In anteprima toscana allo Stensen ‘Abracadabra’

In anteprima toscana allo Stensen ‘Abracadabra’

Venerdì 4 maggio alla presenza del regista il film che riflette sugli stereotipi del rapporto di coppia ‘Abracadabra’

In anteprima toscana al Cinema Stensen di Firenze venerdì 4 maggio, il film ‘Abracadabra’ (Spagna 2017, 97′) alla presenza in sala del regista Pablo Berger.

Il film è la storia di Carmen, che vive nella periferia di Madrid con suo marito Carlos. È una casalinga devota alla famiglia, mentre lui è un operaio edile, tifoso di calcio che vive per il Real Madrid. A un matrimonio il cugino di Carmen, Pepe, dà una dimostrazione di ipnosi e Carlos, per farsi beffa, accetta di fare da volontario. Ma la mattina seguente all’ipnosi, Carlos comincia a comportarsi all’opposto di come è sempre stato: disponibile, gentile e dedito alle pulizie domestiche.
Sospettosi delle piacevoli stranezze dell’uomo, Carmen e Pepe iniziano una surreale e comica ricerca per comprendere i risvolti dell’ipnosi, mentre la donna comincia a sentirsi stranamente attratta dal suo “nuovo” marito.

Come reagireste se il vostro compagno cambiasse carattere in meglio? Muove i passi da questa domanda questa commedia visionaria e grottesca agli antipodi del precedente Blancanieves, in cui il regista Pablo Berger riflette (e gioca) sugli stereotipi del rapporto di coppia muovendo tutta la sua forza di volontà su una donna decisa a salvare il proprio marito senza rinunciare a essere amata.

Prezzo: 8 euro, ridotto 6 euro

Info www.stensen.org, 055-576551, viale don Minzoni 25

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5/a edizione del Dragon Film Festival, rassegna cinematografica dedicata alle migliori produzioni da Cina continentale, Hong Kong e Taiwan

5/a edizione del Dragon Film Festival, rassegna cinematografica dedicata alle migliori produzioni da Cina continentale, Hong Kong e Taiwan

Dal 3 all’8 maggio tra il cinema La Compagnia di Firenze e il Museo Pecci di Prato. I cambiamenti della società orientale, tra similitudini e differenze, al centro della 5/a edizione del Dragon Film Festival. 14 titoli tra prime italiane ed europee per il festival dedicato al meglio della cinematografia di Cina continentale, Hong Kong e Taiwan

I cambiamenti della società orientale, e le relative similitudini e differenze con la nostra realtà, tra stress da lavoro ed equilibri familiari complessi, sono al centro della 5/a edizione del Dragon Film Festival, la rassegna dedicata al meglio della cinematografia da Cina continentale, Hong Kong e Taiwan, che si terrà dal 3 all’8 maggio a Firenze tra il cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour, 50r) e il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato (viale della Repubblica, 277). La manifestazione, che quest’anno propone un ricco cartellone con 14 titoli tra lavori premiati nei festival di tutto il mondo e pellicole campioni d’incassi, di cui molte in prima Italiana, si svolgerà in parallelo tra le due città toscane per continuare il fruttuoso dialogo già portato avanti durante le precedenti edizioni con una delle più importanti comunità cinesi in Italia. Il festival si suddivide in tre categorie con pellicole provenienti da Cina continentale, Hong Kong e Taiwan.

Il festival si aprirà giovedì 3 maggio alle 20.30 al cinema La Compagnia con la commedia rosa “Love Off the Cuff” del regista e scrittore Pang Ho-cheung, che mette in scena le peripezie amorose della coppia composta da Jimmy Cheung e Cherie Yu, rispettivamente gli attori Shawn Yue e Miriam Yeung. Il film chiude la trilogia iniziata con “Love in a Puff” del 2010 e “Love in the Buff” del 2012. Al centro della storia le problematiche della coppia che sta ormai insieme da qualche anno: lei che aspetta una proposta di matrimonio che tarda ad arrivare, e lui al quale non dispiacerebbe avere un bambino. La loro è una storia destinata a durare oppure è arrivata al capolinea? Tra partenze e arrivi, amici strambi, genitori immaturi e alti e bassi della vita la coppia conoscerà il suo destino. La serata di chiusura, domenica 6 maggio alle 20.00 è invece affidata al dramma familiare “Mad World” di Wong Chun, premiato come miglior regista esordiente ai Golden Horse Awards del 2016, che, dopo il suo eccezionale debutto, viene già paragonato al nuovo Wong Kar-wai. Il film segue le vicende di Tung (interpretato da Shawn Yue) un tempo brillante uomo d’affari, e della sua battaglia contro il disturbo bipolare che lo affligge. Dimesso dall’ospedale psichiatrico dove è stato ricoverato in seguito a un momento di forte crisi, sarà suo padre a prendersi cura di lui per permettergli di riappropriarsi della sua vita malgrado i pregiudizi che la sua condizione suscita.

CINA POPOLARE

Selezionate in collaborazione con il Beijing International Film Festival, le opere in programma raccontano la Cina continentale attraverso i suoi migliori e più recenti lavori cinematografici, in una carrellata che attraversa una delle nazioni più affascinanti del mondo. Tra i titoli da segnalare, “Ghost in the Mountains” di Yang Heng (05/05), presentato nella sezione Panorama al 67esimo Festival di Berlino che racconta in un viaggio tra gli altipiani cinesi di Lao Liu, che dopo dieci anni fa ritorno nel suo villaggio natale sulle montagne della Provincia di Hunan. Qui, scopre che la comunità è quasi del tutto composta da adolescenti allo sbando e anziani e si imbatterà in una serie di persone che fanno parte del suo passato come la sua ex fidanzata, l’amico A Jie che si è messo a frequentare brutti giri legati alla malavita e un uomo, un tempo suo insegnante, divenuto monaco buddista. Spazio alla dark comedy con “Have a nice day” di Liu Jian 05/05), pellicola di animazione che ha esordito in competizione al 67mo Festival di Berlino, aggiudicandosi poi premio per il miglior film di animazione ai 54esimi Golden Horse Awards. In una cittadina nel Sud della Cina il giovane autista Xiao Zhang si è appropriato di una borsa piena di soldi appartenente al suo boss. La sua volontà èquella di aiutare la fidanzata a rimediare una operazione di chirurgia plastica andata male, ma il furto attirerà su Xiao Zhang le attenzioni di una serie di individui poco raccomandabili interessati al malloppo. Da non perdere sabato 5 maggio “The Taste of Rice Flower” del regista Peng Fei, delicata pellicola sul rapporto madre-figlia presentato a Venezia nelle Giornate degli autori 2017. Dopo un periodo trascorso in città per lavoro, la giovane madre Ye Nan (Ying Ze) donna di etnia Dai torna nel villaggio natale dove vive la figlia Nan Hang (Ye Bule), ormai alle soglie dell’adolescenza. Il percorso per ricostruire il loro rapporto è pieno di ostacoli ma la riscoperta e la condivisione di antiche tradizioni potrebbero però aiutarla a riavvicinarsi alla figlia.

HONG KONG

Sono 7 le pellicole che rappresenteranno Hong Kong. Si parte venerdì 4 maggio con la proiezione in prima italiana di “29+1” di Kearen Pang, lungometraggio d’esordio della cineasta in nomination quale miglior regista e sceneggiatrice al prossimoHong Kong Film Awards, che segue la vita, le aspettative e le delusioni di due ragazze alla soglia dei trent’anni: Christy Lam, interpretata da Chrissie Chau, ha paura del futuro ed è intrappolata in un lavoro complesso e in una relazione d’amore apparentemente stabile ma stagnante; Wong Tin-Lok, l’attrice Joyce Cheng, non è mai stata innamorata e aspetta la grande occasione. Si continua con l’action “Chasing the dragon” del regista Wong Jing (04/05), incentrato sulla storia di un immigrato clandestino proveniente dalla Cina che si insinua nella Hong Kong colonizzata dagli inglesi nel 1963 che si trasforma in un spietato ed emergente signore della droga; sempre sui toni del noir è la pellicola “Color of the game” di Kam Ka Wai che racconta di Da Hua, Ah Chun e pochi altri che si ritrovano coinvolti in avventure selvagge e pericolose quando vengono scoperti in uno scontro tra la polizia della Cina continentale e i banditi di Hong Kong. E ancora una buona dose di adrenalina con “Paradox”, pellicola d’azione di Wilson Yip (06/05), che vede l’attore Louis Koo – vincitore del 12th Asian Film Awards come miglior attore – nei panni di un negoziatore della polizia che si reca a Bangkok per cercare sua figlia adolescente, aiutato dai detective locali interpretati da Tony Jaa e Wu Yue. La pellicola, che ha la direzione artistica di Sammo Hung, noto per il suo lavoro in molti film di arti marziali e cinema d’azione di Hong Kong e coreografo di combattimento, vanta un cast internazionale con quattro noti artistidel genere tra I quali Ken Lo, veterano stuntman del team di Jackie Chan. Spazio infine alle emozioni con la prima mondiale di “Adieu”, pellicola drammatica di Kenneth Lau (06/05), che presenta tre toccanti storie di vita, portando il pubblico in un viaggio di riflessione sulla vita e la morte. All’assistente sociale Yan-kiu vengono assegnati tre casi di persone affette da cancro: la prima è una bambina, Yan-yan; la seconda è Ka-shun, una giovane in procinto di sposarsi; la terza è un’anziana a cui resta solo un anno di vita. Ciascuno dei tre si approccia in modo diverso alla propria condizione, ma hanno una cosa in comune: il tempo per dire addio ai propri cari che si riduce inesorabilmente.

TAIWAN

A rappresentare il nuovo cinema di Taiwan è in programma il crime thriller “Who Killed Cock Robin” (04/05), scritto e diretto da Cheng Wei-hao, vincitore dei riconoscimenti per miglior attore protagonista e miglior attore non protagonista al 54th Golden Horse. La pellicola segue le vicende del giornalista Hsiao-chi (Kaiser Chuang) mentre indaga su un incidente dimenticato da tempo. Tra gli interpreti, anche Ko Chia-yen, Christopher Lee e Mason Lee. È un intreccio di vite il film “Missing Johnny” di Xi Huang (04/05), dove le vite di tre sconosciuti si incrociano sullo sfondo della moderna Taipei. Hsu è una giovane donna che vive da sola in città, Lee è il figlio autistico della padrona di casa che cerca di liberarsi dalla madre protettiva e Feng è un timido costruttore che lotta con i costanti guasti della sua auto. Attraverso i suoi personaggi interconnessi e i momenti di intima solitudine, il film sottolinea l’importanza e la necessità di un semplice contatto umano.

PROIEZIONI AL MUSEO PECCI

Il Dragon Film Festival rinnova la sua presenza a Prato con due giornate al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci. Oltre all’action da Hong Kong “Chasing the Dragon” in programma lunedì 7 maggio “Aftershock” il capolavoro del maestro cinese Feng Xiaogang. Nel 1976 la città di Tangshan viene colpita da un devastante terremoto e Li Yuanni, madre di due gemelli, Da Feng e la figlia Fang Deng, assiste alla morte del marito. Per di più i suoi bambini sono rimasti intrappolati sotto una lastra di cemento. I soccorritori comunicano a Li Yuanni che dovrò scegliere quale dei due salvare. Martedì 8 maggio sarà invece proiettata la commedia romantica “Love Off the Cuff” seguita da “Welcome to the Happy Days” del regista Gavin Lin, commedia taiwanese diventata un caso in patria. “L’Happy Days” è un albergo di Taipei, caduto in disgrazia dopo che la sua anziana fondatrice è rimasta coinvolta in un incidente. Neanche la nipote della donna riesce a migliorare la situazione, fino all’arrivo del giovane americano Allen, che si offre come volontario per lavorare all’hotel. Potranno una ragazza taiwanese e uno straniero far rivivere l’Happy Days scoprendo il segreto nascosto al suo interno?

SITO UFFICIALE

I luoghi del festival: Cinema La Compagnia, via Cavour 50r, Firenze, 055 268451 | Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Viale della Repubblica, 277, Prato, 0574 5317

Ingresso: abbonamento intero del Festival 25€; biglietto proiezione pomeridiana 4€; biglietto proiezione serale 5€

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Mario Schifano al cinema

Mario Schifano al cinema

Umano non umano. Mario Schifano al cinema, venerdì 27 aprile al Cinema Teatro La Compagnia di Firenze. Ingresso libero

La presenza a Firenze di un cospicuo numero di opere di Mario Schifano, esposte a Palazzo Strozzi nell’ambito della mostra “Nascita di una Nazione” e nella monografica “Al di là delle stelle” presso la Fornaciai Art Gallery, offre l’occasione per gettare uno sguardo su un aspetto meno noto ma altrettanto importante della produzione artistica di Schifano: il cinema.

Venerdì 27 aprile alle ore 19.00 nella Saletta MyMovies del Cinema La Compagnia: 
Incontro con Stefano Masi (curatore della mostra “Al di là delle stelle”)
Proiezione di alcuni dei numerosi corti che Mario Schifano realizzò a partire dai primi anni Sessanta intersecano a più riprese la vicenda artistica del maestro della pop art italiana contribuendo in maniera decisiva all’evoluzione del suo personale linguaggio pittorico.

Alle ore 21.00 – Sala grande
UMANO NON UMANO di Mario Schifano, Italia, 1969, 95 min
“Considerato da molti critici come il più bel esempio sperimentale del cinema italiano anni ‘60. Nel film fanno da cerniera tra una sequenza e l’altra le immagini di guerra riprese dalla televisione, mentre il trait d’union sonoro è il battito cardiaco che cessa solo in alcuni momenti.” Rebecca Teciuba

“Secondo lungometraggio dell’artista Mario Schifano (dopo “Satellite” del 1968 e una lunga serie di cortometraggi) è un film sperimentale e che si sviluppa senza logica apparente e con un montaggio schizofrenico a blocchi.
Immagini prese dalla guerra in Vietnam si alternano (sottolineate da un ipnotico battito cardiaco) ad sequenze di vario tipo che coinvolgono talvolta celebrità come Mick Jagger, Keith Richards, Alberto Moravia, Carmelo Bene. Lo scopo contrapporrebbe la disumanizzazione “della compiaciuta chiacchiera culturale tipica dell’occidente, contrapposta all’umanità” della resistenza vietnamita e della rivoluzione cinese”.(Tonyface.blogspot.it)

Ingresso libero

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“Eravamo tanto amati” anteprima del documentario il 29 aprile a La Compagnia di Firenze

“Eravamo tanto amati” anteprima del documentario il 29 aprile a La Compagnia di Firenze

“Eravamo tanto amati. La sinistra italiana ‘verso’ i trent’anni dalla Svolta della Bolognina”. In libreria l’attesa inchiesta giornalistica con testimonianze inedite e  l’ultima intervista a Riccardo Conti. Ventiquattro politici, intellettuali ed artisti raccontano  il loro amore ‘rosso’ nel libro di Domenico Guarino e Andrea Marotta. Domenica 29 aprile al cinema La Compagnia in anteprima il documentario alle 19.00. A seguire presentazione del progetto e dibattito con gli autori, ingresso gratuito.

Alle elezioni del marzo 2018, il PD ottiene circa 6 milioni di voti. Quasi gli stessi raggiunti dal PDS, nel 1992, al suo debutto dopo il sofferto scioglimento del PCI. A trent’anni dalla Bolognina, quando il più grande partito comunista d’Europa decise di cambiare nome, la Toscana rimane l’unica regione in cui gli eredi di quella tradizione, nata proprio a Livorno nel 1921, vincono e conservano una egemonia territoriale.
Cosa è accaduto in questi anni? La svolta lanciata nel 1989, all’indomani della caduta del Muro di Berlino, ha tradito le aspettative? E’ possibile riconquistare quel consenso? Abbiamo cercato queste risposte proprio nella “rossa” Toscana, tra alcuni dei protagonisti di allora e di oggi. Ventiquattro interviste in tutto. Politici, docenti, giornalisti, personaggi dello spettacolo e della cultura. Per capire dove stia andando oggi la sinistra in Italia.

Eravamo tanto amati non è una presa d’atto dell’esistente, ma un’analisi giornalistica a più voci per capire il futuro. La crisi del PD, e delle altre forze derivate dall’esplosione del PCI negli anni (da Rifondazione Comunista a SeL, da Sinistra Arcobaleno fino a LeU e Potere al Popolo), sancita dalle tornate elettorali degli ultimi dieci anni, diventa  lo specchio di una radicale trasformazione degli assetti politici nel nostro Paese.
Per questo, all’indomani delle elezioni del 4 marzo 2018, continuiamo a chiederci se sia possibile per una forza politica – una qualsiasi forza politica – raccogliere, anche in parte, quell’eredità del PCI, a cominciare non solo dalla parte forse più attuale del patrimonio ideologico (per esempio il sostegno alle fasce deboli, l’attenzione al mondo del lavoro, l’interclassismo, l’abilità di coniugare il governo delle cose concrete con una tensione ideale e, in qualche modo, utopica) ma soprattutto di un elemento che oggi, nel dibattito complessivo, latita a qualsiasi livello: la capacità di suscitare il rispetto. Quello che il PCI si vedeva riconosciuto, primi tra tutti, dai suoi avversari.
(Sinossi a cura degli autori)
Domenico Guarino (Battipaglia, SA, 1968) è un giornalista professionista. Lavora (prevalentemente) a Controradio/Popolare Network. Nel 2008 si è aggiudicato il premio Passetti come ‘Cronista dell’Anno’ . Ha vinto il premio Viesseux (2007, con il racconto Una casa grande come un sogno) e il premio Terzani (2008, con il racconto Il mio nome è mai più). Ha pubblicato “Di Domenica si può anche Morire” (Poliastampa, 2008), Ordine Nuovo (Cult, 2009), Sono un Italiano Nero (Cult, 2009), Puttanopoli, (Cult, 2010), Ribelli (Infinito, 2011), Io, Raimondo Ricci (Sagep, 2013), Gli occhi dentro (le piagge, 2014)

Andrea Lattanzi (Carrara, 1987), è un giornalista pubblicista e videomaker che lavora a Firenze. Laureato in Scienze della Politica e autore del saggio Librai: si salvi chi può (GoWare) ha lavorato per varie testate di informazione e attualmente collabora con il sito Repubblica.it. È tra i fondatori dell’associazione GvPress, che tutela il lavoro dei giornalisti videomaker in Italia.

Andrea Marotta (Cosenza, 1982) è un giornalista della Rai e vive a Firenze. Ha lavorato per Tam Tam e Segnali di Fumo, Il Quotidiano della Calabria, Il Mucchio Selvaggio, DNews e Doc Toscana. Con Domenico Guarino ha scritto Io Raimondo Ricci, memorie da un altro pianeta (Sagep, 2013).
Credits: 
Titolo: “Eravamo tanto amati – La sinistra italiana verso i trent’anni dalla Bolognina”
Genere: Inchiesta giornalistica a sfondo storico
Durata: 60′
Soggetto, sceneggiatura e regia: Domenico Guarino, Andrea Marotta, Andrea Lattanzi
Fotografia e montaggio: Andrea Lattanzi

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Mercoledì 25 Aprile ore 11.30 di mattina la prima di Avengers: Infinity Wars

Mercoledì 25 Aprile ore 11.30 di mattina la prima di Avengers: Infinity Wars

“Avengers: Infinity War” la prima del  film con i supereroi in esclusiva in versione originale con sottotitoli. Mercoledì 25 aprile al Cinema Odeon di Firenze, alle 11.30 di mattina

Il nuovo attesissimo film Marvel Avengers: Infinity War porta sul grande schermo la più grande e fatale resa dei conti di tutti i tempi. Dopo gli eventi di Captain America: Civil War il gruppo di Vendicatori si divide, con Captain America/Steve Rogers (Chris Evans) che lascia cadere a terra il suo scudo. Tony Stark/Iron Man (Robert Downey Jr.), rimasto senza plotone alle spalle, impiega tutti i mezzi a disposizione per difendere il pianeta dall’ennesimo attacco alieno, dalle armature high tech di sua invenzione, ai finanziamenti da “miliardario playboy filantropo”. Il nuovo nemico, Thanos (Josh Brolin), un potente tiranno intergalattico, è deciso a conquistare l’universo sfruttando il potere delle Gemme dell’Infinito, alcune delle quali finite nelle mani dell’avido Collezionista (Benicio del Toro) famoso cacciatore di artefatti spaziali. La minaccia imminente richiede l’intervento di tutti gli Avengers della formazione originale: Captain America, lo scienziato Bruce Banner (Mark Ruffalo) e il suo irascibile alter ego Hulk, Il dio del tuono Thor (Chris Hemsworth), la spia Vedova Nera (Scarlett Johansson), l’infallibile arciere Occhio di Falco (Jeremy Renner); al fianco dell’arrampicamuri Spider-Man (Tom Holland), dell’androide Visione (Paul Bettany) e di tutti i loro alleati. Ma le forze dispiegate non saranno ancora sufficienti a neutralizzare l’invincibile alieno. Per fortuna un aiuto arriverà dai confini della Galassia, dove Star Lord (Chris Pratt) e la sua sgangherata banda di Guardiani attendono impazienti.

Il film sarà in programmazione al Cinema Odeon fino a mercoledì 2 maggio.

Cinema Odeon | Piazza Strozzi | Firenze Biglietto: euro 10  Tel. 055-214068

www.odeonfirenze.com

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