L’omaggio a Bergman, all’Odeon “Il settimo sigillo” in versione restaurata

L’omaggio a Bergman, all’Odeon “Il settimo sigillo” in versione restaurata

Lunedì 5 novembre al Cinema Odeon di Firenzein collaborazione con la Cineteca di Bologna, in occasione del 100° anniversario della nascita di Ingmar Bergman, si presenta uno dei più grandi capolavori della storia del cinema, IL settimo sigillo, in versione restaurata (originale con sottotitoli in italiano). Il film sarà presentato dal prof. Marco Vannini, tra i maggiori esperti italiani di mistica occidentale.

Realizzato nel 1957, il film racconta del cavaliere Antonius Block (Max von Sydow) e del suo scudiero Jöns (Gunnar Björnstrand): i due, reduci disillusi delle Crociate, fanno ritorno nella Svezia del Trecento e la trovano in balia della peste e della disperazione. Su una spiaggia Block incontra la Morte e, in una delle più efficaci alternanze campo/controcampo mai realizzate, la sfida a una partita a scacchi per prendere tempo e poter compiere un’azione che dia un senso alla sua vita.

Da bambino mi capitava talvolta di seguire mio padre nei suoi spostamenti quando doveva officiare messa nelle piccole chiese di campagna dei dintorni di Stoccolma. […] Mentre mio padre parlava dal pulpito, e i fedeli pregavano, cantavano o ascoltavano, io concentravo la mia attenzione sul mondo segreto della chiesa, costituito da volte basse, mura spesse, profumo di eternità, luce solare che tremava sulla strana vegetazione dei dipinti medioevali e sulle figure scolpite sul soffitto e sulle mura. C’era tutto ciò che la fantasia può desiderare: angeli, santi, dragoni, profeti, demoni, bambini. C’erano animali estremamente spaventosi: i serpenti del Paradiso, l’asino di Balaam, la balena di Jonas, l’aquila dell’apocalisse… In un bosco, la Morte era seduta e giocava a scacchi con un cavaliere… una creatura dagli occhi spalancati si attaccava ad un albero mentre in basso la Morte si accingeva a segare l’albero. Sulle colline in lieve pendenza la Morte conduceva la danza finale verso il paese delle tenebre”. Come dimostrano queste parole di Bergman, l’evocazione visionaria del XIV secolo racchiusa nel Settimo sigillo ha origini remote che affondano nelle fantasie dell’infanzia. Il Medioevo di Bergman è una dimensione dove proiettare fantasmi e angosce che assediano l’individuo nel profondo.

“L’idea di realizzare Il settimo sigillo – raccontava Ingmar Bergman – è scaturita in me dalla visione dei temi trattati negli affreschi e nelle pitture medievali: i buffoni girovaghi, la peste, i flagellanti, la Morte che gioca a scacchi, i roghi delle streghe e le Crociate. Il film non ha però l’ambizione di restituire un’immagine realistica della vita in Svezia durante il Medioevo: è un saggio di poesia moderna, che traduce le esperienze della vita di un uomo moderno, un saggio tuttavia modellato, sia pure molto liberamente, su spunti medievali. Il mio intento è stato quello di dipingere come dipingevano i pittori del Medioevo, con lo stesso impegno oggettivo, con la stessa sensibilità e la stessa gioia. I miei personaggi ridono, piangono, urlano, hanno paura, parlano, rispondono, recitano, soffrono, interrogano. Il loro terrore è la Peste, il Giorno del Giudizio, la Stella il cui nome è Assenzio”.

Cinema Odeon  Piazza Strozzi  Firenze

Tel. 055/214068

Ingresso: euro 10

www.odeonfirenze.com

 

L'articolo L’omaggio a Bergman, all’Odeon “Il settimo sigillo” in versione restaurata proviene da www.controradio.it.

Migrazioni, verità e successi delle province nostrane nei sei documentari italiani in concorso al 59/esimo Festival dei Popoli

Migrazioni, verità e successi delle province nostrane nei sei documentari italiani in concorso al 59/esimo Festival dei Popoli

La provincia italiana vera protagonista  nei documentari italiani al 59/esimo Festival dei Popoli. I film fanno parte della sezione Concorso Italiano, vetrina della migliore produzione nazionale dell’ultimo anno. I titoli sono tutti in programma allo Spazio Alfieri dal 5 al 7 novembre

Di seguito i titoli selezionati: Corpo a corpo di Francesco Corona (Italia 2018, 68′) si sviluppa nell’arco di dodici anni per seguire le vicende di Paolo Scaroni (che sarà presente in sala), tifoso ultrà che rimase gravemente ferito dopo la partita di calcio tra Verona e Brescia, il 24 settembre 2005, a seguito degli scontri con la polizia. La regina di Casetta di Francesco Fei (Italia, 2018, 79’) vede protagonista Gregoria, l’unica ragazza che vive a Casetta di Tiara, paesino sperduto sull’Appennino tosco-emiliano caro a Dino Campana dove oggi restano solo 10 abitanti. Il passaggio delle stagioni, i riti naturali, la raccolta delle castagne, la caccia al cinghiale, la neve d’inverno, accompagnano le giornate di Gregoria, quelle dei suoi genitori e dei compaesani durante l’ultimo anno che trascorrerà lì: a settembre dovrà trasferirsi in valle per frequentare il liceo. Naturale – Il Teatro Delle Ariette di Livia Giunti (Italia, 2018, 58′) racconta l’attività teatrale di Paola Berselli e Stefano Pasquini, due artisti che hanno portato la loro vita individuale e di coppia in scena e che hanno trasformato la loro cucina in un palcoscenico e il palcoscenico nella loro cucina. Pentcho, di Stefano Cattini (Italia, Gran Bretagna, 2018, 80′) racconta la storia del vecchio rimorchiatore, “Pentcho” che, il 18 maggio 1940, lasciò il porto di Bratislava, sul Danubio con a bordo 520 ebrei – cechi, slovacchi, polacchi –  in fuga dal nazismo intenzionati a discendere il fiume fino Mar Nero e cercare rifugio in Palestina. Quasi domani di Gianluca Loffredo (Italia, 2018, 52′) esplora Cassano all’Ionio (CZ), antico paesino calabrese nel quale il numero di immigrati ha eguagliato quello dei residenti. Cinque storie individuali compongono un affresco di un lento, difficile quanto inarrestabile processo di integrazione. Storia dal qui di Eleonora Mastropietro (Italia, 2018, 74′), tra accenni e testimonianze, racconta una storia di immigrazione interna, quella della sua famiglia, trasferitasi a Milano negli anni ’60 da Ascoli Satriano, paesino pugliese in provincia di Foggia.

Sarà dedicata al cinema italiano anche il Doc at Work – Campus, laboratorio di idee del festival, giunto alla sua seconda edizione, che si concentra sul lavoro svolto dalle scuole di cinema italiane, nella convinzione che la loro attività rivesta un’importanza strategica non solo per la formazione, ma per l’intero settore audiovisivo. 16 i film selezionati tra quelli realizzati nel 2018 dagli studenti della Scuola Holden di Torino, la Civica scuola di cinema Luchino Visconti di Milano, il Centro FilmaP – Atelier di Cinema del Reale di Napoli, Zelig – School for Documentary, Television and New Media di Bolzano. Ospite speciale di questa edizione: la FAMU International Film and TV School – Academy of Performing Arts, di Praga (CZ) presente con una selezione di lavori dei propri studenti.

I titoli (tutti in programma a Spazio Alfieri dal 5 al 7 novembre) sono: Our street di Petra Feňďová che ci immerge nella vita di un angolo di Praga; Cinema di Isabella mari dove una troupe cinematografica sbarca a Napoli, nel quartiere Ponticelli, alla ricerca di location “pittoresche”, convertendo gli edifici, le strade, gli appartamenti in un grande set della marginalità; Pierrot di Antonio Longobardi ci immerge nel mondo di un cinema di periferia e  del suo proprietario, mostrandoci una grande passione per il cinema, per la sua storia e la sua materialità; Il villaggio di Caterina Ferrari, storie e abitudini dei camionisti che muovono le merci per tutta l’Europa; Empire Builders di Andran Abramjan, pellicola perturbante che ci porta al cuore dei movimenti di estrema destra della Repubblica Ceca; esplora la città di Taranto, profondamente segnata dalla questione ambientale, Ogni cosa rosa di Patrizia Emma Scialpi, Fabiana Foschi, Ghila Cerniani, Giuseppe Costa. Ancora la Puglia protagonista ne Il fiore in bocca, di Valeria Civardi e Andrea Settembrini, che ci portano in Salento, regione di estrema bellezza ma segnata da gravi problemi di inquinamento e gestione del territorio; Praga raccontata attraverso le voci di coloro che ci vivono ma vengono da fuori, in un mosaico di punti di vista che restituiscono la complessità e le contraddizioni della città nel corto Prague, a Foreigners Perspective di Daria Kashcheeva; parla della città che cambia e della sua sinfonia urbana il lavoro collettivo Torino 24 realizzato dagli studenti della Scuola Holden; Come se nulla fosse di Clara Delva è un ritratto della Bolzano preda dei progetti di speculazione immobiliare così come Racconti dal Palavesuvio di Luca Ciriello, si accosta a questo edificio enorme e desolato cercando di intercettare gli echi del passato splendore, quando il palasport rappresentava la speranza per una zona fortemente degradata. Tempi di ghisa di Jacopo Benini, Elettra Irene Borchi, Francesco Di Gioia, Federico Di Leo, compone il ritratto del bodybuilder Dino Fumagalli e  di una vita dedicata a questa disciplina; una storia di immigrazione raccontata attraverso lo sguardo di una bambina è al centro di The Little One della regista Diana Cam Van Nguyen; Mein Haus di Gabriella Denisi filma lo scarto tra il mondo da cui vengono le ragazze protagoniste e la realtà in cui stanno vivendo: la comunità Valdese di Ponticelli. Disturbante e affascinante è il racconto affrontato da Alessandro Freschi con la pellicola da Il vicino e infine Passengers di Jana Boršková dove la regista segue i percorsi di vita di alcuni ragazzi cresciuti in una casa famiglia. In occasione della loro presenza a Firenze, questa cinquantina di giovani autori avrà modo di frequentare workshop e altri eventi di formazioni organizzati dal Festival dei Popoli per valorizzare i giovani talenti.

INFO

L'articolo Migrazioni, verità e successi delle province nostrane nei sei documentari italiani in concorso al 59/esimo Festival dei Popoli proviene da www.controradio.it.

59/mo Festival dei Popoli: dal 3 al 10 novembre a Firenze il miglior cinema documentario internazionale

59/mo Festival dei Popoli: dal 3 al 10 novembre a Firenze il miglior cinema documentario internazionale

59/mo Festival dei Popoli, il primo giorno del festival, sabato 3 novembre al cinema La Compagnia  con il ritratto dell’America “nera”di Roberto Minervini. “What you gonna do when the world’s on fire?”, un ritratto profondo dell’America “nera” tra razzismo, discriminazioni e sopravvivenza. Al termine della proiezione sarà presente il regista per incontrare il pubblico.

Il documentario presentato alla 75/ma Mostra del cinema di Venezia – con successo di critica e pubblico – è la storia della comunità afroamericana di Baton Rouge in Louisiana che lotta per la sopravvivenza tra le brutali uccisioni di giovani afroamericani compiute dalla polizia e le proteste delle Black Panther. Ne esce il ritratto di un’America dove razzismo e politiche discriminatorie sono drammaticamente all’ordine del giorno.

La retrospettiva completa a Minervini, la prima in Italia, dal titolo Il mondo in fiamme (di cui nel catalogo del festival è presente un ampio saggio), è organizzata in collaborazione con IsReal – Festival di Cinema del Reale di Nuoro.

La prima giornata del festival si terrà alla cinema La Compagnia, alle 15, con la nuova sezione KinderDocs e la proiezione di My happy complicated family di Tessa Louise Pope (Paesi bassi, 2017, 17’) sul tema della famiglia moderna in maniera ottimistica attraverso la storia di due adolescenti che parlano con entusiasmo delle proprie famiglie di madri, padri, fratelli. A seguire un corto australiano sulla magia del numero dodici che ha per protagoniste ragazze dodicenni che raccontano allo spettatore il loro mondo ideale: si tratta di A Field guide to Being a 12-year-old girl di Tilda Cobham-Hervey (Australia, 2017, 20’). Segue Hello Salaam di Kim Brand (Paesi bassi, 2017, 16’) sul tema dell’essere profugo grazie alla storia delle madri di due adolescenti volontarie sull’isola di Lesbo.

Alla 16.30 è tempo di Concorso italiano con La regina di Casetta di Francesco Fei (Italia, 2018, 79’). Il film ha per protagonista Gregoria, l’unica ragazzina che vive a Casetta di Tiara, un paesino di soli 10 abitanti sperduto sull’Appennino tosco-emiliano. Tra versi di Dino Campana  (il poeta soggiornò qualche giorno nel paese toscano), passaggi di stagione, riti naturali e la caccia al cinghiale, le immagini che compongono la storia accompagnano lo spettatore fino al primo giorno di liceo di Gregoria, momento che segna il suo trasferimento in valle. Il festival prosegue con l’appuntamento pre-serale alle 18.30 con la proiezione di The Deminer di Hogir Hirori e Shinwar Kamal (Svezia, 2017, 83’), documentario che ha per protagonista Fakhir Berwari, coraggioso colonnello che ha trascorso la vita a disinnescare mine nel Kurdistan iracheno e diventato esperto nel disinnescare ordigni esplosivi con delle pinze da elettricista.

INFO Prezzi: abbonamento completo valido per tutta la durata e tutte le sale del festival: intero 60€ e ridotto 40€. Abbonamento giornaliero valido per 1 giorno nella sala in cui viene acquistato: 10€ e ridotto 7€. Biglietto singolo dalle ore 15.00 alle 20.30: intero 5€ e ridotto 4€; biglietto singolo dalle ore 20.30: intero: 7€ e ridotto 5€. Le proiezioni pomeridiane di KINDERDOCS sono a ingresso gratuito per i minori di anni 18.

SABATO 3 NOVEMBRE

Cinema La Compagnia, ore 15.00

My Happy Complicated Family di Tessa Louise Pope // KinderDocs

Paesi bassi, 2017, 17’

Il tema della famiglia moderna viene qui trattato in modo non convenzionale e insolitamente ottimistico. Gli adolescenti Isa e Dylan parlano in termini entusiastici delle doppie famiglie di cui fanno parte, di madri in più e di padri donatori, di fratelli e sorelle acquisite.

A Field Guide to Being a 12-year-old Girl di Tilda Cobham-Hervey // KinderDocs

Australia, 2017, 20’

Il dodici diventa un numero magico. Sicure di sé, delle ragazze dodicenni ci descrivono chi sono e che cosa pensano, sentono e desidererebbero cambiare nel mondo. Per tutti quelli che hanno dodici anni, per chi li sta per compiere, e per coloro che hanno superato quella soglia.

Hello Salaam di Kim Brand // KinderDocs

Paesi bassi, 2017, 16’

Le madri di due preadolescenti, Merlijn e Sil, fanno le volontarie a Lesbo. Nel corso delle vacanze, i ragazzi le raggiungono sull’isola per constatare con i propri occhi come i loro coetanei vivono l’esperienza di essere profugo.

Cinema La Compagnia, ore 16.30

La regina di Casetta di Francesco Fei // Concorso italiano

Italia, 2018, 79’- Alla presenza del regista

Gregoria è l’unica ragazzina che vive a Casetta di Tiara, un paesino sperduto sull’Appennino tosco-emiliano con solo 10 abitanti. Questo è l’ultimo anno che vive lì: a settembre dovrà trasferirsi in valle per andare al liceo e quello sarà anche il giorno in cui il film si concluderà dopo aver raccontato un anno passato in questa sperduta parte dell’Appennino dove echeggiano i versi di Dino Campana. Il passaggio delle stagioni, i riti naturali, la neve d’inverno, accompagnano le giornate di Gregoria, quelle dei suoi genitori e dei compaesani.

Cinema La Compagnia, ore 18.30

The Deminer di Hogir Hirori, Shinwar Kamal // Evento speciale

Svezia, 2017, 83’ – Alla presenza del regista

Sui campi di mille battaglie, che sono poi le strade e le case martoriate del Kurdistan, il Colonnello Fakhir Berwari è divenuto esperto nel disattivare micidiali ordigni esplosivi con il solo ausilio di un gesto deciso e di un’attrezzatura essenziale: un paio di pinze da elettricista. Il nemico, durante la ritirata, ha seminato dietro di sé milioni di trappole innescate. Per piazzarle bastano pochi secondi; riuscire a eliminare il pericolo è, invece, un lavoro infernale.

Cinema La Compagnia, ore 21.00

WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE? di Roberto Minervini // Retrospettiva R. Minervini // FILM DI APERTURA

Italia, USA, Francia, 2018, 123′ – Alla presenza del regista

A seguito di alcune brutali uccisioni di giovani afro-americani per mano della polizia, una comunità nera della Louisiana lotta la sopravvivenza mentre le Black Panther organizzano una manifestazione di protesta contro la brutalità della polizia. Un film che svela politiche discriminatorie e razzismo endemico in un’area in cui le tracce lasciate dell’uragano Katrina sono ancora drammaticamente visibili.

INFO

 

 

 

L'articolo 59/mo Festival dei Popoli: dal 3 al 10 novembre a Firenze il miglior cinema documentario internazionale proviene da www.controradio.it.

Odeon Firenze Special Halloween Night con “Halloween: la notte delle streghe”

Odeon Firenze Special Halloween Night con “Halloween: la notte delle streghe”

Mercoledì 31 Ottobre ore 22.30 arriva al Cinema Odeon di Firenze la Special Halloween Night con  la proiezione di “Halloween: la notte delle streghe” il cult di John Carpenter del 1978, che torna sul grande schermo in versione restaurata (originale con sottotitoli in italiano).

Haddonfield, Illinois. Nella notte di Halloween, Michael Myers, un bambino piuttosto disturbato, accoltella a morte la sorella più grande che stava rilassandosi dopo un incontro amoroso con il fidanzato. Alla vigilia di Halloween, quindici anni dopo, Michael evade dal manicomio dov’è rinchiuso, proprio sotto il naso del dottor Sam Loomis che l’ha in cura da anni e conosce la pericolosità di quello strano paziente che non parla da quindici anni. Loomis intuisce che Michael intende tornare ad Haddonfield. Nella tranquilla cittadina, gli abitanti si preparano alla festa di Halloween. La giovane studentessa Laurie Strode sa che la passerà a fare la babysitter per Tommy, mentre le sue amiche hanno propositi più piccanti. La casa dei Myers, disabitata da anni, è in vendita: se ne occupa proprio il padre di Laurie, agente immobiliare. Ma adesso la casa non è più disabitata. Qualcuno vi è entrato di nascosto: si tratta di Michael, tornato nel suo luogo natio con pessime intenzioni. Loomis avvisa le autorità e le invita a non sottovalutare la pericolosità di Michael. Nel contempo si dirige a sua volta verso Haddonfield sperando di poter fermare Michael. La sera scende: Laurie si troverò di fronte alla notte più lunga della sua vita.

Girato in soli 20 giorni e costato 300 mila dollari, fu distribuito in tutto il mondo con un incasso di oltre 70 milioni, diventando in breve tempo un grande classico. Merito di un incipit sorprendente, dell’iconica e ipnotica colonna sonora (scritta dallo stesso Carpenter), di un cattivo mascherato ed eterno come Michael Mayers e dalla presenza di una giovane Jamie Lee Curtis. Pochi film sono stati così influenti e fondamentali nella storia dell’horror: Halloween ha rivoluzionato il genere creando un format ripreso e imitato innumerevoli volte. E Halloween non si è limitato a essere imitato dagli altri: ha anche dato luogo a una saga sterminata, fatta di seguiti, remake, seguiti dei remake e così via.

Il film è ricco di qualità visuali e sorretto da una storia semplice, ma ben congegnata. Si vede che è diretto da un regista, John Carpenter, in stato di grazia, a partire dal prologo, quasi tutto girato in soggettiva in un’unica sequenza senza stacchi, con un tour de force registico di grande ambizione e bravura. La costruzione della suspense è magistrale, studiata nei minimi dettagli. Carpenter si prende il tempo di presentare situazioni e personaggi e di dosare gli inserimenti sempre minacciosi e sinistri di Michael Myers in modo da tenere sempre sostenuta la tensione e desta l’attenzione. Spesso Carpenter gioca sulla presenza/assenza del “mostro” per dare il senso della sua inafferrabilità e suggerire la sua invincibilità. Perché Michael Myers rappresenta il Male con la maiuscola e il Male non si può sconfiggere. Anche la svolta finale che cambia prospettiva al film – e che adesso sembra persino banale da quante volte è stata adoperata in seguito – va storicizzata tenendo presente che all’epoca di realizzazione del film era una novità. La forza iconica di Michael Myers, The Shape, è notevole: la maschera sul volto lo rende immoto, alieno da qualsiasi emozione, una perfetta macchina di morte senza sentimenti. Ed è una maschera – quella che indossa – perfetta, nella sua neutralità espressiva, per creare un effetto straniante e spaventoso.

La versione digitale restaurata e rimasterizzata che sarà proposta all’Odeon è stata realizzata sotto la supervisione del direttore della fotografia del film Dean Cundey.

Cinema Odeon | Piazza Strozzi | Firenze

Tel. 055-214068

Biglietto: euro 10

www.odeonfirenze.com

L'articolo Odeon Firenze Special Halloween Night con “Halloween: la notte delle streghe” proviene da www.controradio.it.

Migranti salvati in mare, allo Stensen il documentario “Iuventa”

Migranti salvati in mare, allo Stensen il documentario “Iuventa”

Il film racconta un anno a bordo della Iuventa. Segue incontro col regista e Chiara Favilli di Asgi; martedì 30 novembre alle 21 al cinema Stensen di Firenze

Criminalità o solidarietà? Cosa fanno davvero le Ong nel mar Mediterraneo? Aldilà dei luoghi comuni, la Fondazione Stensen dedica una serata speciale di approfondimento sul tema dell’immigrazione e dei salvataggi in mare che tanto hanno fatto discutere.

La serata è in programma martedì 30 novembre alle 21 con la proiezione del documentario ‘Iuventa’. Seguirà incontro con il regista e con Chiara Favilli, Università di Firenze e Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione).

Il documentario racconta la storia della nave Iuventa, attualmente sotto sequestro. Attraverso una campagna di crowdfunding un gruppo di ragazzi tedeschi acquista una nave, la Iuventa appunto, e nel luglio 2016 inizia un programma di salvataggio nel Mediterraneo Centrale. Dopo un anno di operazioni (in cui sono state salvate oltre 14.000 persone), la nave è stata sequestrata preventivamente dalle autorità italiane nel porto di Lampedusa nell’ambito di un’indagine sull’immigrazione clandestina. Il documentario segue in presa diretta la vita dei protagonisti per oltre un anno, dalla prima missione della nave fino a quando il loro sogno utopico e umanitario si scontra con la complessità della realtà.

L’evento è realizzato in collaborazione con Welcoming Europe Za Lab & Wanted Cinema. Biglietto intero €8,00. Biglietto ridotto € 6,00 (under 30 e Tessere Firenze al Cinema, Arci). Info www.stensen.org, 055/576551.

 

L'articolo Migranti salvati in mare, allo Stensen il documentario “Iuventa” proviene da www.controradio.it.