Careggi, allarme della Fp-Cisl sulle sale operatori del CTO nel periodo delle feste

Careggi, allarme della Fp-Cisl sulle sale operatori del CTO nel periodo delle feste

Riportiamo un comunicato del Segretario generale della Cisl Funzione Pubblica Firenze e Prato, Mauro Spotti sulla situazione delle sale operatori del CTO (traumatologia) di Careggi durante le festività natalizie

La Direzione Sanitaria di Careggi ha inviato una delibera sulle maggiori richieste di interventi in traumatologia il 18 Dicembre, nella quale dice che per un “incremento di tempi di attesa per interventi chirurgici di pazienti traumatologici con aumento dei tempi di degenza” dovranno aumentare le sedute il 26 Dicembre e il 1 e 7 Gennaio.
Insomma, si sono accorti soltanto adesso che l’attività del mese di Dicembre non garantiva il periodo delle feste. E soltanto adesso chiedono ai lavoratori di saltare il giorno libero e restare a lavorare per 12 ore all’interno delle sale, contravvenendo in alcuni casi anche alla normativa europea sugli orari.
A conferma che senza confrontarsi con le organizzazioni sindacali su una materia così complessa si procede unilateralmente e si fanno errori.
Solo successivamente, su nostra pressione, siamo stati chiamati ad osservare l’ennesimo “rattoppo organizzativo”.
Ad oggi non abbiamo avuto un confronto con la Direzione sanitaria sulla gestione dell’orario aggiuntivo in quel comparto e sulla sicurezza dei lavoratori da stress.
Perché non ci chiedono quali soluzioni organizzative pensiamo migliori per quel comparto, visto che le loro danno questi risultati ?
Guardino per un attimo l’organizzazione delle altre sale, forse potrebbero trarne qualche idea utile !
La Cisl Funzione Pubblica Firenze e Prato chiede una riunione con la Direzione Sanitaria il 26 Dicembre e il 1 Gennaio per monitorare in diretta interventi e soluzioni organizzative. Non vogliamo lasciare i lavoratori da soli in questa situazione !

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Commercio, domani sciopero e presidi in tutta la Toscana

Commercio, domani sciopero e presidi in tutta la Toscana

L’agitazione indetta da Cgil-Cisl-Uil di categoria per il rinnovo del Contratto nazionale. I sindacati: “Non fate la spesa in questo giorno”

Domani, Venerdì 22 dicembre, le lavoratrici ed i lavoratori della Distribuzione Cooperativa e della Distribuzione Moderna Organizzata saranno in sciopero per il rinnovo del Contratto nazionale (agitazione indetta a livello nazionale da Cgil-Cisl-Uil di categoria).
Sono oramai quasi 4 anni che i lavoratori delle Cooperazione, oltre 12mila in Toscana, sono senza Contratto Nazionale per la pretesa della controparte di trovare una soluzione che peggiorerebbe diritti e retribuzione, a partire dal non pagamento dei primi tre giorni di malattia, a fronte di un aumento salariale complessivamente più basso di quello già siglato con Confcommercio, archiviando la Distintività cooperativa valore fondante del movimento.
Le aziende associate a Federdistribuzione, invece, da oltre 4 anni impongono unilateralmente l’applicazione, nei fatti, di un “regolamento associativo”, non sottoscrivendo un nuovo Contratto nazionale di settore e neppure riconoscendo il rinnovo del Contratto nazionale TDS siglato con Confcommercio nel 2015, producendo un danno retributivo e contributivo alle lavoratrici e ai lavoratori, circa 15 mila in Toscana.
Situazione aggravata ulteriormente dai comportamenti di molte singole aziende che in questi anni hanno operato disdette dei contratti integrativi, aperto procedure di licenziamento e, soprattutto, pretendendo aperture per le Festività, massima flessibilità degli orari, peggiorando le condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori.
Lo sciopero sarà articolato per l’intero turno di lavoro di venerdì 22 dicembre con presidi e volantinaggi che si terranno in alcune province: a Firenze presìdi davanti a Zara e La Rinascente (ore 11, piazza Repubblica) e davanti a Legacoop Firenze (ore 9:30 fino alle 10:30, Largo Alinari 21); a Pisa con un presidio in mattinata davanti ad Ikea; a Prato con un presidio in mattinata davanti a Pam e a Parco Prato; a Lucca con un presidio in mattinata davanti a Carrefour e Esselunga; nelle altre province verranno effettuati volantinaggi davanti ai vari punti vendita.
Per le province della costa, i lavoratori saranno in presidio in mattinata a Vignale Riotorto, nel piazzale davanti alla sede di Unicoop Tirreno, dove si terrà una manifestazione nazionale a sostegno della difficile vertenza.
Chiediamo sostegno e solidarietà, che potrà manifestarsi non andando a fare la spesa il 22 dicembre nei punti vendita di Unicoop Tirreno, Unicoop Firenze, Coop Centro Italia, Carrefour, Coin, Decathlon, Despar, Esselunga, Ikea, Leroy Merlin, Metro, OVS, Upim, Zara, eccetera.
Firmato: i segretari generali toscani Cinzia Bernardini (Filcams Cgil), Carlo Di Paola (Fisascat Cisl), Marco Conficconi (UilTucs)

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Tav Firenze, Cisl: “Ora subito i lavori”

Tav Firenze, Cisl: “Ora subito i lavori”

Filca e Fit, i sindacati edili e dei trasporti della Cisl, dopo lo sblocco sulle terre di scavo: “oltre dieci anni di attesa sono davvero troppi. Creare un ufficio di monitoraggio per sbloccare subito eventuali intoppi.”

“Pare essersi finalmente sbloccata l’annosa questione dello smaltimento delle terre di scavo per la realizzazione del nodo fiorentino dell’alta velocità. Prendiamo atto di questa buona notizia, ma chiediamo a tutti i soggetti coinvolti di non perdere altro tempo per realizzare questa opera di fondamentale importanza per il territorio, anche perché 10 anni di attesa ci sembrano un lasso di tempo più che sufficiente”. A dirlo sono Simona Riccio e Stefano Boni, segretari generali toscani di Filca e Fit, i sindacati delle costruzioni e dei trasporti della Cisl.

“Bisogna fare in fretta – sottolinea Riccio – perché ai nostri lavoratori è stato chiesto un sacrificio pesante, insostenibile. Nel cantiere Nodavia, per esempio, ci sono 50 lavoratori tra operai e impiegati, ma si lavora a giornata perché in attesa del via libera al cosiddetto Put, il piano per l’utilizzo delle terre di scavo. Stesso problema nel cantiere Ergon di Campo di Marte: dopo gli sviluppi delle indagini è stata rimontata la fresa a tempo di record, ma in attesa del via libera ci sono soltanto pochissimi lavoratori addetti alla guardiania e alla manutenzione, con costi elevatissimi per il noleggio dei mezzi. In questo cantiere, iniziato da quasi 10 anni, si va avanti tra improvvise accelerazioni di fasi di lavoro, con l’impiego di 200 addetti, e fasi di blocco improvviso, con ricorso agli ammortizzatori sociali. Una situazione inaccettabile”.

“Le Ferrovie – aggiunge Boni – prevedono che per finire tutti i lavori siano necessari altri tre anni. Dopo 10 anni di stallo è arrivato davvero il momento assumersi le responsabilità e di rimboccarsi le maniche, dotando così Firenze e tutta la regione di un’opera strategica e attesa da cittadini e turisti. Bisogna scongiurare il rischio di passarne altri 10, di anni, tra lungaggini burocratiche e stop improvvisi ai lavori. Il potenziamento delle nostre infrastrutture non potrà che avere effetti benefici, sull’alta velocità, ma sopratutto sul trasporto regionale su ferro, liberando binari di superficie e rendendo la stazione di Firenze Santa Maria Novella accessibile ad un maggior numero di treni locali, senza contare le ricadute sull’economia regionale”.

Per questo Riccio e Boni rilanciano la necessità di creare “un apposito ufficio pubblico” snello per monitorare il progetto TAV e prevenire eventuali ulteriori imprevisti, risolvendo subito le eventuali criticità: “Gli enti pubblici preposti, assumano insieme questa decisione, segnando una volontà anche fattiva di superare i problemi e realizzare quest’opera importantissima anche per la viabilità della città di Firenze.”

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