Scotte: “A rischio lo sviluppo del masterplan e l’utilizzo dei fondi del PNRR”.

Scotte: “A rischio lo sviluppo del masterplan e l’utilizzo dei fondi del PNRR”.

CGIL, CISL, UIL e le Organizzazioni Sindacali del Comparto sanità FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, appresa la notizia dell’aggiudicazione all’asta del terreno adiacente all’Ospedale Le Scotte ad una ditta privata, esprimono preoccupazione per le possibili conseguenze.

“Non vorremmo che la mancanza di  spazi aggiuntivi per le Scotte mettesse a rischio l’utilizzo dei fondi del PNRR, pari a circa 35 milioni di euro, e la possibilità di effettuare i lavori previsti nel masterplan a partire dalla costruzione del lotto volano. Lavori utili all’ammodernamento dell’Ospedale la cui improrogabilità è davanti agli occhi di tutti. Dopo anni sembrava arrivato il momento di una soluzione idonea per rispondere alle esigenze degli utenti e anche dei dipendenti” lo denunciano CGIL CISL e UIL. .

Che ricordano come ” le offerte al rilancio tra AOU Senese e la società privata sono andate avanti fino a superare l’importo di 400.000 euro, un costo eccessivo per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese delle Scotte considerando che al terreno in oggetto un perito incaricato dal Tribunale fallimentare ha riconosciuto un valore molto più bassoW.

I sindacati pertanto condividono “l’operato del Direttore Generale, infatti un aumento così oneroso poteva essere indicato come giuridicamente poco sostenibile e mal accettabile eticamente per chi amministra risorse pubbliche” .

“Fin dall’arrivo del DG Barretta l’AOU Senese si era dichiarata interessata all’acquisto del terreno motivando il particolare interesse pubblico, infatti la possibilità di espansione su quell’area avrebbe consentito di migliorare la viabilità, soprattutto degli utenti e delle ambulanze verso il Pronto Soccorso, aumentare il numero dei parcheggi, potenziare l’efficienza dell’elisuperficie e ampliare gli spazi verdi a disposizione per pazienti e visitatori” aggiungono i sindacati.

Che concludono “oltre al nostro sostegno, riteniamo fondamentale la collaborazione delle istituzioni e di tutta la collettività per cercare di semplificare una vicenda che si è complicata con il passare del tempo nonostante l’impegno profuso”.

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🎧 Sebastian: domani autopsia sul corpo del giovane rider deceduto sabato

🎧 Sebastian: domani autopsia sul corpo del giovane rider deceduto sabato

Gli  investigatori stanno vagliando i video delle telecamere di sorveglianza della zona per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente in cui è morto il rider. Unico indagato per omicidio stradale è il conducente del Suv, che, secondo alcune testimonianze pare sia passato all’incrocio con il colore giallo.

“Credo che non ci si possa più indignare: bisogna che ci sia una cultura della sicurezza che parte dalle scuole, e bisogna smettere di fare una competizione tra lavoratori, perché di questo si tratta”. Lo ha affermato Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana parlando della morte del giovane rider Sebastian Galassi, deceduto a seguito di un incidente stradale mentre effettuava il suo turno di consegne, lo scorso 2 ottobre.

“Basta cottimi, basta sfruttamento – ha detto  Angelini -, perché io credo che questa sia una piaga che non è degna di un paese civile. In Toscana abbiamo siglato con l’assessore regionale Nardini un protocollo che riguarda proprio la sicurezza: bisogna che le aziende applichino quel protocollo seriamente, bisogna che ci siano i controlli, e bisogna soprattutto cambiare davvero il paradigma di questo paese, perché non si può lavorare per fare una consegna e ricevere 2,50 euro. Questo è sfruttamento”.

Sul fronte delle indagini, sarà eseguita domani l’autopsia sulla salma del  rider. Tra gli altri accertamenti, sono al vaglio degli investigatori i video delle telecamere di sorveglianza della zona per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Unico indagato per omicidio stradale è il conducente del Suv, che, secondo alcune testimonianze pare sia passato all’incrocio con il colore giallo.

E dopo la morte del rider 26enne a Firenze, la Cisl chiede che la Regione Toscana riconvochi il tavolo “per verificare l’accordo firmato”, per “applicare il contratto nazionale, superare la dittatura dell’algoritmo, ripensare le norme su salute e sicurezza alla luce dei nuovi lavori”, inoltre annuncia per il 10 ottobre un flash mob a Firenze sulla sicurezza sul lavoro per sensibilizzare sul tema.

“La Regione riconvochi il tavolo sui rider per verificare con i firmatari gli avanzamenti dell’accordo sottoscritto solo pochi mesi fa ed eventualmente individuare i correttivi necessari, per arrivare davvero all’applicazione del contratto nazionale di riferimento (quello ‘Merci e logistica’) per tutti i rider, strada maestra per garantire a questi lavoratori maggiori tutele e diritti”, chiedono la Cisl Firenze-Prato assieme alle categorie dei trasporti e del commercio Fit e Fisascat. “Le comprensibili reazioni del momento, dalle mobilitazioni più o meno spontanee, gli scioperi e i presidi – affermano Cisl, Fit e Fisascat – lasciano il tempo che trovano, perché crediamo che questo triste fenomeno vada affrontato in maniera diversa, lavorando giorno dopo giorno alla ricerca di tutte quelle tutele e soluzioni possibile per mettere al riparo questi lavoratori”.

NELL’AUDIO LA VOCE DI DUCCIO D’AGNANO DI ROBIN FOOD

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Sciopero nazionale del personale mobile treni, in Toscana alta adesione

Sciopero nazionale del personale mobile treni, in Toscana alta adesione

Firenze, secondo la FIt Cisl Toscana, ci sarebbe stata un’alta adesione, tra il 70 e l’80%, in Toscana allo sciopero nazionale del personale mobile delle società ferroviarie Trenitalia S.P.A, Italo Ntv, Trenord S.R.L., Trenitalia Tper Svi, proclamato per venerdì 9 (dalle ore 9.01 alle 16.59) dai sindacati di categoria contro il problema, sempre più grave, delle aggressioni.

“Una vera e propria escalation – denuncia il segretario regionale Fit-Cisl Antonino Rocca spiegando le motivazioni dello sciopero nazionale – che si protrae ormai da troppo tempo e che ha visto addirittura un incremento durante la stagione estiva, verso macchinisti e capitreno dei convogli dell’alta velocità, del servizio intercity e treni regionali.”

“Questi episodi non sono più tollerabili – continua Rocca – serve un intervento non più rinviabile da parte di tutti i soggetti, aziende ed istituzioni, preposti a garantire la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Dall’inizio dell’anno sono molteplici gli episodi che hanno visto come vittime di aggressioni violente, anche con pugni e sputi, il personale in servizio sui treni, a seguito della richiesta di presentare il titolo di viaggio o di rispettare le regole, che prevedono l’obbligo a bordo dei treni di indossare la mascherina, per non parlare delle aggressioni verbali che ormai non si contano più.”

“Lo sciopero nazionale di 8 ore proclamato unitariamente per la giornata di oggi – aggiunge il segretario Fit-Cisl – si è reso necessario in quanto non è giunta finora nessuna risposta efficace volta a trovare soluzioni per fermare le aggressioni nei confronti del personale mobile che svolge quotidianamente ed in maniera responsabile il proprio lavoro.”

“La Fit-Cisl Toscana – conclude Rocca – invita tutti i soggetti coinvolti, aziende e istituzioni, a trovare soluzioni efficaci volte ad eliminare, una volta per tutte, i rischi di aggressione che da ormai troppo tempo il personale dei treni è costretto ad affrontare. In assenza di risposte adeguate continueremo in maniera decisa e convinta il percorso di mobilitazione.”

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Lavoro, Toscana: Regione e Sindacati firmano accordo per sicurezza

Lavoro, Toscana: Regione e Sindacati firmano accordo per sicurezza

Nel protocollo misure per accrescere le tutele dei lavoratori, potenziare la rete regionale dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (rls) e istituire un apposito tavolo tecnico da convocare periodicamente per garantire il coordinamento delle attività.

Il protocollo d’intesa  sottoscritto oggi, 3 agosto, tra Regione Toscana, le organizzazioni sindacali regionali Cgil, Cisl, Uil e le tre Asl toscane (Centro, Nord Ovest, Sud Est).dalle parti è finalizzato primariamente a potenziare ancora di più il progetto “Rete regionale rls”, attivo in Toscana da diversi anni, con l’obiettivo di accrescere la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza alle politiche regionali di prevenzione da infortuni e malattie professionali e quindi per il miglioramento della capacità comunicativa e la presa di coscienza dei lavoratori in modo tale che gli stessi siano in grado di partecipare attivamente alle dinamiche aziendali e acquisiscano maggiore consapevolezza dei propri diritti e doveri in questo ambito.

Per potenziare la Rete regionale rls il nuovo protocollo prevede di ampliare il più possibile il numero degli iscritti, con il supporto delle organizzazioni sindacali, individuando congiuntamente anche le strategie formative/informative più efficaci.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, l’accordo prevede di: promuovere e realizzare iniziative formative, informative e di aggiornamento a sostegno del ruolo dei Rls; sostenere e favorire l’aggiornamento della pagina web dedicata sul portale della Regione Toscana; coordinare la programmazione delle attività oggetto del protocollo grazie alla nascita di un tavolo tecnico che verrà convocato periodicamente.

Il presidente della Regione Toscana si è detto soddisfatto dell’accordo che va a rafforzare la già collaudata e pluriennale collaborazione con le organizzazioni sindacali, contando sul loro massimo apporto anche nel promuovere i contenuti dell’intesa tra i propri iscritti e la loro adesione alla Rete regionale dei Rls, così come si è detto soddisfatto dell’attivazione per la prima volta di uno specifico tavolo tecnico di confronto e monitoraggio di tutte le attività che saranno condivise e realizzate.

Per l’assessore regionale al diritto alla salute il nuovo protocollo d’intesa darà un forte contributo al potenziamento delle azioni, che la Regione Toscana ha promosso in questi anni a tutela della sicurezza dei lavoratori. La sigla dell’accordo è un ulteriore passo avanti per intervenire collegialmente negli ambienti di lavoro a salvaguardia del benessere psico-fisico e della stessa vita dei lavoratori.

Per Dalida Angelini, segretaria generale Cgil Toscana, la pandemia ha dimostrato ancora una volta come i Rls abbiano un ruolo decisivo nella tutela della salute di lavoratori e lavoratrici. Questa intesa, che fa perno sul fondamentale concetto della prevenzione, vuole infatti rafforzare la loro attività promuovendo percorsi di formazione e informazione, all’interno di una precisa programmazione. “Si tratta di un passo avanti nella battaglia per la sicurezza sul lavoro e monitoreremo sull’applicazione, sottolinea Angelini, che ritiene che si vada “nella direzione giusta, pur sapendo che c’è ancora molto da fare per migliorare la sicurezza sul lavoro, che deve essere una priorità per tutti e soprattutto deve essere considerata non un costo, ma un investimento. Siamo stanchi di dover fare il bollettino di morti e feriti sul lavoro, è inaccettabile”.

Per Roberto Pistonina, segretario generale aggiunto della Cisl Toscana, “la sicurezza è una questione di carattere culturale, oltre che di applicazione corretta delle norme. Questo protocollo mette in parallelo la responsabilità di chi sui posti di lavoro e sul territorio deve porre in atto la sicurezza: in questo senso è importante l’impegno della Regione a fornire strumenti di supporto per formazione, informazione, divulgazione e confronto, affinché questa sinergia produca il maggior effetto possibile contro una piaga gravissima, che è quella degli infortuni e delle morti sul lavoro”.

“Il protocollo è un passo importante per promuovere la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori in Toscana – aggiunge Paolo Fantappiè, segretario generale Uil Toscana -. Potenziare la rete dei rls in Toscana con l’istituzione di tavoli permanenti dove condividere idee e conoscenze tra tutti gli attori in gioco è un tassello fondamentale. E’, infatti, necessario il coinvolgimento di tutti – sindacati, parti datoriali, istituzioni – perché nessuno può chiamarsi fuori quando si tratta di alzare il livello della sicurezza del mondo del lavoro. Un’azione concreta che, naturalmente, ci vedrà in prima linea per dare impulso alla prevenzione e alla promozione della cultura della sicurezza”, conclude Fantappiè.

NELL’AUDIO l’assessore alla sanità della Regione Toscana, Simone Bezzini

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Aerei: in Toscana voli cancellati per sciopero. Disagi a Firenze e Pisa

Aerei: in Toscana voli cancellati per sciopero. Disagi a Firenze e Pisa

Sono per il momento una trentina i voli cancellati in Toscana per lo sciopero dei trasporto aereo, con ricadute soprattutto sull’aeroporto di Firenze (almeno 25 cancellazioni tra partenze e arrivi) rispetto allo scalo pisano (4 cancellazioni).

Voli cancellati non solo a Firenze, ma anche al “Galilei” di Pisa, dove stamani si è svolto anche uno sciopero con presidio dei sindacati dei lavoratori dello scalo e dell’handling. Sono centinaia i passeggeri in attesa da ore a causa di ritardi e soppressioni che risentono anche degli scioperi negli altri aeroporti europei.

“Il traffico è ripartito a pieno regime – hanno denunciato Cgil, Cisl, Uil e Ugl durante il presidio svoltosi a Pisa – ma Toscana Aeroporti non ha garantito un numero adeguato di personale, soprattutto per il settore dell’handling con conseguenti disagi per l’utenza e condizioni di lavoro non sicure, perché non siamo in grado di garantire un’adeguata assistenza ai voli”.

Da tempo, hanno proseguito i rappresentanti dei lavoratori, “abbiamo cercato di stimolare le società Toscana Aeroporti (oltre 300 addetti) e Toscana Aeroporto Handling (oltre 400 addetti) a prepararsi a una fase dove la diminuzione delle restrizioni dovute alla pandemia e la capacità di offerta da parte delle compagnie avrebbe potuto determinare una ripresa improvvisa dei viaggi da parte delle persone, ma non siamo stati ascoltati.”

“La mancanza di programmazione adeguata da parte delle aziende – hanno osservato ancora i sindacati – ha determinato turni scoperti, squadre ridotte e notevoli carichi di lavoro sugli addetti che sono insufficienti a gestire le attività, situazione aggravata anche dai numerosi eventi di aggressione da parte dei passeggeri verso gli addetti, eventi che abbiamo denunciato inutilmente”.

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