di alcune arene all’aperto e speriamo di poter replicare anche quest’anno.

Perché avete deciso di non riaprire?

Lo Stensen non ha riaperto perché volevamo fare dei lavori che non siamo riusciti a completare in tempo. Avevamo programmato dei cambiamenti nell’accoglienza, con modifiche dell’atrio e della sala, che spero di ultimare durante l’estate per offrire qualcosa di nuovo al pubblico che tornerà a trovarci quando riapriremo.

Oltre al calo di presenze, che secondo i dati ANICA è del 71% rispetto al 2019, c’è stato un calo anche nel numero di film distribuiti. Durante il lockdown sono stati distribuiti meno della metà dei titoli rispetto al 2019. Nell’editoria è stato stipulato un accordo tra editori, distributori e punti vendita per rimandare la distribuzione dei titoli di maggior richiamo alla riapertura delle librerie. Tra i protagonisti della filiera del cinema esiste un accordo simile?

Ci sono due tendenze. I distributori hanno tenuto in sospeso i film più importanti, soprattutto i film italiani, in attesa della ripartenza. Da più di un anno è pronto il film dei Manetti Bros su Diabolik, il nuovo film di Nanni Moretti e i film presentati all’ultimo Festival di Venezia non sono ancora usciti in tv o sulle piattaforme. A livello mondiale l’esempio più eclatante è il nuovo 007. Il film è pronto da più di un anno ma è congelato in attesa della riapertura dei cinema. Qui si apre un’altra questione: per 007 c’è stata un’offerta di Amazon (da circa mezzo miliardo, ndr) per distribuirlo online in esclusiva che è stata rifiutata. Il discorso è diverso per i produttori e distributori che hanno piattaforme proprietarie come Disney, che ha distribuito alcuni suoi titoli come Soul direttamente su Disney+. Chi ha piattaforme ha bisogno di aggiornare il catalogo e offrire nuovi contenuti ai suoi abbonati, chi non ha piattaforme aspetta i cinema. Per rispondere alla tua domanda: non c’è stato un accordo, dipende dalle strategie commerciali dei singoli gruppi.

Nel frattempo si è creata una lista di attesa dei grandi blockbuster come il già citato 007, Mission Impossible e Dune. Tutti film indispensabili per i cinema italiani perché da soli permettono di raggiungere il pareggio di bilancio. Quanti ne devono uscire perché le sale riaprano con continuità?

Dipende da quante persone avranno voglia di tornare al cinema e questo non possiamo ancora saperlo. C’è anche il tema della capienza: se si riaprisse domani la capienza massima sarebbe ancora al 25%. Probabilmente la capienza massima sarà alzata di pari passo con la somministrazione dei vaccini. Quindi per riaprire regolarmente servono grossi titoli, capienze almeno al 50% e la voglia del pubblico di tornare al cinema. Perché riparta tutto il mercato, dai multiplex alle sale parrocchiali, serve tornare ai ritmi pre-pandemia, ovvero almeno sei film nuovi a settimana, di cui normalmente due blockbuster, una commedia di largo pubblico e altri generi più di nicchia.

Tu dici che serva una capienza minima del 50%. Il ragionamento che fanno i distributori internazionali è che devono avere la garanzia che a livello globale siano aperte il 70-80% delle sale per rientrare nell’investimento.

Si può vedere anche da un altro punto di vista: se i cinema americani, cinesi, giapponesi, francesi e inglesi sono aperti, la distribuzione può ripartire. L’impatto del mercato italiano sugli incassi globali è inferiore all’1%.

Invece i sostegni da parte del Governo sono arrivati? e se sì, sono stati sufficienti a coprire i costi fissi?

I sostegni sono in gran parte arrivati. Non solo dal MIBACT ma anche dalla Regione e dall’Unione europea. Per quanto riguarda il settore del cinema, devo ammettere che sono stati generosi. Però per decretare se sono sufficienti a coprire le spese bisogna analizzare i singoli casi. Se si parla di una sala cinematografica di proprietà i sostegni sono più che sufficienti. Se un esercente deve pagare un affitto e non ha trovato un accordo col proprietario dell’immobile, se ha da pagare mutui e altri costi fissi allora alcune difficoltà rimangono.

Qual è stato il criterio di assegnazione dei fondi?

I sostegni si basano sulla perdita di fatturato. Una buona fetta di contributi è arrivato sotto forma di credito d’imposta quindi non sono soldi spendibili e alcune sale indipendenti hanno avuto qualche decina di migliaia di euro di credito d’imposta quando in un anno ne pagherebbero soltanto qualche migliaio. Quindi hai uno sconto sulle tasse che attualmente non paghi, non avendo fatturato, e quel credito non è cedibile alle banche.

E tutti i cinema sono sopravvissuti a quest’anno di chiusura?

Qui a Firenze sembra, e sottolineo “sembra”, che non ci siano state chiusure. Alcuni colleghi sono in affitto, altri hanno dipendenti e altri ancora sono a conduzione familiare per cui ci sono situazioni molto diverse tra di loro. Ci tengo ad aggiungere che i ristori hanno riguardato le aziende, ma non i dipendenti. I lavoratori sono in cassa integrazione e per coloro che hanno dei contratti part-time lo stipendio si è ridotto sensibilmente.

Cinema Stensen
La sala del Cinema Stensen, chiusa dall’8 marzo 2020. Foto Controradio

Tanti cinema hanno provato a continuare parte dell’attività spostando rassegne e presentazioni sulle piattaforme online. Lo Stensen ha partecipato ad alcune di queste iniziative?

Noi abbiamo aderito a uno dei due circuiti di proiezione online nati a maggio del 2020 che si chiama #iorestoinsala. Abbiamo visto che è una soluzione usata principalmente dal pubblico fidelizzato che la vede come un’opportunità per aiutare il proprio cinema di riferimento. L’esperienza TVOD (Transactional Video On Demand) significa che paghi un biglietto virtuale al prezzo deciso dal distributore e non è paragonabile all’offerta delle piattaforme come Netflix, Prime Video e Disney+. Chi partecipa a queste iniziative lo fa per dare un sostegno al cinema ma non sostituisce l’esperienza in sala. Peraltro a noi arriva circa il 25% dell’incasso una volta tolti i diritti del distributore, il servizio della piattaforma e la SIAE.

Quindi il cinema e lo streaming viaggiano su binari paralleli?

Secondo me sì. Già prima della pandemia uscirono titoli come Sulla Mia Pelle, Roma e The Irishman che erano disponibili su Netflix ma che ebbero un grande successo di pubblico al cinema. Ci sono dei film che possono coesistere su entrambi i mezzi e ci sono film che sono più adatti al cinema, Roma di Alfoso Cuarón ne è un esempio. Ci sono altri film, ma c’erano anche prima dello streaming, che uno preferisce guardare a casa. Io penso che non sia vero che le piattaforme stanno uccidendo il cinema. Sicuramente stanno cambiando il marketing e la comunicazione ma non sostituiscono l’esperienza cinematografica.

Quindi non pensi che possa succedere quello che è capitato al teatro: l’offerta si concentra su una fascia d’età escludendo i più giovani e poi si trova in difficoltà quando necessita di ricambio generazionale?

Penso che il rischio sia minore perché il cinema è un’industria globale. Finchè la catena di produzione è di così alto livello ha anche una capacità di comunicazione e di richiamo trasversale. Da sempre il cinema è stato in grado di lavorare per target diversi. Il rischio potrebbe essere un altro: sale cinematografiche più specializzate che lavorano sull’accoglienza e un’offerta per il pubblico hanno maggiori probabilità di sopravvivere, il multisala dove al terzo spettacolo calpesti il popcorn dei due spettacoli precedenti avrà qualche difficoltà in più.

Durante l’ultimo anno lo Stensen è rimasto in contatto col suo pubblico?

Non quanto avremmo voluto. Abbiamo cercato di comunicare regolarmente attraverso la newsletter e i social. Abbiamo anche organizzato alcuni cineforum online. Mi rendo conto che sia stato difficile partecipare perché dopo aver lavorato online tutto il giorno, rimanere al pc anche per lo svago è faticoso per cui non abbiamo insistito più di tanto. La cosa che mi dà maggiore soddisfazione è l’aver mantenuto attive due iniziative dedicate al pubblico più giovane come la giuria dello Young Audience Award. Mi ha colpito la partecipazione ampia da parte di giovani che sono in DAD da mesi ma che hanno avuto modo di discutere e ci hanno ringraziato di avergli dato l’opportunità di parlare. La mia impressione è che il distanziamento abbia lasciato poche opportunità di espressione agli adolescenti e sono preoccupato per le ricadute psicologiche dell’isolamento, tant’è che abbiamo in programma ulteriori progetti di confronto tra giovani per la prossima estate.

Quali sono gli altri programmi dello Stensen per l’estate 2021?

La gestione e programmazione di alcuni spazi all’aperto. Il primo è la Manifattura Tabacchi, dove stiamo allestendo una piazza della cultura con incontri e proiezioni. Speriamo di poter continuare con l’arena del Mandela Forum che però nel frattempo è diventato un polo vaccinale. La Fondazione CR ha confermato l’organizzazione del cinema a Villa Bardini e ad agosto ci sarà il Teatro Romano di Fiesole. Replicheremo anche le proiezioni alla villa Medicea di Lilliano, sopra Bagno a Ripoli, e stiamo studiando un progetto simile con delle proiezioni serali in un rifugio nel Mugello.

La sala dello Stensen quando riaprirà?

Mi piacerebbe saperlo. La speranza è di riaprire a metà maggio, anche se solo per poco prima della chiusura estiva. Se così non fosse riapriremo a settembre per la nuova stagione.

I cinema hanno dovuto accendere i proiettori regolarmente per manutenzione. Che film avete proiettato senza pubblico?

Di fatto nessuno perché non abbiamo acceso la lampada per cui non usciva nessuna immagine. Alcuni colleghi in altre parti d’Italia hanno approfittato di questa manutenzione obbligatoria per usare i cinema come degli enormi salotti ma io non sono riuscito ad approfittarne perché guardare i film nella sala vuota mi mette malinconia. Aspetto il ritorno del pubblico.

Intervista a cura di Carlo Lascialfari

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Glassboy, in Toscana il film sarà disponibile da domenica 31 gennaio

Glassboy, in Toscana il film sarà disponibile da domenica 31 gennaio

Da domenica on line (e in anteprima) allo Stensen, all’Alfieri e all’Arsenale “Glassboy”, l’isolamento dei bambini raccontato dal regista toscano Rossi. Uno young movie sul desiderio di libertà, di avventura, di amicizia e di crescita

Dopo essersi aggiudicato il premio ECFA come Miglior Film Europeo per Ragazzi al PÖFF | Tallinn Black Nights Film Festival e dopo la recente partecipazione alla winter edition del 50/mo Giffoni, Glass Boy, il film per ragazzi diretto dal regista e sceneggiatore toscano Samuele Rossi, uscirà il 1° febbraio.  Ispirato al romanzo Premio Andersen “Il Bambino di Vetro” di Fabrizio Silei lo troverete  sulle principali piattaforme on demand (Sky Primafila, Google Play, Infinity, Apple tv, Chili, Rakuten Tv, The Film Club e Io resto in Sala).

In Toscana il film sarà disponibile già da domenica 31 gennaio sulla piattaforma Io resto in sala dei cinema Stensen e Alfieri a Firenze e Arsenale a Pisa. Domenica 7 febbraiocon accesso libero e gratuito alla piattaforma zoom (link: bit.ly/GlassB7), alle 18 è in programma un incontro-cineforum con il regista, Giorgio Colangeli, Giorgia Wurth e Massimo De Lorenzo. Con loroalcuni bambini del cast. l

“Il film nasce 5 anni fa ma la coincidenza è impressionante. È un film che parla all’oggi – ha spiegato il regista – che interpreta il disagio che i bambini stanno vivendo, il dramma della separazione e dell’isolamento. Mai avremmo immaginato di vivere questi tempi di costrizione. A pagarne le conseguenze sono soprattutto i più piccoli a cui, in questi mesi, è stato negato il gioco, la scuola e la socialità. Credo che Glassboy ricordi che, in fondo, tutti i ragazzi si sentono un po’ come il protagonista, Pino, cioè fragili, non accettati. E lo stesso vale anche per i genitori, obbligati a vivere le stesse ansie, speranze e aspettative.”

 

 

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Stensen, 5 cortometraggi per bambini tratti dalle favole di Rodari

Stensen, 5 cortometraggi per bambini tratti dalle favole di Rodari

Una serie di cortometraggi per bambini dai 3 anni in su, a soli 3 euro, affinchè anche i più piccoli possano godere di un’esperienza cinematografica differente dalle tante offerte attualmente in streaming.  L’appuntamento è domenica 15 novembre attraverso la piattaforma dei cinema italiani “Io resto in sala”

A partire dalla lettura delle avventure di Alice, la minuscola bambina nata dalla fantasia di Rodari per le sue “Favole al telefono”, viene proposta, grazie alla Cineteca di Bologna, una selezione di cortometraggi popolati da personaggi “fuori misura”: piccoli piccoli, come l’omino da taschino dell’animatrice georgiana Ana Chubinidze, o troppo grandi come l’elefante che sogna di cavalcare una bicicletta. Prodotti dallo studio di animazione francese Folimage, i cinque cortometraggi in programma sono stati realizzati artigianalmente con le tecniche della cut out animation e del disegno in fase (durata totale 45 minuti). Sono accompagnati da una lettura a cura di Sara Lanzi, attrice e conduttrice di laboratori teatrali (La Baracca – Testoni Ragazzi di Bologna che dal 1976 produce e programma spettacoli per bambine, bambini e adolescenti di diverse fasce d’età ).
Di seguito titoli e trama dei corti:
L’omino da taschino
(Le Petit Bonhomme de poche, Francia, Svizzera/2017) di Ana Chubinidze (8’)
Un piccolo omino vive tranquillo in una valigetta dotata di ogni comfort. Un giorno un anziano signore cieco incrocia il suo cammino, nasce così una nuova amicizia fondata sull’aiuto reciproco.
La volpe minuscola
(Le renard minuscule, Francia/2016)  di Aline Quertain e Sylwia Szkiladz (8’)
In un giardino verdeggiante una minuscola volpe incontra un’intrepida bambina capace di coltivare piante giganti! Per un caso fortuito le due scoprono che la bimba ha il potere di far crescere anche gli oggetti…
La bicicletta dell’elefante
(Le vélo de l’éléphant, Francia/2014)  di Olesya Shchukina (9’)
Un elefante vive in città guadagnandosi da vivere come spazzino. Un giorno un enorme cartellone attira il suo sguardo: si tratta della pubblicità di una bellissima bicicletta, e sembra proprio della sua taglia! Impossibile resistere, così l’elefante inizia darsi da fare per mettere da parte il denaro necessario. A volte però l’apparenza inganna…
Una lince in città
(Un lynx dans la ville, Francia, Svizzera/2020) di Nina Bisiarina (7’)
Una lince curiosa lascia la sua foresta, attirata dalle luci della città. Si diverte molto a passeggiare indisturbata per le strade finchè, addormentatasi in un grande parcheggio, non viene risvegliata da una folla di persone terrorizzate…
 
Il principe troppo piccolo
(Le trop petit Prince, Francia/2002) di Zoïa Trofimova (8’)
Ogni giorno, sul suo piccolo pianeta, un omino prova a pulire il sole con tutti i mezzi di cui dispone, per ingannare la sua solitudine. Vincitore di numerosi premi in concorsi e festival
internazionali, il corto è realizzato con disegni a mano e si ispira al celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupéry Il piccolo principe.
#IorestoinSala è un’iniziativa di circa 50 cinema d’essai italiani per portare dentro le case dei propri spettatori film ricercati, d’autore – principalmente italiani e europei – durante il periodo della pandemia. Non è una vera e propria piattaforma perchè non ha un sito centralizzato ma vi si accede acquistando un biglietto sul sito del cinema, che contiene un link di visione al film selezionato.
E’ possibile acquistare il biglietto per una fascia oraria specifica a cui collegarsi oppure vedere comunque il film al momento dell’acquisto (per massimo 48 ore).

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